Tutti i colori dell’Ecuador

Tra il verde della foresta amazzonica, il giallo del Cajas e il blu delle Galapagos

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  • di Patrizia Valenti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

25 luglio: Quito

Cambioooo. Lui sta bene e cade lei. Nonostante qualche segnale intimidatorio decido ugualmente di fare colazione ma la trattengo pochi minuti. Mi devo fermare? No, usciamo lo stesso per il free walking tour di Quito. Questa volta ci affidiamo a CommunityAdventures e rimaniamo soddisfattissimi. Siamo fortunati anche oggi perchè il lunedì c’è il cambio della guardia così facciamo un frettoloso giro del mercato alimentare per andare diretti in piazza per lo spettacolo. Le uniformi sono molto caratteristiche così come il cambio della guardia, presidiato da funzionari politici importanti e spesso addirittura dall’ancora amato presidente Correa. Del tour ci è piaciuta tantissimo la passione e le informazioni socio-politiche che hanno fatto da sottofondo a tutta la passeggiata. Le attrazioni di Quito le abbiamo viste dall’esterno e meritano un seguito. Comunque per me è stato il massimo in questo modo. Il tour termina verso le 14 e ci lascia il tempo per girare ancora un po’ da soli. Prenotiamo la cena a la Vista Hermosa per goderci il panorama della città nella nostra ultima sera a Quito. Anche se ceniamo dentro per scelta, la vista è spettacolare, vale la pena, come abbiamo fatto noi, di andarci anche al crepuscolo.

26-29 luglio: Cuyabeno

Partenza presto per Lago Agrio, ci accompagna in aeroporto una gentile signora dell’albergo che ci fa pagare la tariffa standard dei taxi. Il volo è in overbooking e partiamo con un’ora di ritardo in attesa che si trovi un volontario disposto a partire con il volo successivo. Alla fine, dietro compenso, si trova un volontario e partiamo. Sorvoleremo una parte dell’amazzonia violentata, come vedremo meglio a Lago Agrio, dalle compagnie petrolifere.

Da Lago Agrio un paio d’ore di pulmino ci separano da The Bridge, dove ci saranno altre 2/4 ore di canoa a seconda dei giri che vorrà farci fare la guida. Il tragitto in pulmino ci fa capire quanto sia invasiva la presenza umana in questi luoghi, ormai quasi totalmente disboscati per fare spazio a coltivazioni, allevamenti e trivellazioni. Da The Bridge lo scenario cambia e ci addentriamo nella giungla. E’ una storia controversa quella del turismo, è utile o dannoso? A me piace pensare, come diceva la nostra guida, che il turismo responsabile aiuti le popolazioni a preservare il proprio territorio, creando quel po’ di ricchezza che gli consenta di rimanere, ma soprattutto amplificando nel mondo le informazioni su quanto stia avvenendo con le trivellazioni ed aumentando, nell’opinione pubblica, la consapevolezza dei danni che uno sviluppo selvaggio possa produrre sul nostro pianeta.

I giorni passati a Cuyabeno sono stati bellissimi nonostante ci abbiamo “confinati” con una guida locale un po’ svogliata insieme a due tedeschi nostri coetanei. L’altra guida che gestiva un gruppetto più nutrito ci è sembrata più competente e più esuberante. In particolare siamo rimasti delusi il primo giorno quando, per arrivare presto alla laguna grande dove c’era la festa per i 37 di creazione del parco, ci ha fatto percorrere il tragitto da The Bridge al lodge veramente di corsa.

Ad ogni modo abbiamo fatto un bel bagno alla laguna grande e abbiamo visto il primo crepuscolo sull’acqua.

Qui ci siamo concessi uno dei lussi di cui parlavo scegliendo la sistemazione in camera superior. Ho chiesto espressamente la stanza più in alto nella torre e sono contenta. Dalla nostra “finestra” potevamo quasi toccare le fronde degli alberi, così abbiamo potuto vedere da una posizione privilegiata scimmie e tucani

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