Zanzibar yetu, hakuna matata!

posto stupendo...
 
Partenza il: 30/07/2011
Ritorno il: 23/08/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Io ed il mio ragazzo abbiamo prenotato a febbraio il volo con la Turkish Airlines (aerei puntuali, dotati di tutti i comfort, inclusi computerini con giochi, film e quantaltro, e cibo ottimo) con partenza il 30 Luglio da Roma Fiumicino alle 6,55 con scalo a Istanbul e a Nairobi (qui solo scalo tecnico però) e arrivo a Dar Es Salaam, volo pagato poco più di 500 euro. Arrivati nella capitale della Tanzania nel cuore della notte, e dopo aver pagato i 50 dollari a testa per il visto in aerporto, abbiamo atteso l’alba per prendere il primo traghetto, ovvero quello delle 7,00, per Zanzibar con la Azam Marine (io ho preferito fare così perchè gli aerei che usano per la tratta Dar Es Salaam-Zanzibar mi mettono i brividi…). Alle 9,00 circa posiamo il piede finalmente a Zanzibar. Prima di proseguire vorrei dire una cosa importante: noi non sapevamo che lì accettano SOLO i dollari dal 2000 in poi, non lo avevamo letto da nessuna parte prima di partire e infatti avevamo la maggior parte dei dollari del 1996 0 1999; è stato difficile smaltirli perchè a Stone Town facevano sempre storie e non li accetavano quasi mai, ci siamo sentiti quasi dei riciclatori di soldi falsi!!! 😀 Inoltre il cambio dei dollari più vecchi è anche più svantaggioso, quindi vi consiglio o di usare solo i loro scellini o di fare attenzione a quali dollari vi portate.

Siamo stati a Stone Town dal 31 Luglio al 7 Agosto, con un intervallo di un giorno dal 3 al 4 in cui abbiamo soggiornato nell’isola di Chumbe poco distante da Stone Town. Stone Town è una città molto vivace, piena di giovani che si divertono con gare di tuffi e di acrobazie in riva al mare. Il tramonto è sata la prima cosa che mi ha colpita lì, per gustarlo meglio vi consiglio il Mercury’s, un bar-ristorante sulla spiaggia molto carino, in onore del mitico Freddie Mercury che nacque proprio lì. Abbiamo alloggiato al Clove Hoel, un alberghetto molto centrale, a due passi dai giardinetti dove si svolge tutta la movida di Stone Town; le camere erano piccine ma la proprietaria, l’olandese Lisette, e tutto lo staff sono molto gentili e disponibili. La sera la città si anima e si riempie di bancarelle di cibo d’ogni tipo, molto frequentate sia dalla gente del luogo che dai turisti; qui potrete trovate pesce cucinato in mille modi, pizze, crepes, e succo di canna da zucchero aiosa. Io personalmente non ho avuto il coraggio di sperimentare perchè sono abbastanza delicata di stomaco, ma il mio ragazzo è sopravvissuto!! Vorrei spendere una parola circa il dilemma sulla profilassi anti -malarica: in principio volevamo farla, tra l’altro siamo entrambi figli di medici percui ben consigliati, ma alla fine abbiamo scelto di limitarci ad utilizzare potentissimi repellenti per le zanzare e devo dire che in tutti i 23 giorni io sono stata punta solo due volte e solo a Stone Town, quando ci siamo spostati a nord non ho mai visto una zanzara. Inoltre so che è più consigliato per chi magari resta in Tanzania per dei safari fare sia la profilassi anti-malarica sia il vaccino per la febbre gialla. Per quanto riguarda il clima, beh questa è la nota dolente, perchè nonostante avessimo scelto meticolosamente la meta non solo per la sua bellezza ma anche perchè Agosto dovrebbe essere il mese migliore, infatti è il loro inverno ovvero la stagione secca, calda ma non troppo e per nente umida con una media di 6 giorni di pioggia. Fatto sta che ha piovuto ogni giorno, intendo dal primo all’ultimo!! Però a onor del vero solo la mattina, con un picco alla mezza in cui sembrava cadesse il cielo, un diluvio tropicale quotidiano in piena regola! Poi verso le 14,00 si rasserenava e restava bello per il resto della giornata.Se volete organizzare dei tour, vi consiglio di affidarvi all’agenzia Eco Culture, sono davvero precisi e professionali; noi abbiamo fatto il tour a Prison Island, di fronte Stone Town, è un’isoletta dove prima c’era una prigione per gli schiavi che poi è stata adibita a centro di quarantena durante l’epidemia di febbre gialla e che adesso custodisce un parco pieno di tartarughe giganti vecchissime!! Vi consiglio di andare a dare un’occhiat, ne vale la pena! Avevamo organizzato anche il Dolphin tour e l’Unguja boat rip ma poichè ho avuto due giorni di febbre, sono saltati purtroppo e quindi abbiamo fatto lo il tour delle spezie, molto interessante e il tour nella Jozani forest dove potree ammirare le splendide scimmiette rosse, sono troppo carine e innocue (si lasciano anche accarezzare). Come ho scritto più sopra il 3 agosto siamo andati sull’isola di Chumbe a 45 min da Stone T. il mio ragazzo mi ha regalato la notte del nostro anniversario nello stupendo resort che si trova lì. Il resort consta di soli 7 eco-bungalows, alcuni a due piani come il nostro, dotati di tutti comfort ed ecologici al 99,9%. E’ un posto davvero stupendo e molto lussuoso, per nulla economico!A Chumbe abbiamo visitato la foresta tropicale che si erge su di un terreno di fossili corallini, spettacolare! Poi dopo pranzo abbiamo preso maschere e pinne e ci siamo dati allo snorkeling sfrenato (l’isola è parco marino per cui è consenito solo lo snorkeling e non le immersioni) non vi dico i colori, i pesci, la bellezza….Il 4 siamo tornati a Stone T. e qui vi consiglio dei ristoranti: il Fusion Al Johari Hotel ottimo un pò più caro degli altri (sebbene si tratti sempre di prezzi stracciati se confrontati ai nostri, specialmente per quanto riguarda le cene di pesce). Poi consiglio anche il Monsoon Resturant, un pò lento nei tempi ma cibo ottimo, il ristorante Indiano Sea view se amate il piccante, e l’Africa House hotel, cibo ottimo, terrazza bar splendida per l’happy hour, servizio un pò scadente e camerieri con seri problemi nei calcoli matematici… 😀

