Un’allegra famiglia in Bretagna e Normandia

Un itinerario emozionante pieno di mete note e meno note in regioni dal fascino inesauribile
 
Partenza il: 07/07/2011
Ritorno il: 16/07/2011
Viaggiatori: 5
Spesa: 1000 €

Un’allegra famiglia in Bretagna e Normandia

Scrivere questo diario può sembrare stavolta una cosa superflua perché di itinerari su queste due regioni francesi se ne trovano davvero a bizzeffe. Ma se da un lato è diventata una piacevole abitudine, dall’altro vorrei poter dare qualche spunto sui posti visitati che mi hanno particolarmente colpito, indicare delle “chicche”, cosa che di solito cerco anch’io nei racconti degli altri viaggiatori. Anche questo viaggio ha una sua genesi particolare. Il mio viaggio di nozze si era svolto 21 anni prima fra Parigi e Castelli sulla Loira e spesso ne avevamo parlato ai ragazzi decantandone le bellezze e anche se questo nuovo itinerario che avevamo pensato non avrebbe rifatto proprio quel percorso, qualche posto che ci aveva colpito più degli altri lo volevamo includere, dando luogo ad un mix di vecchio e nuovo. Più lunga del solito, la preparazione di questo viaggio aveva dei punti cardine: il castello di Chenonceau, per noi il più bello fra quelli visitati, Mont Saint-Michel, nei desideri di mio marito fin dalle superiori, e Versailles, che reputavamo immancabile fra le conoscenze dei nostri figli.

Scegliamo il già collaudato metodo “fly and drive” Ryanair-Budget con cui ci siamo trovati benissimo, e per la prima volta cambiamo sistemazione ogni notte, sfruttando così al massimo il tempo a nostra disposizione, percorrendo una media di 250 km. al giorno. Abbiamo soggiornato per massima parte in Chambres d’Hôtes, il corrispondente francese dei B&B e abbiamo avuto così modo di sperimentare la splendida ospitalità e gentilezza delle famiglie francesi. Come di consueto alla fine del racconto elencherò le sistemazioni con le mie personali valutazioni.

1° giorno – 7 luglio: Beauvais – Giverny- Chartres

La levataccia questa volta è davvero impegnativa: per essere a Trapani in orario ci alziamo alle 3, ma in compenso alle 9 siamo già a Beauvais, che si trova in Piccardia, con tutta la giornata davanti. Visitiamo subito la bellissima cattedrale del piccolo paese che, nonostante le sue dimensioni ridotte, vanta diversi bei posti da visitare. La cattedrale di Saint Pierre, naturalmente in stile gotico, è in restauro e si possono apprezzare i bei marmi bianchi. È veramente imponente, con volte alte fino a 48 m. mentre il suo coro è il più alto del mondo e ha al suo interno un bellissimo orologio astronomico con 52 quadranti, oltre a belle vetrate dipinte. Ma trovandoci qui non manchiamo di visitare anche un’altra bella chiesa, Saint Etienne, dove sono conservate quelle che vengono considerate fra le più belle vetrate del Rinascimento , in particolare l’albero di Jesse d’Engrand, e ci troviamo tutti d’accordo con quel giudizio. Anche la cittadina è piacevole, con il suo Pont de Paris, e cominciamo a notare la gran pulizia e i profumatissimi fiori (qui in particolare molta lavanda) che abbelliscono tutte le strade.

Ci avviamo alla prima meta importante del viaggio, la casa di Monet a Giverny, e durante la strada incontriamo nel paesino di Dangu un cartello che dice “Ici commence la Normandie” (Qui comincia la Normandia). Prima di arrivare alla casa, dietro la chiesa parrocchiale, troviamo il piccolo cimitero dove una semplice tomba con una croce bianca ci indica che lì riposa “notre bien-aimé Claude”. Eravamo un po’ preoccupati perché avevamo letto di frotte di turisti, ma la fila è breve e scorrevole. Entriamo in quella che è una modesta casa di campagna, colorata di rosa con persiane verdi di cui si possono visitare solo alcune stanze e dove non si può fotografare. Si può notare il suo amore per le stampe giapponesi di cui le pareti sono piene; suggestivo lo studio, dove si possono ammirare alcune sue foto scattate mentre dipingeva e alcune riproduzioni di suoi quadri; simpatica anche l’ampia cucina. Tornati all’aperto ci aspetta la visita del grande giardino, dove possiamo ammirare tantissime varietà di fiori, alcuni dei quali veramente belli e mai visti prima, e i due ponticelli giapponesi, protagonisti di alcuni suoi quadri, nonché le bellissime ninfee.

La mattinata è trascorsa e ci avviamo all’ultima meta della giornata, la cattedrale di Chartres, per raggiungere la quale lasciamo per il momento la Normandia, dove rientreremo soltanto verso la fine del nostro viaggio. Già avvicinandoci in macchina alla città notiamo subito le due torri che svettano sulle case circostanti. Naturalmente la sua fama è mondiale e non c’è bisogno che io qui ne magnifichi le bellezze architettoniche. Quello di cui voglio parlare è la particolare sensazione che ho provato sedendomi su quelle panche. Non credo che sia necessario essere particolarmente devoti per avvertire la sensazione di trovarsi in un luogo speciale. Ho visitato tante chiese per motivi religiosi o per ammirarne le bellezze artistiche, ma posso dire che raramente ho provato un tale senso di emozione. Innanzitutto proprio in quel momento si sta esibendo un coro composto da eleganti signore in nero, diffondendo nell’aria una melodia che in qualche modo amplifica le nostre emozioni. Alzando gli occhi si viene rapiti dalle stupende 172 vetrate di un blu profondo che ti immergono in una atmosfera surreale; poi molto suggestiva è la processione di statue di santi che affollano le pareti ad altezza uomo e emozionante la reliquia del velo della Vergine portata lì da Carlo il Calvo nell’876. Sul pavimento, che purtroppo soltanto il venerdì viene completamente liberato dalle sedie, si può intravedere il labirinto che sviluppa un percorso di 261m. Nel Medioevo i pellegrini lo percorrevano pregando, compiendo così un cammino simbolico verso Gerusalemme. Altri lo interpretano come il difficile percorso che il fedele deve affrontare per arrivare alla conoscenza. Considerazioni teologiche a parte, nel complesso è stata una stupenda visita che mi ha profondamente emozionato.

All’esterno, sul retro della cattedrale, possiamo ammirare, riprodotto su prato, il labirinto che abbiamo appena visto, ma non abbiamo abbastanza tempo per visitare la cittadina che da quel poco che vediamo promette di essere deliziosa. Soprattutto non ci possiamo fermare per assistere a quello che doveva essere un bellissimo spettacolo di luci proiettate sulla cattedrale di cui ci danno notizia diversi cartelli. Vi consiglio dunque di dedicare più tempo alla cittadina e di fermarvi per la sera.

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Beauvais L'albero di Jesse

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Stradina a Locronan in Bretagna



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