USA & CANADA: a tale of two countries

Siamo appena tornati da un bellissimo viaggio negli Stati Uniti e Canada (11-29 agosto): ecco i dettagli del nostro itinerario: BOSTON: qui abbiamo passato le prime 3 notti. Arrivati con un volo Alitalia via Roma: il primo sorriso si scioglie quando ritiriamo le valigie, spedite direttamente da Linate nonostante le preoccupazioni legate alllo...
Scritto da: andrea1970
usa & canada: a tale of two countries
Partenza il: 11/08/2007
Ritorno il: 29/08/2007
Viaggiatori: fino a 6

Attraversare il confine è stato facilissimo: nonostante fosse domenica totale assenza di coda (mentre a rientrare…Km di auto in fila) e soprattutto poche domande di rito in dogana: sembra che i canadesi siano contenti di farti entrare nel loro paese…

Da Niagara Falls imbocchiamo l’autostrada e dopo 140 km, con un limite assurdo di 100 orari, arriviamo a Toronto.

TORONTO Toronto è la prima città canadese che vediamo. Ci arriviamo all’imbrunire e già in lontananza si nota nella skyline cittadina la Canadian Tower (535 metri di altezza) che svetta incontrastata. La città appare moderna, di impostazione americana e non eccessivamente grande. Dopo una buona oretta a cercare un hotel (non abbiamo una prenotazione ed è tutto strapieno) troviamo “rifugio” al Four Seasons: qui c’è posto, immaginate da soli il perchè…

Anyway, non vogliamo perderci nemmeno un minuto della night-life torontina e dopo una breve sosta ai (lussuosi) box siamo già in giro alla ricerca di un posto carino per bere un paio di drink. Alla fine troviamo un bar con terrazza vicino al FS dove riusciamo anche a mangiare uno stuzzichino. L’atmosfera è molto rilassata e ci verrebbe voglia di fermarci un pò più a lungo a conoscere la città.

L’indomani facciamo un giro nel quadrilatero del centro intorno a Yonge St e Front St. In città c’è fermento, giocano i Toronto Blue Jays di baseball. Seguiamo la fiumana di gente che si muove verso lo stadio (Rogers Center, fantastico impianto con il tetto retraibile) e ci troviamo ai piedi della CN Tower. Dopo quasi un’ora di coda (e 25 dollari canadesi!!! cosa dovrebbe costare allora una visita al Colosseo???) saliamo in ascensore fino al primo livello panoramico (circa 325 metri): andare più in alto costa ancora di più e, soprattutto, devi fare un’altra ora di coda. 325 metri possono bastare: la vista è fantastica e anche la visibilità è buona. Al nostro piano c’è inoltre la possibilità di camminare su un pavimento trasparente: a dirlo così sembra una boiata, ma vi assicuro che un pò di strizza ti viene mentre fai il passo..”nel vuoto”.

Scesi dalla torre ci rilassiamo un pò al sole nella zona dell’Harbourfront, un elegante quartiere con bei palazzi moderni affacciati sul lago Ontario.

Il nostro tempo a Toronto volge al termine: torniamo in hotel a prendere l’auto, si parte per Montreal.

MONTREAL Da Toronto a Montreal sono circa 540 km: noi li abbiamo spezzati due tappe (fermandoci a mangiare a Kingston e a dormire in motel Travelodge lungo l’autostrada nei pressi di Brockville). La sosta notturna ci consente di arrivare a Montreal l’indomani verso ora di pranzo. Per evitare di finire nuovamente al Four Seasons, questa volta abbiamo prenotato con Expedia, scegliendo l’Hotel Du Fort. Una piacevole sorpresa, tre stelle per un hotel del genere sono decisamente riduttive. La stanza è grande (letto grande e comodissimo), il bagno estremamente pulito e lo staff è molto cordiale, il tutto per 93 € la doppia.

Montreal è davvero carina: la zona del vecchio porto è incantevole e molto caratteristica. Si sente, e si vede, che siamo nel Canada francofono. Non male nemmeno il Quartiere Latino. Non riusciamo a vedere il circuito di F1 però..

