Verde-bianco-rosso:viva mexico!!!!viva mexico!!!!

Ho scelto questo titolo perché quello che mi ha colpito di più in questo viaggio, sono stati proprio i colori della bandiera messicana: verde, bianco e rosso. Colori ripetuti in tutti gli zocali visitati, su tutte le case, nei negozi, ristoranti, taxi, stazioni, su tutto in pratica!!!Sarà che siamo finiti in Messico in coincidenza della Festa...
 
Partenza il: 06/09/2008
Ritorno il: 22/09/2008
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

Ho scelto questo titolo perché quello che mi ha colpito di più in questo viaggio, sono stati proprio i colori della bandiera messicana: verde, bianco e rosso. Colori ripetuti in tutti gli zocali visitati, su tutte le case, nei negozi, ristoranti, taxi, stazioni, su tutto in pratica!!!Sarà che siamo finiti in Messico in coincidenza della Festa dell’Indipendenza, ma il senso della patria e l’attaccamento alla bandiera che si trovano in questo Paese, non mi era mai capitato di vederlo o percepirlo, in modo così netto, in nessun’altra parte del mondo!Tanto per capirci, in Italia non si vedrebbero le stesse bandiere neanche dopo una vittoria ai mondiali di calcio!!!! Ma vediamo l’itinerario, …È la prima volta che visitiamo il Messico e vista la stagione abbiamo pensato di evitare le coste e optare per un viaggio più nell’entroterra messicano. Abbiamo poco tempo a disposizione e i nostri 14 giorni nel Messico centrale ci permettono di visitare solo i seguenti luoghi: Puebla, Tlaxcala, Oaxaca, Monte Alban, El Tule, Hierve El Agua, Mitla, San Bartolo Coyotepec, Yagul, Tlacolula, Taxco, Tepotzotlan, Teotihuacàn e parte di Città del Messico.

06-09-2008 – Sabato Avete fatto il visto? Inizia così il nostro viaggio verso il Messico. Un brivido mi è corso lungo la schiena quando mi sono sentito rivolgere questa domanda! Per fortuna l’impiegata dell’Air One al check-in di Malpensa si era sbagliata! Ero sicuro che non ci volesse il visto, ma in certe circostanze un minimo di dubbio ti viene sempre!!!! Arrivare al giorno della partenza e dover rinunciare al viaggio per un presunto visto, sarebbe stato molto spiacevole!!!!!!! Invece no, a parte qualche ritardo, siamo a Città del Messico la sera stessa del 6 settembre. Prendiamo un taxi sicuro e ci facciamo accompagnare all’hotel Moneda dove avevamo prenotato la prima notte via internet dall’Italia. Andiamo a letto stanchi, il giorno dopo ci alzeremo presto per trasferirci subito a Puebla.

07-09-2008 – Domenica Scopriremo presto che viaggiare in Messico è molto semplice e la qualità del servizio, pur non essendo economica, è molto alta. Le procedure per “imbarcarsi” sull’autobus sono simili a quelle di un aereo con tanto di bibite a bordo, televisione e bagni! Insomma cosa si vuole di più!!! Ci sentiamo anche più sicuri, infatti, in molti stati del Sud America bisogna porre attenzione ai bagagli quando si viaggia in autobus. Arriviamo a Puebla nel pomeriggio, purtroppo oggi è una brutta giornata e dopo poco, inizia a piovere. Giriamo lo stesso per la città, ma, data la fame, proviamo subito una delle specialità del luogo, i chiles en nogada. Li assaggiamo al mercato centrale, sono molto buoni; si tratta di peperoni ripieni con carne tritata, noci, spezie, una crema a base di panna, formaggio, il tutto ricoperto con chicchi di melograno. La sera presso una bancarella Marco prova anche un’altra specialità di stagione, il huitlacoche, un fungo che viene servito come ripieno di crespelle ricoperte con formaggio. A me il posto non ispira molto, lo assaggerò poi successivamente, anche se non vado pazzo né per i funghi né tanto meno per il formaggio.

