Viaggio in Perù… E chi l’avrebbe mai detto?

Il nostro viaggio in Perù è durato 17 giorni, da venerdì 5 agosto a domenica 21 agosto, l’idea ci era venuta quasi 1 anno fa, la preparazione del viaggio è stata piuttosto lunga e laboriosa ma la soddisfazione di essere riusciti a organizzare un viaggio del genere da soli è davvero incommensurabile! Questo viaggio l’avevo preso come una...
 
Partenza il: 05/08/2005
Ritorno il: 21/08/2005
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

Il nostro viaggio in Perù è durato 17 giorni, da venerdì 5 agosto a domenica 21 agosto, l’idea ci era venuta quasi 1 anno fa, la preparazione del viaggio è stata piuttosto lunga e laboriosa ma la soddisfazione di essere riusciti a organizzare un viaggio del genere da soli è davvero incommensurabile! Questo viaggio l’avevo preso come una sfida verso me stessa e posso dire di esserne uscita a testa alta! Credevo che non sarei riuscita ad adattarmi al viaggio zaino in spalla, ai mille imprevisti che ci sarebbero potuti capitare…e invece è andato tutto benone, non abbiamo avuto nessun tipo di problema, né con gli autobus, né con il cibo, né con la gente! Come abbiamo deciso l’itinerario? Grazie ai viaggiatori che hanno pubblicato i racconti sul sito di Turisti per Caso, grazie alla mitica Lonely Planet, grazie a Gabriele Serrau, un simpatico ragazzo romano che organizza viaggi in Perù e che ha fondato l’associazione Perù Responsabile (www.peruresponsabile.it) e grazie a Maura, un’amica che ha fatto il nostro stesso giro nel mese di aprile. Quanto ci è costato? Abbiamo speso poco meno di 2000 € a testa, considerate che 1200 € solo di volo, 150 € di escursione a Machu Picchu quindi, per vivere là 17 giorni abbiamo quindi sborsato solo 650 € tutto compreso (anche la quantità innumerevole di ricordi e regali che abbiamo riportato in Italia). Per il volo avevamo monitorato per parecchio tempo i prezzi, davvero buoni, su www.airmadrid.com ma siccome non eravamo certi del periodo abbiamo aspettato troppo (era aprile) e da un giorno all’altro sono volati alle stelle, poi abbiamo avuto dei disguidi con www.lastminute.it , dove abbiamo scoperto che mettono in vendita biglietti che in realtà non puoi acquistare (quindi occhio!). Alla fine l’abbiamo preso circa 3 mesi prima della partenza in un’agenzia di viaggi a Udine a 1200 € a testa appunto, che non è poco ma tutti gli italiani che poi abbiamo incontrato in Perù avevano speso più o meno la stessa cifra. Abbiamo stipulato l’assicurazione di viaggio, 50 € a testa con Navale Assicurazioni (Europ Assistance), e ci siamo sottoposti alle profilassi antitetanica, antitifica (4 pastiglie, vale per 5 anni) e antiepatite A (punturina sul braccio, se richiamo tra 6-12 mesi vale per 25 anni); era richiesta l’antimalarica per la visita dell’Amazzonia, ma non era il nostro caso. Io mi sono imbottita di fermenti lattici (prima, durante e dopo il viaggio!) e mi sono stati davvero utili! Sul passaporto avevamo già una marca da bollo non timbrata per cui abbiamo applicato 2 marche da 4,65€ per raggiungere quota 40,29€. Premetto che questo è stato il nostro primo viaggio zaino in spalla, io ne avevo uno da 70 litri (8-9 kg) e Mauro ne aveva uno più grande da 65+10 litri (circa 12 kg). Ci siamo spostati con mezzi locali: bus, treni e taxi; abbiamo preso vari livelli di bus, da quello per peruviani poveri, con polli in braccio e immondizie, a quelli per turisti di fascia media. Sui pullman è come essere in aereo, c’è la tv e film in DVD, ti portano lo spuntino e in uno si giocava persino a bingo! Abbiamo dormito in hostal con prezzi che andavano dai 3,50€ ai 10€ a persona, quasi sempre con bagno (più o meno pulito…) in camera, in tutti i posti abbiamo trovato gli asciugami e la colazione solo alcune volte era compresa nel prezzo. Il riscaldamento in Perù non esiste, l’abbiamo trovato solo a Puno, sottoforma di scaldabagno, quindi munitevi di pigiama pesante! Abbiamo sempre mangiato molto bene, soprattutto carne di alpaca; un menù turistico di norma lo trovate a 3-4 € e va dal primo al dolce. Venerdì 05 agosto: CASA – Lima Alle ore 2 del mattino siamo partiti da casa, dopo 3 ore e mezza di viaggio siamo arrivati a Lodi dove abbiamo incontrato l’amico Luca che molto gentilmente ci ha prestato il suo box macchina per tutta la durata del viaggio, è stata una vera fortuna! Luca ci ha poi accompagnato all’aeroporto di Linate dove abbiamo preso la navetta per Malpensa (1 oretta circa al prezzo di 9€) e l’aereo della AirComet Plus, della compagnia Aerolineas Argentinas, per Madrid è decollato alle 11:30. Dopo 2 ore di viaggio ci aspettavano 9 lunghe ore a zonzo per Madrid, l’aereo per Lima sarebbe partito solamente alle 22:30. Acquistato il biglietto da 10 corse della metro, ci siamo diretti in centro per incontrarci con un amico madrileno; visto il caldo insopportabile, alle 18 eravamo di nuovo già in aeroporto. L’aereo è partito con 1 ora di ritardo poiché abbiamo aspettato quello della stessa compagnia che è arrivato da Roma in ritardo (su cui c’erano pure dei nostri amici!). Sabato 06 agosto: Lima – Pisco Dopo un volo di quasi 12 ore (per fortuna molto tranquillo) siamo giunti a Lima alle 4:30 del mattino, dove ci attendeva un fila piuttosto lunga all’immigrazione. I nostri bagagli sono stati tra i primi ad arrivare, non vi dico i miei salti di gioia quando li ho visti sbucare!!! Fuori dall’aeroporto c’era un taxista ad attenderci, con il cartello “Mauro y Chiara”, il quale ci ha accompagnato a Casa Yolanda (http://utenti.lycos.it/casayolanda), una gentilissima peruviana che ha diversi appartamenti nel quartiere di San Luis. Avevamo prenotato la prima e l’ultima notte del nostro viaggio circa 2 mesi prima, al prezzo di 22$ per appartamento con angolo cucina e colazione fai da tè, che appartamento! Tramite Yolanda potete acquistare voli interni, biglietti dell’autobus, carte telefoniche (Hola Latina), insomma vi da un aiuto concreto (e anche gli agganci giusti) nell’organizzazione del vostro viaggio! Il biglietto per il volo interno da Cusco a Lima ce l’ha acquistato lei circa 1 mese prima della partenza (compagnia StarPerù al prezzo di 76,16$ a persona), poi vi offre il servizio di taxi da e per l’aeroporto al prezzo di 12$ per 35-40 minuti di strada (un po’ troppo caro ma comodo per un arrivo tranquillo). Tutto quello che abbiamo prenotato l’abbiamo pagato all’arrivo da lei, senza anticipare nulla, insomma Yolanda è veramente unica! Siamo giunti da Yolanda alle 6 del mattino, doccia e dormita veloce e poi alle 11 in piedi pronti (neanche tanto…) per iniziare la vera avventura! Con la macchina sgangherata del fratello, Yolanda ci ha accompagnato alla fermata degli autobus Soyuz, dove ogni 10 minuti passa un bus per Pisco, il costo del biglietto per 3 ore di strada è di 20 sol (circa 5€)!!! Abbiamo viaggiato seduti in prima fila