Venezuela: natura e cultura

Delta dell'Orinoco, Gran Sabana, Rio Caura, Gran Canaima con Salto Angel e Los Llanos: immersione nella naturaleza e incontri con le tribù
 
Partenza il: 25/12/2014
Ritorno il: 13/01/2015
Viaggiatori: 3
Spesa: 4000 €

Io e mia moglie Lori amiamo molto il Sud America. Prediligiamo gli aspetti naturalistici, archeologici, culturali, etnografici… ed avventurosi. In genere, viaggiamo da soli o con pochi amici “collaudati”, scegliendo noi l’itinerario, le sistemazioni alberghiere etc.. Insomma, tour estremamente “su misura”. Anche per questo utilizziamo di preferenza agenzie locali. L’idea del Venezuela nasce un po’ per il fatto di non averlo ancora visitato ed un po’ per avere letto alcuni libri di Alfonso Vinci, grande avventuriero/alpinista/esploratore/geologo italiano, che soggiornò, negli anni 50, più che altro nel bacino dell’Orinoco, cercando diamanti e visitando varie tribù. Per l’organizzazione, ci siamo appoggiati a Cosimo Amico, un Italiano che vive in Venezuela, a Ciudad Bolivar, titolare della Energy Tour. Per la scelta sono stati determinanti i vari resoconti pubblicati sul sito di turistipercaso.it – che consultiamo sempre prima di partire per qualsiasi destinazione-. Le zone visitate sono distanti l’una dall’altra ed i venti giorni a nostra disposizione appena sufficienti. Era fondamentale, quindi, poter contare su collegamenti abbastanza veloci ed affidabili. Avevamo letto che spesso i voli interni vengono cancellati o ritardati e che può esserci qualche disservizio con gli alberghi. Nel nostro viaggio sono in effetti capitati alcuni problemi –per la verità non molti-, ma gli stessi sono stati risolti. Abbiamo scelto dicembre/gennaio perché è il periodo meno piovoso. Un’ultima annotazione. Il sito del nostro ministero degli esteri e varie fonti mettono in guardia sulla pericolosità del Venezuela. Noi non abbiamo però avuto alcun problema, adottando le ordinarie precauzioni. A Caracas, nell’ultimo giorno, abbiamo deciso però di non uscire dal mega albergo, non solo per evitare, alla fine del viaggio, inutili rischi, ma anche perché abbiamo ritenuto che non ci fosse granché da vedere…in rapporto a tutte le cose belle che avevamo già veduto…. ed eravamo altresì abbastanza stanchi. Pochissimi i turisti stranieri incontrati. Peccato perché il paese, in grandi difficoltà economiche, meriterebbe di più e la gente si dà veramente da fare per accontentare i visitatori. Ma veniamo all’itinerario svolto.

25.12.2014

Partenza da Milano Linate insieme all’amico Mario –spesso nostro compagno di viaggio- con volo Air France per Parigi. Breve attesa al Charles de Gaulle ed imbarco per Caracas, dove arriviamo nel tardo pomeriggio. Ci ha ricevuto un incaricato dell’agenzia, che ci ha subito spiegato come “muoversi” con più sicurezza e ci ha dato pure preziose indicazioni su questioni pratiche come il cambio monetario. Alloggiamento all’Hotel Marriot (buona sistemazione), a pochi minuti dall’aeroporto, proprio sul mare. Anche nei successivi rientri a Caracas per i vari collegamenti aerei interni abbiamo preferito non andare in centro città, che dista 40 minuti circa ed è posto oltre le montagne che si affacciano sulla costa.

