Una settimana in Marocco

Un viaggio itinerante alla scoperta delle quattro città imperiali e qualche imperdibile aggiunta
Scritto da: daveraffa
una settimana in marocco

Diario di viaggio di una settimana in Marocco.

Giorno 1 (03/05/2022)

Partiamo da Torino Caselle con il volo diretto delle 19:45, il tempo di viaggio è di circa 3 ore. Arrivati a Marrakech, dopo aver passato le formalità doganali, siamo attesi dal driver prenotato tramite il nostro riad, che ci porta nello stesso. Qui veniamo accolti subito con del tè alla menta (che sarà una presenza fissa per tutto il viaggio), e andiamo a dormire.

Giorno 2 (04/05)

La giornata inizia con un tour con una guida ufficiale, prenotata tramite il riad. La guida ci porta all’interno dei vicoletti del souk, dove gli artigiani iniziano ad aprire le loro botteghe, e facciamo tappa alla Madrasa di Ben Youssef, l’antica scuola coranica (ingresso 20 Dh). La scuola merita assolutamente una visita, l’edificio è a dir poco spettacolare. Il giro continua nei souk della parte nord della medina di Marrakech; quindi, passiamo accanto alla moschea Koutoubia con il suo imponente minareto (nella quale però i non musulmani non possono entrare), costeggiamo la Kasbah, dove si respira una tranquillità decisamente insolita se paragonata alla vivacità dei souk, e terminiamo nella piazza Jemaa el-Fnaa.

Per pranzo andiamo da Chez Progress, a pochi minuti a piedi dalla piazza. Nel pomeriggio visitiamo il Palais El Bahia (70 Dh), quindi, dopo una breve sosta al riad, decidiamo di ammirare il tramonto su Jemaa el-Fnaa dalla terrazza del Café Glacier. È a quest’ora che la piazza cambia completamente volto: ai pochi banchetti e incantatori di serpenti presenti durante il giorno, si aggiungono tantissime bancarelle di street food, cantastorie, artisti di strada, e chi più ne ha più ne metta.

Giorno 3 (05/05)

Al mattino ci dirigiamo a piedi verso i Jardins Majorelle, un bel po’ di strada da Jamaa el-Fna, ma ne approfittiamo per rinfrescarci nel carino Cyber Park, e per fare due passi nella Ville Nouvelle. I giardini (120 Dh) comprendono piante provenienti dai 5 continenti, sono ottimamente curati e garantiscono un ottimo rinfresco in giornate calde come questa (30 ºC circa). Dopo la visita, torniamo in piazza in taxi e optiamo per un pranzo dal Restaurant El Bahja, sempre nei pressi della piazza. Dopo pranzo visitiamo le Tombe dei Saaditi (70 Dh) e torniamo a perderci nei souk, prima in quelli a sud di Jemaa el-Fnaa, poi in quelli a nord. Dopo un altro aperitivo al Café Glacier, cena con due ragazzi (conosciuti sul volo dell’andata) al Souk Kafé.

Giorno 4 (06/05)

In mattinata prendiamo un treno che da Marrakech ci porta a Rabat in circa tre ore e mezza. Arrivati a Rabat, dopo aver fatto il check-in nel nostro riad, ci mettiamo subito in marcia per visitare le attrazioni principali della città, ossia la Kasbah des Oudayas (purtroppo i giardini andalusi erano in ristrutturazione), con la sua vista aperta sull’oceano Atlantico, su Salé e la foce del fiume Bou Regreg, la Torre di Hassan e fare un giro nel mercato degli artigiani. Quindi, dopo una breve sosta tè al Café Maure, scendiamo in spiaggia per ammirare il tramonto.

Giorno 5 (07/05)

Anche questa mattinata prevede un altro trasferimento in treno, stavolta più breve: in due ore raggiungiamo Meknès. Una volta fuori dalla stazione, l’avventura più grossa è quella di raggiungere il riad (situato nella medina) con il taxi. Anche il tassista ha avuto momenti di confusione, ma dopo qualche peripezia riusciamo ad arrivare a destinazione.

Dopo il check-in, nonostante la giornata caldissima visitiamo prima il Mausoleo di Moulay Ismail (70 Dh) e quindi il museo Dar Jamai (30 Dh), che colpisce particolarmente per il palazzo nel quale è inserito, oltre che per il tema del museo stesso (strumenti musicali e storia della musica del Marocco, ma a quanto abbiamo capito di tanto in tanto il tema del museo varia). Purtroppo, in città sono in corso grossi lavori di restauro e non è possibile vedere la porta Bab el Mansour, così come la città imperiale. Quindi, dopo esserci persi nei souk traboccanti di gente, ceniamo in riad.

Giorno 6 (08/05)

Per la difficoltà nell’organizzazione degli spostamenti di questa giornata, abbiamo deciso di affidarci ad un driver prenotato tramite il riad a Meknès. Il costo è stato sicuramente maggiore rispetto a spostamenti con i mezzi pubblici, ma abbiamo risparmiato diverse ore tra cambi di autobus, taxi, ecc, e abbiamo potuto vedere le cose con i nostri tempi.

La giornata parte alle 10 alla volta del sito archeologico di Volubilis, uno degli avamposti più remoti dell’Impero Romano. La visita (senza guida, 70 Dh) richiede circa due ore (sotto il sole cocente), ma ne vale sicuramente la pena. Sembra di fare un salto indietro nel tempo, ed è sbalorditivo come alcune strutture (ad es. le colonne) o i mosaici abbiano resistito per tutto questo tempo.

Da Volubilis con poca strada raggiungiamo la cittadina di Moulay Idriss Zerhoun, molto caratteristica. Qui è praticamente impossibile non accettare richieste di aiuto nel trovare le terrazze panoramiche con vista sulla cittadina, e noi abbiamo deciso di affidare le nostre sorti ad un gruppo di ragazzini. Da Moulay Idriss il lungo viaggio in auto (circa tre ore e mezza) prosegue fino a Chefchaouen, dove arriviamo giusto in tempo per ammirare un tramonto mozzafiato sulla città, dall’altura circostante (dove è situata la moschea spagnola), raggiungibile in circa mezz’ora a piedi dalla piazza principale.

Quindi facciamo un primo giro per le stradine di Chefchaouen, prima di andare a cena al Cafe Clock, dove viene suonata ogni sera musica dal vivo.

Giorno 7 (09/05)

La mattinata è dedicata all’esplorazione di Chefchaouen, che è sì molto turistica, ma è altrettanto sorprendente come prima delle 12 sia praticamente deserta (infatti molti la visitano in giornata con le gite organizzate in bus). Il centro del paese è una serie di vicoli sali-scendi tutti dipinti di colore azzurro/blu. La cosa migliore è girarla da soli senza una destinazione ben precisa (essendo piccola è praticamente impossibile perdersi): solo in questo modo si riescono a scoprire scorci davvero molto interessanti.

Dopo un pranzo letteralmente al volo, prendiamo un petit taxi che ci porta alla stazione dei bus, da dove prendiamo il bus CTM delle 15 per Fès. Il viaggio è abbastanza provante (quattro ore e mezza), ma i paesaggi che si attraversano valgono il prezzo del biglietto. Arrivati a Fès, un taxi ci porta nel nostro riad (all’interno della medina, quindi taxi necessario vista la distanza della stazione CTM dalla medina).

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