costeggiando il Pacifico, km e km di strade nel nulla, qualche paesino qua e là, qualche spiaggetta, e niente più! L’autobus non si ferma in centro a Pisco, nemmeno ci entra in paese, ma fa tappa sulla Carretera Panamericana a 5 km dal paese; arrivati circa alle 16, ad attenderci c’era una ragazza amica di Joel (aggancio di Yolanda) che lavora per un’agenzia locale, ci ha così accompagnati all’ ”Hostal La Portada” av. Alipio Ponce 250 (5 minuti a piedi dalla piazza) sapendo che avevano delle camere libere: camera con bagno e TV satellitare più colazione a 20$, affare fatto! Dopo aver acquistato dalla ragazza l’escursione alle isole Ballestas e Penisola di Paracas per il giorno seguente, abbiamo fatto un giretto per la prima Plaza de Armas della nostra vacanza: ogni paese o città ha la sua Plaza de Armas; Pisco è molto piccolo, oltre alla piazza e alla breve via pedonale non c’è molto da vedere (a parte personaggi locali che rilasciamo liquidi organici direttamente sulla piazza in pieno giorno!!!). Abbiamo cenato al ristorante “El Dorado” su Plaza de Armas, qui abbiamo assaggiato le prime pietanze tipiche peruviane, ottime ed economiche. Domenica 07 agosto: Pisco – Ica Alle 7:15 il pulmino dell’agenzia è venuto a prenderci all’hostal e ci ha trasferito al porto di Paracas (circa 20 km), dove abbiamo conosciuto Joel, ragazzo 17enne del posto molto gentile e disponibile (futuro padrone di tutta la regione…), che ci ha fornito gli agganci giusti per Nazca. L’escursione per l’intera giornata l’abbiamo pagata 60 sol a testa, ma altri ragazzi che erano sul nostro stesso pulmino l’avevano pagata 37 sol…quindi occhio alle fregature! Saliti a bordo del motoscafo Humboldt, con delle nuvole minacciose sopra la testa (portatevi un giubbino per gli schizzi) siamo partiti per una gita in mare di circa 2 ore. Prima si vede la Candelabra, figura di 150×50 m. Incisa sulle roccie della costa di dubbio significato, e poi…pellicani, cormorani, pinguini, decine di leoni marini che si mettono in posa per la foto e una moltitudine di uccelli! Ne vedrete una quantità infinita…anche di guano (attenzione alla testa) che i Peruviani rivendono prontamente all’Europa come concime! Terminato il giretto in barca, con il sole finalmente della nostra, ci siamo diretti con il pulmino alla Reserva Nacional de Paracas (10 sol per l’entrata), prima tappa al piccolo centro informazioni e al mirador da cui avremmo dovuto vedere i fenicotteri, ma erano veramente troppo lontani, poi vista impareggiabile sull’oceano da un punto panoramico chiamato La Cattedral (che spettacolo!) e infine pranzo in un piccolo villaggio di pescatori dove si trova sempre del buon pesce fresco. Per vedere la Reserva avremo fatto circa 15 km di viaggio nel nulla, solo colline di roccie e scogliere a strapiombo sul Pacifico. Alle 16 eravamo già di ritorno all’hostal, recuperati gli zaini, Joel ci ha accompagnato alla “stazione” degli autobus Saky. Per la tratta Pisco – Ica della durata di circa 1 ora abbiamo pagato 3 sol, avete capito bene! Non serve la prenotazione, passa un bus ogni mezz’ora; la compagnia è quella per i peruviani poveri, ci mancava solo la gallina sulle gambe e poi eravamo al completo! Giunti a Ica, abbiamo preso un taxi per raggiungere l’oasi di Huacachina, a 4 km da Ica, il taxista ci ha suggerito di alloggiare a “Casa de Arena” ma un’amica che ci era stata qualche mese prima me l’aveva fortemente sconsigliato; siccome il taxista insisteva siamo andati a vedere le camere: aiuto! In risposta al nostro NO, ci ha portati a “Casa de Arena 2” (6$ a persona senza colazione) che si è rivelato molto spartano ma accettabile; abbiamo cenato nel ristorante che si trova nel giardino dell’Hostal e poi via a dormire. A differenza di quello che abbiamo fatto noi, perché stanchi e non informati, andate verso il centro dell’oasi dove troverete un laghetto e attorno dei baretti e un mercatino hippy che si tiene solo la sera. Lunedì 08 agosto: Ica – Nazca La mattina appena svegli abbiamo aperto la porta della camera, curiosi di vedere com’era fatta quest’oasi: tutt’attorno dune altissime di sabbia nascoste da una fitta nebbia e c’era già qualche spericolato in piedi per fare sandboard. Ma siamo in Perù?!?!? Abbiamo poi gironzolato per l’oasi, abbiamo finalmente visto il laghetto color marrone (riempito in modo automatico in quanto si sta prosciugando…), abbiamo scoperto che tutti gli hostal di Huacachina hanno una piscina e degli sdrai per la stagione estiva (che non era il nostro periodo) e finalmente il sole che ci ha permesso di vedere l’oasi completamente circondata da palme e dune di sabbia, dovete fare almeno una tappa qui a Huacachina! Era ancora presto quando con un taxi siamo andati al Museo Regional de Ica, dove sono esposti manufatti, ceramiche e mummie delle popolazioni inca e pre-inca; qui abbiamo potuto “ammirare” la tecnica della trapanazione craniale, venivano praticati dei buchi di svariati cm perché si pensava così di far uscire gli spiriti maligni. Preso un taxi ci siamo fatti accompagnare alla Bodega El Catador a 10 km da Ica, è una cantina che produce del buon pisco (simile alla grappa), miele, nettari e marmellate (che purtroppo non ho preso perché ce l’avevano solo ai fichi!); un simpatico ragazzo ci ha guidato nella visita della cantina e ci ha offerto delle degustazioni di pisco: 4 specialità diverse di prima mattina e senza colazione si possono sopportare! Noi ci siamo fatti aspettare dal taxista circa 20 minuti, e poi ci ha riportato di nuovo a Huacachina, recuperati gli zaini ci siamo diretti, sempre in taxi, al centro di Ica dove abbiamo preso un collectivo per Nazca….e che collectivo…una cadillac!!!! Abbiamo aspettato un po’ perché il conducente riuscisse a recuperare altri 3 passeggeri ma ne è valsa la pena! In poco meno di 2 ore e 10 sol a testa siamo arrivati a Nazca attraversando aride pianure e salendo sui rilievi costieri, il primo impatto con la cittadina non è stato per niente buono: tanto caos, tanto caldo e brutta gente. Erano le 14, ci siamo subito diretti ad un hostal scelto dalla Lonely Planet, ma non avevano camere libere così il proprietario ci ha accompagnato all’ “Hospedaje Latino” lì a fianco; appena vista la doccia elettrica in bagno, mi è preso un colpo e volevo andarmene, il tipo credeva volessimo trattare e ha iniziato ad abbassare il prezzo, ma io non ci volevo proprio stare lì!!! Arrivato a 30 sol (3,70 € a testa!!!!) Mauro ha accettato…NOOOOOO! E così ho provato l’ebbrezza di farmi la doccia con la corrente elettrica che incombe sulla testa, non ci voglio più pensare! Joel da Pisco ci aveva consigliato di andare all’agenzia “Nazca Expedition Travel” e chiedere di Mary, per non prendere fregature per il volo sulle linee di Nazca, e così abbiamo fatto; lei ci aveva garantito che avremmo volato il giorno dopo, c’era solo da aspettare, e