Turchia: consigli per un viaggio fai da te

Dritte e informazioni pratiche per organizzare al meglio una vacanza in autonomia
 
Partenza il: 15/08/2014
Ritorno il: 31/08/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Un saluto a tutti da Dario e Mari ed eccoci alle prese con un altro resoconto di viaggio, con la speranza di fornire il maggior numero di indicazioni utili per chi vuole fare un viaggio in piena autonomia.

La Turchia è un paese facile da visitare ed altrettanto lo è stato organizzare il viaggio, anche perché abbiamo seguito un itinerario classico, senza impegnarci più di tanto nel cercare mete alternative, seguendo invece i consigli di molti altri viaggiatori presenti su questo portale. Come paese offre diversi spunti di interesse, da quello religioso, a quello storico, archeologico, fino alla possibilità di farsi la classica vacanza al mare. Ce n’è per tutti i gusti e si può mixare bene un po’ tutto sì da rendere il viaggio veramente indimenticabile.

Indicazioni generali

Sicurezza: Paese sicuro e tranquillo. Lasciate a casa ogni timore e viaggiate sereni. I Turchi sono gente ospitale e veramente cordiale, mai invadente o fastidiosa. Per chi ha già visitato qualche paese musulmano, probabilmente avrà avuto a che fare con l’insistenza (e maleducazione) dei venditori, o la richiesta di soldi dalle persone solo per avervi indicato e/o accompagnato in un certo posto; niente di tutto ciò, questa è la prima differenza che salta agli occhi. Anzi, se la gente vi vede cercare una via sulla mappa della città, vi aiuterà senza che voi glielo chiediate, ma fine a se stesso, al massimo augurandovi “welcome in Turkey”. Tutto il paese, non solo Istanbul, è simile all’Europa, e tutte le città da noi visitate erano molto pulite e curate.

Costo della vita: Economico. Con 50/60 € max abbiamo dormito in buoni hotel sia per il servizio che per la pulizia. Quando abbiamo speso tanto a cena abbiamo pagato 40€ in due. A mezzogiorno la spesa è variabile, ma inferiore. Grazie alle abbondanti colazioni offerte dagli hotel, a volte era sufficiente un panino con kokorec (13 lire in due, minimo storico toccato in quel di Avanos).

Alcuni esempi di costi: Balik ekmek (panino con sgombro al porto Eminonu): 5 lire; Mais bollito: 1 lira

Bottiglia acqua 1,5 lt: in genere 1 lira (più cara in posti turistici). Muscoli: 1 pz. per 1lira, 1 per 2lire quelli grandi. Big Mac 8,25 lire, Mc Royal 8,75, hamburger sempre da Mac Donald’s 4,25 lire turche.

Benzina: La benzina costa mediamente 5,00 lire litro (1,73€), mentre il diesel 4,40 lire litro (1,53€)

Strade: Ottime e ben segnalate, anche se le autostrade sono pochissime, e nel nostro viaggio non ne abbiamo percorsa nessuna; ma la maggioranza delle strade importanti sono quasi tutte a due corsie per senso di marcia, ben tenute, e con poco traffico.

Patente: sufficiente la patente italiana, non serve quella internazionale.

Clima: logicamente caldo, ma sopportabile. Solo un giorno ad Antalya, abbiamo trovato 41 gradi ed era veramente faticoso girare, per il resto tutto normale.

Cambio: Il cambio più vantaggioso lo abbiamo avuto alle poste dove abbiamo sempre cambiato i nostri soldi(cambio da 1€=2,84 a 2,88) mentre all’aeroporto ci hanno cambiato a 2,8.

Elettricità: Non serve nessun adattatore.

Abbigliamento: Leggero e sportivo, con scarpe comode. Non dimenticatevi, cappello, occhiali da sole, felpa o polo a maniche lunghe per la sera, che possono essere utili se non ad Istanbul, in altre parti del paese.

