Viaggio nel paradiso ritrovato: un mese in Nuova Zelanda

La nostra magnifica luna di miele in dettaglio, in un luogo che è davvero un sogno.
 
Partenza il: 22/09/2009
Ritorno il: 23/10/2009
Viaggiatori: 2

Mi accingo a scrivere un dettagliato resoconto del nostro splendido viaggio di nozze in Nuova Zelanda, la terra dei kiwi, dei maori, della haka e del Signore degli Anelli, ma soprattutto un luogo dove la natura è la vera padrona incontrastata. Cercherò di riportare tutto quello che mi ricordo e che ho appuntato sul mio diario di viaggio, ma se vi sono domande che volete fare, scrivetemi pure all’indirizzo mail o sul sito di Turisti per caso.

Noi siamo partiti il 22 settembre e rientrati il 23 ottobre, periodo nel quale in NZ è primavera. La cosa positiva è che c’è ancora meno gente di quanto non ce ne sia in estate (comunque poca rispetto ai nostri standard) e ci si gusta certi scenari in completa solitudine. Certo per gli amanti delle attività all’aperto e del mare conviene andare se possibile più avanti, ad esempio in genneio o febbraio, piena estate. Noi non abbiamo fatto il bagno al mare perchè l’acqua era ancora troppo fredda e a volte è stata davvero dura non tuffarsi. Abbiamo prenotato volo, auto a noleggio, traghetto tra le due isole e ultime 3 notti a Auckland con un tour operator e poi io ho prenotato tutti i pernottamenti (tranne un paio) dall’Italia tramite mail e carta di credito. Devo precisare che questa è un’operazione che si può tranquillamente evitare, ma noi l’abbiamo scelta per non dover perdere tempo a cercare il pernottamento in loco e sfruttare al massimo ogni minuto; inoltre avevamo un programma di viaggio ben definito (studiato per mesi dal sottoscritto) e volevamo rispettarlo il più possibile. Se invece si vuole essere più liberi, non preoccupatevi di prenotare prima: gli I-Site locali, onnipresenti anche nelle cittadine minori ed efficentissimi, vi troveranno una sistemazione anche a parecchi km di distanza, l’importante è andarvi negli orari di apertura (di solito tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00). Abbiamo anche prenotato delle escursioni in anticipo, ma vi dirò nel resoconto quali. E adesso comincio con la narrazione, cercherò di essere succinto e dare le informazioni più importanti.

22/09 GIORNO 1: ROMA – HONG KONG Partiamo con la Cathay Pacific alle 13.50 da Roma Fiumicino senza ritardi, né problemi. Il volo sul grosso aereomobile è molto piacevole, cibo discreto e soliti intrattenimenti video/audio.

