Viaggio in Spagna in moto

25 Febbraio 2009 Firenze – Genova Sveglia ore 9:30, solo la fatica di spegnerla poiché ero già sveglio da un pezzo.Bagaglio pronto: nella pratica borsa a tenuta stagna della Ferrino: biancheria intima , un cambio al giorno; 2 camicie perché non si sa mai; maglie sintetiche a collo alto; altre maglie in cotone a maniche lunghe; 4 maglioni...
 
Partenza il: 25/02/2009
Viaggiatori: da solo
Spesa: 1000 €

25 Febbraio 2009 Firenze – Genova Sveglia ore 9:30, solo la fatica di spegnerla poiché ero già sveglio da un pezzo.Bagaglio pronto: nella pratica borsa a tenuta stagna della Ferrino: biancheria intima , un cambio al giorno; 2 camicie perché non si sa mai; maglie sintetiche a collo alto; altre maglie in cotone a maniche lunghe; 4 maglioni pesanti adatti per l’abbigliamento a strati necessario se si vuole mettersi in viaggio in periodi dell’anno non proprio consigliabili; calze maglie; calzini pesanti; jeans per libera uscita; jeans da moto con le protezioni, in caso di bel tempo. Borsa serbatoio: macchina fotografica; carica batterie cellulare; cartine varie e guide turistiche; foglio con indirizzi officine Moto Guzzi Spagnole e relativi numeri di emergenza; copia chiavi moto ; 2 sottocolli di ricambio; un paio di guanti di scorta; beauty per la notte in nave; asciugamano; medicine; spray pulisci visiera; panno morbido. Borsa laterale destra: 2 bottiglie di Brunello di Montalcino da portare in regalo e regalo nipotino; sacco a pelo per la notte in nave e stivaletti da relax. Borsa laterale sinistra: Attrezzi moto; 1 filo del gas e della frizione di scorta; olio lubrificante; olio motore; candele; spray antiforatura; relè e fusibili. Abbigliamento della partenza: Tuta Dainese D-Dry; calzamaglia; doppi calzini; stivali; maglia termica a collo alto; maglione; tubolare Guzzi Club Fiorenza; passamontagna; gilè coi colori del Motoclub; guanti invernali.Pronto alla partenza con moto già revisionata, unica preoccupazione, l’usura delle gomme, purtroppo non potevo aspettare l’ordine delle stesse e dovevo partire nonostante non fossero al massimo , stando ben attento a distribuire il carico in modo che la ciclistica non venisse oltremodo compromessa. Passato a trovare colleghi di lavoro che non vedevo da anni sulla strada che mi conduceva alla costa toscana e il mio caro amico Gigi di “Easy Rider” a Viareggio,lasciavo l’autostrada per verificare se avevo predisposto bene il carico e se le gomme reggevano nonostante lo stato. Il lungocosta era piacevole , senza traffico,una bella strada isolata collegava Carrara con La Spezia, qui , dentro la città fermatomi a fare il pieno , ho deciso di abbandonare la costa e di prendere la vecchia SP1 panoramica e salire sui monti, decisione la mia premiata dal fatto che ero l’unico a percorrere tale strada, ogni tanto mi incrociavo con qualche sporadico biker intento a limare le pedanine della propria belva, e qualche ciclista che come al solito viaggiava inesorabilmente al centro della carreggiata prendendosi gli accidenti anche del sottoscritto. Arrivato vicino a Genova e vista l’ora mi sono fermato a mangiare un bel piatto di linguine allo scoglio in un ristorante non proprio sul mare…Ma da me individuato solo per il fatto che lontano un po’ dalla strada principale era circondato da molti campi, sui quali a fine pasto ho ben pensato di riposarmi vista la preannunciata lunga, insonne notte di nave, con la quale non ho mai avuto un buon rapporto… Arrivato al porto in largo anticipo, ho pensato di cominciare ad organizzarmi per il viaggio, suddividendo il tour in 4 tappe fondamentali, in modo da concedermi seppur breve, una vacanza senza corsa e senza fretta, ripromettendomi in stagione migliore di visitare la rimanente parte della terra spagnola. Il numero dei giorni difatti si limitava a 10 inclusi i 2 del viaggio per cui non potevo far altro che organizzarmi al meglio, nonostante troppi piani non mi siano mai piaciuti mentre viaggio. Ero con mia tranquillità e altrui stupore l’unico motociclista che si accingeva ad imbarcarsi, a dire il vero i passeggeri erano alquanto pochi, qualche camionista e poche auto. La nave era a dir poco malfunzionale, bagni rotti, dispenser sapone scardinati dal muro, sembrava che un’orda di hooligans ci avesse soggiornato, comunque a parte tutto una volta disteso il sacco a pelo sulle poltroncine e chiuso gli occhi, e una volta chiamato casa per assicurarli che sì ero completamente di fuori…Ero pronto ad iniziare il mio tour e poco mi importava di dove ero , ma già pensavo a quello che avrei fatto il giorno seguente.

