Vacanze nel Sud-est asiatico

Alla scoperta di Singapore, Kuala Lumpur e Bangkok con tappa sulle spiagge delle Perhentian
 
Partenza il: 01/08/2017
Ritorno il: 16/08/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Alcune premesse sono necessarie per comprendere le scelte fatte in merito a questo viaggio. Mio marito ed io siamo turisti fai da te, ma abbiamo anche partecipato a tour di gruppo; ci piace molto essere viaggiatori indipendenti, ma apprezziamo la compagnia di amici che condividono i nostri interessi e i nostri viaggi. Detto questo, nello specifico, per il viaggio in questione, pianificato in precedenza nei minimi dettagli, ci siamo affidati a Cristina della nostra agenzia di fiducia in merito alle voci “ voli, hotel, transfert” mentre “cosa fare, cosa vedere , dove andare” è stato curato dalla sottoscritta. Bisogna tener conto che ben 8 sono stati i voli, 4 gli hotel e transfer effettuati con vari mezzi. Durata: 15 giorni. Ultima precisazione, ma importante: siamo diversamente giovani, alla soglia dei 60, ma dinamici; ci piace il comfort, ma sappiamo adattarci a situazioni impreviste; ci definiamo turisti responsabili e rispettosi delle tradizioni, delle culture e delle religioni con le quali veniamo a contatto; ci piace essere in mezzo alla gente del posto, condividere le loro usanze, i sapori del loro cibo, ma sempre prestando molta attenzione! Detto questo: si parte!

1 agosto: premiamo “start” e, da Milano Malpensa, con il volo Emirates, scalo a Dubai, partiamo alla volta di Singapore dove atterriamo in mattinata. Controlli di rito, ritiro bagagli e transfert puntuale che ci conduce al Pan Pacific Hotel proprio a Marina Bay. Tutti gli hotel li abbiamo scelti in centro o comunque in posizione strategica per ottimizzare il tempo degli spostamenti.

È ancora presto per il check-in, si sono fatte però le 11 e perciò decidiamo di non cedere alla stanchezza e di andare in perlustrazione della zona. L’hotel, come altri del resto, è al centro di ben 3 mall e quindi dobbiamo studiare un po’ più attentamente il percorso. Mangiamo qualcosa in un food court di uno dei mall con moltissimi impiegati in pausa-pranzo. Durante questo viaggio abbiamo scelto molto spesso questa opzione per uno spuntino veloce: postazioni gastronomiche con specialità cinesi, giapponesi, thailandesi a prezzi bassi, ma di ottima qualità e, soprattutto, igienicamente garantite!

Usciamo e… l’ Esplanade , cioè le enormi conchiglie chiodate o ricci o durian che costituiscono i teatri sulla baia, sono davanti ai nostri occhi! Così come il Merlion, pesce con la testa da leone simbolo di Singapore , il Marina Bay Sands hotel! Percorriamo Marina Promenade fino all’Esplanade Bridge, che è un ponte solo pedonale, e giungiamo proprio vicino al Merlion e a Boat Quay. Le foto non si contano e siamo letteralmente ammaliati dalle avveniristiche costruzioni che fanno a gara con i grattacieli che si specchiano nella baia! La stanchezza ora si fa veramente sentire, perciò spuntino veloce con toast contenete una sorta di marmellata verde chiaro, scopriremo cos’è soltanto al Raffles hotel perché è venduta in vasetti ed e a base di burro e cocco, e poi nanna!

Il giorno successivo lo dedichiamo al quartiere coloniale, Padang, che è facilmente raggiungibile a piedi e vediamo gli splendidi edifici in stile neoclassico che circondano la piazza su due lati. Da lì arriviamo al luogo dello sbarco di Sir Stamford Raffles che mise piede sul suolo di Singapore nel 1819. Percorriamo una riva del Boat Quay soffermandoci vicino ad un’opera di Botero e ad una statua a firma di Salvador Dali’. Con la metro, tanto efficiente quando glaciale, raggiungiamo Chinatown, dove si trova anche il tempio indù di Sri Mariamman, per poi spostarci a Little India con le caratteristiche case colorate. Sempre con la metro arriviamo all’inizio di Orchad Road: due chilometri e mezzo di strada fiancheggiata da frondosi alberi, per fortuna, centri commerciali, boutique di lusso e negozi di ogni tipo! A tappe, la percorriamo tutta anche perché alla fine, in una traversa, si trova l’Hard Rock Cafe’, tappa obbligata per i giovani o per coloro che, come noi, hanno un figlio cui portare la famosa maglietta ricordo! Sempre con la metro ritorniamo in zona hotel e ci prepariamo per la serata che trascorreremo ai Gardens by the Bay. Siamo un po’ stanchi e optiamo per il taxi che dall’hotel è più veloce, nonostante la metro arrivi proprio ad un ingresso! L’orto botanico è un posto fantastico, gratuito e con una varietà di piante e fiori veramente sorprendenti. Le avveniristiche serre, invece, sono a pagamento e noi abbiamo preferito salire sulla Skyway che collega i vari super-alberi che ad orari stabiliti si illuminano per lo spettacolo della Garden Rhapsody: lo spettacolo è meraviglioso e la vista da lassù spazia fino al Mar Cinese Meridionale. Per obiettività , e un po’ per patriottismo, possiamo però affermare che l’albero della Vita di Expo 2015 non era da meno quanto a coinvolgimento ed emozione, solo di dimensioni più piccole e uno soltanto!

Siamo giunti al terzo e ultimo giorno a Singapore. A piedi, non senza difficoltà, raggiungiamo il mitico Raffles hotel che è in rifacimento e pertanto la visita è un po’ ridotta. Tuttavia la sala del bigliardo, dove la leggenda narra che sia stata uccisa una tigre, è visitabile dalle 11, ora in cui si inizia a servire il famoso Singapore Sling che lì ha visto gli albori. Ovviamente decidiamo di assaggiarlo accompagnato da gustose, quanto minuscole, noccioline americane. Proprio di fronte all’hotel c’è la bianchissima Cattedrale di Sant’Andrea che visitiamo e adiacente ad essa troviamo una fermata della metro. A proposito, se si conserva e si riutilizza lo stesso biglietto, alla sesta corsa c’è un sconto del 10 per cento. Nelle macchinette automatiche è ben evidenziato lo spazio dove riporre il biglietto riciclato! La nostra prossima fermata è Harbour Front per poter proseguire verso l’isola di Sentosa. Ci dirigiamo verso la biglietteria della Cable Car, non è molto segnalata occorre chiedere informazioni, ma il prezzo, decisamente troppo alto per il tragitto da percorrere, ci fa optare per la monorotaia Sentosa Express: coloratissima, veloce, frequente e easy! Sentosa non ha nulla di particolare, è solo un’isola del divertimento, ma va vista tanto per farsi un’idea del luogo. Merita la visita il gigantesco Merlion circondato da fontane e la strada alle spalle che conduce alle spiagge è il trionfo del kitch! Facciamo il percorso a ritroso e scendiamo al Marina Bay Sands hotel: è noto che non si può accedere alla Infinity pool se non si è ospiti dell’hotel! Il panorama si può comunque ammirare o dalla piattaforma panoramica, che abbiamo scartato perché esposta completamente al sole, o da un bar leggermente più in alto rispetto alla piattaforma dove i raggi del sole sono schermati da grandi ombrelloni rossi. Vista sicuramente fantastica e meritevole di nota!



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