23/09 GIORNO 2: HONG KONG Arriviamo in mattinata all’aeroporto di Hong Kong e, dato che dobbiamo fare uno stop di 9 ore circa, decidiamo di uscire e visitare brevemente l’isola di Lantau, che si trova fuori dal centro cittadino. Prendiamo un taxi per la stazione di Tung Chung e poi un autobus che in circa 45 minuti ci porta alla località di Ngong Ping, dove si trovano le attrazioni che vogliamo vedere. Le strade sono tutte curve e saliscendi ripidi, ma il pulman va pianissimo quindi non c’è da preoccuparsi; la cosa importante invece è cercare di avere degli spicci per il l’autobus, perchà non hanno resto dfa dare: a noi delle gentili signore e monache hanno cambiato le monete cartacee (in totale sono 35 dollari di Hong Kong a tratta per 2 persone). A Tung Chung si ha un breve asaggio della incredibile metropoli di Hong Kong: palazzi e grattacieli enormi si sviluppano fino ad altezze proibitive, tutti uguali e con strane forme e piloni che li sostengono. Mi viene in mente una specie di civiltà aliena che costruisce queste foreste di cemento sullo sfondo di un’isola verdeggiante e montagnosa; le strade sono impervie e la natura rigogliosa cresce sui ripidi picchi a strapiombo sul mare e così i pochi villaggi al di fuori del centro sono quelli di pescatori e artigiani. Arrivati a Ngong Ping il caldo torrido ci attanaglia e un’umidità pazzesca ci rende ben presto affaticati. L’area di Ngong Ping è un cantiere aperto in evoluzione: nella zona della piazza stano rifacendo la pavimentazione e dietro al monastero verrà eretto un edificio sacro molto più grande di quello esistente. Ci aggiriamo con calma nel monastero buddhista di Po Lin e visitiamo alcuni templi/pagode costruiti all’inizio del XX secolo ammirado le mirabili decorazoni (draghi, svastiche, iscrizioni, statue); nei giardini notiamo i classici oggetti del culto buddhista, campane di bronzo e enormi incensieri, contornati da fiori e piante dal profumo intenso. Il “Wisdom Path” è un sentiero che si immerge nella vegetazione, ma anche qui i lavori in corso disturbano il tutto, anzi dopo pochi metri decidiamo di torare indietro perchè il setiero pare abbastanza abbandonato. Alle 10.00 apre l’attrazione principale dell’area, il Giant Buddha, statua in bronzo costruita nel 1993: essa si trova sulla cima di un colle raggiungibile da una monumentale scalinata di 268 gradini, è alta 34 metri e pesa 250 tonnellate. Il Buddha è seduto sul fiore di loto, con la mano destra sollevata nel gesto dell’abbandono dalle afflizioni terrene ed è contornato da 6 statue di divinità femminili; alla bsae si può entrare in un museo con una reliquia del Buddha pagando 23 dollari a testa, altrimenti la visita è gratuita. Dopo aver ammirato il paesaggio scendiamo al villaggio turistico di Ngong Ping, ricostruzione ad hoc per i turisti, pieno di negozi di souvenir e bar e con una funicolare che porta ad un punto panoramico. La tremenda aria condizionata, sparata fortissima e a temperature bassissime, ci costringe però ad evitare i negozietti, quindi ritorniamo sui nostri passi e riprendiamo autobus e taxi per arrivare all’aeroporto (mi raccomando portate sempre con voi una maglia o una sciarpa per ripararvi dall’aria condizionata, a meno che non vogliate ammalarvi!). All’aeroporto pranziamo con abbondanti ramen (116 dollari di HK), ritiriamo i bagagli al deposito (3 bagagli per 5 ore, 165 dollari di HK) e siamo pronti a ripartire. Il cambio dollaro di HK/Euro era di circa 10/1.

