Turisti arrosto… a Madrid e dintorni

Quest'anno vacanze brevi se non brevissime: quattro giorni a Madrid e dintorni, e l'estate 2012 me la gioco così
Scritto da: stramaury
turisti arrosto... a madrid e dintorni
Partenza il: 07/08/2012
Ritorno il: 11/08/2012
Viaggiatori: 4
Spesa: 500 €

Quando raggiungiamo Plaza de Cibeles decidiamo che meritiamo un po’ di riposo, quindi puntiamo sul Parque del Retiro, dove sonnecchiamo sull’erba e ci beviamo l’ennesima cana\nestea affacciati sul pittoresco quanto artificioso laghetto punteggiato dalle barchette a remi dei turisti. Il parco è davvero sterminato, con calma lo attraversiamo a piedi apprezzandone le diverse caratterizzazioni (aiuole, boschetti, viali, etc.).

Sbuchiamo sul lato sud, decidiamo di saltare il Giardino Botanico preferendo puntare sul Caixa Forum, museo firmato pochi anni fa dagli svizzeri Herzog & DeMeuron e giustamente superpubblicato sulle riviste di architettura. Appartiene alla Banca Caixa che organizza mostre temporanee visitabili gratuitamente. A noi capitano Piranesi e Blake: bell’edificio e belle esposizioni, non possiamo lamentarci.

Manca poco alle 18, quindi raggiungiamo il Prado: da quest’ora l’ingresso è gratuito, soluzione perfetta per noi che non sappiamo apprezzare a dovere i musei ma che un salto al Prado non si può non farlo. La fila è lunga ma anche qui si smaltisce in fretta (meglio arrivare un po’ prima, comunque). Sonia & Uccio danno fiducia ad un volantino ricevuto mentre eravamo in coda e dopo un’oretta al museo vanno a vedere una versione in flamenco di Madame Butterfly. Teo ed io restiamo al Prado un paio d’ore, durante i quali peraltro mi fa scoprire il favoloso “Giardino delle meraviglie” di Bosch; sosta in ostello e poi li aspettiamo in un baretto di Plaza Tirso de Molinas, il nostro punto di riferimento: a parte la stazione della metro, è a due passi dall’ostello e quattro dall’albergo degli ucci, è piena di locali e di gente anche se non tutta propriamente rassicurante. Ci piace. Sonia ed Uccio ci raggiungono per la cena soddisfatti dello spettacolo (il teatro è sulla stessa piazza), finalmente beviamo sangria e quindi concludiamo la serata con un giretto veloce al quartiere La Latina dove prima incrociamo lungo Calle de Toledo una sagra con un fiume di gente, quindi spostandoci un po’ capitiamo in Plaza de los Carros davanti alla chiesa di San Andres, in una zona piena di locali che mi piace parecchio anche se a quest’ora (23) non è il momento di punta.

Giovedì 9

Iniziamo con Atocha: per vedere la stazione e in particolare la parte vecchia ristrutturata, davvero molto bella con il giardino interno, ma anche per prendere i biglietti di andata per Toledo da usare domani. Sonia sa con chi ha a che fare, ed infatti da Atocha ci spostiamo nella periferia più profonda nonché recente. Meta: il Mirador, che è un palazzone pubblicatissimo degli olandesi MVRDV. Sonia “Fa schifo”. Proprio bello non è, comunque meta strettamente da architetti. La location peraltro è da crisi idrica: fa un caldo infernale, siamo circondati da palazzoni moderni in batteria e da distese di terra riarsa con qualche ciuffetto di erba secca. Suggella il tutto un levriero pelle e ossa che passeggia sotto il solleone quasi fosse un’allucinazione. Tornando in centro facciamo tappa al Bernabeu per far contento il tifoso Uccio, scegliamo di non entrare nonostante dicano sia interessante anche per chi non è sfegatato. Decidiamo di pranzare al già citato Mercato di San Miguel: si tratta di un recente, bell’edificio in metallo e vetro, in pieno centro; è una food court, con vari chioschetti a tema. Il concetto è simile a quello di Eataly (senza supermercato), ma è più raccolto, affollato e fighetto. Tutto l’insieme è molto piacevole, ed infatti è imballato di gente nonostante i prezzi un po’ sopra la media.

