Un’allegra famiglia in Scozia

Un viaggio on the road per un giro completo della Scozia in dieci giorni
 
Partenza il: 20/07/2010
Ritorno il: 30/07/2010
Viaggiatori: 5
Spesa: Fino a €250 €

Se nell’immaginario collettivo c’è un luogo che occupa un posto privilegiato come uno dei viaggi da fare assolutamente nella vita, penso che questo sia la Scozia. Ebbene, anche noi la sognavamo da quando eravamo ragazzi, con i suoi castelli inerpicati su scogliere a picco sul mare e prati verdi a perdita d’occhio, per cui quando si è presentata l’occasione non ci pareva neanche vero di poter realizzare questo sogno. L’occasione è arrivata sotto forma di biglietti Ryanair a prezzo convenientissimo e così, con meno di un mese a disposizione, ho cominciato la solita avventura dell’organizzazione del viaggio. Alla fine avevo prenotato 10 notti su 11, di cui una, sogno nel sogno,in un castello; avevo letto decine di diari, raccolto pagine e pagine di informazioni, noleggiato la macchina ed eravamo tutti pronti per la nuova avventura.

 

1° giorno – Liverpool – Manchester

Il primo giorno in realtà non è ancora Scozia perché il nostro aereo è Trapani-Liverpool, quindi per raggiungere la meta mancano oltre 400 km, ma avendo lo scoglio della guida a sinistra da superare, preferiamo non affrontarli tutti insieme. Decidiamo così di passare la notte a Manchester, scelta perché sede di un Hard Rock, di cui i miei figli collezionano le magliette. La guida “dall’altro lato” è un po’ scioccante all’inizio ma, come dicevano un po’ tutti negli altri racconti, ci si fa presto l’abitudine ed è tutta questione di prendere bene le misure per non sbattere sui marciapiedi “lato passeggero”. Su booking abbiamo prenotato un appartamento allo “Stay Manchester” al prezzo scontato di 70 £ per 5 persone, ma quando arriviamo non crediamo ai nostri occhi: ci danno una lussuosissima sistemazione al decimo piano dove c’è solo il nostro appartamento con grandissime vetrate scorrevoli da dove si domina tutta la città, la cucina è moderna e magnifica, le stanze ampie, due bagni, televisore enorme con lettore blu ray e chi più ne ha più ne metta. Peccato sia solo per una notte! Un po’ a malincuore scendiamo per un breve giro della città, che in realtà ci delude non poco. Infatti a parte il centro che è abbastanza carino, le altre strade sono abbastanza squallide con costruzioni in mattoni rossi che fanno pensare a vecchi quartieri industriali. Naturalmente abbiamo poco tempo a disposizione e ci limitiamo a un giro nella piazza centrale, dove sorge una piccola ruota panoramica, tanti negozi e una graziosa fontana su cui si può anche camminare. Vediamo solo da fuori la cattedrale in stile gotico perché è ormai sera ed è chiusa. Per cena torniamo nella nostra splendida casa dove cuciniamo delle bellissime fette di bacon alte un dito con uova fritte.

2° giorno – Manchester – Tantallon castle – Edimburgo

Stamattina ci aspettano più di 400 km. per raggiungere la Scozia. Per farlo attraversiamo il Lake district, la regione dei laghi inglesi. Al confine vediamo per la prima volta i cartelli a cui poi faremo l’abitudine con la doppia scritta in gaelico e in inglese. Dopo pranzo facciamo il nostro primo incontro con nebbia e freddo gelido e arriviamo alla cittadina di North Berwick, famosa per essere sede di numerosi campi da golf e infatti, nonostante la pioggia e il freddo, vediamo molti golfisti imperterriti. Facciamo una breve passeggiata sulla spiaggia dove c’è bassa marea e da qui possiamo vedere The Bass Rock, un isolotto che a prima vista sembra bianco, ma quando guardiamo con il cannocchiale scopriamo che è ricoperta di migliaia di bellissimi uccelli marini, le sule. Dallo Scottish seabird centre partivano anche giri in barca per andarle a vedere da vicino, ma per questione di tempo decidiamo di non farlo. Peccato, sarebbe stato davvero bellissimo.

Subito dopo andiamo al Tantallon castle e sarà il primo di una serie di castelli che visiteremo. È una costruzione in pietra rossa e verde ed è parzialmente in rovina; la suggestione che ispira è veramente forte. Impreziosito da prati di un verde intenso, circondato dal mare agitato, con grandi gabbiani che ci volano intorno con le loro grida acute, tutto contribuisce a creare un’atmosfera davvero speciale. A tratti piove e non ci sono molti posti dove ripararsi, ma ciò non impedisce ai turisti di sedere su una panchina ad ammirare la maestosità del paesaggio! Al brutto tempo ci dovremo abituare, ma del resto siamo in Scozia e si sa che qui il sole si fa davvero desiderare! Concludiamo la visita salendo sul punto più alto su cui si può andare e ci godiamo ancora questo splendido paesaggio.

Raggiungiamo la casa che abbiamo prenotato a Edimburgo, ma stavolta abbiamo la nostra prima delusione. Il posto è abbastanza periferico, il posteggio difficilissimo e la casa davvero scadente. Pensare che la stiamo pagando più della meraviglia precedente, e l’abbiamo presa per due notti!

3° giorno – Edimburgo

Stamattina decidiamo di lasciare la macchina e spostarci in autobus. Ne prendiamo uno a due piani, con sedili rivestiti rigorosamente di stoffa scozzese, e iniziamo la nostra visita. Già da un primo sguardo ci rendiamo conto che Edimburgo è una città davvero carina, con prati verdi, il castello che la domina dall’alto, salite e discese e i suoi numerosi close, piccoli vicoletti che si allargano in cortili più ampi. Decidiamo di non visitare il castello che da solo richiederebbe mezza giornata e, dopo aver “visitato” l’ennesimo Hard Rock, iniziamo a percorrere il Royal Mile che, come dice il nome, è la principale arteria della città lunga appunto un miglio, poco più di un km. e mezzo. Vediamo il nostro primo suonatore di cornamusa, naturalmente in kilt e sporran, la borsetta che completa il tipico abbigliamento scozzese. Da uno dei piccoli “close” si arriva alla Lady Stair’s House che ospita il Writer’s Museum, dedicato ai tre maggiori scrittori scozzesi: Robert Burns, Robert Louis Stevenson e Sir Walter Scott. Per chi come me ha studiato per tanti anni la letteratura inglese è davvero un’esperienza emozionante e ancora di più lo è cominciare a chiacchierare con l’anziano signore che, come ci spiega, è un volontario appassionato di Stevenson, che fa da guida e approfondisce con passione particolari della vita dell’autore del “Dottor Jekyll e Mr. Hyde”. Stevenson continua ad aleggiare sulla città, infatti di lì a poco incontriamo sia il Brodie’s Close che la Deacon Brodie’s Tavern entrambi dedicati al diacono Brodie, cioè l’uomo che ispirò il dottor Jekyll perché onesto personaggio pubblico di giorno, scassinatore e baro di notte!

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All'interno di Dunnottar

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The Whig's vault

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La mucca con i capelli

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La Sweetheart Abbey

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Sotto la chioma dell'albero a Glamis

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La Ossian's walk



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