Week end a Preveza

Una perla dello Jonio
 

Weekend a Preveza, una perla dello Jonio. 27 Maggio 2022, venerdì. Volo economico (Ryanair) Fiumicino –  Aktio AR a 32 euro, acquistato in promozione ad aprile, e una ottima sistemazione centrale in appartamento a 113 euro per due notti.

… e finalmente, dopo più di due anni, si riparte!

Albeggia quando lasciamo l’auto al parcheggio lunga sosta; meno di venti euro per tre giorni, prenotato e pagato sul sito web degli Aeroporti di Roma, che alla fine è risultato il più economico.

Il volo è di prima mattina, puntualissimo. Tranquillo il viaggio, un’ora e mezza trascorsa in un aereo non pieno che ci permette di usufruire di uno spazio supplementare. Atterriamo sull’isola di Lefkada circa alle undici e mezzo locali, e dopo il breve trasferimento a piedi raggiungiamo nel terminal l’area dedicata degli autonoleggi, fortunatamente fra i primi; ho prenotato l’auto al risparmio, considerata la breve permanenza, e la scelta si è rilevata decisamente infelice. Economy Car Rentals usufruisce dei servizi di sub noleggiatori che mi hanno fatto maturare la convinzione di aver fatto un’esperienza da non ripetere.

Ci avviamo in direzione di Preveza, fermandoci dopo circa un chilometro per pagare il pedaggio del tunnel sottomarino che congiunge l’isola alla terraferma (tre euro). Il tragitto è breve, ed alla prima rotatoria siamo praticamente arrivati: parcheggiamo davanti al cancello, la signora che ci apre ci comunica di salire che la chiave è nella porta. L’appartamento si chiama “Soffitta luminosa”, una carinissima mansarda dotata di tutto e di più. È stata una scelta azzeccatissima. Posati i bagagli, usciamo in direzione del mare, e costeggiamo il porticciolo turistico fino alla fine della banchina, per prendere la via parallela e percorrerla a ritroso, dato che siamo nel centro cittadino, costeggiato di ristorantini, taverne e negozi. Sostiamo ad una panetteria dove acquistiamo il necessario per uno spuntino: una focaccia riempita di spinaci e una con feta e pomodoro, ottime entrambe.

Calmata la fame rientriamo in camera, dove facciamo la conoscenza di Panos, il nostro host, che non era presente al momento del nostro arrivo. Persona squisita, si informa sulla nostra sistemazione e del livello di gradimento, oltre che sull’orario del nostro rientro; appurato che abbiamo il volo la sera, senza noi chiedere nulla, ci concede l’appartamento fino alle ore 16.

Raggiungiamo quindi la vicina spiaggia, sotto le rovine dell’antico castello (300 metri) e prendiamo posto su due sdraie all’ombra di un ombrellone della piccola struttura attrezzata. Il tutto è gratuito, e la consumazione facoltativa (!). Prendiamo due bibite ed oziamo al dolce tepore del sole, riuscendo a fare anche il primo bagno stagionale.

La sera passeggiamo per le viuzze del centro alla ricerca di una taverna dove cenare; ci fermiamo da To Rempetiko Steki, a un tavolino esterno lungo la stradina, e non potrebbe essere scelta più azzeccata. Ci portano l’Ouzo come aperitivo di benvenuto, accompagnato da alici marinate ed una salsa di uova di merluzzo che da sole valgono un antipasto; poi sardoncini, gamberi e seppie grigliate che sono un trionfo, per finire con gelato e digestivo offerto dalla casa: quaranta euro in due. Avevano terminato il polpo, che è il piatto forte della cucina, così ci consigliano di tornarci anche domani sera. La levataccia si fa sentire, così prendiamo la via del ritorno; usciti dal centro dobbiamo attraversare la via principale, Irinis Avenue, e salire per circa trecento metri, in una zona molto tranquilla.

28 maggio, sabato

La mattinata la dedichiamo ad un giro sull’isola. Dopo aver preso un cappuccino niente male ad un tavolo di un bar che sbandiera un’insegna “Illy caffè”, ci mettiamo in viaggio raggiungendo l’isola tramite il tunnel, e dopo aver pagato il pedaggio e superato l’aeroporto ci immettiamo sulla superstrada A52 in direzione sud. La percorriamo fino dove è possibile, poi, di fronte alle barriere usciamo verso il paesino di Vonitsa, niente di ché se non per un maestoso castello che lo domina, che decidiamo di visitare.

Lasciata l’auto lungo la strada del porticciolo saliamo a piedi lungo un percorso indicato, ed accediamo dopo aver pagato il biglietto (3 euro). La costruzione è imponente, con tre cerchie di mura prima di giungere in cima alla cittadella fortificata, l’ultimo baluardo all’assedio. Nonostante finanziamenti europei per lavori di recupero, all’apparenza in corso, l’area si presenta alquanto desolata, con erbacce e rampicanti che si stanno impossessando di terreno e mura, una costante che purtroppo si ripresenta puntuale in quasi tutte le aree archeologiche elleniche.

La visita comunque merita anche una sosta per ammirare lo splendido panorama. Ci dirigiamo ora a un isolotto che abbiamo notato dall’altura, raggiungibile tramite uno stretto e lungo ponticello in pietra, e visitare una piccola chiesetta che però è chiusa. Riprendiamo l’auto e partiamo in direzione Lefkada città, sulla costa opposta. Parcheggiamo al porto turistico, zeppo di barche ormeggiate battenti principalmente bandiera britannica e tedesca, e ci inoltriamo nella parallela che rappresenta la passeggiata del borgo turistico. Facciamo una sosta ad un bar per dissetarci con un caffè frappè e proseguiamo gironzolando fra i tanti negozi che riempiono la via, quindi rientriamo a Preveza (altri tre euro di pedaggio al tunnel).

Il pomeriggio andiamo a farci un bagno, in previsione di un peggioramento meteorologico nelle prossime ore. Percorsi meno di cinque chilometri siamo alla decantata spiaggia di Alonaki, molto bella e completamente selvaggia: la struttura di accoglienza non è ancora entrata in servizio. Sabbia fine e fondali puliti, non fosse che si è alzato il vento ed il mare comincia a essere troppo ondoso. Ci mettiamo comunque a mollo, e ci godiamo un attimo di completo relax. La sera prendiamo un aperitivo in uno dei tanti bar sulla via, in attesa dell’ora di cena. Dobbiamo solo voltare l’angolo, e siamo di nuovo seduti al ristorante della sera prima. Solita cortesia da parte del proprietario, che questa sera è anche molto loquace, e si sofferma a raccontarci brevemente la storia dell’isola attraverso le varie dominazioni, oltretutto in un italiano più che comprensibile. Penso che siamo riusciti ad artigliare l’ultima porzione di polpo disponibile (che ci aveva promesso la sera prima), che è veramente superlativa. Aggiungiamo gamberi e triglie fritte, accompagnati da un eccellente vino bianco (non locale, specifica Kostas).

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