Alla scoperta dell'Ecuador gioiello del Sud America

Un viaggio sorprendente in Sud America, in un Paese che si è rivelato uno scrigno di bellezze naturali, con splendidi paesaggi andini, laghi, vulcani, resti della misteriosa civiltà inca, città coloniali ben conservate, colorati mercati indigeni, gente gentile e disponibile, ...

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  • di Uzbe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 15
    Spesa: Oltre 3000 euro

Pranziamo nel rifugio all’interno del parco dove si trova anche un altro vulcano, il Ruminahui (4557), prima di raggiungere la vallata con la splendida laguna di Linpiopungo, che offre un punto di vista magico sul vulcano che si specchia nelle sue acque. Un sentiero di 2,6 km corre tutt’intorno alla laguna con alcune piattaforme panoramiche. Alloggiamo a Lasso all’Hosteria la Cienega, una vecchia villa adattata ad hotel frequentata, narrano, da fantasmi, che non si fanno vedere, mentre la cena è molto apprezzata.

Quilotoa-Riobamba

Il percorso si snoda attraverso paesaggi andini fantastici. Nel villaggio di Tingua, poche case, vive una comunità di agricoltori e pittori, nota per i vivaci dipinti naif con scene di vita andina realizzati su pelle di montone e le maschere di legno raffiguranti animali, indossate durante le festività locali. Raggiungiamo la Laguna di Quilotoa (3914 m) il lago di origine vulcanica, che offre una vista che toglie il fiato sulla caldera di circa 3 km di diametro e le sue acque cristalline, che si trovano 400 metri più in basso del belvedere sullo scosceso orlo del cratere. Un sentiero conduce fino al lago, ma ci avventuriamo solo per un breve tratto, pensando alla faticosa risalita a quasi 4000 metri di quota. Quattro passi nel paese e, dopo il pranzo, riprendiamo il viaggio attraverso le Ande e arriviamo a Riobamba, capoluogo della provincia di Chimborazo, devastata da terremoto nel 1797 e poi ricostruita, per un breve periodo capitale dell’Ecuador. Un breve giro in città, prima di raggiungere l’accogliente e confortevole Hosteria Abraspungo.

Alausì-Ingapirca-Cuenca

Sosta alla chiesa di Balbanera, la prima in Ecuador costruita all’epoca della colonizzazione spagnola nel XV° secolo. Attraversando una zona di produzione di quinoa, arriviamo ad Alausì (2450 m) sul margine della gola del Rio Chanchan, dominata da una gigantesca statua di S. Pietro, dove c’è la stazione in cui si prende il treno della Ferrovia Transandina per la celebre Nariz del Diablo, un adrenalinico percorso a zig-zag sul fianco della montagna, con viste ardite, arrancando lentamente su e giù per il Naso del Diavolo, uno sperone roccioso alto 765 metri sino a Sibambe. 40 minuti di tragitto, un’ora di sosta con intrattenimento di coinvolgenti danzatori in costume locale e ritorno ad Alausì. Il passaggio tra le due catene andine, con sconfinate distese di coltivazioni, è suggestivo. Proseguiamo per Ingapirca (3200 m), il sito archeologico meglio conservato dell’Ecuador, in posizione panoramica, utilizzato come osservatorio e nel XV° secolo occupato dagli Inca e trasformato in fortezza militare. Il Tempio del Sole è l'edificio più significativo. Per strada un assaggio di maiale allo spiedo, prima dell’arrivo a Cuenca (2530 m) con breve giro nel centro sino alla piazza della cattedrale. Ottima sistemazione al Carvallo Hotel.

Cuenca-Guayaquil

Il cielo è grigio durante la visita della città di Cuenca, tra le più belle e caratteristiche dell’Ecuador, il cui centro storico del XVI secolo è stato dichiarato patrimonio Unesco. La città coloniale è punteggiata da cupole e campanili, chiese e cattedrali, vecchie e nuove, tra le quali quella maestosa dell'Immacolata Concezione (1885). La vecchia cattedrale ospita ora il Museo di Arte religiosa. Le stradine acciottolate, i balconi fioriti, i mercatini artigianali, le conferiscono un’atmosfera suggestiva. Interessante la visita ad un centro di produzione dei cappelli Panama nel quale ci viene illustrata la storia e l’origine del famoso cappello. Saliamo quindi al belvedere con il tempo minaccioso ed infatti si scatena un temporale mentre ci infiliamo in una bottega artigianale di ceramica con delle realizzazioni artistiche di notevole qualità. Ci aspetta un lungo trasferimento con meta Guayaquil, attraverso il Cajas Nacionale Parque, umido e nebbioso, con diverse lagune e superiamo il passo Tres Cruces a 4166 metri. Pranzo nell’accogliente Hosteria Dos Chorreras con trota in salsa di funghi e gamberetti, prima di catapultarci in pianura nell’accogliente Hotel Palace dove si fa sentire il caldo umido e afoso. La visita della città ci porta al Parco del centenario, in ricordo dell’indipendenza della città dal dominio spagnolo; il quartiere coloniale Barrio Las Penas; il lungomare Malecòn con il monumento a San Martin e Bolivar, leader dell’indipendenza sudamericana, il belvedere per una panoramica sulla città. Poi la cattedrale e il parco delle iguane che girano in libertà tra i bambini che le guardano incuriositi. Guayaquil è l’ultima mèta in Ecuador prima del volo per le Galàpagos, l’inizio di un’altra avventura

Roberto Lazzarato

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