Un weekend lungo in Marocco, tra Fès e Chefchaouen

Un breve tour alla scoperta di Fès, della perla blu del Marocco - Chefchaouen - e una toccata e fuga a Meknès
 
Partenza il: 18/04/2019
Ritorno il: 21/04/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Il nostro weekend a Fès è stato una toccata e fuga durata per l’esattezza 2 giorni e mezzo; non mi sono tuttavia accontentata di visitare questa cittadina nel nord del Marocco, trasformando queste 2 giornate abbondanti in un piccolo tour: da Fès a Chefchaouen, da Chefchaouen a Meknès e da Meknès a Fès.

Aprile 2019 è stato un mese anomalo nel nord del Marocco, caratterizzato da temperature più basse rispetto alla norma, con massime di 20° e minime di 15°.

Originariamente l’intenzione era quella di noleggiare una macchina per essere autonomi negli spostamenti, ma dato il poco tempo a disposizione abbiamo invece optato per un autista privato, prenotato direttamente in loco presso il riad di Fès.

Per quanto riguarda i pernottamenti abbiamo scelto di soggiornare nei riad, antiche abitazioni tradizionali marocchine riconvertite in strutture ricettive per i turisti.

FÈS

Fès è una delle 4 città imperiali del Marocco – le altre 3 sono Marrakech, Rabat e Meknès – e si suddivide nella Città Nuova, Fès el-Jedid e nella Città Vecchia, Fès el-Bali.

Avendo un solo giorno da dedicarle, abbiamo scelto di visitare esclusivamente la Città Vecchia pernottando presso il riad Damia, all’interno delle mura della Medina; una struttura incantevole che si sviluppa attorno al tradizionale patio centrale arredato in un sontuoso stile marocchino e perfetto per scattare foto d’effetto. Le camere sono altrettanto tipiche, rivestite dagli zellige, le caratteristiche piastrelle in ceramica che decorano pavimenti e pareti con colorati mosaici.

La principale attrattiva della Città Vecchia, Fès el-Bali, è la sua Medina: patrimonio Unesco, costituita da più di 9.000 labirintici vicoli, questa è la Medina più grande dell’Africa.

Dalla Porta Blu Bab Bou Jeloud si accede all’interno delle mura e da questo momento, senza una guida, conviene abbandonare ogni programma; la Medina ti inghiottisce e il navigatore perde il segnale man mano che ci si addentra nei suoi vicoli.

La zona più battuta dai turisti si concentra attorno alla Porta Blu, con una miriade di bancarelle di spezie e dolciumi, botteghe di artigiani e negozietti di pelletteria e ceramiche, in un’esplosione di colori e scene di vita locale.

Tuttavia la tentazione di esplorare gli angoli più nascosti è allettante e in un attimo ci si ritrova persi. E’ nei meandri della Medina che si assiste ad uno spaccato di autentica vita marocchina, sbirciando con discrezione all’interno delle case dalle finestre o dalle porte lasciate aperte. La maggior parte delle abitazioni sono piuttosto fatiscenti, ma caratterizzate da sontuosi portoni d’ingresso.

DA NOTARE: se ci si perde nella Medina sarà estenuante ritrovare in autonomia la via per la Porta Blu; in compenso troverete sempre qualche marocchino che si offrirà di aiutarvi. Puntualmente il percorso che vi farà fare per tornare al punto di partenza sarà più lungo e tortuoso del dovuto. E’ un trucchetto che loro utilizzano per farsi pagare una cifra più alta per il servizio reso.

Nei dintorni della Porta Blu si trovano la Madrasa Bou Inania e le concerie di Chouara, due delle principali attrattive di Fès.

La Madrasa Bou Inania è una scuola coranica che comprende anche la residenza per gli studenti e la moschea. E’ possibile visitare solo il cortile, con le sue altissime pareti rivestite di marmo e colorati mosaici, i portoni intarsiati e il bellissimo soffitto in legno di cedro.

Come per tutte le moschee a Fès, essendo anche la Madrasa un edificio religioso, non è possibile per i turisti accedere all’interno.

Le concerie di Chouara sono indubbiamente uno dei luoghi iconici e più antichi della città. Costruite nel Medioevo, qui – dopo 1000 anni – vengono ancora trattate le pelli di mucca, pecora, capra e cammello, secondo gli stessi procedimenti ereditati dalla tradizione.

Durante la visita si osservano i processi di lavorazione dalle terrazze dove le pelli vengono stese ad asciugare dopo la tintura. Dall’alto lo scenario è d’impatto: le pelli vengono tinte all’interno delle cisterne ad alveolo con sgargianti colori ricavati dalle piante – zafferano per il giallo, papavero per il rosso, cedro per il marrone, menta per il verde – e vengono poi utilizzate per produrre i più svariati articoli di pelletteria, tra cui anche le tipiche e colorate babouches.

Tutt’intorno le abitazioni color ocra incorniciano le tinozze, rendendo questo luogo ancora più suggestivo.

Le ore scorrono veloci tra il perdersi nella Medina e lo shopping di souvenirs e in un attimo è sera.

DA NOTARE: non tutti gli hotel e i riad di Fès consentono di cenare, molti offrono solo la colazione. I ristoranti sono concentrati nella Città Nuova, Fès el-Jedid. All’interno della Medina sono presenti quasi esclusivamente localini dove fare uno spuntino o al massimo pranzo, che però chiudono la sera.

L’unico ristorante dove siamo riusciti a cenare all’interno della Medina – super gettonato – è il Fez Cafe at Le Jardin des Biehn; molto caratteristico ma anche molto turistico, la tajine è comunque ottima.

Il poco tempo a disposizione non ci ha permesso di vedere altro a Fès, come il Mellah, quartiere ebraico, la moschea al-Karaouine (dove comunque non si può accedere), il sito archeologico delle tombe Merenidi poco fuori dalla città.

Il nostro piccolo tour deve proseguire e la prossima tappa è una meta che ho a lungo sognato: Chefchaouen, la perla blu del Marocco.

CHEFCHAOUEN

Chefchaouen si trova a circa 230 km a nord di Fès e bisogna mettere in conto 4 ore di macchina per raggiungerla. Il limite di velocità sulle strade secondarie è di soli 60 km/h e il nostro autista – prenotato tramite il riad di Fès – è piuttosto rilassato alla guida. Inoltre a pochi chilometri dall’arrivo non siamo riusciti a resistere alla tentazione di sbirciare in un colorato e affollato mercato lungo la strada, dove abbiamo perso un’altra ora abbondante.

Tutta la mattina è trascorsa in macchina, ci rimane il pomeriggio da dedicare alla visita di questo gioiello blu, incastonato alle pendici delle montagne del Rif.

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Chefchaouen, la perla blu del Marocco



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