Viaggio Polinesia isole Marchesi isola di Pasqua

Turisti per caso itinerario di viaggio ( Polinesia francese, isole Marchesi, isola di Pasqua “Rapa Nui”) Eravamo otto persone = 4 coppie Partenza il 17/04/2002 Ritorno il 16/05/2002 Spesa oltre 6500 euro a persona + le spese Aprile - Maggio: LUCIA - BRUNO- RINA – GIANCARLO – LUCIANA – LUCIANO – MAURO - ADRIANA. Il viaggio in...
 
Partenza il: 17/04/2002
Ritorno il: 16/05/2002
Viaggiatori: in gruppo

Turisti per caso itinerario di viaggio ( Polinesia francese, isole Marchesi, isola di Pasqua “Rapa Nui”) Eravamo otto persone = 4 coppie Partenza il 17/04/2002 Ritorno il 16/05/2002 Spesa oltre 6500 euro a persona + le spese Aprile – Maggio: LUCIA – BRUNO- RINA – GIANCARLO – LUCIANA – LUCIANO – MAURO – ADRIANA.

Il viaggio in Polinesia è stato elaborato nei minimi particolari un anno prima. L’entusiasmo è stato grande perché l’itinerario fatto da noi e poi gestito dal tour operator PARADISO, ci ha assicurato tutte le comodità dei luoghi che ci ospitavano.

Partenza il 17 aprile alle ore 13 dall’aeroporto di Genova con volo Air France per Parigi. Dopo una sosta di circa quattro ore siamo partiti per Papeete con sosta tecnica a Los Angeles.

Arrivati a Tahiti alle cinque del mattino ora locale, anche se mezzi addormentati a causa delle circa 30 ore di viaggio, una musica polinesiana ci accoglieva festosa con le loro tradizioni e donandoci le famose collane e ghirlande di fiori freschi.Quindi con un piccolo aereo,siamo partiti alla volta dell’isola Moorea dove siamo giunti dopo circa 10 minuti di volo.Ad attenderci abbiamo trovato la nostra guida Alfredo, un Italiano trasferitosi sull’isola. Al villaggio, l’unico gestito da polinesiani , siamo stati accolti da un’atmosfera festosa e rilassante con aperitivi tropicali che ci hanno rinfrescato.

Dopo,guardandoci attorno, ci siamo resi conto come doveva essere il Paradiso prima dell’avvento dell’uomo.L’isola, di origine vulcanica, è circondata dalla barriera corallina e da una cornice naturale fatta di mare limpido e trasparente, pesci curiosi e variopinti, il tutto contornato da una vegetazione con una infinità di fiori colorati.Ci siamo regalati sei giorni di completo relax con gite in piroga per visitare atolli disabitati e i luoghi più caratteristici come la baia di Cook, le coltivazioni di ananas e le antiche vestigia. Di fronte all’albergo separata da circa un centinaio di metri esiste un piccolissimo atollo ricco di palme delizia delle nostre avventure subacquee e del dolce nostro far niente.

Nei sei giorni trascorsi sull’isola abbiamo conosciuto e apprezzato i loro usi e costumi imparando (si fa per dire) i balli sensuali polinesiani e vestendoci come loro.In nostro onore la domenica è stato imbandito il pranzo delle grandi feste che consiste in carne di maiale comprese le teste,verdure,banane, frutti dell’albero del pane,teste di pesce e altri intrugli. Il tutto cotto in un unico contenitore sotto un metro di sabbia e ricoperto da foglie di palma.La sorpresa è stata a pranzo in quanto il tutto si doveva mangiare rigorosamente con le mani.Sinceramente pochi di noi sono riusciti a fare onore a questo banchetto donatoci con amore e felicità, ma l’odore per noi occidentali era poco invitante e la vista non aiutava a stuzzicare il palato.

