Ungheria

UNGHERIA 2007 Appunti di viaggio di Maurizio Moroni e Stefania Dantini Per la preparazione del viaggio ci si siamo avvalsi: • Di appunti di viaggio vari scaricati dal sito "turismoitinerante.it" • dei due numeri speciali di "Bell'Europa" sull'Ungheria; • delle guide Lonely Planet della Slovenia e dell'Ungheria • della Guida Oro...
 
Partenza il: 28/07/2007
Ritorno il: 26/08/2007
Viaggiatori: in coppia

UNGHERIA 2007 Appunti di viaggio di Maurizio Moroni e Stefania Dantini Per la preparazione del viaggio ci si siamo avvalsi: • Di appunti di viaggio vari scaricati dal sito “turismoitinerante.It” • dei due numeri speciali di “Bell’Europa” sull’Ungheria; • delle guide Lonely Planet della Slovenia e dell’Ungheria • della Guida Oro (Touring Club) di Budapest; • del materiale fornitoci (per posta, visto che sta a Milano) dall’Ufficio del Turismo Ungherese; • del materiale reperito su vari siti Internet e sulle riviste specializzate (“Bell’Europa” e “Plein Air”) • del materiale tratto dalle pubblicazioni del Touring Club “Europa, città da scoprire” e “Regioni e mete in Europa”. Equipaggio: Maurizio Moroni (60), Stefania Dantini (55) Autocaravan: Aiesistem Project 100 Periodo: 28 luglio – 26 agosto 2007 Premessa: ci proponevamo, in questo viaggio, di visitare la Slovenia (conoscevamo solamente Lubijana e le terme di Čatěz) e, fondamentalmente, l’Ungheria (in precedenza breve visita a Budapest); le avverse condizioni atmosferiche incontrate sia all’andata che al ritorno in Slovenia ed il protrarsi del soggiorno in Ungheria hanno limitato il viaggio essenzialmente a quest’ultima (a parte la sosta rigeneratrice a Čatěz). Il percorso in Ungheria, più o meno circolare in senso antiorario doveva soddisfare, oltre agli ovvii interessi di ogni viaggiatore (paesaggi, città d’arte, musei, escursioni, …) anche interessi enogastronomici e di architettura Liberty, di cui siamo appassionati; pertanto la scelta delle località è stata fatta tenendo in considerazioni anche (o soprattutto) questi ultimi. 28 luglio: Partenza Partenza da Roma, pernottamento in autostrada: area di servizio Calstorta, sulla A4 (Venezia – Trieste).

29 luglio: Verso Kranjsca Gora Partenza per Gorizia. Visita al Castello (interessante) e a Piazza Transalpina, la piazza della stazione ferroviaria che è metà italiana metà slovena, la città è infatti divisa a metà (Gorizia e Nova Gorica) con molti passaggi pedonali (con le auto occorre passare il confine a Sant’Andrea); poi partenza in direzione di Bled, costeggiando l’Isonzo (Soča) e passando per il Triglav (Monte Tricorno).

A Nova Gorica inizia il percorso lungo l’Isonzo, passiamo per Kanal (spiagge vicino al piccolo campeggio), Tolmin, Kobarid, Bovec, Soča, Trenta (la strada sembra chiusa dal Triglav, che si para davanti imponente), Il fiume è bellissimo; tra Soča e Trenta molte organizzazioni di rafting. A Trenta due campeggi di montagna piccoli e tranquilli.

Si prosegue per il passo del Vršic, 47 tornanti di cui la metà per arrivare al passo l’altra metà per scendere a Kranjsca Gora (interessante solo per chi ama gli sport invernali). A metà della discesa interessante la Cappella dei Russi (piccola cappella in legno in mezzo ad un bosco). Pernottamento al campeggio Špik di Kranjsca Gora.

