Viva la revolucion

Cuba, viaggio on the road con autista
 
Partenza il: 16/04/2015
Ritorno il: 30/04/2015
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Ciao. sono stata a Cuba dal 16 al 29 aprile 2015 con due miei amici Claudia e Salvatore.

Habana, Vinales, Cienfuegos, Trinidad, Remedios (cayo Brujas), Varadero, Habana.

So per certo che il vostro cruccio e’: selfdrive o autista? Noi abbiamo contattato Rene e Lizzy: [email protected] Scrivete a loro, saranno i vostri angeli custodi e troveranno per voi l’autista/guida/amico/animatore/consigliere. Con 100cuc al giorno (vitto, alloggio, benzina, parcheggio, pedaggi inclusi) si prenderà cura di voi e vivrete con un cubano preparatissimo la vostra vacanza senza preoccuparvi di nulla se non di godervi il paesaggio.

17-18 Aprile Habana

Stiamo al Vedado da Glenis Maria Rodriguez Castillo, interlocutrice colta e disponibile. Le pareti del suo salotto liberty sono tappezzate di foto di Fidel che appunta spille onorifiche al marito, qua e là teche con cimeli militari, libri storici, bottiglie di Havana Club e un enorme frigorifero americano carico di bibite. Le sedie a dondolo sono un must nelle case particular, così come soprammobili di ogni genere poggiati su centrini di pizzo. Ai cubani piacciono le foto, anche la famiglia più’ modesta ha foto dei figli immortalati nel giorno del 16esimo compleanno vestiti a festa in pose molto kitsch!

Il primo giorno giriamo a piedi camminando tanto anche per le strade del Vedado caratterizzato da ville coloniali sgarrupate e alberi centenari dai tronchi possenti e le fronde pesanti. Visitiamo l’Hotel Nacional e passeggiamo lungo il Malecon per poi infiltrarci in centro Habana e Habana vecchia. C’e’ tanta gente per le vie cubani e turisti, bancarelle, venditori di frutta, patatine, libri, musicisti. Veniamo travolti dagli artisti di strada sui trampoli in abiti carnevaleschi, non ci capacitiamo di come possano resistere con questo caldo, Salvatore ha il cranio fucsia, rimediamo con un bel panama che manco i narcotrafficanti colombiani si sognano. Ci infiliamo nella casa del tabacco e ci lasciamo sedurre dal fresco dell’aria condizionata e dalla nebbia dei sigari. Saliamo alla camera oscura, esperienza interessante e bella vista dalla terrazza. Poi pausa mojito alla bodeguida del medio e dopo pranzo con il battello attraversiamo il porto naturale e scarpiniamo fino alla collina del Cristo. Ceniamo vicino a casa poi nanna che il fuso orario vuole ancora da dire la sua.

Il secondo giorno noleggiamo un taxi (25cuc dalle 8 alle 13) per raggiungere la casa di Hemingwey un pò fuori dalla città. Lungo il tragitto foriamo una gomma e mentre noi scattiamo foto a raffica e respiriamo il fumo nero degli scarichi delle auto, il nostro tassista risolve il problema con l’aiuto dei passanti. Tornando all’ Habana fermiamo il taxi in Plaza della Revolucion per le foto di rito e ripartiamo per un giro in auto per il centro raggiungendo il Capitolio e Plaza Central con la statua del mio eroe preferito: Josè Martì. Infine scendiamo per andare in un ristorantino in prossimità di un mercato per rientrare poi a casa a piedi. Dopo la siesta ripartiamo girando intorno al’Università passando per callejon de Hamel, un vicolo invaso di sculture e murales di stile afro-cubana. Esploriamo androni di palazzi fatiscenti, curiosiamo dalle finestre delle case; fotografiamo ragazzi che giocano a calcio per le vie e spiamo l’esito delle partite di domino improvvisate per strada. Le donne lavorano all’uncinetto sedute sull’uscio di casa circondate da bimbi mocciolosi. Arrotini, maniscalchi, estetiste, coppie di ubriachi che litigano si avvicendano sul nostro cammino. Sbuchiamo in Plaza della Catedral ormai e’ sera e per cena ci fermiamo al Dona Eutimia in una via laterale della piazza. Per smaltire il pasto ce ne torniamo al Vedado a piedi passando per il Malecon che e’ invaso di cubani in festa, del resto e’ Sabato sera.

19 aprile mattina: arriva Jerman uno degli autisti del “circolo serrado” di Rene e Lizzy. Grande! Si parte in direzione nord con tappa a Las Terrazas poi Soroa per la visita all’orchidario. Si rivela un ottimo guidatore e guida turistica, ci spiega tutto ciò che vediamo ed e’ simpaticissimo. Facciamo uno stop casa di un campesito (piccolo agricoltore) che ci spiega tutto il processo di lavorazione del tabacco da sigaro e che il 98% del raccolto e’ proprietà dello stato! L’autista, ironica, butta lì un “Viva La Revolucion” giusto per farci intendere quanto sia apprezzata la politico economica del governo, spieghiamo loro che la tassazione in Italia non e’ da meno quindi : Viva la democrazia e viva il capitalismo etc etc etc…

Ci godiamo questa pausa bucolica tra galline e maiali intanto nostro ospite arrotola un sigaro usando il miele come collante mentre la moglie ci prepara un buonissimo caffè estratto dai semi di loro produzione. Salvatore dice sì al tabacco e prenotiamo un po’ di sigari che torneremo a ritirare.

Arriviamo a Vinales alla casa particular di Herman il polonio, nulla di entusiasmante ma i proprietari sono molto gentili. Dopo una rapida doccia usciamo per cena e per un paio di mojto accompagnati da un buon sigaro.

20 Aprile: megacolazione in famiglia, lasciamo qualche indumento da lavare (costa uno sproposito) e misteriosamente la lavatrice si mangia 250cuc che Salvatore aveva lasciato nelle tasche dei jeans, ma caliamo un velo pietoso su questa disavventura. L’autista puntualissimo ci porta in gita in barchetta alla cueva del Indios, ‘na roba di 15 minuti. Alle 10 varchiamo i cancelli del parco del murales della preistoria e saltiamo in groppa ai nostri ronzini. 5cuc l’ora noi abbiam fatto 2 ore. Cavalchiamo tra i campi di tabacco mentre i contadini solcano il terreno rosso con vomeri trainati dai buoi. I mogotes lussureggianti fanno da sfondo e gli pterodattili volteggiano nel cielo azzurro… beh forse non erano proprio pterodattili (bensì avvoltoi dal collo rosso) ma sembrava davvero di stare in Jurassc Park. Pausa caffè con la moglie del nostro cavaliere/guida mentre lui, armato di macete, si dirige al campo e ci taglia due canne da zucchero le pulisce e ce le offre. Jerman ci coglie dei mango e dopo averli sprimacciati un pò tra le mani ci spiega di fare dei forellini nella buccia con i denti per succhiare la polpa. Buonissimissimi.



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