26 Febbraio – Barcellona Dire che non avevo dormito una sega era dire poco: ero proprio stato male, e pensare che sapevo che la nave non era apprezzata dal mio stomaco, ma non mi immaginavo di soffrirla a tal punto che non vedevo l’ora di sbarcare. Non avevo rimesso , ma poco ci mancava. Stavamo costeggiando già la costa spagnola e già mi sentivo più rilassato e senza pensieri e preoccupazioni, pensando a gustarmi appieno quelle poche ferie che mi ero concesso. Arrivato a Barcellona, dopo aver constatato che parcheggiare un traghetto non è proprio un gioco da ragazzi, con circa 45 minuti di ritardo dovuti al forte vento che metteva in crisi le manovre di attracco, appena uscito dal porto ho aperto la mia cartina cercando di ricordarmi un po’ di quella Barcellona già da me visitata e vissuta tempo addietro e poco cambiata. Vista la zona dove avevo intenzione di fermarmi a dormire , avendo individuato un albergo comodo, accogliente e soprattutto con Garage, in modo da poter lasciare la moto al sicuro per le seguenti 2 notti, mi sono mosso per raggiungere il posto. I segnali stradali spagnoli sono leggermente diversi da quelli italiani: l’obbligo di svolta a sinistra ad esempio si esprime con il divieto di girare a destra, per cui a volte è facile non farci caso, soprattutto se il segnale è nascosto dagli alberi o dai furgoni in sosta. Trovare l’albergo è stata un’impresa, peggio di quel che pensassi eh sì che mi ricordavo bene Barcellona, anche per il suo traffico, ma non posso dire di aver trovato poche difficoltà. Ad un certo punto, probabilmente poiché era già la quarta volta che passavo loro davanti, 2 poliziotti in moto mi hanno fermato: “MOTO GUZZI!!!” ha esclamato uno di loro, certo direte voi : “eh allora?!?” , non è facile vedere una Guzzi non d’epoca in una città di Ducati, Harley Davidson e Suzuki, ho avuto modo di applicarmi nella lingua spagnola con uno scambio di battute che la Sara non avrebbe apprezzato ma che hanno fatto in modo che i 2 gentili poliziotti mi scortassero fino all’Hotel “Ayre Caspe” dove per 47 euro a notte + 15 di parcheggio mi hanno dato una bella camera colazione esclusa. Nota per i viaggiatori: in Spagna la maggior parte delle volte, se non tutte , la colazione negli alberghi non è mai inclusa, e spesso costa un botto: evitate di farla, fuori si può trovare dal classico cornetto con cappuccino, allo Starbucks nelle grandi città , alle tipiche pasticcerie spagnole, dove con poco potete veramente fare un piccolo primo pasto. Arrivato, lavato e cambiato ero pronto per uscire , la metro si trovava veramente vicino all’albergo, a circa 250 metri, ma una passeggiata dopo 18 ore di nave è quello che mi ci voleva. Raggiunto l’arco di trionfo, ho ripiegato per il Barri Gothic , passando vicino al museo Picasso, ripromettendomi il giorno seguente di farci di sicuro una capatina. E mi sono fiondato nella frenetica e turistica vita delle Ramblas. Ecco che finalmente ricevo una telefonata: Matteo , caro amico di moto e belle girate nel Chianti, era per coincidenza a Barcellona con alcuni colleghi di lavoro per una breve vacanza e mi aspettava per andare a cena fuori di fronte al Cafè Zurigo in Plaza Cataluna alle ore 21:00. Non c’era altro da fare quindi per impegnare il tempo che concedermi il lusso dell’aperitivo spagnolo fatto da vino y tapas. Bello alticcio sono arrivato all’appuntamento e salutati tutti e conosciuta la nostra guida: un ragazzo fiorentino che da mesi viveva e lavorava a Barcellona, abbiamo lasciato le Ramblas per recarci nella zona della Sagrada Familia che di notte è ancora più bella e maestosa e cenare in un tipico ristorante dove nessuno parlava altro che spagnolo. La particolarità del ristorante consisteva nel fatto che prima di cenare , potevi sceglierti la pietanza direttamente dal banco pescheria: te l’avrebbero cucinata al momento, chiamandoti per altoparlante non appena pronto. Sarà stata l’ottima cena a prezzo irrisorio, la stanchezza del tremendo viaggio in nave o le 3 birrette che ci siamo scolati dopo cena, ma ero veramente stracotto , per cui salutati tutti ho ripiegato verso l’Hotel. Una sana dormita ci voleva proprio!! 