Il 7 agosto siamo partiti da Stone T. e siamo saliti a nord a Nungwi, qui abbiamo alloggiato presso gli Amaan Bunganlows per tutto il resto della vacanza. Nungwi è un paradiso, ottimo per il relax, il mare, il sole, e soprattutto le immersioni, il posto infatti brulica di centri diving. Il mio ragazzo, infatti, che ha la passione del diving ha organizzato due giornate con 4 immersioni insieme allo Spanish Dancer Divers;con loro siamo andati all’isola di Tumbatu e il giorno dopo a Mnemba, altra isola, e sul Big Wall, al mio ragazzo è piaciuto molto, io mi sono divertita un pò meno dal momento che non mi immergo e che lì non ho potuto fare snorkeling poichè erano dei punti in mezzo all’oceano troppo profondi, e non avrei visto nulla, inoltre le onde erano gigantesche e restare sulla barca per tutto il tempo non è stato il massimo.Pioggia mattutina a parte, Nungwi è molo bella, la spiaggia bianca infinita è l’ideale per lunghe passeggiate in cerca di conchiglie e per avventurarsi verso la vicina Kendwa. Nungwi è stracolma di italiani tanto che i maasai parlano l’italiano tranquillamente, e le bancarelle hanno cartelli con scrite del tipo “La coop sei tu”, “Ikea”, “Gucci”, “Via Montenapoleone” ecc…ho detto tutto! Se andate a Nungwi dovete spendere almeno un giorno per visitare un pò il villaggio, magari fittando delle bici come abbiamo fatto noi, e sguazzando nelle pozze di terra e fango tra una casa e l’altra, mentre tutt’intorno risuona il canto del muezzin dalla moschea. Vi ricordo di controllare quando capita il ramadan, a noi è capitato sia quest’anno a Zanzibar, sia l’estate scorsa in Marocco, a volte può essere seccante per via di alcuni ristoranti che restano chiusi di giorno, inoltre vi consiglio di non vestirvi troppo scollacciati, evitare le minigonne, non girare in costume da bagno per i villaggi, non fumare o scambiarsi effusioni in pubblico, potrebbero sgridarvi perchè ciò li offende. Inoltre vi anticipo che a Zanzibar si usa molto salutarsi in continuazione per cui sentirete spesso “Jambo!” ovvero “Ciao!” rispondete alla stessa maniera, è segno di cortesia, a volte la conversazione va anche oltre, “come stai?” ecc.. si usa così non è sempre e solo per secondi fini..Se siete donna, verrete inseguite dalle donne del luogo che vorranno ricoprirvi di tatuaggi all’hennè e di massaggi, nonchè di treccine su tutta la testa, io non ho saputo resitere e così adesso ho il mio bel da fare a scioglierle tutte!!! Però mi piacevano troppo! Inoltre date uno sguardo alle bancarelle dei masai e a quelle di artigianato locale, a volte si trovano cose molto carine se vi piace lo stile etnico. Un attimo del vostro tempo deicatelo anche per visitare l’acquario naturale di Mnarani a Nungwi, potrete vedere le tartarughe marine e dar loro da mangiare, inoltre il ricavato andrà alle organizzazioni per la salvaguardia ambientale di alcuni biologi marini che hanno dato vita all’acquario. Per quanto riguarda la vita notturna, il posto è tranquillo, si cena, e poi si beve qualcosa nei baretti sulla spiaggia tra musica e partite di beach volley o di biliardo. A Nungwi vi consiglio come ristoranti il Langi Langi e il ristorante spagnolo Manduka che secondo noi è il migliore sia come location, sia come cibo la varietà e qualità del pesce è ottima), sia come servizio e i prezzi sono buoni; se andate lì assaggiate le patatas alioli (noi siamo impazziti!!) e anche la paella merita. Beh, che dire di più, buon viaggio e Hakuna Matata! Francesca e Giuseppe



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