Un’allegra famiglia in Bretagna e Normandia

Un itinerario emozionante pieno di mete note e meno note in regioni dal fascino inesauribile
 
Partenza il: 07/07/2011
Ritorno il: 16/07/2011
Viaggiatori: 5
Spesa: 1000 €

Noi abbiamo ancora parecchia strada da fare per raggiungere la nostra prima sistemazione “nostalgica”. Su internet infatti ho ritrovato uno degli alberghi dove avevamo pernottato in viaggio di nozze e di cui avevamo un ottimo ricordo, in particolare salici piegati a baciare un fiumicello e un tronco d’ albero intagliato a formare una sediolina. Lungo la strada oltrepassiamo paesini deliziosi e ci fermiamo ad una boulangerie dove sperimentiamo una cosa curiosissima: vediamo dei filoncini di pane abbrustoliti con un condimento non meglio identificato e decidiamo di provarlo. La gentile commessa ci chiede qualcosa che sul momento non comprendo bene: al nostro cenno di assenso passa il filoncino in una macchinetta che lo restituisce tagliato a striscette sottili. Assaggiandolo capiamo che il condimento è costituito da pancetta che loro chiamano lardon. Davvero saporito.

Raggiungiamo il nostro albergo che è in un paesino chiamato Thesée in condizioni di stanchezza altissime e siccome non abbiamo proprio intenzione di uscire di nuovo per cercare qualcosa da mangiare, scegliamo di cenare lì. Mai scelta fu più azzeccata: abbiamo gustato degli ottimi piatti di cucina francese,dal coque au vin alla canard à l’orange alla crème brulée cucinati davvero bene con la proprietaria che ne spiegava i segreti della preparazione. Una cena da veri gourmands. In tutto questo si erano fatte le 10 di sera ma fuori c’era ancora una bella luce, sufficiente per vedere che il paesaggio aveva mantenuto le sue deliziose caratteristiche anche se non c’era più il ceppo a sediolina. Infine distrutti andiamo a letto dopo 20 ore e 337 km. e crolliamo nel sonno nonostante i tipici cuscini francesi assolutamente inconsistenti tentino di impedircelo.

2° giorno – 8 luglio: Castello di Chenonceau – Castello di Clos lucé

Nonostante la tremenda giornata di ieri, stamattina alle 9 siamo già pronti per lasciare il nostro albergo. L’emozione di rivedere gli stessi luoghi dopo anni è stata grande e anche se qualche particolare era cambiato, sostanzialmente i nostri ricordi non sono stati traditi.

Stamattina raggiungiamo il castello di Chenonceau. Non faremo di nuovo tutto il giro del viaggio di nozze, durante il quale avevamo visitato una decina di castelli sulla Loira, ma questo che allora, secondo il nostro giudizio, aveva vinto la palma del più bello, teniamo a farlo vedere ai ragazzi. Non mi dilungherò nella sua descrizione perché è uno dei più famosi e la sua storia di castello conteso fra due donne, una moglie e l’altra amante del re, è abbastanza nota. Certo, pensare che la favorita del re avesse la sua camera proprio sopra la stanza da letto dei regnanti, per noi è un po’ singolare e sapere che alla morte del re, la regina costrinse la sua rivale a lasciare il castello ci sembra proprio giusto, tranne poi venire a sapere che le liquidò il castello di Chaumont a titolo di indennizzo. Strani compromessi si facevano per la ragion di Stato!

Visitando il castello rinnoviamo il nostro giudizio sulla bellezza del suo ponte ad archi a cavallo del fiume Cher ( per cui tecnicamente questo non è un castello sulla Loira, anche se la zona è quella), che è una lunghissima sala da ballo dai mattoni bianchi e neri, sulla enormità delle sue cucina e sull’accuratezza dei suoi giardini. Peccato che la giornata non sia delle migliori perché il cielo è cupo e c’è proprio freddo. Prima di andarcene visitiamo anche il labirinto, cui si arriva attraversando una parte dell’enorme parco che circonda il castello e ci divertiamo a perderci e a ritrovarci, così come faceva anche un bambino francese, che esclamava tutto contento “J’ai trouvée la sortie !” (ho trovato l’uscita).

Oggi la giornata è dedicata completamente ai castelli, perché finita questa prima visita ci avviamo verso il Castello di Clos- Lucé, nella cittadina di Amboise. Qui Leonardo da Vinci, su invito del re Francesco I, trascorse gli ultimi 3 anni della sua vita e morì nel 1519. Il castello è relativamente piccolo ma molto suggestivo, a cominciare dal ponte coperto che si attraversa per raggiungerlo, per continuare con le sue camere da letto e lo studio, tutte perfettamente arredate come se il genio si aggirasse ancora per quelle stanze. Il tutto è accompagnato da un sottofondo di musica rinascimentale cantata da una soave voce femminile che ci riporta all’atmosfera dell’epoca. Al piano di sotto ammiriamo l’esposizione di tante ricostruzioni in scala ridotta delle sue invenzioni, nonché i filmati con la spiegazione del loro funzionamento. Ma la parte più bella deve ancora venire, perché nei giardini, alla fine di un improvviso acquazzone, possiamo ammirare la ricostruzione, stavolta in misure reali, di decine di sue invenzioni, dalla vite idraulica che serviva per prendere l’acqua da un fiume, al ponte a due piani, al carrarmato a vapore, all’elica, antenata dell’aeroplano. La cosa che li rende ancora più interessanti è che sono tutti funzionanti e tutti li sperimentiamo personalmente. Ma quello che mi è piaciuto di più è una parte del parco dove da bellissimi salici pendono alcune delle sue opere più famose. Possiamo così ammirare la Gioconda, la Dama con l’ermellino, San Gerolamo; ma la cosa che rende ancora più magica l’atmosfera è che queste riproduzioni sono su una tela trasparente mossa dal vento, per cui si intravedono appena con il sole che filtra fra gli alberi. In più da alcuni altoparlanti non meglio individuati, arriva la voce del suo alunno prediletto, Francesco Melzi, che spiega le tecniche del suo maestro. Insomma il tutto contribuisce a creare questa atmosfera veramente particolare. Dopo un paio d’ore trascorse serenamente a ammirare castello e parco lasciamo Clos Lucé veramente soddisfatti della visita.

Proprio vicino c’è la cittadina di Amboise e dunque facciamo un piccolo giro in piazza. Vediamo da fuori il castello dove viveva Francesco I, veramente imponente e facciamo un giretto per stradine e negozi molto caratteristici.

Raggiungiamo adesso il nostro albergo di stasera, che si trova a Thouars e che abbiamo scelto per la cifra veramente bassa ( 62 € per 5 pp. senza colazione) con il timore di avere qualche sgradevole sorpresa e invece è un hotel in periferia molto carino dove ci danno un appartamento con due stanze e due bagni. E ci sono pure le tapparelle automatiche! Siamo veramente esterrefatti ! L’unico supplemento che paghiamo è 1.20 € di tassa di soggiorno (sempre per 5 persone).

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Beauvais L'albero di Jesse

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Stradina a Locronan in Bretagna



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