Viaggio di Nozze II parte: Disneyland Paris

Viaggio di nozze: II parte 3 agosto – 5 agosto 2008 La seconda parte del viaggio di nozze mio e di Valentina inizia con la partenza da Tours in direzione aeroporto Charles De Gaulle di Parigi. Anche stavolta grazie al navigatore satellitare che ci ha reso facili tutti gli spostamenti lungo il distretto della Loira, copriamo i 260 km che ci...
Partenza il: 03/08/2008
Ritorno il: 05/08/2008
Viaggiatori: in coppia

Viaggio di nozze: II parte 3 agosto – 5 agosto 2008 La seconda parte del viaggio di nozze mio e di Valentina inizia con la partenza da Tours in direzione aeroporto Charles De Gaulle di Parigi. Anche stavolta grazie al navigatore satellitare che ci ha reso facili tutti gli spostamenti lungo il distretto della Loira, copriamo i 260 km che ci separano da Parigi con estrema facilità. All’aeroporto consegniamo l’Opel Astra alla Hertz, senza costi aggiuntivi, dopo aver percorso in totale 1050 km in 5 giorni. Una considerazione, forse ovvia, da fare è che risulta necessario conoscere almeno un po’ di inglese. Quello che si legge sulle guide turistiche della Francia (o almeno della parte di Francia che noi abbiamo visitato) corrisponde a realtà: meglio sforzarsi e cercare di esprimersi un po’ in francese, ma per chi, come me, questa lingua non la conosce, diventa indispensabile avere familiarità con l’inglese. Non aspettatevi commessi, addetti o gente comune che conosca l’italiano perché partite già con il piede sbagliato. Ricordiamoci che quando siamo in viaggio in un paese straniero siamo noi a doverci adattare alle loro usanze, leggi, moneta e lingua, non viceversa.

Torniamo al viaggio. La prossima tappa è il Disneyland Resort di Parigi che raggiungiamo senza difficoltà con il bus della Vea. Se temete di trovare difficoltà per raggiungere Disneyland dall’aeroporto, non preoccupatevi: le indicazioni sono chiarissime e il personale di questa ditta di trasporti (la Vea, appunto) è facilmente rintracciabile a vista. Basta poi pagare 17 euro a persona e sarete accompagnati fino al vostro hotel. Molto comodo. Il viaggio dura circa un’ora così nel primo pomeriggio arriviamo all’hotel Cheyenne prenotato per due notti dall’Italia. Qui, caso unico in Francia, troviamo del personale italiano con il quale, quindi, possiamo esprimerci in modo esauriente. L’hotel Cheyenne è progettato sullo stile western, con camere ampie a tema e con un enorme saloon dove alle ore dei pasti centinaia di persone si accalcano per fare il pieno di energie in vista di una giornata ai parchi Disney. Non si può dire che sia economico (due notti in B&B con l’entrata ai tre parchi: 400 euro a persona) ma vale davvero la pena. Del resto se non avete figli da accontentare o non siete particolarmente amanti dei personaggi Disney, astenetevi da questa visita. Ma in caso contrario, se avete bambini più o meno piccoli, o se siete trentenni come noi un po’ infantili e amanti di Topolino & co., non pensateci due volte e andate a prenotare un biglietto aereo verso questo mondo da favola. Come si può infatti spiegare Disneyland a parole? È praticamente impossibile, non gli si renderebbe giustizia. Come si fa a spiegare una favola reale? Varcata la soglia ti trovi catapultato (in compagnia di migliaia di persone) nel mondo dei tuoi sogni da bambino, in una vera e propria città di cui percorri le strade, visiti le piazze, quasi incantato da ciò che vedi. Il castello della Bella Addormentata con le sue vetrate istoriate, la casa dei Sette Nani, il labirinto di Alice e Stregatto, e poi giostre, personaggi disneyani che circolano, la statua di Walt Disney e Topolino… come spiegarlo a chi non c’è mai stato? Disneyland è comunque anche un’enorme macchina per produrre soldi. Non oso pensare alla quantità di denaro che circola quotidianamente nelle casse della società che lo gestisce. Già l’entrata completa (cioè ai tre parchi) è molto salata, in più per poter dire di essere davvero stato a Disneyland c’è da armarsi di carta di credito e lasciarsi trasportare dalla corrente nelle decine, centinaia di negozi a tema che espongono qualsiasi e sottolineo qualsiasi, gadget. Si parte dall’abbigliamento per ogni età alla cartoleria, dalle coperte alle statuette di porcellana, dagli accessori per la cucina ai film in dvd. E su tutto questo impazzano praticamente tutti i più famosi personaggi del mondo dei fumetti: da Topolino a Minni, da Nemo al Re Leone, da Pluto a Winnie the Pooh, da Pippo alla Sirenetta. Questa overdose disneyana è coronata dalla sfilata di carri a tema che tutte le sere alle 19 percorre le strade del parco… Da far girare la testa, da stupirsi ad ogni angolo, da spendere centinaia di euro senza accorgerti. Tutto è architettato così bene… Ciò che serve al Disneyland Resort Paris è la volontà di farsi trasportare dentro ad una fiaba, lasciare per un paio di giorni tutti i legami razionali con vita comune e abbandonarsi consapevolmente a vivere in un fumetto. Servono però anche parecchi soldi (se non compri questo e quest’altro per te e per chi ti aspetta a casa cosa vai a fare?) e tanta pazienza se, oltre a girare imbambolato per le vie dei parchi, vuoi anche cimentarti nei numerosi giochi che Disneyland offre. Dalle montagne russe al Maniero del Fantasma al trenino che ti porta a spasso, ecc. E poi è necessario razionalizzare il tempo che si ha a disposizione per non rischiare di sfinirsi oltremodo. Noi, ad esempio, il secondo giorno abbiamo deciso di tornare in albergo a metà pomeriggio, cenare e tornare ai parchi dopo cena. In questo modo e con un paio di scarpe comode abbiamo mantenuto le energie necessarie per affrontare altri dieci giorni di viaggio. Tra l’altro in questo periodo (esattamente dall’anno scorso e fino al marzo 2009) a Disneyland si festeggiano i 15 anni dalla inaugurazione avvenuta nel 1992. Per questo ogni sera si può assistere ad una suggestiva parata in notturna di carri che richiamano tutti i più importanti film della produzione disneyana. Il tutto si conclude poi con fuochi artificiali sullo sfondo dell’emblema del Disneyland Paris, il castello rosa tutto guglie e pinnacoli della Bella Addormentata. A mezzanotte è ora di tornare in camera, stanchi, frastornati dalla confusione ma ebbri di felicità e desiderosi come non mai di tornare. Dovremo visitare ciò che in un giorno e mezzo non si è potuto vedere e comprare ciò che obiettivamente non avrebbe avuto posto nelle valigie.



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