Tutto il fascino dello Sri Lanka

Un viaggio alla scoperta della lacrima dell’India tra mare e templi
 
Partenza il: 05/01/2016
Ritorno il: 16/01/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Martedì 05.01

Arrivo a Colombo… compriamo scheda telefonica locale a 1000 rupie (d’ora in poi scrivo solo il numero), con inclusi 40 minuti di telefonate in Italia e 500 mega di Internet. Già in aeroporto sentiamo una bell’aria accogliente, ma nulla riflette ancora lo splendore di questa gente. Come al solito in aeroporto cercano di venderti pacchetti turistici con accompagnatore, ma “estremamente cari”, quindi decidiamo di uscire dall’aeroporto e di prendere un taxi verso Dambulla a circa 80 km! Loro ovviamente partono molto alti, da 12000 rupie circa 80 euro (tenete conto che ci voglio circa 4 ore per coprire quella distanza), riusciamo a tirare fino a 8000 e mentre il taxista ci fa aspettare per andare a prendere la macchina, arriva la famosa manna dal cielo. Si ferma un altro taxista che, anche se gli avevamo detto che avevamo già fatto, ci propone il viaggio a 7000 (quindi 1000 in meno del contrattato con l’altro), preso un attimino dall’abbaglio gli chiedo un ulteriore sconto, fino ad arrivare a 6000. Quindi, come se dovessimo scappare da una rapina, ci infiliamo in macchina e “nascondendoci da un eventuale avvistamento da taxi nemico”, ci sbudelliamo dalle risate e ci prepariamo alla nostra avventura singalese, che è cominciata nel migliore dei modi!

Il viaggio è lungo, ma le chiacchiere iniziali col nostro accompagnatore (che è spostato e con 3 figli a carico), lo scenario cangiante e sorprendente, l’adrenalina per la nuova avventura, ma soprattutto il sonno dovuto al viaggio appena affrontato, ce lo fanno passare nel migliore dei modi! A metà percorso, facciamo una pausa thè, in uno di quei posti tipici singalesi, rivenditori di prodotti da forno incredibili, ripieni di carne o pesce e verdure e spezie varie, che ci accompagneranno durante tutto il nostro soggiorno nella terra dei Tuk Tuk (che per la cronaca sono dei tre ruote, customizzati per un uso di trasporto terzi, quindi turistico!). Ci facciamo lasciare al Ranmal Hotel, di cui avevamo letto le recensioni e ci sembrava potesse essere IL NOSTRO. Quando stavamo pagando il nostro autista, lui ha cercato di ricontrattare sul prezzo, adducendo il fatto che gli altri chiedono di più, che era il suo primo viaggio, e che non sapeva quanto chiedere, ma noi fermi e rigidi lo abbiamo pagato e lo abbiamo mandato a… Coi ragazzi del hotel andiamo a veder la camera, che ovviamente non era la suite da 1500 euro a notte, bensì una stanza da 1500 rupie (10euro diviso due), ma alla fine malgrado le scimmie che ci gironzolavano intorno o forse proprio per quello, decidiamo di prenderla per due notti, visto che il programma che avevamo fatto ci faceva passare parte del giorno dopo nei dintorni di questa località del centro nord dello Sri Lanka!

Lasciamo le valigie e a piedi ci spostiamo verso Temple Rock che era a circa 500 mt dalla nostra ubicazione. La strada per arrivarci e l’ingresso sono molto suggestivi. Questo Buddha dorato che svetta su questo tempio è l’emblema dello Sri Lanka, del loro credo e della loro tranquillità e disponibilità d’animo. Paghiamo l’ingresso 1500 a testa e cominciamo la scalata verso uno dei templi più suggestivi di tutta la nazione. All’arrivo veniamo accolti da una squinterno di macachi intenti a coccolarsi e mangiare quel che offre la terra, e già questa cosa ti lascia stupefatto. Il tempo di guardarti intorno e vedere ai tuoi piedi intere distese di vegetazione e capisci che sei in un posto unico, scelto non a caso dai monaci che mille anni fa hanno deciso di scavare e dedicare tutto questo al loro dio. L’interno è stupefacente, ogni stanza ha una moltitudine di Buddha, discepoli e santoni vari in pietra, portati lì in segno di devozione, oltre a Buddha giganti di circa 20 mt, distesi e intagliati nella roccia oltre a tutta la superficie interna delle grotte, affrescata con immagini riguardanti la vita e l’epopea di Buddha. Fantastico, immenso. Anche il costone di roccia che è stato scavato, dà come l’impressione di avere la forma di un Buddha disteso.