così è stato. Il volo, la visita al cimitero di Chauchilla, il laboratorio dei vasai e quello dei cercatori d’oro ci è costato 55 $ a testa, che non è poco, ma essendo alta stagione i prezzi sono questi. Subito dopo siamo andati a prenotare l’autobus che la sera dopo ci avrebbe portato ad Arequipa, qui abbiamo fatto le corse tra le biglietterie di Ormeno, Cruz del Sur e Flores perché erano rimasti pochissimi posti, anziché pagare caro il posto cama (praticamente il sedile diventa un letto) su un bus Cruz del Sur che partiva all’1 di notte, abbiamo preferito un semi-cama della Flores a 70 sol a persona che partiva alle 22:00. Breve giro per i negozietti di Nazca e poi a cena al delizioso ristorantino Plaza Major che si trova sull’omonima piazza, che purtroppo era completamente chiusa per lavori (magari avrebbe dato una nota positiva al posto…). Martedì 09 agosto: Nazca – Arequipa Rifatti gli zaini e depositati dal ragazzo dell’Hostal, alle 8 è arrivato il pulmino dell’agenzia a prelevarci e ci ha portato direttamente al cimitero di Chauchilla perché i voli erano già pieni. Chauchilla si trova a 30 km da Nazca (tassa di 5 sol a testa) ed è una distesa desolata di ossa, teschi e mummie! Ad oggi sono state ricostruite con cura 12 tombe ma fino a poco tempo le mummie si trovavano sparse in tutto il deserto e molte di loro sono state saccheggiate dai tombaroli. Visto che eravamo molto presto, non c’era nessun altro oltre al nostro gruppo quindi la guida ha potuto illustrarci per bene la storia di questo cimitero. Ci hanno poi accompagnato al laboratorio di un vasaio, dove un tizio ci ha dimostrato come lucidano i vasetti di ceramica strofinando un pietra ai lati del naso per prendere il grasso…fa un po’ senso! Non comperate assolutamente nulla qui, i prezzi sono folli, gli stessi vasetti li trovate in centro a Nazca al 70-80% in meno! La visita al laboratorio dei minatori d’oro è una farsa, ma era compresa nel pacchetto quindi… Siccome non c’erano ancora voli con posti liberi, dalle 10:30 alle 12 abbiamo gironzolato da soli ancora un po’ per Nazca in attesa che venissero a riprenderci. Alle 12:30 eravamo al piccolo aeroporto dove ci hanno fatto vedere (o meglio hanno fatto vedere solo a Mauro…io dormivo a causa della Xamamina!!) un video sulle linee e poi ore 13:45 si parteeee!!! Dopo aver visto scendere una tedesca verde in faccia che è corsa al bagno, non ero molto sicura di voler volare…ma mi sono fatta coraggio, ho indossato le cuffie e via! Devo ammettere che siamo stati fortunati a salire su un aereo da 4 persone perché così il pilota non ha volato inclinandosi prima a destra e poi a sinistra per tutto il viaggio per far ammirare a tutti i passeggeri le linee, ma abbiamo fatto tutto il viaggio inclinandosi solo a destra. Insomma ci sono 13 figure principali da vedere ma tutte le linee sono sparse su una superficie di più di 500 km: la balena, l’astronauta, il condor, la scimmia, il cane, etc…e sono tutte grandi un centinaio di metri, sembra incredibile! Le origini di queste linee non sono certe, di teorie ce ne sono tante: calendario astronomico, siti religiosi, opera di extraterrestri, rimane comunque il fatto che sono uno dei simboli del Perù e se venite fin qua dovete vederli! Occhio alle fregature però, abbiamo conosciuto persone che avevano pagato e poi non hanno volato, persone a cui hanno rimandato il volo al giorno dopo (come se uno si fermasse a Nazca per 1 settimana, ma siamo matti!) quindi siamo stati fortunati; il nome dell’agenzia ve l’ho dato, magari sarete fortunati pure voi! Dimenticavo, c’è da pagare anche una tassa sul volo di 10 sol a testa. Dopo questo bel volo di circa 30 minuti, ci era venuto appetito quindi abbiamo pranzato a “La Choza” in via Bolognesi, cibo proprio buono! Il pomeriggio/sera è stato lunghissimo, attendere il bus delle 22 è stata una noia mortale, a Nazca non c’era altro da fare se non aspettare…Tra un Internet Point, una panchina di un giardinetto, il ristorante della sera prima e il recupero degli zaini all’hostal è arrivata l’ora di partire. 2 giorni dopo ci siamo poi accorti che dalle tasche esterne degli zaini erano spariti 2 paia di calzetti, 1 maglietta e 1 paio di pantaloncini, e siamo intenti a credere che ce li hanno fregati all’hostal di Nazca quindi, state attenti. Durante l’attesa alla biglietteria Mauro ha pensato bene di acquistare i biglietti per la tratta Arequipa-Puno del sabato, ma siamo andati alla Cruz del Sur perché ci avevano detto che era più puntuale della Ormeno, costo della tratta 10$ a testa. Il bus è arrivato con 30 minuti di ritardo, ma era tutto nella norma, appena saliti mi sono accorta che eravamo gli unici turisti ed ho iniziato ad agitarmi, più di quello che ero già. Mauro non ha fatto in tempo a sedersi che già dormiva, mentre io ho fatto 8 ore e mezza di strada attenta come un falco: ogni fermata aprivo la tendina (come se si potesse vedere fuori di notte per le strade non illuminate…), poi c’è stata un’anziana che aveva male, una bimba che rimetteva…che viaggio angosciante! Mercoledì 10 agosto: Arequipa Puntuali alle 7 di mattina siamo arrivati ad Arequipa, la città bianca sovrastata dal vulcano El misti (5288 m). Dalla stazione degli autobus abbiamo preso un taxi che ci ha proposto l’hostal “Arequipa Center” a due passi dalla Plaza de Armas: stanze belle e confortevoli con tv e parabola, bagno pulito a 70 sol (senza colazione), abbiamo subito accettato. Dopo 2 orette di riposo per riprendersi dal viaggio notturno siamo usciti alla scoperta della bellissima città. Quel giorno c’era la festa del bambino e la Plaza de Armas era strapiena di classi di bimbi tutti con uniformi diverse, quanta felicità e allegria ci hanno trasmesso! Tutti salutavano e sorridenti si facevano fare le foto dai passanti. La Plaza de Armas è molto grande, ha delle aiuole curate, molte palme e una fontana al centro, tutt’attorno balconate con ristoranti e bar sorrette da colonne e un lato della piazza è interamente occupato dalla maestosa Cattedrale, più volte distrutta dai terremoti. Ci siamo subito diretti all’agenzia Colonial Tours (suggerita dalla Lonely) per prenotare l’escursione di 2 giorni al Colca Canion. C’erano pacchetti di diversi prezzi, il primo che ci hanno proposto era di 23$ con pernottamento a Chivay all’ “Hostal Anita”, siccome un’amica ci era stata ad aprile mi aveva avvisato che era una vera topaia (lei aveva pagato lo stesso tour 18$) abbiamo preso quello da 32$ con pernottamento all’hotel “Colca Inn”, un vero affare! Ad Arequipa non potete perdere il Monasterio Santa Catalina (25 sol), che occupa un intero isolato, è quasi una città! 