A Montreal (così come a Toronto) per ripararsi dalle gelide temperature invernali (dicono arrivi anche a – 30!!) hanno costruito una sorta di città sotterranea, con tanto di negozi e centri commerciali, consentendo così alla popolazione di camminare con tranquillità in centro città senza il rischio di finire assiderati. Idea geniale: i sottopassaggi sono climatizzati d’estate e riscaldati d’inverno, ben illuminati e sempre telesorvegliati. Il che significa sicurezza abbinata a comodità, non male. Lasciamo Montreal con un pò di nostalgia ma anche con la voglia di arrivare nel Maine il, più presto possibile. Avvertiamo l’esigenza di riposarci un pò: in questi primi 11 giorni avremo camminato una media di 8-10 km al giorno e la fatica inizia a farsi sentire Vermont, New Hampshire e finalmente PORTLAND (MAINE) Il viaggio di ritorno verso gli Stati Uniti è stato bellissimo: tempo splendido e poco traffico, strade meravigliose e panoramiche. Da quanto avevamo letto nelle guide ci aspettavamo alla frontiera qualche ora di attesa prima che la polizia, a causa della scrupolosa osservanza dell’Homeland Security Act, ci permettesse di oltrepassare il confine: invece non abbiamo avuto nessun problema, qualche domanda di rito, tanta gentilezza e addirittura il poliziotto che ci ha fornito delle indicazioni per iscritto per raggiungere la nostra destinazione. Che popolo questi americani..

Aldilà del confine canadese sei subito il Vermont: neanche a dirlo, verde dappertutto, specchi d’acqua e spazi aperti; pochissime case o villaggi. Pochi Km e sei nello New Hampshire: se possibile il paesaggio è ancora più bello! Ci fermiamo in un’area di sosta in autostrada ed ammiriamo un panorama da cartolina di un lago immerso nel verde. Man mano che ci avviciniamo alle White Mountains il paesaggio diventa più di montagna: bellissimi i cottage ed i B&B che sorgono a lato della strada, sarebbe bello fermarsi a dormire ma la nostra mission è quella di arrivare nel Maine il più presto possibile. Con le baguette e i salumi comprati a Montreal ci fermiamo alle prime ombre della sera per un pic-nic in una stazione sciistica qualche km dopo di Bretton Woods, storico luogo in cui si è tenuto il vertice economico mondiale post-bellico voluto da Roosevelt. Mangiamo all’ombra di una seggiovia e fa piuttosto freschino, ma è divertente.

Ci rimettiamo sulla nostra Chevrolet Trailblazer e puntiamo diretti verso Portland, dove arriviamo verso le ore 22, dopo aver percorso, da Montreal, più di 420 Km.

L’oscurità, l’assoluta mancanza di conoscenza della città e forse un pò di stanchezza ci impedisce di trovare una sistemazione decente per la notte: così finiamo in un orrido motel (Quality Inn Motel & Suites), per la non modica cifra di 149 USD!! La nostra stanza avrebbe dovuto essere una “suite”, ma di lussuoso aveva veramente poco: abbondavano, in verità, ragni e ragnatele.

Dopo una notte tutt’altro che memorabile, alla mattina ci rechiamo ad Old Orchard Beach, nei pressi di Portland per cercare una soluzione migliore. Alla fine, dopo quasi tre ore di ricerche e plurime ispezioni e sopralluoghi di stanze (fregati una volta va bene, due sarebbe stato troppo) optiamo per l’Atlantis Motel, che ci sembra ragionevolmente pulito e, soprattutto, a due passi (letteralmente) dall’oceano. Lo staff del motel è estremamente gentile ed ospitale, gli altri ospiti del motel sono quasi tutti canadesi. Finalmente, l’agognata spiaggia! C’è il sole ma soffia un pò di vento: come previsto l’acqua è gelida ma alla fine della vacanza riuscirò a vincere ogni timore e concedermi diversi bagni.



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