All’uscita accade la debacle: siamo fiacchi, il caldo è sfiancante e non abbiamo voglia di far niente. E’ contro i principi di turisti come si deve ma non possiamo che concederci una riposino di inizio pomeriggio, dandoci appuntamento a più tardi (tag: ritirata con disonore). Ci ritroviamo un paio d’ore dopo, puntando ai due monasteri-musei del centro di Madrid: Descalzas Reales e Monasterio de la Incarnacion. Ci rimbalzano in entrambi, per oggi sono esauriti (consiglio: se volete visitarli non andate l’ultimo giorno ma tenetevi un margine di tempo per prenotare eventualmente i biglietti se non trovate più posto). Scornatissimi per il doppio salto della quaglia ripieghiamo sul sempre rassicurante Hard Rock Cafè, dove ci propongono coloratissimi cocktail da 15€ l’uno che gentilmente evitiamo. Per le 18 siamo davanti al Reina Sofia, stesso discorso di ieri sull’entrata gratuita a quest’ora. Siamo più presi dalla recente espansione con l’ala nuova di Jean Nouvelle che dal contenuto, ovviamente siamo ben felici comunque di vedere il Guernica.

Per la cena raggiungiamo in metro il quartiere Tribunal, dove facciamo un giretto tra le vie e mangiamo in una delle tante piazzette (tag). Succede spesso di imbattersi in piccoli slarghi semipedonali e semplici (non mi riferisco a Plaza Mayor) con molti locali, tavolini e persone che si rilassano, è una delle cose che ho trovato più belle della città.

Venerdì 10

Oggi si va a Toledo. Partiamo in treno da Atocha ed in un’ora scarsa siamo a destinazione. La stazione – peraltro ottimo biglietto da visita – è situata fuori dal centro: a piedi non se ne parla quindi prendiamo uno dei tanti taxi che a tariffa fissa (4-5€) portano nella parte storica, arroccata sulla collina circondata da mura. Camminiamo per le vie della cittadina, e sembra di stare sulle montagne russe per i tortuosi saliscendi. Troviamo un belvedere sul fiume Tago, girovaghiamo a caso e quindi raggiungiamo la bellissima Cattedrale, visitandone gli interni. Quando usciamo riprendiamo il nostro vagabondare; finiamo parecchio per caso alla piccola chiesa-museo di San Roman, che personalmente trovo una chicca: edificio romanico un po’ fuori mano, con ingresso libero ed un interno tanto spoglio quanto affascinante. A suggellare il tutto la salita sulla torre, che per la posizione elevata della chiesetta garantisce una vista molto bella del centro storico. Peccato per le reti antipiccione, ma è gratis quindi tutto di guadagnato.

Pranziamo al volo, nel frattempo il caldo da torrido è diventato insopportabile, peggio ancora di quello patito nei giorni precedenti. Arriviamo sui gomiti al complesso religioso di San Juan de Los Reyes, con la chiesa ed il bel chiostro. Rimettendo il naso in strada cassiamo la visita alla casa di El Greco e ci trasciniamo fino alla sinagoga, anche questa molto affascinate. All’uscita camminiamo ancora per qualche minuto, rischiando seriamente l’insolazione del primo pomeriggio e rifugiandoci infine in un baretto dove beviamo l’ennesima bottiglietta di Nestea. Sopraffatti dal caldo verso le 15.30 decidiamo che la nostra gita può finire, quindi prendiamo un taxi e torniamo in stazione dove il termometro indica una temperatura da primato. Riusciamo a prendere i biglietti per il treno successivo, che dopo di noi si esauriscono in fretta. I poveretti arrivati tardi dovranno farsi 2 ore in più di attesa nella stazione senza aria condizionata, non li invidio per nulla.

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