Verde e piovosa Irlanda

Tre giorni a Dublino e una settimana itinerante nella costa occidentale e sud-occidentale dell'Irlanda
 
Partenza il: 09/06/2017
Ritorno il: 18/08/2017
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

Nostra figlia lavora ormai da più di un anno a Dublino e quindi abbiamo deciso che era giunto il momento di andarla a trovare, considerato anche il fatto che non eravamo mai stati in Irlanda.

Premetto subito che il nostro viaggio, nonostante fosse a metà giugno, è stato funestato dal maltempo, cosa peraltro abituale da quelle parti. Quindi ovviamente non abbiamo potuto fare tutti i giri o vedere tutti i posti che ci eravamo prefissi e inoltre, come è naturale, un conto è vedere un paesaggio con le nuvole e la pioggia e un conto è vederlo con il sole. Ad esempio il verde per il quale è famosa l’Irlanda a noi è sembrato più tendente al grigio che al verde. Aggiungo inoltre che, essendo noi stati in Scozia, Bretagna, Normandia, Paesi Baschi e Inghilterra, l’Irlanda ci è apparsa come una ulteriore variante sul tema. Chi invece non è mai stato da quelle parti, ossia le zone dove più o meno vivevano le popolazioni Celtiche, avrà dal’Irlanda un’impressione senz’altro stupefacente e singolare. Il viaggio lo abbiamo fatto con una coppia di nostri amici e consisteva in pratica in due weekend a Dublino inframmezzati da un giro di sei giorni in macchina sulla costa occidentale e sud-occidentale dell’isola. Abbiamo quindi prenotato a Dublino un’auto abbastanza grande e capiente, dettaglio non trascurabile come avrete modo di comprendere se leggerete questo diario. Inoltre, essendo i primi due giorni del viaggio un sabato e domenica, al giro in auto si è aggiunta anche nostra figlia che in quei giorni non lavorava.

9 GIUGNO

Arriviamo a Dublino con un classico volo Ryanair e capiamo subito lo spirito degli Irlandesi non appena prendiamo il taxi per andare all’appartamento che avevamo prenotato per una notte su Booking.com. Il tassista sembrava che non avesse altra voglia che chiacchierare con noi. Dopo averci chiesto da dove venivamo ha cominciato a cantare canzoni italiane degli anni 50-60 e a darci una serie di consigli non tutti perfettamente comprensibili dato che l’inglese che si parla in Irlanda non è propriamente quello di Oxford. Però abbiamo capito subito che gli Irlandesi dagli Inglesi si differenziano non solo per il dialetto ma soprattutto per il carattere, che è diametralmente opposto a quello inglese. Si parla qui ovviamente a grandi linee e in generale come sempre quando si fanno questi paragoni, ma questa impressione ci è stata poi confermata nel prosieguo del viaggio. Insomma per noi Italiani sembra quasi di stare a casa! A conferma di ciò, forse non conoscendo bene l’indirizzo a cui portarci, ci lascia un Km prima dicendo che la casa era a pochi metri ma che non poteva andarci a causa dell’isola pedonale. Insomma un’approssimazione che noi ben conosciamo. Chiedendo qua e là riusciamo alla fine a trovare l’appartamento che si trova proprio in pieno centro. Considerato lo standard medio irlandese direi che questa sistemazione è decisamente superiore alla media.

L’appartamento è composto di un soggiorno, due camere da letto, cucina e bagno e per prenotarlo su Booking.com bisogna indicare “Dublin Central Apartments O’Connell Bridge”. L’indirizzo è No 2/6 Exchange court, Corn exchange place (Dublin 2), e il costo totale per una notte è di circa 200 Euro. A proposito dei prezzi calcolate che la vita in Irlanda, e specie a Dublino, costa un po’ più che in Italia, in particolar modo per case e alberghi. Posati i bagagli andiamo di corsa al Temple Bar, che è forse il posto più noto di Dublino (e questo la dice lunga) e che è a pochi passi da noi. Ci immergiamo subito nella confusione della folla vociante e tentiamo di entrare nel pub ma di venerdì sera verso le 19 è un’impresa quasi impossibile, poiché quella, per qualunque pub, è l’ora di punta di tutta la settimana. Dentro c’è una muraglia umana urlante e già abbastanza alticcia e come se non bastasse da un angolo un paio di suonatori tentano di far sentire la loro musica. Insomma siamo entrati immediatamente in contatto con il cuore dello spirito irlandese.

