Tutto questo è la nostra Aquitania

Un viaggio intenso da est ad ovest in una regione stupenda e non frequentata da molti italiani. Un viaggio fra i sapori, le bellezze artistiche e paesaggistiche di una Francia sempre più da scopire
 
Partenza il: 23/07/2012
Ritorno il: 30/07/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Iniziamo a pensare ed organizzare questo viaggio a fine aprile. Prenotiamo volo Ryanair da Bologna (a/r x 2 persone 110 euro con solo bagaglio a mano), la macchina (170 euro+ assicurazione kasco) ed i vari BB (Gites de France) come abbiamo fatto già lo scorso anno per visitare Loira, Normandia e Bretagna. http://en.gites-de-france.com/

L’Aquitania è forse una meta meno nota delle già fatte ma meritevole sia dal punto di vista artistico, paesaggistico che culinario (ottima cucina e vino per chi non come me – astemia fino al midollo – ama fare assaggi e bere del buon vino).

Partenza 23 luglio per Bordeaux e ritorno il 30 luglio.

27.7.2012

Il volo parte alle 15.30 circa. Partiamo da casa (centro di Reggio Emilia) alle 10.30 pensando di poter prendere un autobus ACT per la stazione. Nonostante avessimo consultato il sito che riportava orari diversi, alla fermata scopriamo che il bus ha una frequenza di ben 40 minuti! Decidiamo di incamminarci maledicendo il servizio autobus: intravvedo un taxi in lontananza e lo fermo al volo: per un momento mi sento una Carrie emiliana. Raggiungiamo così prima la stazione poi Bologna dove per fortuna c’è invece l’efficiente servizio Flybus che collega velocemente la stazione all’aeroporto.

Arriviamo a Bordeaux con circa 25 minuti di anticipo. Fa molto caldo… quasi come in Italia. Presa la macchina già prepagata (una Chevrolet Spark rosa con 7000 km) partiamo alla volta di Le Capy una frazione di Duzains nei pressi di Bergerac. Lì soggiorneremo per 3 notti con colazione al prezzo di 120 euro totali (40 euro a camera+colazione) http://en.gites-de-france.com/vacation-rentals-lot-et-garonne-douzains-chambre,gites47_b2012.1.2007.H.html#photo7

Abbiamo scelto questa come base strategica per la scoperta della Lot et Garonne e la Dordogna. Dopo aver percorso un tratto autostradale di circa 50 km (A62) proseguiamo verso la nostra meta grazie alla D933. Ci fermiamo in un centro commerciale per comprare qualcosa di pronto per cena. La strada inizia a svelare il carattere dolcemente rurale di questa regione coltivata a girasoli: una campagna verde ed ordinata, paesini in cui spiccano chiese romaniche dalle pietre grigio chiare ed i loro alti campanili. Pensiamo al tragitto ipotizzato per domani e arriviamo alle 20.15 a destinazione. Il BB è una bellissima dimora rurale immersa nel verde e nei fiori. Ci viene incontro il proprietario Gerard con sua sorella Marie Claire. Entrambi sono molto ospitali e carini nell’accoglierci. Siamo gli unici ospiti. Marie Claire ci mostra la nostra stanza, arredata con mobili antichi ben restaurati e di gusto. Il bagno è in camera. Sulla parete la foto in bianco e nero di una bambina, la mamma di Marie Claire da piccola. Siamo immersi dal verde e dai fiori. Il silenzio è rotto solo dal cinquettio degli uccelli: una piccola oasi di pace. Siamo ospiti anche di due gatti con cui entriamo subito in relazione. Visitiamo la camera della colazione, anch’essa ben arredata, da cui si vedono le mucche pascolare. Ci ritiriamo nelle nostre stanze a riposare e programmare il nostro itinerario…e ci godiamo il silenzio e la pace della campagna. Mi aggiro un po’ nel giardino e mi rendo conto di essere in un piccolo bosco che dirada in giardino e campi. La brochure presente in camera dice che la casa è stata costruita nel 1858 sullo stile di un piccolo castello di campagna della zona per la produzione di vino. La famiglia ne è proprietaria da sette generazioni. La mamma di Marie Claire (che conosceremmo nei giorni seguenti) ha aperto il BB nel 1979. Eventuali contatti [email protected]

28.7.2012

Sveglia alle 8. La giornata sarà dedicata alla visita del Lot et Garonne. Facciamo una ricca colazione in compagnia di Marie Claire: cornetti, baguette, pane integrale, quattro tipi di marmellata fatta da lei, succhi di frutta, cereali, latte e caffè. Chiacchieriamo un po’ per conoscerci meglio. Marie Claire si conferma una persona premurosa e gentile. Ci consiglia di visitare il mercato nel villaggio limitrofo di Castillones, nostra prima tappa.

Partiamo: la giornata è nitida, il cielo terso. Il centro di Castillones è animato dal mercato dove accanto a generi comuni ad ogni luogo, si trovano bancherelle di specialità locali, in primis il foie gras. Il centro del paese è ben conservato ed esso è una delle tante Bastide che visiteremo: borghi fortificati, chiese romaniche, a poca distanza fra loro, intervallati da una campagna ordinata, dolcemente pendente, coltivata a foraggio e grano. Sostiamo nel piccolo borgo di Mountaut dove spicca la chiesa romanica e visitiamo l’animato paese di Villareal: un borgo tipico al cui centro spicca la struttura del mercato coperto. Fra gli oggetti tipici ed artigianali del luogo la ceramica. Compriamo un piccola ciotolina da riportare al padre di Nicola presso un atelier: Atelier de Lors-Villand. Ha degli oggetti interessanti, la signora è simpatica e parla un ottimo inglese.

Il nostro tour prosegue alla volta di St. Avit. Ci arriviamo dopo una breve sosta alla chiesa di Rives ed osserviamo da vicino la facciata. Inizia ad essere molto caldo. Arriviamo a St.Avit alle 12 ed il borgo si presenta a noi in modo suggestivo. Lasciamo nel parcheggio in basso la macchina e procediamo a piedi per la breve salita che ci conduce in questo piccolissimo paese apparentemente disabitato sebbene non lo sia: non abbiamo incontrato una macchina, sentito un rumore, visto una persona. Il silenzio regna, i colori intensi della campagna e del cielo terso si sposano con quelli delle pietre delle case e della chiesa che visitiamo al suo interno. Semplicissima, con quattro sedie e degli affreschi molto rovinati evidentemente scoperti da strati di intonaco. La volta è a botte copre l’abside. Ha un atmosfera molto suggestiva. Scendiamo al parcheggio e ci giriamo più volte per beneficiare del profilo di St. Avit.

Proseguiamo verso Gavaudon dove non sostiamo e puntiamo alla volta di Chateau de Bonaguil. Prima di visitare il borgo arroccato, ci fermiamo a mangiare in un locale ai suoi piedi. Saliamo al castello…con il pieno sole! Il caldo è veramente tanto…per fortuna qualche panchina all’ombra ci da un po’ di sollievo. La strada verso l’entrata è animata da alcune botteghe. Paghiamo il biglietto d’ingresso (7euro) e visitiamo lo Chateau de Bonaguil.

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