24/09 GIORNO 3: NORTHLAND (AUCKLAND – WHANGAREI – KAWAKAWA – PAIHIA) Arriviamo all’aeroporto di Auckland in perfetto orario alle 6.10 di mattina e siamo ovviamente molto stanchi. Cambiamo un pò di euro in dollari neozelandesi: tasso di cambio euro/Nz dollar, circa ½, quindi in pratica le cifre in dollari che vdrete sono sempre la metà o leggermente più in euro. Ci accorgiamo con fastidio che il tour operator ha sbagliato la prenotazione dell’auto a noleggio, quindi invece di ritirarla in aeroporto dobbiamo recarci in centro. Per arrivare in città consigliamo di prendere uno shuttle, un pulmino da circa 12 posti che costa circa 37 dollari NZ per coppia e vi porterà in qualunque posto vogliate. L’unica differenza con un taxi (che costa circa 90 dollari) è che probabilmente dovrete attendere un pò che salgano altri passeggeri (noi eravamo in 4 in tutto comunque e abbiamo aspettato 20 minuti) perchè ovviamente a loro fa comodo riempire il più possibile. Al ritiro dell’auto un altro errore: la macchina era prenotata dal giorno successivo! Allora paghiamo un giorno in più e ci facciamo dare una vettura col cambio automatico (Ford Focus blu) prima di partire per il nord. I primi metri col cambio automatico sono un pò difficoltosi percè mi viene da premere la frizione che non c’è e quindi inchiodo, anche perchè il freno è sensibilissimo e scatta appena viene sfiorato. Per fortuna col passare del tempo diventerò un maestro della guida automatica…Dopo un viaggio di circa 2 ore sull’unica autostrada a pagamento della NZ giugniamo a WHANGAREI. Attenzione: una cosa non specificata dalle guide è che il breve tratto di autostrada a pagamento non ha caselli, quindi è possibile pagare ad un cabinotto molto poco visibile al lato della strada (noi non lo abbiamo visto), oppure tramite internet (come abbiamo fatto noi) entro 3 giorni dal passaggio. Sono solo 2 dollari ed è meglio non prendere multe appena arrivati; ovviamente serve una carta di credito, poi la conferma arriva tramite mail. Dopo aver pranzato alla “Home Backery” una sorta di fast food/forno, andiao a vedere le Whangarei Falls, uno spettacolo da cartolina, come è scrito sulla Lonely Planet. E’ davvero così: un parco con un sentiero ben tenuto (caratteristica di ogni sentiero in NZ) permette di ammirare lo splendido salto dell’acqua di 26 m su una colata di lava basaltica; ci sembra di essere sul set di “Lost” quando osserviamo la cascata dal basso, in mezzo alla rigolgiosa foresta di alberi e felci giganti. A KAWAKAWA, circa 50 km più a nord, sostiamo giusto il tempo di vedere I curiosi bagni pubblici dell’eccentrico artista Hundertwasser: una commistione di rivestimenti in ceramica bianca e colorata, unita a formare figure astratte, insieme all’utilizzo di vetri colorati. Il risultato è una costruzione che non sembra proprio una toilette (c’è anche un albero che vi cresce in mezzo) ed è diventata l’unica attrazione della cittadina. Arrivati alla nostra meta, PAIHIA nella BAY OF ISLANDS, abbiamo giusto il tempo per una capatina nell’area di Waitangi, un bel parco di enorme importanza storica per il trattato firmato tra gli europei e I maori nel 1840; a mio avviso un ottimo modo per cominciare a scoprire la cultura maori e conoscere la storia di questa nazione. Il biglietto di 20 dollari è valido per 24 ore, quindi possiamo riutilizzarlo anche il giorno successivo. Facciamo una passeggiata breve tra I sentieri che si snodano tra enormi alberi e felci e arriviamo alla collina dove un alto pennone di una nave indica il punto dove fu firmato l’accordo. Ai mergini della radura si stagliano la “whare runanga” (casa delle assemblee, detto anche marae in lingua maori) e ci accodiamo a una visita guidata per ascoltare le leggende e le storie che regolano questa costruzione. E’ stata costruita nel 1940 per celebrare il centenario del trattato e presenta fantastici rilievi e intagli maori in legno, raffiguranti divinità, figure mitologiche e capi tribù, contraddistinti tutti dai “moko”, i tatuaggi rituali, e dalle espressioni feroci con occhi sbarrati e lingua fuori derivanti dalla “haka”. Questo edificio vale da solo il prezzo del biglietto ed è uno dei pochi marae dove si possono scattare foto e video. La canoa da guerra (“waka”) è purtroppo in restauro e sta iniziando a piovere copiosamente (alle 17 corca ci sarà una specie di nubifragio, il tempo più brutto che abbiamo preso, ma siamo già in camera) e quindi decidiamo di uscire e terminare la visita il mattino successivo. La nostra casa per le due notti successive, lo Chalet Romantica, è un gioiellino: abbiamo prenotato la Romantica Suite, una camera deliziosa e spaziosa in mansarda con cucinotto, salotto e balconcino, per trattarci bene al nostro arrivo e non abbiamo sbagliato. La padrona di casa, la signora svizzera Inge, è gentilissima e ci mette subito a nostro agio, facendoci usare internet e dicendoci come pagare l’autostrada. Poi si offre di prenotarci senza impegno la corciera nella Bay of Islands all’indomani mattina, se il tempo sarà bello. Ceniamo in un pub, il Frank’s sul lungomare, a base di ottima zuppa di pesce e saporita Caesar salad. Attenzione: gli orari dei kiwi sono molto simili a quelli britannici e irlandesi, per cui la cucina di sera apre alle 17 e chiude solitamente entro le 20 (a parte qualche eccezione e nelle grandi città), anzi in realtà se arrivate alle 19.30 rischiate di essere gli unici avventori e che alle 20.30 quelli del locale comincino già a pulire e sparecchiarvi intorno.



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