Vacanza nel sud della Tunisia: benvenuti alla fine del mondo

Appunti di viaggio, brevi consigli e qualche curiosità su Djerba e il Sahara tunisino
 
Partenza il: 27/05/2013
Ritorno il: 03/06/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

A parte la sera dello spettacolo tunisino, con buffo fachiro e immancabile danzatrice del ventre (dalle sembianze molto occidentali, per la verità), l’equipe d’animazione ha curato anche gli spettacoli serali. Apprezzabile il coinvolgimento degli ospiti, soprattutto dei bambini, mai forzato. Gli spettacoli autoprodotti non sono stati da noi particolarmente apprezzati, ma credo che se avessero soddisfatto i nostri gusti (Ibsen, Pirandello, Ionesco) la gran parte dei clienti avrebbe abbandonato il villaggio col primo volo disponibile. Forse anche a nuoto…

Evirerei solo una cosa: quello stucchevole saluto di benvenuto con tutti i ragazzi schierati sulle due ali, all’ingresso del ristorante. Non ce n’è bisogno, basta il profumo dei piatti per solleticare l’appetito.

Spiaggia

Larga e lunga la spiaggia di sabbia chiara e fine come il borotalco. Voto molto alto. Buona la pulizia.

Il mare, per i primi giorni, era piuttosto fresco (soprattutto per il vento che sferzava con una certa continuità). Quando la temperatura dell’aria si è leggermente alzata (28-29 gradi), e il vento si è calmato, è tornata a tutti la voglia di buttarcisi dentro.

Bellissimo il suo colore verde smeraldo, innervato (ma non rovinato) da qualche striatura di alghe. Gli ultimi due giorni ho nuotato bene, abbiamo pagaiato sul kajak con pessimi risultati (ma la colpa non è del mare), ed abbiamo passeggiato sulla spaziosa battigia come una vera coppia di innamorati. Miracoli di Djerba!

Ho trovato personalmente suggestivo il frequente passaggio di cavalli e dromedari sulla riva, con relative insistenti offerte di passeggiate da parte di procacciatori locali (vi è una fascia demaniale su cui l’hotel non ha giurisdizione e deve consentire a chiunque il passaggio). Alla fine abbiamo ceduto anche noi, ed è stato emozionante vedere tramontare il sole su quel meraviglioso pezzo di mediterraneo a dorso di dromedario. Un consiglio: se cederete anche voi alla proposta di salire su questo docile ma altalenante animale, prestate attenzione al momento del “decollo” (una conoscente anziana è franata sulla sabbia miseramente, senza danni collaterali, per fortuna), e alla seduta (qualcuno scivolava in continuazione, e quindi ha dovuto fare pressione continua con le cosce, con poco agio quindi nell’andatura; qualcun’altra (di mia strettissima conoscenza…) batteva l’osso sacro contro un fermo metallico sporgente dalla sella, con annessa escoriazione finale. Inoltre, l’andatura altalenante favorisce la peristalsi: attenzione, all’atterraggio, ai rumori incontrollati…

Malgrado tutto questo, comunque, è un’esperienza da fare, soprattutto in coppia (divertente ed intima ad un tempo). Il tariffario è assolutamente arbitrario: noi abbiamo speso 50 euro in due per una passeggiata di oltre due ore (con assaggio finale anche di cavalcata), cedendo alle offerte di personale bazzicante all’interno della struttura (e sostanzialmente appoggiato dal gestore del villaggio). Altri hanno accettato proposte provenienti da vari tizi che, come instancabili tergicristalli, spazzolavano ad ogni ora la battigia con i loro quadrupedi misti (ho visto un tipo tenere al guinzaglio contemporaneamente due dromedari e tre cavalli!). è verosimile che abbiano spuntato prezzi migliori, ma non ho idea se il servizio (durata, in particolare) sia stato paragonabile al nostro.

In definitiva, spiaggia e mare, forse, non sono comparabili a quelli delle Maldive e dei Caraibi, dove non siamo mai stati, o delle isole dell’Oceano indiano, dove siamo stati, ma non c’è dubbio che il mare di Djerba ha il suo perché. Dona l’ebbrezza della vacanza estiva al mare, senza lo stress dell’eccessivo caldo, vista la perenne ventilazione. Probabilmente il mese di giugno è quello ideale per viverlo completamente, calando i giorni di vento e alzandosi la temperatura dell’acqua. Ma anche nella nostra settimana di fine maggio, ripeto, abbiamo goduto di tanto sole e di belle nuotate. Era quello che volevamo.

Escursioni

Sono state il fiore all’occhiello della vacanza. Prediligiamo sempre posti che conciliano relax, buon cibo per il corpo, e buon cibo per la mente, e la vacanza a Djerba sembrava poterci consentire tutto questo. Così è stato.

Il tour operator si avvale di organizzatori locali per proporre alcune escursioni all’interno della Tunisia. Ce ne sono di varie durate e per vari gusti. Noi abbiamo scelto la mezza giornata di visita all’isola e la due-giorni di visita al deserto.

Visita dell’isola di Djerba (costo 30 dinari/persona)

Un affollato pullman ci imbarca subito dopo pranzo alla volta del “ponte romano” di El Kantara: più che un ponte, una diga, comunque una infrastruttura di collegamento tra Djerba e il continente per le auto e per l’acqua potabile (molto spesso le tubazioni dell’acquedotto in Tunisia sono a cielo aperto).

Visto il ponte, ci si dirige a Guellala, centro famoso per l’artigianato delle ceramiche. Siamo accolti all’interno di un negozio, molto fornito di anticaglie varie e vasellame anche di buona fattura, con incluso nel prezzo vasaio che modella la ceramica con indubbia maestria (e simpatia). Essendo il primo contatto con questo genere di prodotti (nella settimana gli articoli di ceramica ci usciranno letteralmente dalle orecchie) ci muoviamo circospetti senza acquistare nulla, e ce ne pentiremo (certe anforette di terracotta che ci piacevano non le ritroveremo più).

Sempre a Guellala visitiamo il musee du patrimoine, un museo ben organizzato e dalla bella architettura mediterranea, con statue di cera perfettamente riprodotte e in cui ogni stanza riproduce le attività svolte dai tunisini che si incentrano, come momento culminante, nella preparazione del matrimonio.

Quindi, visita alla più antica sinagoga d’Africa a Er-Riadh, nel baricentro dell’isola. Piccolo ma interessante luogo di culto, molto ben tenuto, che ospita una delle più antiche pagine della Torah esistenti al mondo. Ci si entra scalzi e con copricapo (chi non ne è dotato, ne viene fornito sul posto). La guida che ci accompagnava, nel magnificarlo, si è ben guardata, però, di ricordare che è stato teatro di un sanguinoso attentato terroristico da parte di Al-Qaida nel 2002. Ho dovuto, per la verità, verificare nel corso della vacanza che, per ovvi motivi, né il personale dell’hotel, né le guide locali che ci hanno accompagnato nei mini tour hanno accennato alle turbolenze politico-religiose che hanno caratterizzato la recente storia della Tunisia (da ricordare anche l’attentato alla sinagoga di El Hamma nel 2011), e che non sembrano completamente sedate oggi (la settimana prima della nostra partenza c’erano stati scontri tra polizia e islamici salafiti a Kairouan).

Guarda la gallery
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museo di Guellala

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ghorfas di Medenine

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mare di Djerba

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oasi di montagna di Chebika

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dune nel sahara grande erg

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dromedari nel sahara

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grande lago salato Chott El Jerid



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