27 Febbraio – turista a Barcellona Sveglio di buon’ora mi sono dedicato al turismo, purtroppo non avevo visto in libreria la pratica e comoda guida Lonely Planet che mi aveva accompagnato nel tour estivo in Grecia, con la quale mi ero trovato a meraviglia, in compenso la guida Touring Club, era un po’ più schematica, ma avevo fatto comunque buon affidamento sui consigli di coloro che tramite internet mi avevano dato una più che concreta infarinata di informazioni e luoghi da visitare, per questo motivo ero pronto al turismo “fai da te” . Uscito dall’albergo quello che ci voleva era una buona colazione, a 10 metri ho trovato un simpatico locale , chiaramente creato coi mobili dell’Ikea , ma dai vivaci colori, dove una giovane barista ha voluto comunque consigliarmi anche lei i posti da visitare in modo da poter fare un tour completo , in fondo erano tutti posti che già avevo visto , ma che avrei rivisto più che volentieri. La Sagrada Familia, l’opera più emblematica e incompleta dell’architetto Gaudì … Un po’ il simbolo di tutta Barcellona le cui opere possono essere ammirate praticamente ovunque. La giornata era stupenda, una temperatura mite di 14-16 gradi alle 9.30 del mattino, anche se ci ero già entrato la sua magnificenza mi ha nuovamente persuaso ad un secondo tour a distanza di qualche anno e devo dire che leggendo tutte le descrizioni delle opere che la compongono , sono rimasto estasiato e ammaliato dalla sua bellezza e dal suo significato. Vista la vicinanza, una volta uscito dalla Sagrada Familia mi sono diretto a Parc Guell , per ammirare altre opere di questo visionario artista spagnolo. All’interno del parco si poteva ammirare la Casa-Museo Gaudì , ove l’artista conservava alcuni progetti dei mobili che avrei rivisto da lì a breve a casa Batllò. All’interno del parco, nella suggestiva atmosfera del mercato un artista da strada si esibiva in una suonata di flamenco, mi sono concesso un po’ di sano relax prima che una comitiva di italiani non irrompesse con la loro solita caciara, allorché ho ben pensato di dileguarmi. Riprendendo la comoda metropolitana sono sceso fino al Paseo de Gracia, ultima mia tappa della prima parte della giornata: Casa Batllò. Il biglietto un po’ costoso meritava una buona visita , d’altra parte non potevo rifiutarmi dato che l’avevo sempre snobbata le volte precedenti. Non mi prolungo in descrizioni: semplicemente fantastica, sembrava di entrare in un mondo fuori dal mondo reale, ed il fatto che fosse anche abitata oltre che essere un museo rendeva questa sua “anima” di enorme creatura marina ancor più viva e reale.Fermatomi a mangiare un panino col jambon spagnolo e una bella e fresca cerveza in un tipico locale vicino al Paseo de Gracia ero pronto a studiare un possibile percorso per la seconda parte della giornata. Raggiunti i giardini della Ciutadella mi addentravo nelle piccole viuzze del Barri Gothic, il cuore di Barcellona e lì finalmente mi attendeva il primo museo: Museo Picasso, dove consiglio a chiunque di mettere piede, solo per ammirare anche il storico edificio che ha l’onore di ospitarne le opere. Uscito dal museo c’era ancora una buona luce: le giornate già tendevano ad allungarsi per cui ho girato un po’ alla cieca tra i vicoli della città vecchia, fermandomi ad ammirare la favolosa Plaça del Rei , alcuni vecchi negozi di arti e mestieri tipici, anche se molto influenzati dall’enorme turismo di cui è invasa Barcellona , e trovandomi a tu per tu con una Moto Guzzi Alce conservata in perfetto stato all’interno di una vetrina di un barbiere con la scritta sul serbatoio che riportava : Moto Guzzi Hispania. Ho pensato di lasciare al negoziante un regalo di un altro fedele guzzista: la toppa del nostro Motoclub fiorentino. Altro sito di importanza storica e artistica fondamentale del centro storico di Barcellona è la Cattedrale, la cui pianta ho potuto rivederla in molte chiese, cattedrali e basiliche nel mio tour spagnolo. Al suo interno ha un chiostro dove giochi di luce, vegetazione e giochi di acqua , lasciano il turista estasiato e in pace con sé stesso, facendo in modo che il tour pur frenetico che sia, trovi in tale tappa una giusta oasi di momentanea sosta e più rilassata ripartenza. Difatti la mia ripartenza è stata più lenta del previsto, comunque mi sono pian piano mosso verso la piazza antistante la cattedrale dove avevano allestito un simpatico mercato dell’antiquariato e cianfrusaglie più vecchie che d’epoca. Dato che la sera come quella precedente una ragazza amica della compagnia di Matteo ci avrebbe portato a mangiar tipico e bere altrettanto , ho ben pensato di tornarmene in albergo , rilassarmi, prepararmi, e semmai andare a fare un aperitivo sulla Barceloneta per poi raggiungere gli altri ragazzi nella zona Parallel al teatro Apollo, per altro