30 monache di clausura tutt’ora vivono in una parte dell’edificio, il resto è aperto al pubblico: muri dipinti di arancione, blu o bianco, viuzze strette, piazzette piene di fiori e di alberi da frutto e anche una terrazza da cui ammirare il convento nel suo complesso. Abbiamo preso una guida, che stranamente parlava italiano, e la visita è durata poco più di 1 ora, l’offerta è libera. Noi ci siamo andati la mattina sul tardi e non c’era tantissima gente ma il pomeriggio che ci siamo passati davanti c’era una fila che non finiva più! Arequipa si trova a 2325 m quindi comincerete ad avere il fiatone anche dopo una breve camminata; di giorno faceva piuttosto caldo, si stava anche in maniche corte, ma la sera era freddino e uscivamo con il pile. Dopo un pranzo veloce al ristorante “La Serenata” che si trova su una terrazza su Plaza de Armas (da cui si gode una vista eccezionale), e il primo mate de coca di una lunga serie che ho bevuto durante il viaggio, siamo tornati all’hostal per un altro riposino. A metà pomeriggio siamo andati a trovare Juanita, la principessa di ghiaccio, conservata al Museo Santuarios Andinos (15 sol), questa bambina era stata sacrificata dagli Inca sul Vulcano Ampato più di 550 anni fa ma la mummia è stata scoperta soltanto nel 1995, la visione di Juanita nel congelatore di vetro è…piuttosto macabra. Sono esposti inoltre alcuni oggetti di artigianato rinvenuti nella sua tomba e nelle tombe più piccole di altre mummie trovate dagli archeologi nei dintorni di Arequipa. Anche qui abbiamo preso una guida a cui abbiamo lasciato molto volentieri una mancia. Abbiamo poi gironzolato per i negozi di Arequipa e abbiamo trovato degli amici di Ancona che stavano facendo il tour del Perù con un gruppo di ragazzi (17 in tutto) capeggiati da Gabriele. Sapevamo che anche loro avrebbero percorso all’incirca le nostre tappe e che ci saremo incontrati a Cusco, ma trovarsi ad Arequipa è stato proprio un caso! Ci siamo organizzati per cena e con un taxi abbiamo raggiunto il loro hostal a Umacollo poco fuori Arequipa e, con il loro pulmino, abbiamo girato per trovare un ristorante con cucina tipica che fosse aperto! Siamo finiti a “El Fogon” nella periferia di Arequipa, dove abbiamo mangiato una buonissima grigliata di carne. Siamo rientrati all’hostal sul presto perché il giorno seguente la sveglia avrebbe suonato molto presto e ci avrebbe atteso una lunga e intensa giornata ad alta, altissima quota! Giovedì 11 agosto: Arequipa – Colca Canion Alle 7:30 è arrivato a prelevarci all’hostal il pulmino dell’agenzia, il gruppo era formato da francesi, tedeschi, spagnoli, australiani e peruviani, noi eravamo gli unici italiani; la guida si chiamava Milly, ben preparata, gentile e disponibile. Appena fuori Arequipa la prima fermata è stata ad un mini-market dove abbiamo acquistato un bel sacchetto pieno di foglie di coca (1 sol a sacchetto!!!!) e un sacchetto di caramelle, pure quelle alla coca!! Non ci potevo credere, io con la coca in mano…e più tardi anche in bocca! La strada verso Chivay all’inizio è piuttosto tranquilla, poi inizia a salire di quota, si attraversa la Reserva Nacional Salinas y Aguada Blanca (7 sol per l’ingresso) a 3850 m dove ci si ferma a fotografare decine e decine di vigogne, alpaca e lama; altra fermata per bere un caldo mate de coca (l’altezza qui si sente di brutto!), e per dare un’occhiata al mercatino locale e fare foto ai bimbi vestiti con abiti tradizionali, all’inizio ti fanno una tenerezza…poi appena ti avvicini loro ti porgono la manina e ti chiedono 1 sol per la foto…e la tenerezza lascia il posto alla tristezza…sono bellissimi (e piuttosto sporchini…) ma sapere che sono lì appositamente per i turisti… La simpaticissima Milly, la guida, ci ha insegnato a masticare le foglie di coca prima di arrivare al punto più alto di tutto il percorso, attraverso un desolato altipiano su una strada totalmente dissestata. Subito schifata dal sapore, ho tenuto comunque in bocca per qualche minuto quello che doveva diventare una pallina, ma poi ho sputato tutto e l’unico risultato è stato quello di avere la bocca anestetizzata! Giunti a Patapampa a 4910 m (si, avete capito bene!), la guida ci ha fatto scendere per fare una foto, c’era già una francese sul pulmino che stava male quindi ci ha chiesto di fare veloce. Siamo scesi per scattare una foto ricordo, sopra di noi un cielo tersissimo, attorno solo roccia, nell’aria pochissimo ossigeno…d’un tratto tutto per me inizia a tingersi di nero…aiuto il soroche!!! Mi sono diretta velocemente verso il pulmino sorretta da Mauro e mi sono distesa sui sedili, Milly è arrivata subito con un batuffolo di cotone bagnato con l’alcool e mi ha fatto respirare…mah…una bella bombola d’ossigeno forse sarebbe stata meglio! Comunque la strada ha cominciato subito a scendere fino ad arrivare ai 3700 m di Chivay dove ci hanno portato a pranzo (erano le 13:30 circa). Io ero in stati pietosi, mi sono bevuta un altro mate de coca e poi sono stata 2-3 ore a letto al “Colca Inn” mentre Mauro con metà del gruppo è andato a farsi una bella cammininata in salita a Coporaque per vedere un cimitero pre-incaico; ho rinunciato alla passeggiata senza troppi rimpianti, è stata dura per Mauro, figurarsi se ci andavo io! Verso le 17:30 sono passati a prendermi in albergo per andare alle sorgenti termali di Chivay (10 sol); ci sono 2 piscine, una all’aperto e una al coperto, considerato che la temperatura esterna sarà stata sui 5-10° abbiamo scelto quella interna. L’acqua bollente mi ha rimesso in sesto, la piscina interna è più piccola e c’era abbastanza gente ma il freddo dell’esterno era terribile! Ricordatevi quindi di portarvi il costume da bagno e un asciugamano. Siamo rientrati in albergo verso le 19, abbiamo raggiunto la camera al secondo piano praticamente strisciando dalla stanchezza e abbiamo cenato al ristorante al piano terra. L’hotel ve lo consigliamo vivamente, diciamo che è il classico albergo di montagna, camera molto carina tutta in legno e con moquette per terra, letti comodi, coperte e trapunte a volontà (il riscaldamento non c’è), bagno grande e pulito. Venerdì 12 agosto: Colca Canion – Arequipa Sveglia molto prima dell’alba per raggiungere i condor! Dopo una veloce colazione in albergo, con il classico mate de coca, siamo partiti da Chivay per percorrere il Colca Canion fino alla Cruz del Condor; durante il tragitto ci si ferma in diversi paesi, dove si trova sempre il classico mercatino, dove la gente locale balla per i turisti, dove ci sono bimbi con lama e alpaca che aspettano una foto, dove i paesaggi sono incredibili, a guardare le foto ora, sembra che siano stati dipinti! Arrivati alla Cruz del Condor verso le 9, abbiamo camminato una mezz’oretta per raggiungere il punto più alto, c’era davvero tanta gente con lo sguardo rivolto verso il basso in attesa dei condor ma sembrava che nessuno avesse voglia di farsi trasportare dalla calda corrente verso il cielo. Verso le 10-10:15 quando le altre guide hanno portato via la maggior parte dei turisti (senza che avessero visto nemmeno un