Quando sono in viaggio sono sempre combattuto tra la mia anima di persona curiosa, che vorrebbe assaggiare tutto e la mia anima da atleta salutista, che non mi consente molti eccessi e stravaganze. Alla fine prevale sempre la prima però! 08-08-2008 – Lunedi Oggi da Puebla decidiamo di visitare Tlaxcala in giornata, le due capitali degli omonimi stati sono infatti abbastanza vicine. Tlaxcala è una località piacevole e poco turistica. Appena arrivati facciamo conoscenza con una signora che sta preparando quelle che poi scopriremo essere delle tortillas! Il nostro è stato anche un viaggio gastronomico e devo dire che prima di partire sapevo veramente poco della cucina messicana. La signora ce le fa assaggiare, prima vuote, poi con le salse al peperoncino rosso, alla salsa verde di guacamole e al formaggio, ed anche qui la bandiera del Messico è fatta! Scattiamo un po’ di foto con la signora, ringraziamo di tutto e proseguiamo alla scoperta della cittadina.

Dopo tutta la mattinata passata in giro decidiamo di fermarci a pranzo. Chiediamo consiglio ad un ragazzo su dove mangiare della buona carne, lui ci consiglia di provare da El Asador del Vecino. La scelta del posto si è rilevata veramente azzeccata. Ordiniamo della carne veramente squisita, oltretutto facciamo conoscenza con la ragazza, proprietaria del locale, Silvia che è veramente simpatica e gentile ed una delle poche messicane carine che incontreremo nel viaggio! Le raccontiamo un po’ di noi e lei ci racconta di lei e della cultura messicana in genere, delle cose che ci sono da vedere nei dintorni e del fatto che si sta sviluppando un turismo nei dintorni di Tlaxcala, fatto di haciendas in villaggi di campagna pronte ad accogliere i visitatori desiderosi di fare un turismo diverso dal solito. La cosa ci interesserebbe moltissimo, ma purtroppo abbiamo il tempo tirato, le promettiamo che torneremo a Tlaxcala e, dopo esserci scambiati le mail e scattato le classiche foto di rito, ci salutiamo, non prima però che lei ci abbia chiamato un taxi per andare a vedere il Santuario della Vergine di Ocotlàn. Il Santuario è molto bello, la facciata è decorata secondo uno stile barocco e gli interni sono molto sontuosi. All’interno suscitiamo la curiosità di un poliziotto che, vedendoci armati di borse fotografiche, ci domanda se siamo dei professionisti! Marco gli risponde di si, non solo, ma che lavoriamo per una rivista. A quel punto, non sapevamo cosa potesse pensare il poliziotto o come potesse reagire, visto che avevamo già fatto diverse foto all’interno della chiesa, non sapendo che fosse vietato fotografare! Ci solleva scoprire ad un certo punto che il poliziotto, insieme ad un custode, è ben lieto di farci fotografare la chiesa e non solo… Ci consente anche di accedere ad una cappella davvero molto bella, che non risulta essere aperta al pubblico, dicendoci di fotografarla! Sul subito pensavamo che volesse farsi pagare per questo, in realtà alla fine scopriamo le sue buone intenzioni; ci salutiamo e lo ringraziamo della disponibilità! Prima di rientrare nello Zocalo di Tlaxcala, chiediamo al taxista se ci può portare in una pulqueria a bere il pulque. Quest’ultimo è un distillato ricavato dalla pianta del maguey che si beveva già ai tempi degli aztechi, i posti dove lo si può degustare (le pulquerias) non sono molti, infatti è una bevanda che non si trova né nei supermercati né nei negozi ma solo in piccoli chioschi o locali dove la gente del posto, prevalentemente uomini, si ferma a bere e a socializzare. Lo assaggiamo, non ci fa impazzire, ma è a bassa gradazione alcolica e si può bere. Per quanto riguarda la socializzazione, appunto, nel chiosco iniziamo a parlare con alcuni signori molto “messican” e molto simpatici, che ci invitano a bere con loro e a parlare un po’! Uno di loro in particolare è molto simpatico, fa morire dal ridere, ma alla fine dobbiamo andare, ci salutiamo, una foto e via! Arriviamo così allo Zocalo, dove si sta svolgendo una manifestazione di saluto alla bandiera! C’è una banda che suona e il sindaco che fa il discorso in piazza; è molto bello vedere la gente con la mano sul petto, fiera della propria identità messicana!!! Sarà una delle tante manifestazioni di attaccamento alla patria che vedremo in giro per il Messico. Rientriamo a Puebla in serata con l’autobus.



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