Romagna sua

Questo è un diario di Romagna sui generis. Non racconta di un viaggio di giorni o settimane ma racconta percorsi nella mia terra d’origine , accantonata per anni e riscoperta.

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  • di girolimoni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Pensavamo di vendere la casa natale di mio marito ma un giorno, in primavera, percorrendo la strada che Massa Lombarda, il mio paese, porta alle valli di Comacchio, abbiamo pensato -Questi sono luoghi di pace per l’anima, il mare qui non ci piace ma in Romagna non c’è solo il mare. Quella casa ce la teniamo.- La “Massa” è un bel paese riposante, con il suo piccolo centro storico e un mare di manifestazioni, dalla crostatona in piazza alla sagra della nettarina e da là possiamo girare all’infinito. La strada che porta a Comacchio, passando per Argenta è uno spettacolo, lunga via in mezzo a lagune e oasi naturali. Comacchio è sempre bella, ma i periodi migliori per visitarla sono l’autunno e la primavera, quando gli uccelli si radunano o per emigrare o per ritornare. Vedi nel cielo una nuvola rosa che si sposta: sono i fenicotteri. Facendo un giro su un battello che parte dal cuore del parco del Delta del Po abbiamo visitato i “casoni”, antiche postazioni per la pesca e la lavorazione dell’anguilla. Lungo il fiume si possono avvistare diverse specie di volatili, un paradiso per i fotografi. Il punto di partenza è ai Casoni di Foce, raggiungibili da Comacchio percorrendo la strada-argine di Fattibello. La visita è a pagamento. E’ opportuno telefonare alla SILVACO di Comacchio ( via Mazzini, 200- Tel. 0533/81159 e prenotare, in alta stagione. Vicino all’imbarco c’è un punto ristoro, pittoresco e abbastanza economico ma servono solo pochi piatti abbastanza deludenti. In ottobre, con la Festa dell’anguilla, Comacchio si presenta con un mescolio di odori, quello dell’anguilla alla brace misto al salmastro dei canali, colori di barche in festa , fascino di un’architettura di laguna che risplende in mezzo alla gente. D’obbligo una degustazione dei vini del bosco Eliceo in un ristorante bar con vista canali. Non ne ricordo il nome ma ci sbattete contro appena entrati in Comacchio. Ma la nostra Romagna non finisce mai e non è mai finita. Abbiamo scoperto l’interno, le strade appenniniche che portano a borghi antichi arroccati e poco noti alla massa di turisti che l’estate affollano la riviera. Brisighella con il suo castello fortezza, il centro medievale con la strada degli asini, passaggio coperto anticamente usato per il transito dei birocciai che portavano il gesso, con l’olio ricavato da ulivi autoctoni, delicato e prezioso. L’olio, eccellente è in vendita presso la Cooperativa, su una via quasi in centro. Qui incontri la cordialità della gente di Romagna. E’ vero che il presentare Paolo come romagnolo ci dà una carta in più, perché i romagnoli sono orgogliosi e guai se vengono confusi con i vicini emiliani . Ho sentito uno di Lugo che parlava dei bolognesi come “forestieri” Ovunque incontri l’onnipresente piadina, definita il “ cibo degli dei”, chiamata anche piada o “pizza”, che ti viene servita insieme al castrato o alla tagliata. E che dire dei cappelletti? Si dice che la loro morte è nel brodo ma sono eccellenti anche con un buon ragù ristretto, romagnolo. Commovente la tagliata che servono alla Locanda della Colla, proprio in cima al passo. Siamo in provincia di Firenze ma la cordialità rimane romagnola Nella splendida e provinciale Ravenna, oltre alle meraviglie dei mosaici, consiglio una puntata alla Ca de Vèn, il posto migliore per gustare una piadina o un piatto di garganelli con un buon bicchiere di vino. Vale la pena fare anche un salto a Dozza Imolese: piccola cittadina con le case affrescate da pittori che ogni anni partecipano a una festa- concorso affrescando l’esterno delle case. Il suo castello accoglie un’enoteca notevole e nelle sale la sorpresa è trovare un’antica pressa per i ciccioli, altra golosità a base di scarti di maiale conditi e pressati in blocchetti che solo uno sguardo ti fa ingrassare. Di fronte al castello un ottimo ristorante con specialità del luogo. Per avere la” vista castello” è meglio prenotare (Ristorante La Scuderia Piazza Rocca - Dozza Imolese (Bo))

Tornando verso il mare, la Cervia non balneare è uno spettacolo, con il suo centro storico , il suo porto canale , il museo del sale e l’antica salina. Ho fatto una scorta di sale di tutti i tipi: alla salicornia, per le carni, per il pesce, il fior di sale raccolto a manoConsiglio una sosta alla cooperativa dei Pescatori lungo il porto canale. Pesce eccellente e prezzi bassi. Altre sorprese riservano le oasi. Nell’oasi di Punta Alberete, vicino a Marina di Ravenna, ci siamo fatti una passeggiata rilassante, attraversando il bosco e il sottobosco, costellato di laghetti e canali. Ma la cosa che colpisce è l’anima festaiola dei Romagnoli. In Massa Lombarda ci siamo goduti la Sagra del castrato, quella delle “sfogline” ( le tagliatelle), dove si gareggia per fare la sfoglia più sottile. A Cotignola, pochi chilometri distante, in ottobre c’è quella del vino, con carri che trasportano allegre ragazze intente a pigiare l’uva e, in piazza, una fontana rappresentante Bacco che zampilla vino e se compri il bicchiere della festa puoi berne quanto vuoi. Ecco, la vera Romagna non è quella degli stabilimenti balneari, sempre curati e eccellenti, ma questo suo entroterra variegato e accogliente. Ci torneremo e continueremo l’esplorazione.

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