Nostra figlia, uscita dal lavoro, ci viene a prendere a ci porta a cena in un ristorante che si chiana Fire ed è vicino al Trinity College, ossia abbastanza vicino a dove ci troviamo. Dublino non è molto grande e ha il vantaggio che le cose da vedere sono abbastanza vicine tra loro e tutte a ridosso del fiume Liffey che taglia a metà la città. Il ristorante è di un certo livello e si mangia bene con prezzi paragonabili a quelli di un buon ristorante italiano. Il fatto che si mangi bene non è così scontato. La cucina Irlandese non è certo famosa nel mondo e aggiungerei che ha anche poche varianti e poca scelta (soprattutto poi se qualcuno è vegetariano). Noi all’estero per principio non mangiamo mai in ristoranti italiani, ma qui abbiamo dovuto fare un’eccezione e gli ultimi due giorni per disperazione abbiamo cenato in due ristoranti italiani!

10 GIUGNO

È sabato e oggi comincia il nostro giro, accompagnati per i primi due giorni anche da nostra figlia. Quando viene il tizio che gestisce la casa a riprendersi le chiavi si accorge subito che la sera prima qualcuno aveva fumato, cosa, ci dice, proibitissima in Irlanda e punita con multe salate. Stefania, rea confessa del misfatto, viene cazziata ma fortunatamente perdonata. L’episodio però ci è stato utile per sapere come comportarci in seguito. Con un taxi andiamo all’Avis dove abbiamo prenotato una macchina e lì ci assegnano una Nissan Qashqai. È un’auto piuttosto grande e soprattutto larga, particolare non trascurabile, come si vedrà in seguito.

Dato che in Irlanda si guida a sinistra e che non conosciamo la macchina facciamo un’assicurazione a “zero franchigia”, come ci dice l’impiegato, che ci copre da qualsiasi danno o incidente. Nel prezzo forse c’è dentro anche la caduta di un meteorite o lo scoppio della terza guerra mondiale ma noi vogliamo essere super sicuri e quindi non badiamo a spese. Stefania si mette alla guida e partiamo alla volta di Galway, cittadina sulla costa atlantica che sarà per un paio di giorni la base dei nostri giri. Ovviamente ci sono le classiche difficoltà della guida a sinistra e della macchina che sembra costruita tutta all’incontrario ma Stefania riesce a cavarsela dignitosamente, persino quando ci sono da affrontare la rotonde che lì abbondano. Per fortuna gli Irlandesi guidano con molta prudenza e sono molto rispettosi delle regole, cosa che aiuta molto chi non è del luogo. Arriviamo a Galway nel pomeriggio (sono circa 300 Km da Dublino) e andiamo all’hotel The Arches (dignitoso ma un po’ fuori città) che avevamo prenotato da Dublino cercando nei vari siti specializzati. Capitiamo nel pieno di un ricevimento privato e abbiamo così l’occasione di vedere un campionario di vestiti, soprattutto femminili, che sembrano usciti dai film americani degli anni 40-50. Insomma un look che in Italia non si vede nemmeno a carnevale, un vero spettacolo.



  • lucabello lucabello
    Ma io non capisco la gente che va nei posti, sapendo come sono, e si lamenta... leggere questo diario è uno strazio!eh il cibo non è vario, eh ha piovuto... santo cielo vai in irlanda cosa ti aspetti?"
Commenti

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