Vietnam & Cambogia: profumi e sapori d’oriente

Un viaggio intenso di tre settimane dal Sud al Nord del Vietnam e qualche giorno in Cambogia alla scoperta di Angkor Wat
 
Partenza il: 05/08/2016
Ritorno il: 27/08/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Il Vietnam sta diventando una meta sempre più ambita dai viaggiatori di tutto il mondo. Dopo un passato difficile e doloroso, ora è un paese tranquillo e aperto al turismo. Un paese che ha molto da offrire e con una personalità unica.

Tanti viaggi in un solo viaggio. È la definizione migliore che mi viene in mente per spiegare queste settimane appena trascorse. La varietà di luoghi, persone, esperienze è quello che più mi ha colpito.

Ho costruito un itinerario che ci ha dato la possibilità di scoprire tanto e che, idealmente, ho suddiviso in tre tappe: Sud, Centro e Nord, seguendo un percorso circolare.

Il viaggio è iniziato e terminato a Ho Chi Minh City, nel sud del Vietnam, toccando poi il Delta del Mekong, le città storiche di Hoi An e Hué nel Centro del paese, la capitale Hanoi, nel Nord e i meravigliosi siti naturalistici come la Baia di Halong e Sapa. Prima di ridiscendere al Sud abbiamo fatto una capatina in Cambogia per visitare i famosi templi di Angkor Wat. Un viaggio organizzato interamente in autonomia, come piace a me, ad eccezione di alcune tappe per le quali ci siamo avvalsi del supporto di una validissima agenzia locale, la Tonkin Travel.

Il Vietnam è un paese meno battuto rispetto ad altre mete asiatiche più gettonate. Conosciuto ai più (me inclusa) per il sanguinoso conflitto contro gli Stati Uniti, durato oltre quindici anni, il Vietnam ha dovuto combattere per ottenere l’unione e l’indipendenza. Un conflitto che segna ancora la popolazione e il territorio.

A distanza di quarant’anni da quei tragici eventi, il Vietnam è oggi un paese che, pur tra mille contraddizioni, sta promuovendo riforme atte a favorire l’economia e il turismo, e punta a diventare la nuova meta di riferimento tra le destinazioni del Sudest asiatico. Un processo di modernizzazione che non ha ancora scalfito il carattere profondamente orientale del paese ed è proprio questa mescolanza tra modernità e tradizione che lo rende diverso da altre nazioni dell’Estremo Oriente come Thailandia e Malesia, dove il grado di occidentalizzazione ha già in parte intaccato l’autentica indole asiatica.

Dopo aver visitato diversi paesi del Sud Est Asiatico pensavo di essere ormai vaccinata al caldo tropicale tipico di queste zone ma il tasso di umidità che ha contraddistinto questo viaggio ha raggiunto livelli veramente insopportabili. Al caldo va aggiunto il caos disordinato che regna per le strade, lo smog dei milioni di scooter che popolano le strade delle città e la pioggia, che puntuale ci è venuta a salutare quasi tutti i giorni. Un viaggio insomma che richiede uno spirito di adattamento particolarmente spiccato ma che consiglio a tutti.

Per altro per andare in Vietnam non esiste un periodo migliore di un altro. Infatti, quando una regione è troppo piovosa o fredda, o incredibilmente afosa, c’è sempre un’altra zona in cui il tempo è sereno e si sta bene. Andiamo dunque! Assicuratevi di avere a portata di mano: macchina fotografica, scarpe comode e il giusto spirito di adattamento.

Partiamo il 05 Agosto da Milano Malpensa con un volo Emirates, la 5 stelle dei cieli. Il volo è stata decisamente la parte più cara del viaggio, ho monitorato a lungo le tratte delle diverse compagnie aeree ma non ho trovato nulla di più economico e per paura che i costi aumentassero a fine febbraio ci siamo decisi. La stessa tratta si poteva spuntare a meno ma le ore di attesa a Dubai aumentavano esponenzialmente. Abbiamo preferito spendere qualche centinaio d’euro in più ed evitarci un’attesa di 8 ore e passa. A Dubai c’è un caldo mai sentito, credo il termometro superi abbondantemente i 40 gradi ed essere stipati come sardine sulla navetta che ci porta al terminal ha smesso quasi subito di essere divertente.

