In viaggio nello Yucatan (con bambini)

Un itinerario classico nello Yucatan con bambini di 6 e 10 anni, evitando le alghe
 
Partenza il: 18/04/2019
Ritorno il: 28/04/2019
Viaggiatori: 4

Tutta la famiglia in viaggio nello Yucatan

Dopo 12 anni ho deciso di tornare nello Yucatan, questa volta con la famiglia (bambini di 6 e 10 anni, oltre a mio marito). Sì perchè questa zona del Messico è adattissima ad una vacanza in famiglia, anche i bambini possono interessarsi alla storia Maya e divertirsi nelle limpide acque del mar dei Caraibi. La nostra vacanza è stato un mix tra relax, natura e cultura.

La Prima tappa: Cancun

Volo Lufthansa che, con uno scalo a Francoforte, ci ha portati diretti a Cancun. Qui abbiamo noleggiato un’auto dall’agenzia Carflex (prenotata tramite il sito Rentalcars). All’uscita dell’aeroporto sono dislocati tanti piccoli uffici di tutti gli autonoleggi, ognuno di loro è dotato di un pulmino che accompagna i clienti al punto di ritiro e consegna delle auto. Non consiglierei Carflex semplicemente perché nonostante il prezzo basso del noleggio e il fatto che sul sito fosse specificato che la CDW era inclusa, hanno provato a venderci un’assicurazione aggiuntiva dicendo che le informazioni sul sito non erano esaustive e in realtà la CDW inclusa copriva solo il 20% dei danni. Se lo avessi saputo prima avrei acquistato la copertura totale dal sito di Rentalcars, che è sempre più economica. Va beh, ci avviamo con la nostra Nissan Versa per le strade del Messico, stando attenti ai Topes che si presentano all’improvviso sulla nostra via.

Next stop: Playa del Carmen

Destinazione Playa del Carmen, Anah Suites Downtown. Qui abbiamo prenotato un appartamento con due camere da letto e due bagni ad un prezzo superscontato; l’appartamento è più grande di casa nostra! La struttura offre anche un garage e una piscina sul tetto che poi ci farà comodo, è inoltre a due passi da un enorme supermercato (Mega) dove faremo i nostri acquisti per la colazione o le cene che faremo in casa, oltre che a due blocchi dalla Quinta Avenida. Passiamo il primo giorno di vacanza a zonzo per la Quinta Avenida, cambiamo un pò di Euro in Pesos e poi eravamo decisi a trascorrere il resto del tempo in spiaggia….. e qui la prima brutta sorpresa. La spiaggia è impraticabile perché nella notte c’è stata una forte mareggiata, ma soprattutto il mare è strapieno di alghe marroni e maleodoranti. Ci spiegano che nell’arco di qualche giorno il mare sarebbe rientrato ma per le alghe la situazione sarebbe potuta durare giorni…. Che brutta notizia!!! Ci dicono anche che Cozumel non è colpita da questo fenomeno, sulla costa che affaccia verso Playa del Carmen, perché le correnti tengono le alghe lontane da lì. Scopriremo poi che sono diversi anni che il fenomeno delle alghe colpisce saltuariamente le coste dello Yucatan e di altre isole caraibiche, a causa dell’innalzamento delle temperature degli oceani. Arrivano all’improvviso e possono durare 10/15/20 giorni, nessuno lo sa, perché tutto dipende dalle correnti. Al rientro in hotel ci fermiamo dal Concierge dell’Anah (molto gentile) che ci mostra una mappa della situazione della costa, effettivamente Cozumel non è colpita, come non lo è l’isola di Holbox. Ci facciamo dare qualche dritta sulle alternative: Cozumel, Cenote vari , Isola di Holbox, parco Xelha, parco Xcaret, rovine Maya.

Seconda tappa: Chichen Itza

Per il nostro secondo giorno avevamo già in programma Chichen Itza, visto che con il nostro jet lag la sveglia era ancora sulle 6.30 della mattina. Ottimo. Autostrada vuota (ricordatevi di prendere pesos con voi, non accettano carte di credito!), primo tratto un pò costoso (sui 13 Euro) ma ne vale la pena. Arriviamo alla meta prima delle 9, solo due bus nel posteggio, nessuna fila per i biglietti. Vogliamo prendere una guida che parli italiano perchè anche i bimbi possano capire la storia di questo sito, ci rivolgiamo allo sportello delle guide e ci chiedono 60 Euro!!!! (ovunque avevo letto 45). Per fortuna troviamo una famiglia italiana con cui dividere la spesa e facciamo il nostro giro sotto il sole cocente, dotati di ombrello ed Energade. Nel mio viaggio precedente era quasi collassata a metà del giro all’interno del sito, quindi questa volta mi sono organizzata; l’ombrello sembra un accessorio stupido sotto al sole ma, credetemi, in certe situazioni salva la pelle! La visita guidata è durata circa un’ora e mezza, l’italiano della nostra guida era basico e i bimbi non hanno colto proprio tutto, ma almeno ci hanno seguiti con interesse. Decido di evitare la classica fermata al cenote di Ik Kil, sempre troppo affollato e poco adatto ai bambini, e proseguiamo per Valladolid. Il bello di questo paesino sono i colori delle case e la struttura tipicamente Messicana, ma non è un luogo che mi fa impazzire. Rientriamo a Playa in tempo per un bel bagno in piscina e per stilare il programma dei prossimi giorni.

Su consiglio del Concierge propendiamo per il parco di Xelha, a suo avviso più adatto ai bambini e meno stancante di Xcaret (che lui ha definito Disneyland Messico). Abbiamo acquistato da lui i biglietti nonostante sul sito costassero un po’ meno (300 Euro in 4!!! comprensivo di ingresso, pasti e bevande illimitati), semplicemente perché ci ha dato un sacco di consigli. Il parco apre alle 8.30 e noi siamo lì per le 9.00 (si trova a 40 minuti da Playa, vicino a Tulum), lasciamo i nostri averi negli armadietti e ci avventuriamo a fare snorkeling con l’attrezzatura fornita dal parco (il boccaglio ci sarà regalato) tra le mangrovie e all’interno della laguna (anche qui no alghe!) . Non sono le Maldive ma i pesciolini colorati non mancano e i bimbi si divertono! Da non perdere le ziplines che abbiamo fatto e rifatto e lo scivolo alto 23mt per i più coraggiosi. Il parco chiude alle 18 e la giornata è volata, solo con le attività gratuite. Bellissimo, per i bimbi è il ricordo più bello quindi, nonostante il prezzo, se avete bambini dell’età dei miei lo consiglio assolutamente. Datevi la protezione solare prima di entrare perché poi potrebbero farvi storie in quanto molte creme contengono componenti chimici che fanno male all’ecosistema. Ritorniamo a casa distrutti e felici. Per il terzo giorno abbiamo acquistato i biglietti del traghetto per Cozumel e prenotato online un’attività di snorkeling. C’è anche la possibilità di fare gite in catamarano ma la corrente è forte e il mal di mare dietro l’angolo, quindi abbiamo evitato. Lo snorkeling è proposto anche dai mille venditori che troverete sulla Quinta Avenida, così come i biglietti del ferry, noi non abbiamo avuto voglia di metterci a chiedere e contrattare come usa qui, a voi la scelta.



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