Dopo aver assaggiato questo primo spaccato di quello che ci può offrire questa nazione, ci apprestiamo a ritornare verso la nostra abitazione e sulla strada del ritorno, curiosi e affamati di oggetti in legno ci fermiamo a vedere il “magic box”, una scatola che nasconde degli scomparti e su cui sono raffigurati elefanti e i fiori di Buddha. Ci chiede 7000 a pezzo, noi paghiamo 7000 per entrambi (circa 44 euro), solo quando scendiamo ci rendiamo conto che è come se gli avessimo pagato il TFR di una vita e cominciamo a bestemmiare in austro-ungarico.. in Italia non avremmo mai pagato così tanto una scatola, averlo fatto qui ci fa sentire dei pirla disumani… in ogni caso è fatta! (per la cronaca, la nostra tesi si rivelerà fondata quando li troveremo più in la a metà prezzo… ma questa è un’altra storia!). Torniamo a casa, ci cambiamo e decidiamo di andare in centro (quindi la main st. come ogni villaggio o buona cittadina che si rispetti) e andiamo a mangiare al Bentothe locale consigliato dalla guida, (poi scopriremo essere praticamente l’unico) e lì prendiamo il nostro riso in salse varie… che si rivela essere buono e di quantità mastodontiche. Si capisce che siamo in un posto locale, visto che siamo gli unici europei (poi abbiam scoperto che al primo piano ci sarebbe una saletta ristorante, ma preferiamo comunque la parte più etnica a indigena a prescindere). Usciamo per farci una passeggiata che finisce in 50 mt, dopodiché ci rifugiamo in un bar per prendere un dolce e un succo e lì, cominciamo a dir chiacchiere con due ragazze che diverranno, manco a farlo apposta, parte integrante della nostra vacanza.

Mercoledì 06.01

Partenza alle 6 per Sighirya, per essere lì prima delle 9 perché potrebbe sollevarsi una nebbia che offuscherebbe il paesaggio. Il nostro autista si chiama Samir, ribattezzato Ramirez, che ci avevano detto parlasse “little english”… dopo 50 mt, capiamo che il little era mooolto little (praticamente solo YA), di conseguenza, pensiamo bene di chiudere gli occhi e svegliarci il più vicino possibile al sito. Il tutto si svolgeva a bordo di un TUK TUK per la modica cifra di 4000 rupie tutto il giorno. Arrivati al sito verso le 7:30 prendiamo una guida per 2000 (il cui nome è Milan) e paghiamo l’ingresso 3100 a testa. Il sito è molto bello e ti da l’idea di quello che poteva essere la civiltà singalese 1000 anni fa… Un re, ponti levatoi con coccodrilli, mura di cinta doppie, un ingresso con i giardini speculari, piscine a volontà e 500 concubine… che figata! Il sito si svolge su due zone. La zona bassa estiva e la zona alta invernale. Immenso con l’ingresso verso la zona alta che avrebbe dovuto raffigurare un leone, che è crollato circa 20 anni, lasciando intatte le zampe, comunque rimane monumentale. La salita è ardua e ci porta prima verso una zona dove erano raffigurate le 500 concubine, tutte col seno grosso, e non si capisce se perché fossero così, o era come le avrebbe volute ma di certo un bel vedere 😉 Si ridiscende e prende un’altra strada chiamata la strada del muro a specchio, che da un lato era affrescata con le “solite concubine” e dall’altra ha un muro con un rivestimento in cera d’api che lo rende riflettente e dava al re la possibilità di veder tutto il corridoio affrescato da una parte e dall’altra. Arrivati in cima dopo 1002 gradini il panorama è mozzafiato, e ancora piscine e giardini per le danze. Riscendiamo e tornando verso il nostro mezzo di locomozione, c’è un venditore di oggetti in legno e siccome ci era stato detto che i pescatori in legno si trovavano solo lì, e puta caso lui ne aveva 3, decidiamo di acquistarli tutti e 3 al prezzo di 6000 totali (e aveva chiesto 6000 l’uno!); e anche qui scopriremo che il prezzo pagato, non era quello adeguato!



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