Giusto il tempo di un caffè e si riparte. Il tempo di attesa era 3 ore ma 2 le abbiamo praticamente passate sulla navetta! Ci attendono altre 7 ore di volo.

Alle 20,15 ora locale del 6 Agosto siamo finalmente arrivati a destinazione! Siamo in Vietnam! Cerco di sbirciare fuori dal finestrino dell’aeromobile nella vaga speranza di intravedere qualcosa che mi permetta di realizzare che sono effettivamente in Vietnam ma è troppo buio.

Ci mettiamo in coda per espletare le formalità doganali e ottenere il visto.

Prima di tutto consegnate il foglio giallo che vi hanno dato in aereo, un autocertificazione sul vostro stato di salute. Poi serve ottenere la visa on arrival.

Da luglio 2015 il governo vietnamita ha adottato nuove norme relative al visto di entrata per alcuni paesi europei tra cui l’Italia, abolendolo per i soggiorni inferiori a 15 giorni. Noi ci tratteniamo più a lungo e viaggiando anche in Cambogia necessitiamo di un visto multiplo.

Recatevi all’apposito sportello, consegnate i documenti tra cui la lettera di invito, il vostro prezioso passaporto e poi attendete pazienti di essere chiamati. Lettera di invito da parte di un’agenzia accreditata vietnamita è servizio che fanno quasi tutte le agenzie a pagamento oppure gratis compreso nei pacchetti.

È’ un servizio offerto anche da molti Hotel di HCM e Hanoi.

Il visto è valido 30 giorni e calcolate almeno un’oretta di tempo per sbrigare tutte le procedure. Spesso c’è la fila e sono lentissimi. Una volta ottenuto il visto (e SOLO ora) potete recarvi al controllo passaporti. Non fate come noi, che siamo stati inutilmente in coda mezz’ora al controllo passaporti pensando di facesse tutto lì! La lettera di invito va esibita anche in Italia al check in. Se non l’avete potrebbero non autorizzarvi a prendere il volo, quindi ATTENZIONE!

Ad attenderci ci aspetta il servizio di pick up del nostro albergo, il Liberty Central River Side, prenotato su booking, in pieno centro, un po’ più caro della media ma volevamo partire in grande e si rivelerà il migliore di tutta la vacanza.

Uscendo dall’aeroporto riconosco la tipica aria asiatica carica di umidità ma pensavo peggio. Certo, il sole è calato da un pezzo, forse meglio aspettare domani per i bilanci (in effetti ancora non sapevo cosa ci avrebbero riservato i giorni a venire) Anche il traffico, di cui avevo letto cose inenarrabili sembra al momento “gestibile” ma anche su questo punto meglio sentenziare domani (e anche qui dovrò ricredermi)! Ho lo sguardo incollato al finestrino, cerco di memorizzare più immagini possibili. Vecchi case e botteghe al momento chiuse si alternano a ristoranti, hotel e negozi moderni ma è chiaro fin da subito che la vita vera scorre in strada. Noto un numero imprecisato di baracchini con vietnamiti intenti a mangiare zuppette fumanti, chiacchierare, riposarsi dopo una giornata di lavoro. Non vedo l’ora che sia domani per vedere tutto alla luce del sole. Depositiamo le valigie e nonostante la stanchezza per il lungo viaggio ci concediamo una birretta al Roof bar dell’Hotel. Un piccolo ma curato e accogliente bar al 25esimo piano con piscina e vista fiume, che domina la città, illuminata con un albero di Natale. Assaporo l’atmosfera quella sensazione di leggerezza tipica delle ferie!

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Vietnam tra passato e futuro



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