Un tuffo in Madagascar

Alla scoperta dell'affascinante Madagascar lungo la RN 7, poi verso l'isola della Reunion
Scritto da: moroli
un tuffo in madagascar
Partenza il: 19/07/2017
Ritorno il: 07/08/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Dormiamo nello stesso albergo di Tana, guardandoci bene di varcare la soglia esterna, e la mattina dopo ci facciamo accompagnare all’aeroporto dopo prendiamo il volo per l’isola di Reunion. Qui siamo in Europa, non solo formalmente ma anche di fatto. Anzi, in una Europa evoluta e benestante. L’isola di Reunion è a tutti gli effetti territorio francese e, ci dicevano, che qui lo stipendio medio è più del doppio che in Francia. Ciò determina un opulenza evidente sia dallo stile di vita che dalle infrastrutture logistiche e

Viarie. Unica cosa su cui fanno economia sono i cartelli stradali! Praticamente inesistenti le indicazioni e la segnaletica verticale. Prendiamo la nostra macchina a noleggio (che rappresenterà un’altra esperienza… non positiva) e raggiungiamo la casa che abbiamo affittato a Saint Leu (a circa 65 km dalla capitale sede dell’aeroporto S. Denis), nella parte dell’isola più protetta dai venti e che presenta spiagge bianche a barriera corallina nell’immediata vicinanza della battigia. Purtroppo il mare è agitato da una pregressa burrasca e non è possibile fare in bagno, neppure nella laguna creata dalla barriera ove l’acqua è comunque torbida.

Nel pomeriggio prendiamo visione del circondario, ci informiamo riguardo alla possibilità di escursioni in barca per avvistare le balene, e provvediamo a fare rifornimento al supermercato in quanto abbiamo deciso di limitare al massimo le esperienza nei ristoranti (dai prezzi superiori a quelli che si registrano da noi in Italia) e di cucinarci la cena nel comodo bungalow che abbiamo affittato. Per i pranzi provvederemo con soste veloci a qualche bar.

La mattina seguente partiamo per il Piton de la Fournaise, uno dei vulcani più attivi al mondo, anche se quasi assolutamente non pericoloso in quanto la sua attività non è di tipo “esplosivo” ma il magma al suo interno si limita a variare placidamente di livello e, quando raggiunge il limite della caldera, a tracimare all’esterno. Avevamo in programma di raggiungere la caldera attuale, posta al centro di un enorme cerchio formato da pareti a picco alte circa 50/100 mt e che rappresentano la caldera precedente (a sua volta inserita in una caldera ancora più antica entro la quale si può accedere con l’auto) ma non sapevamo che l’accesso è in questo periodo interdetto in quanto di sta verificando una fuoriuscita di lava da una cratere laterale e per sicurezza non è consentito avvicinarsi . Ci limitiamo quindi ad una lunga camminata sul bordo della caldera per raggiungere il punto da cui si può intravedere in lontananza l’eruzione in corso e il rivolo di lava che scorre sul pendio, e questo si rivela una esperienza fantastica in uno scenario veramente… lunare. Un panino ad un ristorante in quota ed iniziamo la discesa verso la costa ma, dopo pochi Km avvertiamo che c’è qualcosa che non va, ci fermiamo e ci accorgiamo di avere una gomma a terra, dopo averla sostituita ci rechiamo da un gommista che ci informa che la gomma non è forata ma talmente usurata e deformata lateralmente da non riuscire a contenere l’aria all’interno e che va sostituita, qui inizia un calvario troppo lungo da raccontare con l’agenzia di noleggio che decide di far pagare a noi la sostituzione completa del copertone ( pur riconoscendo che la gomma è usurata, come anche l’altra gomma anteriore ) e che non accetta di sostituirci l’auto lasciandoci per il resto della vacanza con un macchina insicura e senza ruota di scorta! Agenzia Jumbo Runcar, da evitare assolutamente! Nonostante questo inconveniente riusciamo a completare il programma previsto con un paio di uscite di snorkeling in prossimità della barriera (all’hermitage pesci da barriera già in un fondale che arriva alla cintura!), visita al Piton de Neiges (vulcano non più attivo ma dalle pendici spettacolari) e alla Cascata du Bassin (fantastica, in prossimità di S. Gilles de Bains) e anche un’escursione in gommone (con imbarco fortunoso senza prenotazione) per avvistare le balene (veramente bello, anche se il protocollo che adottano qui impone di mantenersi ad un minino di 300 mt dai cetacei e quindi non consente una visone ottimale). Ripartiamo dalla Reunion con la soddisfazione di aver visitato un sito veramente interessante in cui vale la pena soggiornare… a patto di evitare Jumbo Runcar per il noleggio auto. All’aeroporto di Tana troviamo ad attenderci lo stesso autista con lo stesso fuoristrada e partiamo subito con destinazione Antsirabe per il pernotto… dopo un paio d’ore di coda per uscire dalla città in un orario di punta e una veloce cena per strada.

Il giorno dopo altro trasferimento verso Ranomafana (e l’omonimo parco) fermandoci per il pranzo ad Ambositra e con soste varie nei laboratori artigianali di oggettistica realizzata con corna di zebù, di cooperative di ricamatrici e altre manifatture varie. Lungo il percorso altre visioni avvincenti sempre relative al modo di vivere dei malgasci e… ancora tanta gente che cammina lungo il margine della strada… ovunque. Dopo un’escursione serale ai margini del parco per vedere i “lemuri topo” (così chiamati perché giusto delle dimensioni di un roditore e con enormi occhi che brillano al buio), cena a base di una zuppa che si rivelerà causa di problemini intestinali (risolti grazie alla cospicua scorta di imodium e codex al seguito) e la mattina dopo partenza di buonora per la vista al parco situato in piena foresta pluviale e quindi, come il nome stesso suggerisce, sotto una insistente pioggerella che rende scivolose le pendici della collina che ci troviamo ad esplorare in compagnia di una guida parlante italiano e di un “ battitore “ che ci precede con il compito di individuare i lemuri ed avvisare via radio la guida, riusciamo a scorgere qualche lemure dalla testa rossa ed una coppia di lemuri dal naso largo ma non riusciamo a goderci a pieno la visione la visone a causa della pioggia e… della zuppa della sera prima! Fradici rientriamo nel fuoristrada e ci avviamo al riprendere la RN 7 per continuare il nostro viaggio verso sud ovest. Giunti all’intersezione con la statale effettuiamo il primo cambio, ad attenderci c’è Mahery in persona con il suo enorme fuoristrada reduce da un tour con altri turisti e che dà indicazioni a suo cugino per il suo prossimo viaggio. Con lui ci troviamo un po’ meglio in quanto parla perfettamente l’italiano ed è in grado di fornirci indicazioni su quello che abbiamo visto e/o che vediamo e di rispondere alle nostre domande o richieste di spiegazioni . Sosta per un pranzo a base di frutta a Fiaranantsoa e poi trasferimento ad

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colpo di coda della balena

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baobab a bottiglia

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isola di reunion

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Malgascio con lamba

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