Un viaggio scattoso in Scozia

Sei amici appassionati di fotografia decidono di intraprendere un viaggio nelle Highlands e di vedere più posti possibile. Mete prescelte... quelle più fotogeniche
 
Partenza il: 30/09/2011
Ritorno il: 08/10/2011
Viaggiatori: 6
Spesa: 1000 €

Venerdì 30 settembre

È venerdì mattina, io, Amario, Leodelupis, Nephelim e la Secca ci incontriamo per decollare da Roma Ciampino alle 10.30 con un volo ryanair che, alla modica cifra di 165,00 €, promette di portarci dritti ad Edimburgo e riportarci a casa nove giorni dopo. Incontreremo Noeleen, il sesto elemento, solo domenica sera a Glen Coe.

Alle 12.50 arriviamo ad Edimburgo, ritiriamo le macchine noleggiate, un salto in ostello per lasciare le borze e via di corsa fuori a scattare: siamo qui per questo in fondo, ma non senza una meritata pausa per rifoccillarci ben bene nel primo pub scozzese sulla royal mile al quale, lo sapevamo da subito, sarebbero seguiti molti altri. Fa caldo, non ce l’aspettavamo, siamo partiti equipaggiati di panni da trekking invernale e la cosa ci preoccupa un po’, rimaniamo fuori fino a tardi, assetati di novità e felici di trovarci finalmente li, insieme… Edimburgo tra l’altro è una bellissima città, pullulante di vita e si presta a fotografare volti di passanti ed artisti di strada che ci affascinano forse anche di più delle innegabili bellezze architettoniche. Sperimentiamo, nel mio caso per la prima volta in assoluto, la guida a destra… Bèh, pensavo peggio, il cervello è un elaboratore così elastico e facilmente riprogrammabile che ci mette davvero poco a settarsi su nuove impostazioni. Cena in un locale che ha più l’aria di un pub americano che scozzese, ma la nostra dose quotidiana di schifezze è comunque assicurata…

Sabato 1 ottobre

Decidiamo di dedicare la mattinata ancora ad Edimburgo per visitare il castello, peccato per il cielo così grigio, sarà dura dargli un senso nelle foto che scattiamo… Mangiamo il nostro primo fish and chips in un piccolo locale gestito, ebbene si, da un ragazzo di origine napoletane. Non ci stupiamo più di tanto, sappiamo di aver invaso come italiani, nel bene e nel male, il mondo intero. Ripartiamo alla volta di Stirling, seconda tappa di questa meravigliosa vacanza. Lungo il viaggio ci fermiamo a vedere (e ovviamente fotografare) una partita di rugby e il famoso Forth Rail Bridge, ponte ferroviario di ferro rosso che attraversa il Firth of Forth. Anche Stirling ci piace molto, un aperitivo nel pub più caratteristico della cittadina e, dopo una breve passaggiata sotto una pioggia incessante, cena in un altro pub, poi di corsa a nanna che la sveglia suona sempre decisamente presto.

Domenica 2 ottobre

La mattinata la dedichiamo alla visita dello Stirling Castle, bellissimo e suggestivo ma a mio avviso troppo “finto”. Qui amano ricostruire anziché conservare, al contrario della scuola conservativa italiana che cerca di valorizzare anziché cancellare l’azione del tempo che passa, come parte del fascino di certi luoghi. Visitiamo anche la vicina chiesa di Holy Rude con accanto il suo cimitero, caratteristica per noi curiosa ma affascinante, di tutta la Gran Bretagna. Da li, partiamo alla volta di Glen Coe dove ci aspetta Noeleen, scozzese di origine e italiana di adozione, ScattoSa nell’anima, ribattezzata dalla Secca Mrs. McGranitt e adorabile compagna di viaggio, guida, interprete ecc… ecc… che non è riuscita a farci camminare come avrebbe voluto. Durante il viaggio ci fermiamo a visitare il Wallace Monument, raggiungibile tramite una discreta passeggiata in salita e parecchi gradini a chiocciola da salire. Ma ne vale la pena, la vista da lassù è mozzafiato, qualche foto all’Old Bridge e in tarda serata arriviamo a Glen Coe in tarda serata, io ahimé ho la febbre… Questo ostello è molto carino, immerso nelle campagne scozzese e decisamente accogliente come del resto sarebbero stati tutti quelli in cui abbiamo dormito e tutti parte della catena Syha.

Lunedì 3 ottobre

Mi sveglio con la febbre e la sensazione che sarebbe meglio starmene a letto. Ma è il pensiero di un attimo che viene subito scacciato di fronte alla prospettiva nefasta di perdere un giorno di Scozia. Si va a passeggiare su un piccolo lago, il profumo della pioggia e dei campi bagnati è in grado di guarire qualsiasi influenza. Di seguito decidiamo di andare a visitare una distilleria, dove producono il wiski, così caro agli scozzesi. La distilleria è a Fort William e si chiama Ben Nevis, purtroppo rimaniamo delusi da questo posto per il taglio eccessivamente turistico. Concludiamo la giornata nel piccolo e delizioso borgo di Fort William, dove cogliamo tra le altre cose l’opportunità di fotografare uno scenario da fiaba sotto un vivido arcobaleno, cosa che, ma ancora non lo sappiamo, capiterà di vedere spesso in questi giorni. Si fa la spesa per cenare in ostello ma la mia febbre, ahimé, continua e sono costretta ad abbandonare il gruppo se voglio recuperare delle energie per domani.

Martedì 4 ottobre

Sveglia alle 7.00 e partenza. Ops…. l’amara scoperta di una gomma bucata nella “macchina delle femmine”, i piani dovranno necessariamente subire dei rallentamenti ma nessuna paura: i nostri baldi uomini sanno come aiutarci e in men che non sia dica siamo di nuovo in viaggio… Direzione Ullapool dove resteremo per 3 notti, finalmente un po’ di “stabilità”. Lungo il viaggio ci fermiamo a fotografare una splendida spiaggia bianca ed altri angoli della costa atlantica incontaminati e bellissimi, se non facesse così freddo si potrebbe restare ingannati e pensare di essere ai caraibi. Arriviamo al viaggio al castello di Urquhart, che domina maestosamente il lago di Loch Ness. La mia speranza di incontrare ed accarezzare il mostro resta delusa e ci limitiamo ad ammirare le rovine di questo splendido castello. Anche questa giornata di conclude nel modo migliore: cena e birra in un caldo ed accogliente pub scozzese.

Mercoledì 5 ottobre

Ci aspetta forse la giornata più bella e intensa di tutta la vacanza anche se abbiamo passato molto tempo in macchina: gli spazi sono davvero ampi e la nostra voglia di vedere (e fotografare) più cose possibili è incontenibile. Partiamo alle 8.30, direzione costa nord, dove si arriva si arriva. Vediamo anche oggi spiagge fantastiche, animali per noi nuovi come la “mucca pelosa”, affettuosamente ribattezzata da Sara “il mucco”, pecore con la testa e le zampe nere, e poi paesaggi: campi sterminati e brulli, borghi di pescatori, cascate e un meraviglioso faro, a picco su una scogliera, dove per il vento non si riusciva a camminare ma da dove si ammirava una vista spettacolare su onde che di infrangono sulle rocce a spaccarsi schiumando l’aria. Il paradiso può attendere pensiamo, perché in fondo, per dei fotografi, c’è di che sentirsi stimolati ed appagati.



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