Venezuela, paese dalle mille sorprese

Questo è il diario del mio viaggio in Venezuela: oltre alla descrizione dei posti visitati ho inserito molti consigli pratici e anche i prezzi degli alberghi, dei trasporti e molte dritte che possono essere utili a chi volesse intraprendere un viaggio in questo bellissimo paese. Spesa tot. Del viaggio: 660 euro volo A/R Venezia Caracas + 850 $...
 
Partenza il: 14/06/2004
Ritorno il: 01/07/2004
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 1000 €

Ore 11, nel buio più assoluto si sente Francesco urlare: “Puttana!” a una formica, che per fortuna si è rivelata non essere una formica 24! La mattina, dopo aver caricato la barca, siamo ripartiti a visitare un’isola vicina mentre Neville preparava la colazione. Dopo aver mangiato siamo tornati al campamento del primo giorno, dove abbiamo assaggiato il Lapa e abbiamo parlato con un ragazzo del posto, Kebin, sulla storia del Rio Caura: nei mesi di gennaio e febbraio il fiume si restringe e si riempie di vita: pesci, capibara, armadilli, formichieri, giaguari,…, mentre nella stagione delle piogge, nonostante si avvistino meno animali, il paesaggio è più bello e il fiume ha una portata decisamente maggiore.Alle 10:30 siamo andati a pesca di pirana(che denti affilati!) e poi siamo andati a recuperare un po’ di indios ai bordi del fiume. Dopo aver pranzato siamo partiti per Ciudad Bolivar, con una jeep zeppa di indios (eravamo in 11, più i bagagli!). Ore 18 e 15 arrivo a Ciudad Bolivar, cena e poi una cervesa a “la mi casa”, l’unico locale aperto la notte! 19 GIUGNO Ore 7 colazione e partenza per Canaima (gita a 150$, 135$ se si parte dall’areoporto di La Paragua) Ore 8 e 30: partenza con l’aereo da turismo da Ciudad Bolivar: lo spettacolo dei Tepuis è fantastico, la laguna di Canaima è addirittura mozzafiato, una miriade di cascate, una più bella dell’altra. Dopo aver pagato le tasse di ingresso (8000 Bs) siamo partiti alla volta del Salto Angel: 20 minuti a piedi, 20 minuti di lancia, poi altri 20 minuti a piedi attraverso la Sabana Mayupa, una distesa verde simile a una savana, circondata dai Tepuis, poi 2 ore e mezzo di lancia attraverso le rapide, fino alla prossimità del Salto Angel. Da come la descrivo sembrerebbe una passeggiata, se non ci fossero la pioggia e le rapide, che rendono però il viaggio più divertente. Il programma prevedeva la visita del Salto Angel per il giorno seguente, ma siccome il tempo è bello, la guida ha deciso di portarci oggi stesso. Dopo 40 minuti di cammino finalmente siamo arrivati al mirador del Salto Angel. La maestosità e la bellezza del Salto sono indescrivibili: ho cercato di concentrarmi per fissare i particolari di questo spettacolo, nella speranza di poter poi ricordare più cose possibile di questa meraviglia della natura, ma quelle che restano sono le sensazioni di stupore e l’eccitazione che questa visione può suscitare. Fare poi il bagno ai piedi della cascata è stata una cosa altrettanto emozionante…

Alle 18 siamo tornati indietro, prendendoci un’altra lavata memorabile: alle 19 e 30 eravamo ancora nella giungla, nel buio più totale. Altre guide ci sono venute ad aiutare e per tornare al campamento abbiamo dovuto guadare il fiume, la foresta è anche questa! Cena e chiacchierata con i ragazzi che ci stanno accompagnando in questa avventura: Jeroem, un olandese nato in Messico e che vive a Londra, Alice,australiana e il suo ragazzo Patrick, belga, che in 6 mesi hanno intenzione di visitare tutto il sud America (sono già al quarto) e infine una famiglia di canadesi che girano il mondo con la loro barca a vela: un gruppo veramente molto interessante…