condor), nel silenzio totale…prima uno poi un altro…eccoli!! Ne abbiamo visti 5 in tutto e ci volavano sempre più vicino…che spettacolo! E brava la nostra guida Milly che ci ha fatto rimanere fino alle 10:45 per darci la possibilità di vedere quello che ti fa decidere di raggiungere i 4900 mt! Al rientro verso Chivay si fa qualche tappa per scattare ancora qualche foto e per assaggiare dei frutti locali, a Chivay abbiamo pranzato e poi è ricominciato il lungo rientro verso Arequipa, passando nuovamente per i 4910 mt, ma senza sosta questa volta per fortuna. Alle 18 siamo arrivati all’hostal di Arequipa dove il giorno prima avevamo lasciato lo zaino più grosso, ci hanno assegnato una nuova camera…appena entrati non ci potevamo credere: vasca idromassaggio Iacuzzi 2 posti a fianco al letto!!! Mai visto nulla del genere!!! Abbiamo subito pensato che ci sarebbe costata una follia, così ci siamo diretti alla reception dove ci hanno fatto pagare la stanza come quella di 2 notti prima, cioè 70 sol (meno di 18 €!!!), anche se sul listino prezzi c’era scritto 100 sol! Visto che c’eravamo ci siamo fatti prenotare dal ragazzo della reception l’albergo a Puno per 2 notti, scegliendolo dalla guida, il “Totorani Inn” (http://www.totorani.com) per 25$ a camera a notte con colazione. Dopo una bella doccia e un breve riposino siamo usciti a cena in centro, poi ultimo sguardo alla bellissima piazza di Arequipa, che anche la sera fa il suo effetto e infine a nanna. …comunque la Iacuzzi non l’abbiamo utilizzata per farci la vasca, ma solo per metterci dentro i due zaini!! Se avessimo voluto riempirla, ci sarebbero servite almeno 2 ore!! Sabato 13 agosto: Arequipa – Puno Un taxi ci ha accompagnato alla stazione degli autobus da dove siamo partiti alle 08:45 per Puno con un bus della compagnia Cruz del Sur, il viaggio è stato molto tranquillo, eravamo sempre in alta quota ma non sopra i 4000 mt, l’unica breve sosta è stata a Juliana e siamo poi giunti a Puno alle 14:00, 5 ore come previsto. Puno si trova a 3800 mt sulle sponde del lago più alto del mondo: il Lago Titicaca. Non ci potevo credere, eravamo arrivati fino a lì! Luoghi e persone che da mesi stavo immaginando, si stavano materializzando davanti a miei occhi, credevo di sognare… La scelta dell’albergo si è rivelata azzeccatissima, camera molto confortevole e soprattutto con riscaldamento, che non è poco perché qui la sera fa un freddo da paura! Il Totorani Inn è a gestione familiare, i proprietari sono davvero gentili e disponibili: sono venuti a prenderci alla stazione degli autobus, ci hanno suggerito qualche agenzia dove acquistare l’escursione sul Lago Titicaca e ci hanno prenotato anche i posti sull’autobus per Cusco. Dopo una breve camminata per Puno per informarci sui prezzi delle escursioni, ci siamo fatti portare da un taxi alla nave Museo Yavari, il battello a vapore più antico del Lago Titicaca, che una volta andava a sterco di lama!!! Una signorina (che di femminile aveva molto poco) che fa il macchinista ci ha guidato nella visita della nave e ci ha fornito una dettagliata descrizione del motore (Mauro l’ha apprezzata molto più di me…). Comunque la nave è in restauro e in un futuro non molto lontano tornerà a navigare per i turisti. La nave è attraccata vicino al “Sonesta Posada Hotel de Inca”, il taxista dal centro ci ha chiesto 15 sol per andata e ritorno e ci ha aspettando (dormendo) fuori dall’hotel. La visita della nave è gratuita, volendo si può lasciare un’offerta. Rientrati in centro siamo andati a prenotare l’escursione alle Isole Uros e Taquile per il giorno dopo, i prezzi proposti dalle varie agenzie andavano dai 25 ai 35 sol a testa, abbiamo scelto la Cusi Expeditions per 25 sol. Siamo poi andati a prendere qualcosa di caldo (mate de coca? Ovviamente!) alla Casa del Corregidor, un caffè molto carino tutto in legno che si trova vicino alla Plaza de Armas. Rientrati in hotel abbiamo consegnato una borsa di indumenti da lavare alla reception, e abbiamo chiesto alla ragazza di prenotarci il bus per Cusco per lunedì. Dovete sapere che Puno è piena di trici-traxi ovvero bici con davanti una sorta di panchina con le ruote, questi poveretti pedalano tutto il giorno giù e soprattutto su per le stradine della città, già sei senza respiro se fai una camminata in piano, figurarsi pedalare in salita! Comunque un giretto, in piano, abbiamo voluto farlo per andare a cena, ben imbacuccati con giubbotto fin sulle orecchie, berretto fin sugli occhi e guanti! Quando la strada ha iniziato a salire siamo scesi perché il poveretto moriva di fatica e non ci sembrava bello. A cena ci siamo fatti spelare all’ “Apu Salkantay” citato sulla Lonely (si trova su via Lima, l’unica pedonale in centro), dove abbiamo mangiato benissimo ma forse un po’ troppo caretto; il ristorante era allietato da un gruppo di musicisti locali. La prima tranche di cartoline l’abbiamo presa qui a Puno: una cartolina costa 1 sol e un francobollo…sedetevi che è meglio…quasi 1,50€!!! Una follia! Ma alla fine, non puoi arrivare fin lì per poi non mandare una cartolina a nessuno… Domenica 14 agosto: Lago Titicaca Alle 7 del mattino il pulmino dell’agenzia è arrivato all’hotel, era già pieno, mancavamo solo noi. Ci siamo diretti al porto di Puno dove siamo stati imbarcati su uno dei tanti battelli e siamo partiti alla volta delle Islas Uros: queste isole sono fatte da molti strati di totora, una specie di canna galleggiante, nel tempo marciscono sul fondo e gli abitanti devono così ricoprirle con canne nuove per mantenere il terreno sempre morbido. Se gli uros decidono di spostare l’isola da un’altra parte, sollevano i pali di legno che la mantengono ancorata al fondo del lago, danno due remate e via!! L’sola si sposta! Queste canne vengono utilizzate anche per costruire le case, le barche, gli oggetti d’artigianato e anche come cibo! Con 5 sol a testa ci siamo fatti un giretto su una delle loro barchette, sembrava di essere in un cartone animato! Il viaggio è proseguito con il battello dell’agenzia verso l’Isla Taquile a 2 ore di navigazione, di posti al sole sulla barca ce n’erano pochi e sono finiti subito quindi la maggior parte del tragitto l’abbiamo fatto al coperto. Fuori, il sole picchiava di brutto, quindi non dimenticate la crema solare. Taquile è una vera isola, ci vivono circa 2000 persone che parlano la lingua quechua, non ci sono né macchine né…cani! Qui uomini, donne e bambini, lavorano tutto il giorno a maglia e portano dei berretti piuttosto singolari, in base al fatto se sono sposati o single. Per raggiungere la piazza principale dell’isola, che si trova sul punto più alto, ci sono diversi percorsi più o meno ripidi, noi abbiamo fatto una breve camminata non particolarmente pendente. Non credete di trovare chissà che cosa lassù…solo una grande piazza vuota e una bella vista sul Lago Titicaca, questo è