26.12.2014

Sveglia prestissimo per prendere il volo diretto a Puerto Ordaz, punto di partenza dell’escursione al Delta dell’Orinoco. Facciamo un poco di fatica a trovare il check in, ma, alla fine, con l’aiuto del corrispondente, passiamo… purtroppo l’aeromobile ha un problema tecnico e la partenza viene continuamente rimandata….cominciamo male …ma speriamo bene. Dovere fare il tragitto su strada ci porterebbe via tutto il giorno e la visita del Delta sarebbe compromessa. L’agenzia, saputo del problema da chi ci sta aspettando a Puerto Ordaz, ci telefona… proprio mentre ci stiamo imbarcando su un altro aeromobile della stessa compagnia Conviasa. Arriviamo a Puerto Ordaz nel primo pomeriggio, dove ci attende la guida dell’agenzia, più volte citato come “Indiana Jonas” nei resoconti di turistipercaso.it. E’ affidabile e parla un buon italiano. Arrivati in auto a Boca de Uracoa, facciamo la conoscenza con la famiglia che gestisce l’accampamento nel Delta che abbiamo scelto noi: “Abujene”. Il pranzo previsto nel programma lo facciamo a casa loro. I soggiorni nel Delta possono essere di varia durata: 1-2-3 giorni. Sia per motivi di tempo che per quanto letto nei racconti di viaggio, abbiamo optato per il tour di due giorni con un pernottamento. Essendo arrivati solo nel pomeriggio siamo però preoccupati di non potere vedere abbastanza, ma il timore si rivelerà infondato. Appena finito di mangiare, ci imbarchiamo su una lancia. La navigazione dura circa tre ore. Occorre coprirsi perché l’aria è molto fresca. Prima di arrivare a destinazione facciamo una breve sosta in un villaggio della tribù Warao, che popola il Delta. Le condizioni di vita sono molto dure: fango, insetti, povere capanne… ma persone con molta fierezza e dignità. Acquistiamo oggetti di artigianato in legno, soprattutto per dare qualche aiuto economico ì, che non sia una mera elemosina. Ripartiamo ed avvistiamo qualche scimmia poco prima di arrivare al lodge, fatto di diverse capanne. Queste hanno letti con zanzariera, una veranda sul canale ed un bagno interno con water e doccia. Dopo un breve giro in barca prima del tramonto, ceniamo bene.

27.12.2014

Ci svegliamo presto con un suggestivo concerto di scimmie urlatrici. Subito un’escursione in barca per vedere le mangrovie, i tucani, le scimmie ed i vari alberi che formano la foresta fluviale. La guida ci illustra le piante, i frutti e gli animali. Ritorniamo per una colazione e poi ripartiamo. Altro canale… ed avvistiamo più volte il dorso di un delfino di fiume che emerge per respirare. Tentiamo la pesca dei pirañas, ma solo la guida ne cattura uno, che ci mostra da vicino… molti denti affilatissimi. Io, patito pescasportivo, mi sono portato una canna professionale… ma niente. Breve giro nella foresta allagata con stivali. Molte zanzare, dalle quali ci difendiamo con maniche lunghe e retine sulla faccia. Mangiamo il cuore della palma chiamata Palmito. Ritorniamo all’accampamento, non senza avere visitato un altro insediamento di Warao: meno sporcizia e poi… col sole è tutta un’altra vita. Sono disponibili a farsi fotografare e filmare. Dopo il pranzo ed un breve riposo all’accampamento, ci aspetta la prova della navigazione con la curiara, tradizionale lancia ricavata da un tronco d’albero. E’ molto instabile e bisogna evitare bruschi movimenti, altrimenti si rischia di finire in acqua. Noi abbiamo comunque sempre avuto in tutti gli spostamenti sui fiumi i giubbotti di sicurezza. Fortunatamente… dopo soli 15 minuti inizia a venire giù un diluvio e dobbiamo fare ritorno al lodge… la brevità dell’esperienza in curiara è stata sufficiente… si vede che non siamo tagliati per andare in canoa. A metà pomeriggio facciamo ritorno con la lancia a motore a Boca de Uracoa, da dove con l’automobile dell’agenzia andiamo a Ciudad Bolivar, dove giungiamo a sera avanzata. Sistemazione nella bella Posada Casa Grande de Angostura Hotel, ricavata in una casa coloniale (qualche un poco rumorosa per l’impianto centrale di aria condizionata).



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