Marettimo, la montagna dal mare

Un piccolo paradiso emerso dalle acque della Sicilia

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  • di battirena
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Marettimo o Hiera, la sacra, non sarà sacra, ma poco ci manca! E’ la più lontana delle Egadi (dista circa 40 km da Trapani) e la più difficilmente raggiungibile. Si arriva da est ed eccola, verdeggiante e alta sul mare con i suoi quasi 700 metri di altezza. A sinistra la massiccia punta Besana, a destra l’acuminata punta Troia con il castello e al centro il piccolo paese, bianco con i due approdi: lo scalo Nuovo, dove attraccano gli aliscafi e la nave e lo scalo Vecchio delizioso porticciolo di pescatori. Marettimo si presenta così. Il paese vive la sua stagione nei mesi estivi. C’è un piccolo ufficio postale, una banca, la farmacia, due mini-mini market, qualche negozietto di souvenir, un forno (ottimo il pane cunzato), cinque i ristoranti e i bar, un residence, qualche b&b, molte camere e appartamentini in affitto, due o tre km di strade, solo mezzi (anche elettrici) a uso dei residenti… Le case, bianche con le finestre blu e marroni e con i tetti a terrazza sono discretamente mantenute, le stradine lastricate e pulite anche se per alcuni aspetti si potrebbe fare meglio! Insomma, un piccolo paradiso che si affolla un po’ di più durante qualche fine settimana e per qualche giorno in agosto. Gli abitanti (circa 600 i residenti che si riducono notevolmente in inverno) abbandonata l’agricoltura, fanno tutti i mestieri collegati al turismo e alla pesca. In inverno la vita è un po’ dura e l’isolamento pesa, ma chi rimane non si lamenta.

Noi abbiamo trascorso solo una settimana a Marettimo, ma dopo un giorno ci siamo sentiti a... casa! La gente è gentile e affabile: subito fai amicizia sia con i locali che con i turisti che hanno scelto questa località così tranquilla e lontana dai clamori delle vacanze estive. Abbiamo fatto conoscenza con persone squisite scambiandoci impressioni ed esperienze e, sarà anche per l’atmosfera di questa isola, qualche piccola intimità: di meglio non si può chiedere!

Che fare

Non ci sono problemi: anche per noi (un po’ stagionati) c’è molto da fare. Abbiamo fatto un paio di giri dell’isola in barca (costano da 15 a 20 euro a persona) con durata dalle tre alle cinque ore e che permettono di godere delle bellezze di questa terra e di questo mare. Si visitano alcune belle grotte (ce ne sono circa 400 tra emerse e sommerse) caratteristiche delle rocce dolomitiche e calcaree che costituiscono l’isola. Ci si ferma a fare ottimi bagni nei punti più caratteristici e nelle cale più belle e soprattutto si gode la magnifica visione delle “vette” dolomitiche che precipitano in uno splendido mare blu e verde. Le spiagge sono poche, piccole e difficilmente raggiungibili a piedi, ma si può usufruire del servizio taxi-mare o noleggiare una piccola imbarcazione. Sulla costa est, dove si trova il paese e dove la montagna è più dolce, si può raggiungere facilmente le spiaggette di praia di Rutti e quella più grande di praia di Nacchi. Senza sforzarci molto ci siamo fatti degli eccellenti bagni anche all’arenile dello scalo Vecchio verso le otto del mattino con mare-tavola! Da non perdere assolutamente l’escursione a Punta Troia e la salita al castello spagnolo del XVII secolo. Noi l’abbiamo fatta “sbarcando” sulla deliziosa spiaggetta alla base del castello e dopo la salita (e discesa) al castello stesso siamo rientrati in paese percorrendo il sentiero che sale a mezza costa. E’ un po’ faticoso e specialmente nella prima parte diciamo… emozionante! Da fare anche la salita (breve, ma...) alle case romane e alla chiesetta normanna e seguendo un bel sentiero a mezza costa abbastanza ombreggiato si raggiunge la casa forestale di Carcaredda. Da qui si può scendere a praia di Nacchi e farsi un bel bagno (consigliabile….) oppure proseguire verso punta Libeccio, il faro e praia Niura. Ci sono molte altre escursioni da fare come quella a Pizzo Falcone (686 m), a Cala Bianca, ecc. che non abbiamo fatto per motivi legati al sole e alle... primavere. Munitevi, quindi, di cappello, scarpe adatte e acqua, state attenti al sole e alla euforbia o corallo di terra il cui latte è irritante (per esperienza!) e tra rocce, rigogliosa vegetazione e mare blu non avrete modo di annoiarvi! Naturalmente potete passeggiare per le stradette del paese fermandovi allo scalo Nuovo a osservare il via-vai delle barche o l’arrivo dell’aliscafo che è sempre un piccolo avvenimento. Una delle buone cose da fare è quella di sedersi ai variopinti tavoli del caffè Tramontana, sotto le piccole palme e con davanti il porticciolo dello scalo Vecchio e più lontano punta Troia. Qui, nel luogo più ameno del paese, potete fare uno spuntino o godervi una buona granita e un gelato al pistacchio, magari conversando con qualche amico o leggendo alcune pagine di un libro. Non male!

Levanzo e Favignana

Da Marettimo con l’aliscafo o la nave si raggiungono facilmente le altre due perle delle Egadi e naturalmente non abbiamo esitato a visitarle

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