Viaggio nella preistoria

6/11/2007 – 13/11/2007 SPRAZZI DI VITA ECUADORENA Questo è un viaggio nel tempo oltre che nello spazio. E' un viaggio che è difficile da raccontare perché è entrato troppo dentro i nostri cuori, è diventato parte di noi e non conosciamo parole sufficientemente profonde per esprimere le emozioni che ci portiamo dentro. Riassumo quello che...
 
Partenza il: 06/11/2007
Ritorno il: 19/11/2007
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

6/11/2007 – 13/11/2007 SPRAZZI DI VITA ECUADORENA Questo è un viaggio nel tempo oltre che nello spazio. E’ un viaggio che è difficile da raccontare perché è entrato troppo dentro i nostri cuori, è diventato parte di noi e non conosciamo parole sufficientemente profonde per esprimere le emozioni che ci portiamo dentro.

Riassumo quello che dovrebbe essere il programma totale del viaggio io (Paso) lavoro ad Atuntaqui (Ecuador) da oggi 6 novembre fino al 13 novembre, il 14 mi raggiungerà la mia fidanzata (Lara) e il 15 partiremo per il tour-crociera alle Galapagos.

E così dopo un lungo e un po’ noioso viaggio da solo con scalo a Miami, arrivo a Quito e i primi giorni li passo principalmente lavorando e con qualche momento rubato per vedere un po’ di vita ecuadoreňa.

Giro molto per questa via che si chiama Panamericana che è l’unica arteria dell’Ecuador (lo taglia a metà in verticale da Colombia a Perù). In genere non è messa male ma ogni tanto si trova un buco o un sasso di dimensioni enormi. Ai lati montagne, laghi e soprattutto vulcani, bei paesaggi, è incredibile la concentrazione di pazzie, camion carichi, gente che chiede un passaggio, gente che dorme sulla linea gialla di lato, gente mezza nuda, polizia, mezzi di trasporto dei più disparati.

Le persone sono caratteristiche, colorate, i visi sono espressivi, i colori sono molto forti, gli occhi spontanei e penetranti. La povertà estrema. Tutti contadini o allevatori o produttori di semi di rosa che esportano in tutto il mondo.

Due immagini sopra tutte: un campo da calcio ricavato da un piano piatto fatto da una scavatrice, due porte in legno. Nessun albero, niente verde, niente. E l’altra seppur simile, 12 ragazzi e ragazze in stivali che con pioggia insistente giocano allegramente 6 contro 6 a calcio in un campetto fatiscente. Genuini, spontanei, preoccupati di nulla.

I visi delle persone che salgono regolarmente dietro i camion o sul cassone dei pick-up per un passaggio e i bimbi che escono da scuola e per tornare a casa si agganciano al camion dell’immondizia.

Ho occasione di visitare Otavalo purtroppo in un giorno in cui il mercato è ridotto, ma è comunque tipico, interessante e coloratissimo. Qui i tradizionalisti hanno la coda e il tipico cappello, il panama.

Sono passato anche da Mitad do Mundo, la linea che rappresenta il passaggio dell’equatore, ma fermandomi solo un momento e ho visitato la laguna di San Paolo in un momento di pausa. Poi arriva Lara e inizia il viaggio vero e proprio.

14/11/2007 DI NUOVO INSIEME E LA PENNA PASSA A LEI Sono arrivata anch’io dopo un viaggio lungo e travagliato: qualche complicazione a Miami e uno scalo non programmato a Guayaquill a causa del brutto tempo su Quito, mi hanno fatto tardare un bel po’ di ore, ma alla fine sono arrivata sana e salva sotto una pioggia battente e ho ritrovato il sorriso del mio fidanzato in mezzo alla folla.

Nei giorni passati a casa da sola in attesa della partenza, la cosa più bella è stata godersi le facce meravigliate delle persone a cui dicevo dove stavo per andare…Mi sono sentita una privilegiata a poter vedere un luogo tanto bello e particolare, perché a tutti quando dicevo la parolina magica…Galapagos… compariva sulla faccia la stessa espressione incredula.

E così la mia giornata finisce 26 ore dopo la sveglia in un letto cortissimo in cui stiamo con i piedi fuori, in un dignitosissimo albergo di Quito.

15/11/2007 IN VIAGGIO VERSO LE GALAPAGOS Quattro ore dopo suona di nuovo la sveglia ma la stanchezza neanche la sentiamo, si parte per le Galapagos! Ennesimo check-in, ennesima attesa, ennesima fortuna di essere capitati sull’aereo giusto vista l’approssimazione con cui lavorano in quest’angolo di mondo, ennesimo decollo, (volo Aerogal, il cui simbolo sulla fiancata è un’iguana), e tanto per cominciare rimaniamo a bocca aperta quando prima di scendere dall’aereo le hostess passano uno spray per gli insetti negli scomparti per non infestare l’ambiente delle isole. Abbiamo la netta sensazione che sia solo la prima di tante sorprese che ci avrebbe riservato la nostra vacanza.

L’aeroporto di Baltra si rivela la seconda: una casupola con il tetto in paglia completamente aperta, solo con qualche cordone per incanalare le persone e le valigie scaricate per terra in un mucchio all’aperto, qualche poliziotto e qualche iguana qua e là.

Grazie all’adesivo appiccicato alle magliette fornito dall’agenzia, ci trova la nostra guida per un giorno, Mario, e ci accompagna prima su un bus fino al traghetto, poi, sbarcati sull’isola di Santa Cruz, su un altro bus e in 50 minuti di paesaggi brulli e spettacolari e tartarughe giganti, arriviamo a Puerto Ayora dove pranziamo.

Nel pomeriggio visitiamo il centro studi Darwin: per carità, lodevole l’iniziativa della fondazione a scopo di ricercare e tutelare le tartarughe e le iguane e ripopolare le isole dalle specie in via di estinzione sensibilizzando anche i visitatori al loro rispetto, ma per quanto ci riguarda vedere animali in gabbia ci fa sempre stringere il cuore. Soprattutto quando poi ci si mettono turisti stupidi a fotografarle con il flash. Abbiamo visto il povero George, la tartaruga più vecchia di tutte, stringere gli occhi acceccato, poverino…

E’ anche vero che senza questa fondazione forse molte di loro a quest’ora si sarebbero estinte, quindi se il fine giustifica i mezzi, ben venga. Niente a che vedere con le miriadi di lucertole che ci spiano spensierate dal vialetto su cui passeggiamo, ne tantomeno con la cospicua fauna di volatili e granchi rossi che troviamo poco dopo nel paese di Puerto Ayora, centro abitato semplice e caratteristico in cui non è semplice scegliere tra gli scorci di mare che offrono spettacoli sempre diversi e in cui si possono avvistare pellicani, granchi, iguane e leoni marini che passeggiano nella piazza (senza contare tutte le specie di uccelli non identificati) e i negozietti del centro caratteristici e colorati, alcuni con tanto di telaio per i tappeti fatti a mano.



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