vicino a dove avrei preso l’aperitivo.La Barceloneta non era cambiata di una virgola: tanto casino , senza dimenticare che era chiaramente venerdì sera per cui , se siete abituati alla Movida delle nostre parti e vi pare pure troppa, non avete chiaramente mai vissuto quella spagnola!!Tra Port Olimpic, Barceloneta e attrazioni varie del porto nuovo, rischiavo di fare più tardi del previsto anche se un giro in cabinovia fino al Montjuic non mi sarebbe per niente dispiaciuto ho dovuto mio malgrado, incamminarmi fino al luogo dell’appuntamento.La serata è stata decisamente magnifica, apprezzabile da chiunque a meno che non siano deboli di stomaco: siamo stati a mangiare in un locale tipico un po’ fuori dal classico tour turistico consigliato, anche qui chiaramente eravamo gli unici stranieri circondati da innumerevoli tavolate di legno e da chiassosi spagnoli. Un’atmosfera magnifica per chi vuole stare in compagnia senza preoccuparsi di poter far casino o meno. Il locale che assolutamente consiglio a tutti era gestito da una coppia di omosessuali che facevano scompisciare dal ridere e arredato con indubbio gusto e chiaro genere: sembrava di mangiare in una fattoria: le pareti erano tappezzate di ruote di carro, aratri, attrezzi per arare i campi e per imbrigliare i buoi, mazzuoli, asce e altri tipici utensili, all’entrata botti di vino a mescita facevano attendere senza sbuffare coloro che non avevano avuto la buona idea di prenotare, ma non sembravano dispiaciuti di non potersi accomodare a mangiare, dato che bevevano alla grande. Il locale, di cui ho preso il biglietto contrariamente al primo purtroppo si chiama Taverna Can Margarit e si trova su Carrer de la Concordia, 21 ( tel 0034 934416723). Una volta che ci siamo sollazzati a dovere, con una cucina non proprio indicata ai deboli di stomaco, dato che erano sapori, forti, interiora e formaggi molto saporiti, nonché un ottimo coniglio, ci siamo spostati in una breve camminata in un particolare locale dei dintorni, costruito in un ex teatro , dove solitamente si esibivano dei danzatori di tango, e qui mi sono reso conto che il divertimento non ha età contrariamente alla nostra società, lì potevi trovare dal 14 enne alla coppia o al gruppo di amici di evidente età avanzata , magari che chiacchieravano tutti assieme senza farsi problemi di alcuna sorta, senza parlare del menefreghismo latente sulla condizione sociale di ognuno, per cui trovare il ricco dirigente e quello che aveva elemosinato fino a 2 minuti prima una bevuta tranquillamente a brindare assieme o a concedersi un sostanzioso scambio di battute non era assolutamente improbabile. E poi ci si domanda perché molti che vanno a lavorare in Spagna difficilmente facciano ritorno…La serata pur piacevole che fosse per me stava per finire: l’indomani era mia intenzione alzarmi sul presto poiché avevo avevo in programma di visitare in moto altri posti di Barcellona prima di partire e poi di raggiungere un suggestivo luogo leggermente fuori dalla strada che mi avrebbe condotto alla tappa successiva. Per cui salutai tutti , ringraziandoli della loro preziosa compagnia e presi un taxi per tornare in albergo il prima possibile. Consigli per i turisti in Barcellona: la metro è il mezzo più conveniente per spostarsi, si possono fare diversi abbonamenti in base all’uso che si deve fare. Anche i taxi, nonostante tutto, non hanno i prezzi esorbitanti delle nostre parti ed io non ho mai pagato più di Euro 7.00 anche in tariffa notturna per spostarmi da una parte all’altra della città, come appunto l’ultima sera. Per cui o avete gusto a camminare, altrimenti le alternative ci sono. Per mangiare è sempre bene portarsi appresso un libriccino o un dizionario coi significati di ciò che mangi: se siete delicati di stomaco o suscettibili a certe pietanze è bene sapere prima di scegliere a caso, potreste mangiare cose non proprio simili alla nostra cucina…Anzi!!! Se già avete un’infarinata di spagnolo, molti sono i locali a Barcellona che propongono spettacoli a tema con danza e recitazione, per cui tante sono le possibilità di divertimento, comunque vi consiglio la guida “ Guìa del Ocio (bcn) “ lì trovate tutto ciò che vi è in Barcellona al momento, per i ristoranti e i locali sempre meglio sarebbe avere un contatto in loco, i migliori comunque sono quelli fuori dai luoghi turistici, comunque chiedete pure alla gente: nessuno vi risponderà male, statene certi.



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