Un finesettimana ad Urbino & dintorni..

Primo giorno: arrivo in tardissima serata all'agriturismo Secondo giorno: Urbino ed Urbania Terzo giorno: Gola del Furlo, Cagli, Frontone, Pergola, Fossombrone e ritorno all'agriturimo Quarto giorno: Sassocorvaro, San Leo e ritorno a casuccia Primo giorno (giovedì 24 Aprile 2008): partenza da Brescia per le 19:00 circa, ma una trentina di km...
Partenza il: 24/04/2008
Ritorno il: 27/04/2008
Viaggiatori: in coppia

Primo giorno: arrivo in tardissima serata all’agriturismo Secondo giorno: Urbino ed Urbania Terzo giorno: Gola del Furlo, Cagli, Frontone, Pergola, Fossombrone e ritorno all’agriturimo Quarto giorno: Sassocorvaro, San Leo e ritorno a casuccia Primo giorno (giovedì 24 Aprile 2008): partenza da Brescia per le 19:00 circa, ma una trentina di km dopo…Comincia il traffico, che terminerà solamente mooolto dopo Bologna…Insomma…Imbocchiamo la strada delle Cesane che sono le 23:00 passate… Il Colcello, il nostro agriturismo, è proprio “imbucato”…Infatti abbiamo dovuto percorrere una decina di km prima di trovare il cartello che ci deviasse per la stradina bianca che ci avrebbe finalmente portato ai nostri lettucci. E finalmente, poi, arriviamo…Mancano una manciata di minuti alla mezzanotte e il titolare dell’agriturismo ed i suoi tre cani ci hanno aspettati, ci hanno accolto un po’ sonnacchiosi e ci hanno consegnato la chiave della nostra carinissima camera, “quella azzurra”… Secondo giorno (venerdì 25 Aprile 2008): ci alziamo “medi”, verso le 7:30, e, appena spalanchiamo le ante della finestra, ci accorgiamo di aver fatto una buona scelta…Siamo in mezzo alla campagna, che qui significa verdissime colline e nient’altro…Forse una scelta un po’ “isolata”, ma senza dubbio ciò che cercavamo…Tranquillità, silenzio e noi due… L’agriturismo è stato ristrutturato da poco ed è tutto di “mattoncini” rosa e bianchi. C’è ancora un poco di “confusione”, che però a noi non ha dato in alcun modo fastidio. Le camere sono solamente cinque, arredate diversamente, piccole ma davvero belline e con bagno riservato. Pulitissime.

La colazione è semplice e buona, torte varie fatte in casa (che, dopo il pandoro sotto le feste, è la mia colazione preferita!!), fette biscottate, nutella, martellatine varie, burro, miele e cappuccino… Quest’oggi la nostra prima tappa sarà, naturalmente, la bellissima Urbino. Ripercorsa a ritroso la strada delle Cesane, alla rotonda nei pressi dell’ospedale abbiamo preso la sinistra ed abbiamo posteggiato la macchina poco dopo, sotto le mura. Per arrivare in città si può aspettare la navetta gratuita, oppure si può cominciare subito la passeggiata…E così abbiamo fatto anche noi. Siamo “sbucati” proprio accanto alla facciata di Palazzo Ducale, ai Torricini (fotografati, poi, in mille modi!!). Da qui abbiamo cominciato la “perlustrazione” della piazza, di viottoli e viuzze varie, abbiamo poi visitato San Domenico e San Francesco e siamo arrivati alla Fortezza di Albarnoz. E qui ci siamo “riposati” dalla bella passeggiata nell’allegro prato con “vista” sulla città.

Per il pranzo ci siamo fermati in uno dei tanti baretti che si incontrano per andare fino alla Piazza, ad abbiamo assaggiato la crescia, che si può condire come più piace. Nelle intenzioni, eravamo ritornati indietro per andare a prenderci una pizzetta da asporto al “Buco”, consigliatissimo, ma era chiuso.

Nel pomeriggio è stata assolutamente d’obbligo la visita al Palazzo Ducale…Veramente interessante. Purtroppo, però, lo abbiamo trovato ormai quasi completamente “spogliato” di gran parte delle sue antiche “ricchezze”…Devo ammettere che la cosa mi ha regalato un filo di amarezza…In particolare il lillipuziano studiolo del Duca, in cui dall’alto ti guardano un po’ malinconici e spaesati i quattordici “grandi” in bianco e nero (gli autentici sono al confino, al Louvre), invidiosi degli altri “colleghi”, ancora beatamente appollaiati nel loro maestoso tabernacolo… Resta, ad ogni modo, il fatto che la visita sia ancora, comunque, ricchissima…Oltre alle eccellenze staconosciute (l’incredibile Muta che, accidenti, quasi ipnotizza, La città ideale, Piero Della Francesca, Tiziano, Paolo Uccello, la Lunetta dei Della Robbia, gli arazzi, il camino “degli angeli”, l’alcova del Duca, ecc. Ecc.) si respira l’aria “ducale” dei secoli passati, stritolati nel sangue e nelle finezze di quel tiranno illuminato…Sì, perché Federico è ancora ovunque…Un personaggio tremendo e magnetico. E poi il Palazzo ci ha raccontato anche di Battista Sforza, una donna completamente fuori dall’ordinario… Mah! Devo ammettere che questa visita mi ha insinuato più dubbi e domande di quanto mi abbiano svelato le sue storie… Intrigante, nonostante sia ora completamente “nuda”, la sala della vecchia biblioteca, di cui rimane soltanto la raffinata aquila nera sul soffitto. E poi davvero curiosi i sotterranei, “motore” della fortezza a forma di città.



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