stato il posto dove abbiamo incontrato più italiani! La guida ci ha lasciato un po’ di tempo libero e per pranzo ci ha portato in un piccolo ristorante con menù fisso a 10 sol e poi…la fatidica scalinata di 500 gradini!!! Fino a 2 anni fa questa lunghissima scalinata era aperta ai turisti anche in salita (ve l’immaginate la fatica di salire 500 gradoni a 3800 m?!?!) ma, dopo che due americane ci hanno rimesso la pelle arrivate in cima, hanno deciso di tenerla aperta solo in discesa, ovviamente questo vale solo per i turisti, perché gli abitanti di Taquile la percorrono tuttora in salita con 10-15 kg sulla schiena! Verso le 17 siamo rientrati al “Totorani Inn”, dove ci avevamo assegnato un’altra camera più piccola ma molto più carina con scaldabagno sopra l’armadio davanti al letto! Abbiamo ritirato gli indumenti che avevamo fatto lavare (5 sol al kg.) e anche i biglietti per Cusco con la compagnia Imexso a 25 sol a testa. Per cena abbiamo percorso nuovamente via Lima in centro e abbiamo scelto “Lago de Flores” dove si mangia divinamente ma il serivizio è veramente disastroso, non c’era un tavolo dove la gente non si lamentasse per il ritardo, quindi armatevi di tanta pazienza perché alla fine ne vale la pena! Lunedì 15 agosto: Puno – Cusco Dopo una buona colazione abbiamo preso un taxi per il Terminal Terrestre, da dove siamo poi partiti alle 08:30 con un pullman (davvero sgangherato!) della Imexso per Cusco. Durante il viaggio, durato 6 ore e mezza, abbiamo fatto una breve sosta al passo di Abra La Raya a 4300 m, dove si può fare qualche foto perché il paesaggio merita davvero e poi sulla strada c’è un piccolo mercato, non ho potuto resistere alla tentazione: ho acquistato delle ciabatte di baby alpaca che sono la fine del mondo! Giunti a Cusco nel pomeriggio abbiamo preso un taxi per la “Piccola Locanda” (http://www.piccolalocanda.com/locanda_ita.html) che si trova poco distante dalla bellissima Plaza de Armas. Le 3 notti a Cusco le avevamo prenotate circa 2 mesi prima, all’atto della prenotazione avevano solo 1 camera libera con bagno in comune (25$ a camera) e l’avevamo subito fermata perché avevamo paura di non trovare facilmente posto visto il periodo e perché ci avevano parlato molto bene della locanda. Matteo (italiano) e Camila (peruviana) sono i gestori di questo angolo di paradiso, le stanze sono tutte colorate, con travi a vista e scuretti verdi, c’è il salottino con caminetto e tv, la cucina che si può utilizzare liberamente e anche un piccolo giardinetto. La colazione è fenomenale: brioches, torte, strudel e biscotti a volontà! La “Piccola Locanda” gestisce anche un’agenzia di viaggi ) dove potete prenotare delle escursioni locali; 1 mese prima della partenza noi abbiamo acquistato il pacchetto di 2 giorni per Machu Picchu che comprendeva: trasporto in taxi fino a Ollantaytambo, treno fino a Aguas Calientes, notte e colazione in Hostal a Aguas Calientes, bus andata e ritorno per Machu Picchu, entrata e Machu Picchu, rientro in treno da Aguas Calientes a Cusco; il tutto a 150 € a testa (pagando alla prenotazione), noi l’abbiamo acquistato dall’Italia per essere sicuri di riuscire ad arrivare alla meta principale di nostro viaggio! Per darvi un’idea, il viaggio in bus da Aguas Calientes a Machu Picchu costa 6$ (6$ andata + 6$ ritorno), il biglietto del treno Vistadome da Ollantaytambo a Aguas Calientes costa 34$, il biglietto del treno turistico da Aguas Calientes a Cusco costa 32$ e l’ingresso a Machu Picchu costa 15$. Sistemati gli zaini nella nostra deliziosa stanza e decisi i dettagli con Matteo per la gita a Machu Picchu, verso le 16 siamo scesi ad ammirare da vicino la Plaza de Armas di Cusco, che è favolosa: al centro le verdeggianti aiuole, la fontana e i piccioni (non mancano mai!) e tutt’attorno dei portici di epoca coloniale, le famose terrazze di legno scuro, la Catedral e la chiesa de La Compania. Abbiamo visitato la Catedral acquistando un mini boleto turistico per 15 sol che comprende: la Catedral, Museo de Arte Religioso (che alla fine non abbiamo visitato) e la chiesa di San Blas. Usciti dalla suntuosa cattedrale abbiamo trovato una processione di persone che portavano la Madonna, tutti con abiti tradizionali, cantavano e ballavano; abbiamo passeggiato per via Loreto, storica via pedonale con muri inca su entrambi i lati, gironzolato per i negozietti di Cusco (non comprate nulla qui perché i prezzi sono folli!), mangiato un ottimo spiedino di alpaca preso da una signora che cucina per strada e scattato una bella foto dalla terrazza della Piccola Locanda che ha la vista sui tetti di Cusco e sulla Plaza de Armas. Cusco si trova a 3300 m. Ma ormai ci siamo abituati all’altezza e quindi ho anche smesso di bere il mio mate de coca! Per cena vi consigliamo il “Perkas Boer” in Calle Plateros, poco lontano dalla Plaza de Armas, il cibo è ottimo, il posto davvero carino, il servizio impeccabile e la birra di produzione propria è stata ben gradita da Mauro: vi portano un assaggio delle 4 birre che producono così scegliete quale vi piace di più! Martedì 16 agosto: Cusco – Aguas Calientes Metà mattinata l’abbiamo dedicata alla visita di Cusco, prima siamo andati a piedi alle rovine ci Qorikancha (6 sol a persona) su cui oggi poggia il convento di Santo Domingo. Al tempo degli inca, Qorikancha era il tempio più ricco dell’impero ed era completamente ricoperto d’oro. Quello che ne rimane sono delle camere, che fungevano da templi, disposte attorno ad un cortile; i blocchi di pietra dei muri sono incastrati in modo davvero preciso. La seconda visita è stata il Museo Inka (10 sol a persona) che ospita una collezione di oggetti di metallo e d’oro, gioielli, ceramiche, tessuti, mummie; noi non abbiamo preso la guida perché non avevamo molto tempo da dedicare al museo, abbiamo voluto vedere un po’ di tutto nel poco tempo che avevamo! Altra tappa la chiesa di San Blas, al cui interno ospita uno splendido pulpito intagliato e un altare rivestito di foglie d’oro; qui la guida è gratuita e la visita dura circa 10 minuti. Alle 11 un taxi privato è venuto a prelevarci alla “Piccola Locanda”, ci ha accompagnato in centro all’agenzia “Liz’s Explorer” per ritirare i biglietti di treno, bus e albergo per Machu Picchu e in 1 ora e mezza ci ha portato ad Ollantaytambo (2800 m.), qui abbiamo dato un’occhiata, da sotto, alle ripide terrazze poste a difesa della fortezza inca, abbiamo bevuto una deliziosa limonata (qui in Italia ce le sogniamo così buone!) presa da uno dei tanti banchetti che si trovano per strada, dopo un veloce pranzo sulla piazzetta, ci siamo fatto una lunga passeggiata per raggiungere la stazione del treno, da dove siamo partiti alle 15 per Aguas Calientes. Il nostro treno era Vistadome ovvero i finestrini (finestroni!) laterali arrivavano fin sopra la nostra testa e la vista sul fiume e le montagne circostanti