Viaggio nelle Highlands

Avete mai pensato di fare un viaggio nelle Highlands scozzesi, sfruttando i mezzi pubblici? Noi sì
 
Partenza il: 21/05/2012
Ritorno il: 26/05/2012
Viaggiatori: 3
Spesa: 1000 €

Abbiamo scelto una settimana di fine maggio, abbiamo valutato attentamente i percorsi di treni e pullman individuando quelli che meglio ci avrebbero svelato le meraviglie di questa regione e… E via! È stato fantastico! Ve lo raccontiamo.

Lunedì 21 maggio

In volo, lasciando l’aeroporto di Milano, la coltre di nubi sotto di noi è inguadabile per il riverbero del sole che ferisce gli occhi con la sua luce riflessa. A tratti si fa più scura e buia, poi di nuovo accecante. Finalmente dirada fino a trasformarsi in un gregge di nuvole bianche, soffici e strette le une alle atre proprio sopra le coste dell’Inghilterra. Quando cominciamo la discesa in arrivo all’aeroporto di Edimburgo il cielo si fa limpido, l’orizzonte terso e sotto di noi il verde chiaro dei campi e quello più scuro delle aree boscose si alternano allegri e luccicanti in una scacchiera asimmetrica come le figure di un ‘tartan’ drappeggiato ad arte.

Dall’aeroporto raggiungiamo il centro di Edimburgo in bus: una schiera di case piccole e scure orlate ognuna da un giardino ben curato, ci scorrono davanti introducendoci nella tipica atmosfera delle città inglesi. Il piccolo albergo che offre bed & breakfast dove pernotteremo è a poche centinaia di metri dalla stazione, con vista sul castello. L’accoglienza è buona, la stanza perfettamente attrezzata e pulita.

Ma non è facile trattenersi. Posiamo le valigie e usciamo: la serata limpida sarà chiara ancora per molte ore e noi vogliamo goderci Edimburgo. Le case, le strade, i ponti, tutto ha un suo fascino particolare.

Sognavo di vedere la Scozia da… forse da quando avevo 15 anni… non so neppure io il perché…

Niente delude, persino la cornamusa, suonata ad ogni angolo di strada a puro beneficio dei turisti, (un miagolio insistente che sarebbe insopportabile in qualsiasi altro luogo o momento) non stona e ci si accorge che è quasi ‘credibile’ qui, come gli uomini in kilt, qui… solo qui…

Davanti a noi ora c’è il castello e più in basso, scendendo lungo Royal Mile, si arriva alla Holyroodhouse, residenza scozzese ufficiale di Sua Maestà la Regina. A metà strada ci fermiamo ad ammirare la maestosa cattedrale e giù in Victoria Street il susseguirsi gioioso dei negozi dalle facciate colorate.

Pretendere di vedere Edimburgo in un solo pomeriggio sarebbe un insulto all’arte, alla storia, alle tradizioni…

Noi non lo faremo: torneremo ancora qui alla fine del nostro viaggio nelle Highlands, intanto ci godiamo quel che c’è da vedere strada facendo.

Come l’effigie di Bobby, cane di razza terrier diventato famoso nel diciannovesimo secolo per aver passato quattordici anni dalla sua vita a fare la guardia alla tomba del suo padrone dalla quale si allontanava solo in cerca di un po’ di cibo e di un alloggio caldo dove passare la notte nei mesi invernali. Adottato dall’intera cittadinanza di Edimburgo, alla sua morte è stata eretta una statua in bronzo in suo ricordo, poco lontano dalla tomba del suo padrone, ma fuori dal vecchio cimitero dove non poté essere seppellito perché terra consacrata.

A fianco della cancellata del cimitero un bar si ispira a questa storia e, oltrepassando i suoi cancelli, troviamo ancora una lapide in marmo con il nome del cane e la scritta ‘che la tua devozione e fedeltà siano di esempio a tutti noi’.

A questo punto ci fermiamo a visitare il vecchio cimitero.

Scelta insolita, direte voi…

Allora vorrei che poteste osservare insieme a me l’affascinante ambiguità di questo posto di pace che sotto il sole di questa sera ci appare di una serenità assoluta… Il leggero pendio morbido di erba ben rasata, il verde delle fronde fruscianti alla leggera brezza… il silenzio che non ha bisogno di essere imposto, ma al contrario, è fatto di frasi sussurrate quasi a timore di rompere un incantesimo.

Come non si può pensare di riposare in pace in un luogo del genere.

Eppure, allo stesso tempo non è difficile immaginare quanto diverso tutto questo ci possa apparire in una notte di luna piena o in una serata uggiosa dove la luce si trasforma stendendo tutto attorno un’inquietante velo di mistero ed evocando immagini cupe e spettrali…

E non bisogna neppure essere necessariamente appassionati di racconti dell’orrore per lasciarsi suggestionare dalle macabre figure incise sulla pietra e da testimonianze storiche, come la grata di acciaio posta su una tomba al fine (come recita la targa) di prevenire il furto del cadavere da parte dei profanatori che lo avrebbero venduto alla classe di anatomia della facoltà di medicina… Wow!

Martedì 22 maggio

Il nostro secondo giorno in Scozia si sveglia avvolto da una nebbia leggera che sfoca appena i contorni di case e strade. Noi usciamo presto, prendiamo un caffè e un muffin da Starbucks come nei telefilm americani e ci fermiamo nel parco a consumare la nostra colazione in compagnia di uno scoiattolo.

Poi, carichi come muli, raggiungiamo la stazione. Oggi, la nostra scelta di usare i mezzi di trasporto pubblici si rivelerà particolarmente azzeccata poiché, mentre le principali arterie stradali seguono la costa, solo la ferrovia attraversa la regione montuosa.

Il costo del treno (piuttosto alto) è in parte giustificato dalla precisione delle corse, dalla minuziosa informazione in stazione e durante il viaggio, dalla comodità e dalla pulizia delle vetture, complice una buona educazione che qui viene data per scontata. Dopo un prima tratta facciamo una breve sosta a Glasgow e ne approfittiamo per un giretto per le strade della città in attesa del treno per Fort William.

Ripartiamo alle 9.05, ci lasciamo alle spalle un paio di paesoni dell’interland di Glasgow, poi ecco la tipica campagna inglese. Quindi il panorama cambia rapidamente. Gli arbusti di ginestre lasciano il posto a piante ad alto fusto, l’orizzonte si fa movimentato, di un verde brillante a ridosso della ferrovia e più scuro in lontananza. In breve il paesaggio si fa montuoso: ampi pascoli che a tratti cedono il passo a pinete fitte fin sulle cime, poi ancora pascoli costellati qua e là da piccole macchie di abeti. Il nostro tour prevede una tappa a Rannoch intorno all’ora di pranzo.



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