20 GIUGNO Questa volta la notte è passata tranquillamente, anche se ha piovuto per ore, così la mattina il livello del rio Carrao si è alzato di 1,5/2 metri. Dopo un’abbondante colazione siamo partiti per il Poso de la Felicidad, dove abbiamo fatto il bagno: stupendo! Se andate provate a passare dietro la cascata, sfidando la forte corrente: dietro c’è una cavità, come nelle favole! Alle 12:30 siamo arrivati a Canaima e dopo aver mangiato siamo partiti per il giro delle cascate: la prima è stato il Salto Golondrina, seguito dal salto Wadaima e il più bello, il salto Hacha. Dopo questo breve giro in barca abbiamo proseguito a piedi alla volta del salto El Sapo, e qui viene il bello: prima lo abbiamo ammirato dal basso, poi, cosa veramente straordinaria, lo abbiamo “attraversato” da dietro la cascata, in una sorta di cavità che attraversa l’intero salto. Questo passaggio è stato divertentissimo, perché all’interno si creano delle specie di vortici d’acqua che vanno a sbatterti contro con una certa violenza, una specie di tifone! Siamo passati poi al Salto Sapito e abbiamo ammirato il paesaggio che si vede dalla sua cima: straordinario, una verdissima prateria, con palme e tepuis in lontananza. Non riesco a capire come tale bellezza non sia diventata un’attrazione turistica di massa…Bè meglio così, forse è anche per questo che posti come Canaima e il rio Caura hanno mi hanno così affascinato, fascino accresciuto dalla consapevolezza di essere uno dei pochi ad aver potuto vedere tali bellezze della natura! In conclusione finora l’esperienza è stata eccezionale, il Salto Angel è stupendo, come tutte le altre cascate, e il rio Caura mi è rimasto nel cuore: la giungla, per quanto inospitale ti sa dare delle sensazioni che solo una persona che è venuta fin qui può capire, si crea un’attrazione per questi posti selvaggi che porta anche a dimenticarti di tutte le scomodità che si devono affrontare, una regione che consiglio a tutti gli amanti della natura e delle emozioni forti, non ne rimarrà deluso! La sera dopo cena siamo andati alla festa che avevano organizzato i paesani di Canaima: una partita di calcetto femminile, guardando la quale abbiamo assaggiato un alcolico a base di juca fermentata e poi una festa danzante dove ho provato a cimentarmi nella salsa con delle ragazze locali che gentilmente si sono prestate a farsi pestare i piedi…L’impegno c’era, non ero proprio un mostro di bravura! 21 GIUGNO Dopo aver fatto colazione, in attesa del volo per Ciudad Bolivar, abbiamo fatto una partita a calcetto: Patrick, Jeroem, io, Federico e Francesco contro un gruppo di venezuelani, abbiamo perso 5-4 anche perché abbiamo sofferto un po’ di più il caldo asfissiante…

Una volta arrivati a Ciudad Bolivar, abbiamo salutato i nostri compagni di viaggio e dopo aver cambiato un po’ di dollari, siamo partiti per P. La Cruz (autobus, 4 ore, 10000 Bs a testa, auto 51000 per tre ).Nel cambiare il denaro abbiamo anche rischiato un pochettino: ci siamo fatti portare in una stanza all’interno di un palazzone un po’ trasandato (modello Bronx), appena entrati il nostro “accompagnatore” ha chiuso la porta dietro di noi (una grata tipo quella delle carceri) e stava di fronte a noi un personaggio che sembrava uscito da “il padrino”,camicia colorata, sigaro, rolex e catene d’oro al polso, con al fianco un gorilla di 2 quintali. Appena entrati con un po’ di strizza gli abbiamo detto che dovevamo cambiare dei soldi e lui, senza esitazioni: “Fatemi vedere i dollari!”. Francesco per fortuna ha detto che i soldi li avevamo lasciati in albergo, non credo che lui abbia bevuto questa stronzata, fatto sta che, forse preso a pietà, ci ha lasciato andare, e ci ha perfino dato il suo biglietto da visita, nel caso avessimo avuto bisogno di qualsiasi cosa! Arrivati a P. La Cruz alle 9 della sera abbiamo pernottato all’hotel Riviera (tre stelle, 70000 la tripla).



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