Vuelta del Pais Vasco al sapore di Bordeaux

In viaggio tra i paesaggi e la cultura dei Paesi Baschi con una deviazione nella meravigliosa Bordeaux
Scritto da: hummin
vuelta del pais vasco al sapore di bordeaux
Partenza il: 18/09/2017
Ritorno il: 25/09/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Non tutti i viaggi sono frutto di programmazione, ce ne sono alcuni che nascono quasi per caso e che alla fine si rivelano i più affascinanti e memorabili.

Da diversi anni parlavamo di visitare i Paesi Baschi, per vari motivi non eravamo mai riusciti a concretizzare questa idea pur essendo uno dei luoghi che maggiormente ci incuriosiva, stavolta ce l’abbiamo fatta quasi per caso.

Il percorso originale del viaggio era totalmente diverso, a biglietti aerei già acquistati alcuni eventi ci hanno portati a cambiare itinerario una settimana circa prima della partenza, la genesi travagliata di questa vacanza non prometteva nulla di buono, io poi tendo ad essere scaramantico ed interpretando i segni premonitori avevo anche maturato l’idea di starmene a casa. Dopo aver acquistato i nuovi biglietti aerei, ci è piombata tra capo e collo la questione Ryanair. Credo che tutti voi sappiate di cosa parlo, una sfilza di cancellazioni più o meno programmate che mettevano seriamente a rischio la partenza. Non è stato per niente facile capirci qualcosa, numeri verdi irraggiungibili, chat eterne e comunque nessuno che ci potesse dare una minima certezza, ciò che ci spaventava maggiormente era riuscire a partire e vederci cancellato il volo di ritorno.

Sono considerazioni personali, ma credo che anche da questi segnali si capisca come l’età dell’oro di Ryanair sia terminata, se questi sono segni premonitori non vedo un bel futuro per la low cost irlandese.

Detto questo comunque decidiamo di tentare la sorte, il programma prevede partenza e ritorno dall’aeroporto di Bologna per Bordeaux, da lì in auto ci sposteremo nei Paesi Baschi, considerando che San Sebastiàn dista neppure 200 chilometri dalla città francese, dove trascorreremo quattro giorni per poi ritornare proprio a Bordeaux per le ultime due notti prima della partenza.

18 SETTEMBRE

L’aereo decolla regolarmente dall’aeroporto di Bologna poco dopo le 11 del mattino, fortunatamente non ci sono stati problemi o ritardi e anche per questo possiamo ritenerci fortunati. Il volo è molto breve, dopo un’ora e mezza circa atterriamo all’aeroporto di Bordeaux regolarmente e ritiriamo l’auto che avevamo preventivamente prenotato online diretti verso la nostra prima tappa, la cittadina di Bayonne.

Facciamo tappa qui come sempre per spezzare il percorso e recuperare le fatiche del viaggio, per quanto il confine non sia lontano eravamo curiosi di vedere questa zona, una della più celebri località balneari francesi sull’oceano Atlantico.

Arriviamo nel tardo pomeriggio e dopo aver preso possesso della camera d’hotel, un funzionale Ibis poco lontano dallo svincolo autostradale, andiamo in centro per la cena e per dedicare qualche ora alla visita.

Sarà che è sera o più probabilmente che è la fine di settembre ma in giro c’è pochissima gente e questo per me è sempre motivo di soddisfazione, non amo la confusione e visitare una città, piccola o grande che sia, in queste condizioni è l’ideale.

A Bayonne (o Baiona come è meglio conosciuta dagli spagnoli) si è già calati pienamente nell’atmosfera dei Paesi Baschi, ci se ne accorge subito da piccoli segnali, le indicazioni stradali in doppia lingua, i nomi e i menù dei ristoranti già influenzati dalla cultura basca o gli immancabili murales che inneggiano all’indipendenza di questa regione, oggetto in un passato neppure tanto remoto di grandi spargimenti di sangue.

Bayonne sorge alla confluenza di due fiumi, Adour e Nive, ed ha origini antichissime che si fanno risalire all’impero romano. Il centro è delizioso, ancor di più così illuminato, gran parte dei negozi sono chiusi e non avremmo potuto pretendere altro considerando che è lunedì e siamo fuori stagione, ma tutto questo non toglie fascino e interesse ad una passeggiata al chiaro di luna.

Il centro storico è pedonale, completamente realizzato con vecchie pietre sapientemente conservate, la cosa che mi colpisce sono le case a graticcio, già viste in altre zone come l’Alsazia e tipiche della cultura tedesca e che contribuiscono notevolmente all’atmosfera d’altri tempi.

Sembra di aver fatto un salto indietro nel tempo, se non fosse per le poche auto parcheggiate qua e la si potrebbe tranquillamente pensare di essere nel secolo scorso, mi aspetterei di veder comparire di colpo una carrozza trainata da maestosi cavalli bianchi o un gruppo di dame e signori in abiti eleganti che passeggiano senza fretta.

Tornando a questioni più pratiche, ci sono molti locali dove poter cenare (o pranzare all’occorrenza) e sono quasi tutti lungo il fiume, la zona più caratteristica anche se più turistica della città ed è qui che la nostra ricerca termina.

Consiglio di non andarsene prima di aver visto l’edificio del comune, o hotel de ville, illuminato a festa e non prima di aver fatto due passi lungo il fiume, piccole cose che rendono un’esperienza indimenticabile.

19 SETTEMBRE

Ripartiamo alla volta di Bilbao dove trascorreremo un paio di giorni, dista non più di 200 chilometri da Bayonne e ci permetterà di visitare San Sebastiàn sulla via del ritorno. Decidiamo di non andare direttamente in città, ma di percorrere un po’ la costa che, a detta di tutti, dovrebbe regalarci un panorama mozzafiato.

In effetti non si tratta solo di un sentito dire ma di pura realtà, il paesaggio ricorda molto quello irlandese una costa rocciosa, ricca di insenature e falesie e circondata da una vegetazione fitta e rigogliosa, chi li ha visti entrambi può capire il senso delle mie parole.

Lungo il litorale si trova una serie di paesi, antichi porti di pescatori che nei secoli hanno mantenuto inalterato il loro fascino e che meritano una visita. Dovendo scegliere quali vedere ci concentriamo innanzitutto su Ondarroa. Leggendo la fedele Routard che accompagna i nostri viaggi restiamo incuriositi dalla definizione di Venezia dei Paesi Baschi attribuita a questa località, questa è la ragione principale della nostra sosta.

Da italiani queste definizioni ci lasciano sempre perplessi ed è facile che siano gonfiate o comunque attribuite in maniera un po’ leggera, questo caso non fa eccezione.

Ondarroa è una località molto carina, può valere la pena fermarsi per una passeggiata lungo mare o anche solo per esplorarla ma Venezia è tutt’altro. E’ un comune di neppure 10.000 abitanti attraversato dal fiume Artibai, ancorato alle montagne dell’entroterra e proteso verso l’immensità dell’oceano Atlantico. Ci sono senza dubbio degli elementi di interesse, monumenti da visitare, la chiesa di Santa Maria o il vecchio Palazzo Municipale e ancora la Torre de Likona che altro non è che un’antica e tipica casa basca a forme di torre un tempo appartenuta ad Ignacio de Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù.

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