Fuso orario: 1h + rispetto all’Italia

Siti Internet utili: alla fine del diario vengono indicati altri siti utili non citati nel racconto

Primo giorno: Venerdì 15 Agosto, Istanbul

Partenza da Bergamo alle ore 14:00 con volo Air Pegasus (compagnia low-cost turca) costato € 386 cad. con arrivo previsto alle ore 17:45 a Sabiha Gokcen, che è l’aeroporto secondario di Istanbul (il principale è l’aeroporto Ataturk, hub della Turkish Airlines).

Al nostro arrivo a Bergamo, in tarda mattinata, c’erano 15 gradi, causa grandinata mattutina che aveva abbattuto le temperature. Cominciamo bene! Ci siamo rifugiati in un bar tutti infreddoliti, prima di consegnare l’auto al parcheggio low-cost Azzurro Park Fly. Il parcheggio (17 gg) è costato 54€. Dopo le operazioni di imbarco, svoltesi regolarmente (non sarà così al ritorno) ci apprestiamo a partire. La durata effettiva del volo è stata 2h5min e nonostante il piccolo ritardo della partenza arriviamo in orario. Una volta recuperato le nostre valigie ed espletato le pratiche per il controllo passaporti usciamo alla ricerca del bus Havataş che ci porterà in centro ad Istanbul. Ci sono diversi modi per raggiungere il centro città.

a) con un taxi, e questa è la soluzione più semplice ma più costosa (sui 40/50€).

b) con un transfer privato o con quello dell’hotel dove pernotterete.

c) con il bus Havataş per Taksim (12 lire turche) e da lì un taxi (o i mezzi pubblici) per Sultanahmet o Sirkeci. I bus partono ogni mezz’ora, fuori dall’aeroporto sulla sx e sono di colore bianco. In condizioni normali di traffico dovreste impiegarci circa un’ora e mezza per raggiungere Taksim.

d) questa è la soluzione scelta da noi: prendere il bus Havataş per Kadıköy (8TL) + traghetto per Eminönü (1,5TL). Volete mettere arrivare ad Istanbul dal mare; tutta un’altra musica! I bus Havatas (sempre di colore bianco) per Kadikoy partono dallo stesso punto dei bus diretti a Taksim. Il viaggio fino al porto è durato un’ora, a causa del molto traffico. La traversata fino ad Eminonu, invece una trentina di minuti, ma tenete presente che l’ultimo traghetto parte alle ore 21:00 per cui se il vostro volo atterra tardi dovrete scegliere un’altra soluzione. Un volta giunti ad Eminonu siamo subito entrati in contatto con l’aspetto asiatico, pur trovandoci già sulla sponda europea; le luci dei ristoranti sotto il ponte di Galata, il mercato notturno, ambulanti che vendono di tutto, ogni tipo di cibo cucinato e venduto in strada, odori- fumo-grida-profumo tutto insieme: questo è Asia, non certo Europa, e questa è Istanbul che vi consegna il suo biglietto da visita; prendere o lasciare. La voglia di fermarmi a mangiare subito qualcosa è forte. Adoro mangiare per strada, ma mia moglie e soprattutto il peso dei nostri bagagli, mi richiama alla realtà: dobbiamo prima raggiungere l’hotel. E cosa ci vuole?, pensa il sottoscritto ultra-organizzato a cui niente sfugge: “l’hotel dovrebbe distare pochi passi” rassicuro mia moglie. Ma un cosa mi era già sfuggita. Non avevo considerato che Istanbul non è piatta. Anzi! E, non avendo ancora familiarizzato con i mezzi pubblici (che scopriremo facilissimi e comodissimi) ci siamo diretti a piedi per percorrere quei ”pochi” passi che in realtà sono durati mezz’ora su salite durissime, in mezzo ai cani randagi che non ci filavano di striscio, nel buio totale dei vicoli della città tentando di vedere sulla mappa dove si trovava quella maledetta via, ma alla fine siamo arrivati al nostro Hotel, stanchi e sudati, anzi sudatissimi!



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