Tutto il Costarica in tre settimane

Eccoci di ritorno dal nostro viaggio in Costarica, eravamo in tre, con grande spirito di adattamento e un budget abbastanza limitato. In tre settimane siamo riusciti a visitare tutto quello che ci eravamo prefissati e a fare cose divertenti come canopy e rafting. Un viaggio tutta natura, di facile organizzazione, che consiglio vivamente. Volo...
Scritto da: ldellacasa
tutto il costarica in tre settimane
Partenza il: 15/08/2007
Ritorno il: 07/09/2007
Viaggiatori: in gruppo
Spesa: 1000 €

29/08 Cahuita. Al mattino abbiamo lasciato con tristezza il Tortuguero perchè avremmo voluto fermarci un giorno in più, ma non è stato possibile per via di posto sulla lancia. Da Moin prendiamo l’autobus per Puerto Limon e poi per Cahuita. Dove siamo arrivati in pochissimo tempo. Lì abbiamo alloggiato alle Cabinas Safari, delle specie di bungalow con propria amaca privata sul patio, davvero carino.

Al pomeriggio abbiamo visitato la Playa Negra.

30/08 Giornata dedicata al Parque National de Cahuita, un parco lungo varie spiaggie di sabbia bianca.

31/08 Puerto Viejo. Mattina dedicata ad una specie di festa di paese a Cahuita, poi autobus per Puerto Viejo, distante circa un oretta. A Puerto Viejo abbiamo alloggiato in un posto chiamato Cafè Rico, in realtà il posto vorrebbe essere una specie di bar con annessa lavanderia, ma ci sono anche un paio di cabinas con balconcino e bagno privato davvero carine. Il posto poi si è dimostrato molto conveniente, perchè costava 25 dollari al giorno la doppia, ed aveva compreso l’uso delle bici ( risultate utilissime), caffè gratuito e lavanderia gratuita.

01/09 Puerto Viejo, giro in bici di dodici km per arrivare al Parco Nazionale di Manzanillo. Eravamo davvero morti, quindi non abbiamo potuto apprezzarlo più di tanto.

02/09 Puerto Viejo. Giornata di riposo e di sporadici giri in bici. 03/09 Puerto Viejo. Al mattino abbiamo fatto il Canopy, attività che nona vevo mai visto da altre parti, ma che in Costarica sembrerebbe essere parecchio diffusa. In pratica cond elle corde e delle carrucole si passa da un albero all’altro. Davvero divertente. Pomeriggio in bicicletta verso le spiaggie di Punta Uva.

04/09 Siamo partiti al mattino all’alba per andare a fare rafting sul Rio Pacuare, vicino a Siquirres. Siccome era incluso nel prezzo della gita anche volendo un trasporto per San Jose, ho deciso di approfittarne per avvinarmi all’aeroporto essendo quello il mio penutimo giorno di vacanza, mentre gli altri ne avevano ancora quattro. Il rafting è stato divertentissimo, organizzato da veri professionisti, e il paesaggio circostante davvero bello, il che non ha guastato. Dopo questa esperienza sono tornata a San Jose e siccome non avevo prenotato da nessuna aprte, mi sono fatta portare nel primo Hotel che mi ispirava sulla Lonely Planet, Casa Hilda, che sconsiglio perchèsembrava di essere in un mausoleo, in più davvero barricato, quindi faceva sembrare San Jose davvero un posto dove potessero ucciderti da un momento all’altro. Quindi come prima impressione della città non era il massimo. Come posizione invece andava bene, perchè comodissimo per andare in centro.

05/09 San Jose. Trasferimento all’ostello Pangea, più economico e l’ambiente un po’ più allegro. Non è nemmeno questo il massimo, ma fa servizio di navetta continuo e economico verso l’aeroporto, quindi visto il volo del giorno all’alba mi sembrava ottimale. Per visitare San Jose è sufficiente un giornata, proprio non andarci mi sarebbe dispiaciuto, ma devo dire che come città non ha nulla di particolarmente interessante da offrire, se non quella di un po’ di movimento dopo una vacanza tutta natura . Visita delle vie commerciali del centro, del mercato centrale, di quello dell’artigianato, del Museo Nazionale, di quello di numismatica e dell’oro precolombiano e la visita della città si può dire conclusa. Avrei voluto andare al Parco della Sabana, ma ha iniziato a piovere violentemente.

06/09 Partenza. Alzataccia per andare a prendere l’aereo, che si è rivelato poi essere in ritardo di 10 ore, così la compagnai aerea ha deciso di offrire una gita al Vulcano Poas. Iniziativa davvero brillante, contornata da una ricca colazione e da un lauto pranzo, tutto a spese della Condor. Il Vulcamo Poas era l’unico luogo del Costarica che avrei voluto ancora vedere, ma non era stato possibile per limiti di tempo. Quindi un ottima sorpresa e un ottimo modo per stancarsi prima del lungo volo.

07/09 Arrivo in patria con annessa sindrome di depressione post vacanza.



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