30 luglio: verso l’Ungheria fuggendo dal maltempo Partenza dal campeggio, piove e non si può scendere dal camper, quindi decidiamo di proseguire verso Bled. Arriviamo che piove a dirotto e decidiamo di proseguire per Čatěz /Zagabria e di ritornarci al ritorno sperando in un tempo meno inclemente. Comunque arriviamo all’ingresso del campeggio, che, nonostante i tanti camper che abbiamo visto venire in senso opposto, sembra pieno. Forse tornavano indietro perché non avevano trovato posto? Da Bled vorremmo fare una strada laterale meno trafficata, ma a Radovlijca ci sono molti divieti e non riusciamo a traversarla. Torniamo sulla statale e ci becchiamo il traffico.

A Lubijana piove anche più forte: speriamo bene. Proseguiamo per Zagabria ma piove ancora e ci dirigiamo in Ungheria. Passiamo il confine a Gorican e ci fermiamo nella prima cittadina: Nagykanisza per prelevare fiorini. L’ingresso in Ungheria è caratterizzato da un accentuarsi dei colori delle case e dei tanti manifesti pubblicitari coloratissimi.

Siamo diretti a Pecs ma è troppo lontana e consultando la mappa dei campeggi troviamo Nagyatád dove arriviamo alle 20. Il campeggio è quasi vuoto, piazzole ben delimitate da siepi, ottimi servizi (come quasi tutti quelli della catena Castrum), svariate piscine termali scoperte e coperte, impianti sportivi, ma parlano solo ungherese e tedesco! Comunque riusciamo a farci capire a gesti.

31 luglio: Verso Szeged passando per Villany Stamattina Maurizio ha acceso la stufa. Fuori c’erano 11°! Poi l’aria si è scaldata. La giornata è soleggiata, senza una nuvola (stavano ancora tutte in Slovenia e Croazia?) Riprendiamo la strada 68 verso Barcs che dista una 40ina di km. Tipica zona agricola con case ad un piano in fila lungo la strada. Verso Pécs. Periferia grande zona commerciali con Tesco aperto 24h. A Pécs parcheggiamo facilmente (ma il nostro camper è solo 5,5 m) a ridosso del centro. Un francese con un motorhome lo troviamo nella piazza principale. Pranzo al Dom in Kiraly ùtca e visita secondo Guida Verde Touring, poi verso Harcány quadrilatero verde e intorno case e negozi. Il campeggio è un po’ oltre l’ingresso delle piscine che sono tutte scoperte e il sole nel frattempo si è nascosto dietro le nuvole. Decidiamo di andare a Villány praticamente una strada con cantine lungo i lati, per assaggiare i famosi rossi barricati. Ogni cantina fa assaggiare (a pagamento) i suoi e noi non abbiamo indicazioni di quali sono le migliori. Ci fermiamo a caso, assaggiamo due rossi: un Portugieser e un Cabernet Sauvignon del 2001, molto tannico, che non vale i 5000 ft a bottiglia; Rimaniamo un po’ delusi e non compriamo nulla. Proseguendo nell’itinerario abbiamo poi scoperto che in realtà ci sono marchi di vini di Villány abbastanza buoni (ad esempio Teleki). Andiamo verso Szeged e ci dirigiamo a Baja per la notte, ma il campeggio segnalato nella guida di Plein Air e prontamente trovato grazie al tom tom è chiuso per restauro. Non ci resta che dirigerci direttamente a Szeged, dove sempre grazie al tom tom troviamo il Napfeny un motel-camping, dove per fortuna la reception è quella di un albergo quindi sempre aperta (siamo arrivati che erano le 21 passate). Il camping è un po’ desolato, praticamente vuoto eccezion fatta per la zona dei bungalow (evidentemente negli anni passati era una specie di colonia) ma i servizi sono abbondanti e puliti e poi domattina saremo già in città. 1° agosto: Szeged e Gyula Arrivati a Szeged chiediamo informazioni sul parcheggio in città, che è permesso dovunque ma occorre comprare un ticket acquistabile in negozi ed edicole. Infatti compriamo un tagliando all’edicola, dove con l’aiuto di un ragazzo che parla italiano e mi fa da interprete con la giornalaia, vengo a sapere che è possibile acquistare tagliandi da ¼ d’ora o intera giornata a 940 FT. Scegliamo quest’ultimo.



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