era stupenda, si intravedeva pure a tratti il cammino dell’Inca Trail e gli accampamenti. In 1 ora e 20 minuti di treno, durante i quali vi portano anche lo spuntino, siamo arrivati ad Aguas Calientes, circondato dalla foresta nebbiosa, è l’ultimo paese prima di Machu Picchu; per uscire dalla piccola stazione dovete attraversare decine e decine di bancarelle coloratissime, tutti i ristoranti e gli alberghi si trovano su Avenida Pachacutec, una stretta via pedonale in salita che giunge fino alle sorgenti termali. Noi alloggiavamo al “Pachacutec Hostal”, situato quasi alla fine della via, la camera era molto grande, con 2 letti matrimoniali e bagno pulito; abbiamo gironzolato per i mercatini e ci siamo parecchio divertiti a trattare, sosta nella piazza principale ma alle terme non ci siamo andati perché non ne avevamo sentito parlare molto bene, dicono che sono molto piccole e si sta tutti pigiati come sardine. Il clima qui è piuttosto umido, ci sono anche parecchie zanzare, e la sera non fa molto freddo come in tutte le altre città visitate fino a qui. Da un banchetto sulla strada abbiamo acquistato un dolce locale, delle frittelle, fatte al momento, e intinte nel miele (mi sembra si chiamino picarones) che…hanno provocato qualche problemino allo stomaco di Mauro il giorno successivo! Erano buonissime! Nel nostro hostal alloggiavano altri 5 italiani che avevano acquistato il nostro stesso pacchetto e Raul, la guida dell’agenzia “Liz’s Explorer”; la guida non è compresa nel prezzo ed è facoltativa, in più l’offerta è libera. A nanna presto perché la sveglia era puntata alle 5…Machu Picchu ci aspetta! Mercoledì 17 agosto: Machu Picchu Alle 5:30 ci siamo trovati con gli altri italiani (più e meno puntuali…) e la guida a far colazione, a piedi poi abbiamo raggiunto la fermata dell’autobus che, in 20-25 minuti percorre 8 km di strada un po’ dissestata e a strapiombo e vi porta all’ingresso della città perduta degli inca! Alle ore 7 il sito che avevamo sempre visto in foto, si è rivelato davanti ai nostri occhi…uno spettacolo unico! Sarei rimasta ore in silenzio ad ammirare questa cittadella costruita sulla cima di un monte, che in realtà non si trova ad alta quota come molti credono, ma è circa sui 2500 m. All’arrivo le montagne circostanti erano avvolte da nuvolosi, il che rendeva l’atmosfera ancora più magica…poi è uscito il sole e il caldo ha cominciato a farsi sentire, potete tranquillamente stare in maniche corte. La visita è durata poco più di 3 ore, era un piacere sentir parlare Raul che ci ha fatto fare il giro completo del sito: dalla Capanna del custode della roccia funeraria, da cui si può scattare la classica foto di Machu Picchu, al Tempio del sole, dalla Piazza Sacra, al Tempio delle tre finestre, dall’Intihuatana alla pietra a forma di condor. Liberi per il sito, vivono parecchi lama, così ogni tanto vedi spuntare la loro testa da dietro le rovine! Chi se la sente può intraprendere la salita del Huayna Picchu, la ripida montagna che sovrasta in tutte le foto, la cittadella. La salita, dicono, duri 1 ora – 1 ora e mezza ma ci possono accedere solo 400 persone al giorno, annotando il proprio nome in un registro…perché non si sa mai cosa può succedere…dei ragazzi italiani dopo aver fatto 1 ora e mezza di fila, si sono visti chiudere l’ingresso poche persone davanti a loro quindi, se avete intenzione di salire, è meglio se vi mettete in coda sul presto. Dopo aver scattato decine e decine di foto, abbiamo salutato gli altri ragazzi, lasciato la mancia alla guida e siamo tornati all’entrata per prendere l’autobus del ritorno. Saranno state le 11:30 e non avete idea di quante persone ci fossero in coda in attesa di entrare a Machu Picchu! Il nostro consiglio è quello di andarci la mattina presto così potete fare quante foto volete senza persone che intralciano, e potete camminare liberamente per il sito senza trovarvi in fila per vedere le rovine. Potete salire e/o scendere anche a piedi dalla montagna, mentre la strada per gli autobus è a zigzag, esistono degli scalini che vi fanno arrivare su in linea verticale in circa 2 orette. L’unico posto dove trovare un bar/ristorante e un bagno a Machu Picchu è all’ingresso, occhio perché i prezzi sono folli!! Abbiamo pranzato con calma quando siamo ridiscesi ad Aguas Calientes e, dopo aver ritirato i bagagli all’hostal siamo andati alla stazione dei treni da dove alle 16 siamo partiti per Cusco, il viaggio di ritorno sul treno economico sembrava interminabile! I sedili erano rigidissimi e molto poco anatomici, l’andatura del treno provocava il movimento del corpo da destra a sinistra (mi sembra ancora di esserci seduta sopra!!) e poi quel maledetto pivetto che suonava in prossimità di qualche strada dove potevi trovare anche qualche mucca che impediva il passaggio! 4 ore e mezza in cui vorresti dormire ma in realtà ti ritrovi con la testa che ti ciondola e ti risvegli ogni 5 minuti in posizioni innaturali! Il treno ci mette 30 minuti solo per scendere dalle montagne che circondano Cusco e arrivare in stazione, questo perché essendo la strada troppo ripida il treno procede alternativamente a marcia indietro e a marcia avanti per ben quattro volte: allucinante! Ma c’è una scappatoia, scendendo a Poroy e prendendo poi un autobus risparmierete ben 45 minuti di questa sofferenza. Noi, furbamente (?!?!), abbiamo pensato che forse non sarebbe stato così insopportabile e abbiamo deciso di andare in treno fino a Cusco, non lo fate! Certo, il panorama della Plaza de Armas illuminata a giorno alle 8 di sera è comunque molto suggestivo visto dal treno. Preso un taxi dalla stazione dei treni, siamo rientrati esausti alla “Piccola Locanda” verso le 20:45, e siamo crollati immediatamente sul letto. Giovedì 18 agosto: Cusco La mattina ci siamo alzati con molto calma, ci aspettava l’ultimo giorno nella bella Cusco. Verso le 9:30 ci siamo diretti in Plaza de Armas per cercare un taxista disposto a farci visitare Pisac e le altre rovine minori nei pressi di Cusco; ne avevamo incontrato uno il primo giorno che eravamo arrivati e l’abbiamo rincontrato nello stesso posto, accordato il prezzo di 80 sol per 4-5 ore di tour siamo partiti. Per visitare Pisac e le rovine della Valle Sacra è necessario acquistare un boleto turistico che vale per 10 giorni e che costa 70 sol a persona, ma il nostro taxista è riuscito a farci avere 2 boletos a 100 sol in due dicendo che eravamo studenti (falsissimo!), nei 100 sol era compresa anche un piccola tangente (propina) perché il biglietto per studenti costa 35 sol…tutto il mondo è paese! Prima tappa è stata Pisac, a 32 km da Cusco, abbiamo iniziato dalle rovine di una cittadella inca che domina il villaggio sottostante da uno sperone di roccia, il sentiero che permette di visitare l’intero sito lo si percorre in 1 ora e mezza e vi permette di vedere gli estesi