Cosa vedere a Zagabria e dintorni

Dalla capitale ai Laghi di Plitvice
Scritto da: Hiroingi
cosa vedere a zagabria e dintorni

La parte est dell’Europa l’ho già vista un pochetto e allora mi sembrava giusto puntare l’attenzione verso un luogo vicino, a pochi passi da casa.

La mia opzione del giorno diventa la Croazia, ma non quella costiera, con le spiagge belle ed il mare cristallino; meglio vedere Zagabria, la capitale, spesso sottovalutata e per questo meritevole di considerazione.

Zaino in spalla partiamo da Bergamo con la curiosità di due ventenni al primo viaggio. Arrivati, troviamo subito un aeroporto gigantesco, modernissimo, quasi perfetto. Paghiamo 45 kuna a testa (7 Euro) di autobus e veniamo catapultati nel centro città in venti minuti. La stazione dei bus non è ai livelli dello scalo aereo ma è comunque accogliente e tranquilla. In più, particolare non da poco, è quasi al centro.

Cartina alla mano, facciamo quasi una mezz’oretta di camminata, direzione ostello, fino ad arrivare alla via Ilica, snodo chiave nel movimento di una capitale piccola e attraente come poche.

La sistemazione è proprio a due passi dalla piazza principale (Piazza Jelacic), quella piazza dove si erge l’imponente statua dedicata a Josip Jelacic, un patriota croato vissuto nel XIX Secolo e fautore di importanti cambiamenti sociali in seno alla nazione.

Paghiamo 40 Euro a notte senza colazione, per una stanza nel movimentato e frizzante Chillout Hostel. All’interno troviamo un bar pieno di ragazzi e la sensazione di stare in un posto governato dalle nuove generazioni. C’è aria di positività.

Poi, noncuranti della stanchezza da viaggio, decidiamo di fare un giro per il centro storico di cui tanto avevamo sentito parlare.

Gornji Grad, la Città Alta

Giusto dietro l’angolo, in senso letterale, proviamo la prima esperienza assolutamente da fare a Zagabria. Niente di adrenalinico, per carità, ma l’antica funicolare ci catapulta in una atmosfera un po’ retrò, con quegli interni minuziosamente curati e con quello stile a metà tra gli anni ’50 e ’70. Paghiamo 5 Kuna a testa (nemmeno 1 Euro) per un viaggio di trenta secondi in quella che, fin dal 1890, è la più corta funicolare al mondo destinata al trasporto pubblico.

Arrivati sulla città alta, il primo monumento che ci troviamo di fronte è la Torre Lotrscak. È lei l’obiettivo principale della nostra visita, soprattutto a mezzogiorno. Ma ancora c’è un pò di tempo. Prima, infatti, ci dedichiamo a fare un giro per le ordinate stradine di questo centro storico custodito come un gioiellino.

Sulla via che porta alla incredibile Chiesa di San Marco, veniamo rapiti da una piccola chiesetta con una targa all’esterno. È la Concattedrale dei Santi Cirillo e Metodio, un luogo particolare che merita una visita soprattutto per ammirare da vicino la perfezione dell’iconostasi dietro l’altare centrale.

La Chiesa di San Marco, invece, la possiamo guardare soltanto da lontano (visto che tutta l’area era chiusa al pubblico), fotografando le colorate tegole a scacchiera che ricoprono il tetto e che raffigurano lo Stemma di Zagabria e quello dei Tre Regni di Croazia, Slavonia e Dalmazia.

Poi, scendendo verso il basso, ci troviamo all’angolo di via Kamenita. Qui abbiamo un incontro tra sacro, profano e scientifico. Sorseggiamo una birra economica (28 Kuna) al Tree House, seduti su un balconcino in stile caprese, con di fronte l’antichissima Farmacia dell’Aquila Nera (fondata nel 1355 e condotta anche da Niccolò Alighieri, pronipote di Dante) e con accanto la Porta di Pietra (Kamenita Vrata), un luogo mistico, meta di un continuo pellegrinaggio di devoti di ogni nazionalità. All’interno di questa porta, infatti, viene conservata una immagine della Madonna della Porta di Pietra (patrona della città), ritrovata sotto le macerie del terribile incendio che distrusse Zagabria nel 1731.

A proteggerla, inoltre, una imponente statua di San Giorgio a cavallo con il drago.

Per noi, però, è bene ritornare in direzione della Torre Lotrscak, ve la ricordate?

Alle 11.45 siamo già lì sotto, pronti a scattare. Purtroppo, però, non siamo gli unici. Accanto a noi, infatti, orde di altri turisti vogliosi di ammirare, con lo sguardo rivolto verso l’alto, uno spettacolo di “fuoco” della durata di appena un secondo.

Il cannone Gric spara ogni giorno a mezzogiorno in punto, direzione centro città. Il fumo si vede e la fiamma pure. Quello che vi consigliamo è tapparvi per bene le orecchie per non rischiare di sobbalzare insieme alla vostra fotocamera. Se poi, dopo lo spavento, siete in vena romantica, scendete gli scalini che portano verso la città nuova e fermatevi sulla bellissima terrazza coi lucchetti: la vista, per inciso, è sulla cattedrale.

Il centro storico lo ritroviamo nel pomeriggio, intorno alle 18. Ci mancava da vedere soltanto una cosa tra le più belle e, alla fine, ce l’abbiamo fatta. Girando nei pressi della torre o della Chiesa di San Marco, ogni giorno troverete un uomo che fa il giro dei lampioni della parte antica della città e che li accende con una sorta di grosso accendino allungabile, continuando una tradizione ormai secolare.

Zagabria moderna

La Zagabria “nuova” conserva tutto quel miscuglio tra la modernità e la tradizione. Noi ci facciamo un giro bello lungo per le via della città, un giro che purtroppo non passa dai caratteristici tunnel sottorranei (chiusi durante il nostro soggiorno). Una delle entrate la trovate nei pressi di via Ilica, precisamente in via Tomic. Il tunnel Gric collega le vie Mesnicka e Radiceva e venne costruito nel 1943, per poi essere utilizzato anche durante la guerra degli anni ’90.

Veniamo comunque rapiti dalla mastodontica cattedrale, alta ben 77 metri, con due torri che superano i 100 metri. Sempre lì, nelle vicinanze, c’è il mercato Dolac, un mercato che profuma di genuinità e di semplicità, e poi la Spica, un tracciato che passa attraverso il mercato dei fiori e che col tempo è diventato il simbolo della rinascita, per via dei tanti cafè.

A Zagabria non ci lasciamo scappare nemmeno una visita veloce all’Orologio Metereologico, situato all’ingresso nord del Parco Zrinjevac e risalente al 1884. Questo orologio viene regolato manualmente ogni lunedì.

Infine, e questo va consigliato, rimaniamo a bocca aperta percorrendo il Ferro di Cavallo di Lenuci, un susseguirsi di parchi, piazze, palazzi, giardini e orti botanici.

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