Il Nilo, Il Cairo e il deserto del Sahara (1)

Viaggio nella terra dei Faraoni (…e appendice con tanti consigli utili!) 7 notti di crociera 3 notti a Il Cairo 4 notti nel deserto del Sahara PREMESSA Finalmente l’ Egitto! Ecco un viaggio che aspettavamo di fare da tanto tempo! ...

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  • di BEATRICE1973
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  • Viaggiatori: in coppia

Viaggio nella terra dei Faraoni (...E appendice con tanti consigli utili!) 7 notti di crociera 3 notti a Il Cairo 4 notti nel deserto del Sahara PREMESSA Finalmente l’ Egitto! Ecco un viaggio che aspettavamo di fare da tanto tempo! Una civiltà straordinaria, un fiume leggendario, antichi templi, sabbie infinite... Per scoprire le meraviglie di questo Paese mio marito ed io abbiamo scelto un viaggio un po’ particolare, con una navigazione sul Nilo più lunga del consueto, che alle classiche mete ha visto aggiungersi la visita di due siti incantevoli, generalmente “dimenticati” dal turismo di massa, Abydos e Dendera, e alcuni giorni nel mitico deserto del Sahara.

Premetto che la prima cosa che ci ha colpito sono le misure di sicurezza! Ci sono ovunque poliziotti armati e con mitra inquietanti pronti all’uso, poliziotti su dromedario e in borghese anche all’interno dei siti, poliziotti su torrette, posti di blocco frequenti, metal detector negli alberghi, sulle navi, all’ingresso dei siti e dei musei! Questo per la protezione del turista, a seguito degli episodi di terrorismo degli anni scorsi (vd. Appendice).

La seconda cosa che più ci ha colpito è lo stridente contrasto tra il glorioso passato di questo Paese, che ha ospitato una delle più incredibili civiltà del pianeta, e le condizioni odierne della popolazione! Gli Egiziani sono al 50% dediti all’agricoltura, in particolare alla produzione di cotone, e poi di canna da zucchero, cereali, ortaggi, legumi, lino e sesamo. Nell’economia dell’Egitto poco rilievo ha l’allevamento, a causa della scarsa disponibilità di pascoli e di foraggi, così come le risorse minerarie. Il Governo, negli ultimi anni, ha cercato di dare impulso alla siderurgia, alla produzione di cemento e fertilizzanti, all’industria tessile e a quella in grado di esportare i propri prodotti. Ma è l’industria turistica quella che porta la maggior ricchezza nel Paese, anche se colpisce che, tranne una piccola minoranza di appassionati eruditi, il popolo egiziano è totalmente indifferente al suo glorioso passato...Forse perché troppo impegnato nella quotidiana lotta per la sopravvivenza: nelle campagne abbiamo visto case di fango coperte di paglia, spesso senza luce e acqua, bimbi laceri e mezzi nudi impegnati a pascolare vacche e capre, o a lavorare per ore chini su telai. E la vita nella caotica e inquinata capitale non va certo meglio, con migliaia di persone che vivono di espedienti, abitando edifici fatiscenti, ancora in costruzione o abbandonati. Non c’è da stupirsi, quindi, se i turisti sono quasi “presi d’assalto” dai locali e subissati da mille richieste e offerte. Questo approccio, talvolta molto aggressivo, è comune anche ad altri paesi di cultura araba (ricordo gli stessi assalti subiti in Turchia!) e risulta talvolta spiacevole e fastidioso. Il turista occidentale, che vorrebbe essere lasciato in pace ad ammirare le bellezze del paese, si ritrova invece al centro dell’attenzione e si fa talvolta l’idea che il popolo egiziano sia maleducato, ingannatore e furbo. Sì, furbo, nel richiedere continue mance o mazzette, pronto sempre a fregare il turista ingenuo. Peccato che si pensi questo. Peccato che si dimentichi che ci troviamo in un paese povero, dove il tasso di alfabetizzazione degli adulti è ancora molto basso (52%) e l'accesso all'istruzione, soprattutto per le donne delle aree rurali, non è garantito. Peccato che non si tenga a mente che in Egitto la speranza di vita alla nascita è di circa 63 anni, contro i 78 dell’Italia e che la mortalità infantile è piuttosto alta e riguarda ben 57 bimbi su 1.000 nati vivi

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