terrazzamenti coltivati, il centro cerimoniale, le tombe inca scavate nella roccia simili ad un nido d’api, e degli strapiombi da paura sui due fiumi che circondano la zona. Non potevamo perdere il famoso mercato di Pisac, che si tiene il martedì, il giovedì e la domenica nella piazza principale di Pisac e nelle vie circostanti, è una brulicante confusione di colori e odori, qui trovate di tutto, dai prodotti artigianali a quelli alimentari. Il taxista ci aveva detto che questo è il posto dove i prezzi sono più alti, in realtà non è così perché il posto più caro è Cusco, la regola è sempre e comunque quella di contrattare! Al rientro verso Cusco il taxista ha fatto le seguenti tappe: Tambo Macay, una vasca cerimoniale inca in pietra, il sito di Puca Picara, un’imponente struttura che veniva utilizzata dagli inca come padiglione di caccia, punto di ristoro e magazzino, Qenko, una grande roccia calcarea in cui trovate nicchie, gradini, canali e incisioni simboliche e infine Sacsayhuaman, sicuramente la più degna di nota, delimitata a sinistra da muri di pietre enormi disposti a zigzag e costruiti su tre livelli (le fortificazioni), a destra una collina di strane roccie levigate e panche scolpite nella pietra, al centro un grande spiazzo in cui ogni anno il 24 giugno si tiene la festa dell’Inti Raymi. Alle 14 eravamo di ritorno alla “Piccola Locanda”, e abbiamo continuato il nostro tour di Cusco dirigendoci a piedi verso Avenida Sol, l’abbiamo percorsa tutta sia per arrivare alla Posta Centrale, dove abbiamo imbucato le cartoline, sia per visitare il Centro Artesenal Cusco, un complesso coperto di bancarelle, dove potete trovare le solite cose (lane, stoffe, gioielli e ceramiche) a prezzi davvero buoni (se sapete contrattare…), quindi questo è l’unico posto di Cusco dove vi conviene fare compere. Rientrati alla locanda abbiamo rincontrato il gruppo di Gabriele Serrau, dopo saluti e racconti siamo usciti a cena tutti assieme, il gruppo si è poi spezzato in due e abbiamo cenato in un pub nei dintorni della chiesa di San Blas. Ultima notte (sigh!) a Cusco, il viaggio stava finendo… Venerdì 19 agosto: Cusco – Lima Con la tristezza nel cuore abbiamo salutato la Piccola Locanda (sempre dopo una colazione fenomenale!) e abbiamo preso un taxi poco prima delle 9 con direzione piccolo aeroporto di Cusco, qui preparatevi a sborsare altri 14 sol a persona per le tasse aeroportuali. L’aereo della StarPerù è partito puntuale alle 11 e dopo 1 ora siamo atterrati a Lima dove ci aspettava il solito taxista per andare da Yolanda. Sistemati gli zaini, abbiamo preso un taxi che per 6 sol ci ha portato in Plaza San Martin, nel centro di Lima. Lima è una città davvero angosciante, per strada e agli incroci c’è gente che cammina e vende di tutto, dagli accendigas, alle penne, dai dolci a tavole di legno, si appoggiano ai finestrini delle macchina come avvoltoi. Appena scesi dal taxi ci siamo diretti nella via pedonale Jiron de la Union per cercare un posto dove pranzare, c’erano guardie armate e polizia ovunque, anche davanti al Mc Donald’s dove abbiamo deciso di fare tappa; lì una cameriera ci ha avvisato di stare attenti agli zaini…aiuto!!! Eravamo appena arrivati e non vedevo l’ora di tornarmene da Yolanda! Velocemente abbiamo fatto qualche foto in Plaza de Armas, che è molto carina con la sua cattedrale, il Palazzo Arcivescovile, giallo e con i suoi bellissimi balconi di legno scuro e il Palacio del Gobierno, residenza del presidente del Perù. Nella strada che porta al Monasterio di San Francisco, c’erano pure alcuni mezzi cingolati e altra polizia…via di corsa! La visita al Monasterio è guidata, dura circa 45 minuti e costa 5 sol a persona, il posto è famoso per le catacombe e la stupenda biblioteca, merita davvero. Alle 17 eravamo già spaparanzati sul lettone da Yolanda e lì siamo rimasti fino alla mattina dopo godendoci le ultime ore di vacanza…con Los Simpsons in tv! Sabato 20 agosto: Lima – Madrid Dopo aver ringraziato e salutato Yolanda, alle 8:30 siamo partiti con altri 4 italiani (che avevamo fatto il nostro stesso giro noleggiando una macchina) su un pulmino alla volta dell’aeroporto dove abbiamo fatto una lunghissima fila al check-in e messo la protezione agli zaini per 12$. Qui dovrete pure sborsare la bellezza di 28$ a testa per le tasse aeroportuali! La partenza per Madrid è stata ritardata di circa 1 ora, quindi siamo decollati verso le 13, il volo è stato tranquillo, a parte un bimbo peruviano che mi ha tormentato con gomitate, calci e strilli per tutte le 11 ore di viaggio, è stato allucinante e non sono riuscita a chiudere occhio. Domenica 21 agosto: Madrid – CASA Non vi dico in che condizioni sono scesa dall’aereo poco prima delle 7 a Madrid…come prima cosa ci siamo diretti in farmacia per acquistare un burro cacao, avevamo le labbra distrutte dal caldo/freddo e quello che avevo portato era finito; appena ci hanno chiesto 3,68 € per un labello ci siamo guardati sbalorditi: quante cose potevamo fare in Perù con 3,68€??? Una notte in un hostal oppure un menù turistico!!!! Volevamo tornare immediatamente indietro… Anche al ritorno avevamo 8 ore di attesa a Madrid, e questa volta il viaggio sarebbe stato ancora più lungo perché dovevamo passare per Roma e saremmo rientrati a Linate. Tutto questo perché, quando abbiamo prenotato, il volo Madrid-Malpensa della AirComet Plus era già pieno. Preso il metrò siamo andati a goderci l’aria frizzantina di Madrid nel giardino di fronte al Palazzo Reale, c’era un sole stupendo e soprattutto mancava il caldo afoso dell’andata. L’aereo da Madrid è partito con 1 ora di ritardo, poco dopo le 17, eravamo già in agitazione perché a Roma avevamo un’ora di tempo per prendere il volo dell’AirOne per Linate. All’atterraggio ci siamo fiondati all’imbarco dove la hostess si è rifiutata di farci salire perché non avevamo fatto il check-in, no comment…ci hanno così prenotato i posti per l’aereo delle 19:30 che, tanto per cambiare, è partito con 1 ora e mezza di ritardo così siamo atterrati a Linate alle 22. Dopo aver atteso inutilmente l’arrivo dei bagagli, la sottoscritta ha avuto una crisi isterica ed è scoppiata a piangere: erano 25 ore che non dormivo, avevamo perso l’aereo, avevamo perso gli zaini, ci aspettavano ancora 3-4 ore di strada in macchina per arrivare a casa e infine alle 7 avrei dovuto essere in ufficio!!! Ero presa davvero malissimo… Denunciata la perdita degli zaini (ci hanno comunicato che gli zaini erano a Roma…), il papà del nostro amico di Linate ci ha accompagnato da lui a riprendere la macchina e alle 23:30 siamo partiti direzione casa…ore 3 ero a nanna nel mio lettuccio e non mi sembrava ancora vero… I bagagli sono arrivati a casa da soli con tre giorni di ritardo, anche loro dovevano farsi le ferie, giusto?!?!?! Chiara e Mauro



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