Viva Cuba 3

Un viaggio affascinante, ricchissimo e complicato: tre settimane a contatto con la realtà cubana e le sue difficoltà
 
Partenza il: 02/08/2015
Ritorno il: 22/08/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

02.08 MILANO – MOSCA – L’AVANA

Dopo 28 interminabili ore di viaggio, finalmente siamo pronti per addormentarci nel confortevole letto della casa particular Abalidia. I voli con Aerofllot sono stati puntualissimi e all’altezza delle altre compagnie più’ costose, ma lo scalo di 8 ore a Mosca, in un aeroporto troppo piccolo per il volume di passeggeri che ci transita, è stato molto pesante e… ci ha permesso di provare l’ebbrezza di una notte sul pavimento.

Preparati a lunghe code e ritmi lenti, siamo invece arrivati alla casa particular che avevamo prenotato in un paio d’ore di tempo dall’atterraggio: la dogana ci ha rubato pochi minuti, il recupero bagagli una ventina, e il cambio denaro (massimo concesso 300 euro e niente moneta nacional!) giusto due minuti. Il taxi, guidato un simpatico ragazzo di colore dalla guida sportiva, ci ha portato alla casa senza furberie per 25 CUC.

Ora, dopo esser stati accolti come amici da Felix e Lidia con un mojito e un the caldo, abbiamo già vissuto uno dei primi problemi della città: il blackout elettrico. Eravamo già rassegnati ad andare a dormire con i capelli bagnati, quando la corrente è fortunatamente tornata. Nonostante questo e la forte pioggia che ci ha accolto uscendo dall’aeroporto, la prima impressione sull’Avana è di una città molto affascinante (le auto… le auto sono pazzesche!), tutto è filato liscio come neanche nelle migliori previsioni e senza le sorprese a cui ci avevano preparati… Speriamo vada avanti cosi!

03.08 L’AVANA

La nostra prima giornata cubana inizia nel migliore dei modi. Sveglia verso le 8, poi lunga colazione offerta dalla casa nello spettacolare, verdissimo patio: frutta a volontà, succo, caffè, pane e burro con marmellata.

Dopo qualche consiglio e con lo zaino in spalla, ci muoviamo alla ricerca di una Cadeca dove cambiare 10 euro in moneta nazionale (CUP). Poi partiamo alla scoperta della città: qualche giro a vuoto, condito di hotel lussuosi e mercatini, e cambiamo tragitto: eccoci sul Malecon, un lungomare di gusto un po’… sovietico! Ci avevano detto che i cubani sanno essere un po’ insistenti, e infatti prima di entrare nel centro città ci hanno già abbordato 2 sedicenti guide, un bicitaxi e un venditore di sigari… da buoni italiani, pero’, non ci facciamo fregare!

Passiamo poi per Centro Avana: qui l’impatto è molto forte, la povertà tangibile, le costruzioni in pessime condizioni. Sembra una città martoriata dalla guerra, bombardata fino a ieri, con marciapiedi in pezzi e abitazioni in cui sembra impensabile vivere. C’è molto movimento, chiasso, e noi grazie alla moneta nacional compriamo con meno di 1 euro frittelle, cocco da bere e mais bollito con maionese… tutto molto buono nonostante l’aspetto!

Ci spostiamo in direzione di L’Avana Veja, e la decadenza lascia spazio alla ricostruzione. Ora troviamo palazzi coloniali splendidi, strade lastricate, locali pieni di turisti e tavolini con gli ombrelloni in mezzo alle vie. C’è perfino qualche negozio di souvenir. I cubani continuano a proporci taxi, case, ristoranti, ad inventarsi fidanzate italiane e posti stupendi in cui potrebbero portarci… Vediamo l’imponente Capitolio, Plaza Central, poi la rilassante Plaza de Armas, dove ci sediamo un po’ a riposare.

Raggiungiamo la chiesa di S. Francesco e decidiamo di dedicare mezz’oretta al relax in un locale aperto molto verde e curato, con una Pina Colada e un tipico drink a base di canna da zucchero appena spremuta.

Anche qui un signore ci insegue chiedendo sapone, noi gli diamo un CUC: è felicissimo e ci ringrazia in mille modi… lo siamo anche noi, per così poco! Raggiungiamo poi il Museo del Ron Havana Club, ma il tour in italiano è tra 1 ora e mezza, così ripieghiamo su un giro in Plaza della Catedral. Purtroppo la cattedrale è in restauro, ma veniamo invitati a visitare gratuitamente il palazzo di fronte, che offre una bella vista sulla piazza; e qui ci fregano, due guardiane ci estorcono 2 CUC solo per averci scattato qualche foto… e si erano offerte loro!

Torniamo al Museo del Ron, la visita è davvero gradevole e completa e al termine ci viene offerta anche una degustazione. Ormai cominciamo ad essere stanchi, il caldo si è fatto sentire per tutto il giorno, così facciamo marcia indietro fino al Vedado, passando nuovamente dal Centro, e restando ancora annichiliti dalla sensazione di distruzione che la pervade.

Strada facendo vediamo una bella chiesa gotica aperta, entriamo per curiosare e con nostra sorpresa stanno leggendo delle letture in italiano; ci fermiamo qualche minuto, poi torniamo da Felix per un riposino e la doccia.

Per cena ci consigliano il vicino ristorante Porto Havana, uno spettacolare paladares all’undicesimo piano di un palazzo, dove mangiamo meravigliosamente con vista sul tramonto e sull’intera città… molto romantico, torniamo entusiasti!

A casa facciamo quattro chiacchiere con Felix, poi crolliamo!

4.08.15 L’AVANA – VINALES (2,5 ore)

Anche oggi la giornata inizia con la super colazione di Felix: tantissima frutta, caffè, pane burro e marmellata, e un eccezionale succo di ananas appena fatto.

Saldiamo il conto, ci facciamo spiegare la strada per Vinales e poi usciamo a piedi in direzione Cubacar, l’autonoleggio sul Malecon con dove ci aspetta la nostra compagna di viaggio. Arriva l’auto, una Geely bianca che per noi per tutto il viaggio sarà “la cinesa”, per le evidenti origini orientali! Facciamo tutte le foto del caso, alla macchina e al modulo, paghiamo la cauzione (150 CUC) e il pieno di benzina (58 CUC), e prima di partire controlliamo bene che funzioni tutto. Loro verificano di corsa il clacson (e basta!) mentre la ruota di scorta ha la gomma sgonfia… meno male che se ne accorgono! Aspettiamo 15 minuti il cambio della ruota, poi torniamo da Felix per il recupero dei bagagli, promettendoci di rivederci al termine del viaggio.

La prima tappa del nostro viaggio è Vinales, la raggiungiamo in circa 2 ore e mezza di strada molto bella, dove ad ogni ponte, pianta o zona ombreggiata ci sono decine di persone che richiedono un passaggio. Felix ci ha consigliato di non caricare nessuno, e così noi facciamo.



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