Il 24 aprile partenza aerea per l’isola di Huahine,un atollo ancora poco frequentato dai turisti, con una vasta vegetazione, alberi di cocco con grandi radici immerse in una sabbia bianchissima, palme che si protendevano verso il mare e alberi di banane facevano da cornice al nostro villaggio.

L’isola in effetti è divisa in due atolli uniti da un ponte.Nei quattro giorni trascorsi abbiamo girato con una macchina presa in affitto.Il secondo giorno nel nostro esplorare l’isola, ci siamo imbattuti in una barca che ci ha accompagnato gratuitamente,(siamo Genovesi) a visitare la coltivazione delle famose perle nere. Dopo la spiegazione fatta da un’Australiana, ivi trasferitasi, di come avviene la preparazione e la lavorazione delle perle, le nostre mogli non si sono lasciate sfuggire l’occasione per fare acquisti.

Il giorno della partenza un bel temporale ci hà accompagnato all’aeroporto per la mitica isola di Bora Bora.Dal finestrino dell’aereo il panorama dell’isola ci appare in tutto il suo splendore, una barriera corallina avvolge l’atollo che ha un picco vulcanico al centro dell’isola sempre coperto da nuvolette mentre la laguna intorno era contornata da mille variazioni di colori.Appena scesi dall’aereo dopo il tradizionale regalo fatto di collane di fiori o di conchiglie e di ghirlande floreali, questo benvenuto è un rito che ci seguirà anche in futuro, abbiamo conosciuto la nostra guida Agostino un Italiano mandato laggiù dal tour operator.

Dopo averci aiutato con i bagagli ci ha fatto salire su un grosso catamarano a pochi metri dall’aeroporto, portandoci sull’isola. A Bora Bora non abbiamo badato a spese alloggiando nelle magnifiche palafitte alle quali si accede tramite passerelle o direttamente dal mare.Il giorno dopo un catamarano è stato a nostra disposizione facendoci visitare atolli sperduti e isolati regalando ai nostri increduli occhi visioni di rara bellezza (eppure il mondo l’abbiamo girato abbastanza). Purtroppo le foto e le filmine fatte non rendono onore alla realtà.Per fortuna una foto con la spiaggia piu’ bella di Bora Bora ha colori reali e fa sfoggio in camera mia.

Sono stati giorni di coccole sulla spiaggia e immersi nel romanticismo fatto di cene a lume di candela, tramonti, e di albe (poche per la verità).Dopo quattro giorni siamo partiti non senza rimpianto per Rangiroa l’atollo ha la forma di un anello senza l’isola centrale e devo dire che non ha niente da invidiare a Bora Bora, anzi un pezzo del mio cuore è rimasto laggiù .Il villaggio il Kia Ora è molto bello e va oltre le nostre più rosee aspettative e le serate erano allietate da coinvolgenti spettacoli polinesiani. L’isola è un paradiso per gli amanti del sub.Infatti pesci tropicali e multicolori nuotano insieme a noi.Purtroppo anche piccoli (vicino a riva) e grandi (al largo) squali pattugliano la costa . Mentre i piu’ piccoli fanno a gara per venire ai tuoi piedi nuotando a filo d’acqua e non sono pericolosi, cosi’ non si può dire delle inquietanti pinne che si vedono girare piu’ al largo, invece le razze si comportano come cagnolini mangiando il cibo dalle nostre mani..

Dopo due giorni abbiamo affittato un barcone che ci ha trasportato alla laguna blu con i suoi innumerevoli isolotti chiamati motu dove conchiglie giganti attendono il turista per stupirli con la loro bellezza.Un pranzo polinesiano a base di pesce alla brace, un ballo locale e tanta allegria ha fatto di quella giornata un ricordo incancellabile che sarà sempre presente nelle nostre serate invernali Italiane. Il quarto giorno siamo partiti per l’isola di Tahiti. Atterrati a Papeete sono venuti a prenderci per portarci al Royal Tahitienne.



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