Tunisia tra miraggi e realtà

Prima volta in un paese islamico. A far decidere me e Sabrina (mia sorella), il prezzo relativamente economico e la curiosità di visitare un Paese africano. Optiamo per un viaggio organizzato che ci porterà dal nord al sud della Tunisia. DOMENICA 7. Partenza dall’aeroporto di Catania in mattinata con volo Mistralair e arrivo a Monastir dopo...
Partenza il: 07/09/2008
Ritorno il: 14/09/2008
Viaggiatori: in gruppo
Spesa: 1000 €

Prima volta in un paese islamico. A far decidere me e Sabrina (mia sorella), il prezzo relativamente economico e la curiosità di visitare un Paese africano. Optiamo per un viaggio organizzato che ci porterà dal nord al sud della Tunisia.

DOMENICA 7. Partenza dall’aeroporto di Catania in mattinata con volo Mistralair e arrivo a Monastir dopo 40 minuti. Fa caldo, ma in Sicilia ce n’era altrettanto. Dopo il disbrigo delle formalità doganali, ad attenderci c’è Madi, autista italo-tunisino. Di italiano in realtà ha solo gli occhi azzurri e il padre, come ci spiega in uno stentato italiano. Col suo pullman vecchiotto ci dirigiamo verso il nostro hotel a Tunisi. Di ottimo umore, per strada saluta molti e molti altri manda a quel paese. Dietro l’orecchio ha un mazzetto di gelsomini che ogni tanto annusa. Ogni volta che si ferma ad un casello autostradale discute col casellante e poi traduce per noi: “E’ stanco, ha fame”. Da qualche giorno è infatti iniziato il Ramadan: non si mangia, non si beve, non si fuma dall’alba al tramonto. Poi sì, ma “poco”. Ci spiega il suo “poco”: datteri, zuppa, brik, cous cous, a volte spaghetti, e naturalmente i tipici dolci fritti del Ramadan. Alcol mai (è piuttosto praticante). Dappertutto campeggia la foto in varie pose dell’attuale presidente, Ben Ali, immagine che incontreremo costantemente per il resto del viaggio.

L’arrivo a Tunisi ci lascia un po’ delusi: l’albergo è periferico e comunque la città non sembra un granché. L’addetto alla reception ci annuncia per giunta che l’accompagnatore arriverà solo l’indomani. Dopo una rinfrescata in camera, io e Sabrina optiamo per una passeggiata in attesa della cena. Ma siamo subito scoraggiate dal gran caldo pomeridiano e da un dipendente dell’hotel che ci indica le borse che portiamo a tracolla. Riceviamo subito il messaggio e facciamo dietrofront. La cena è a buffet, per fortuna. In questo modo ci è stato facile evitare le insalate e i cibi crudi (prima di partire ci siamo documentate e la prudenza non è mai troppa). Scegliamo pollo, patate a forno, riso piccante alle erbe e dei dolci che somigliano vagamente a piccoli muffins.

LUNEDI’ 8. Visita della Medina di Tunisi. La guida locale, Sami, ci farà anche da accompagnatore per tutta la durata del viaggio (il nostro gruppo è formato da una ventina di persone). Odori, sapori e colori ricordano certe atmosfere di fiere e mercati siciliani, ma sono ancora più intensi. Sotto un sole cocente, visitiamo poi le rovine dell’antica Cartagine. Pranziamo in un quartiere denominato “piccola Sicilia”, con costruzioni che ricordano alcune case italiane del Sud. Menu: brik (pastella fritta ripiena d’uovo) con contorno di insalata (te pareva…), triglie arrostite e riso con un condimento giallo (forse curry). Nel pomeriggio raggiungiamo Sidi Bu Said, il paese dalle case bianche e azzurre, strapieno di negozietti di souvenir. Carino, sì, ma ci aspettavamo di più. Acquistiamo un piccolo narghilè e fotografiamo un vecchio venditore di gelsomini, che ce ne vende un mazzetto per un dinaro. Il narghilè vero e proprio lo fumiamo la sera in un bar di Tunisi. Ha un aroma di mela (ne esistono svariati gusti) ed ogni fumatore è provvisto di un proprio bocchino usa e getta. Provata per cena la famosa “harissa”, salsa piccantissima (ho chiesto conferma al cameriere che tutto contento ha annuito: “Harissà, harissà!”). Ma la vera sorpresa è stata trovare nel buffet un delizioso ragù piccante alla bolognese.



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