Tunisia. Hammamet + Minitour

Ciao a tutti. Mi appresto a inserire qui sotto il diario di viaggio che ho redatto durante le vacanze di quest’estate 2008. Si è trattato di una settimana in Tunisia, dal 25 agosto al 1 settembre. Il pacchetto, prenotato già dall’Italia tramite internet è uno dei classici offerti dai Viaggi del Turchese: un minitour della durata di tre...
 
Partenza il: 25/08/2008
Ritorno il: 01/09/2008
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Ciao a tutti.

Mi appresto a inserire qui sotto il diario di viaggio che ho redatto durante le vacanze di quest’estate 2008. Si è trattato di una settimana in Tunisia, dal 25 agosto al 1 settembre. Il pacchetto, prenotato già dall’Italia tramite internet è uno dei classici offerti dai Viaggi del Turchese: un minitour della durata di tre giorni, seguito da altri tre giorni al mare, sulla costa. Formula roulette, cioè non sapevamo gli alberghi dove saremmo finiti sino a un paio di giorni prima della partenza. Prezzo per il volo, il tour e la pensione completa: 624 €. Fuori da essa rimanevano le escursioni facoltative (ma fortemente auspicabili) per un centinaio di euro in tutto, le bevande in alcuni pasti, più tutti gli extra che si fossero voluti acquistare (souvenir e acqua minerale in primis). La spesa totale per noi è stata sugli 850€ a testa.

Rispetto al pacchetto acquistato hanno variato in corso d’opera l’orario dei voli sia d’andata che di ritorno. Per fortuna questo non ci ha disturbato più di tanto. Più fastidioso invece lo scambio che abbiamo saputo soltanto una volta sul posto: anziché il tour seguito da un po’ di relax, avremmo fatto prima i giorni di mare e poi, prima di tornare in Italia, il più faticoso giro di visite.

La vacanza è stata comunque soddisfacente. La mia metà, nonché mia perfetta compagna di viaggio, ha avuto problemi fino all’ultimo con le ferie, per cui abbiamo dovuto un po’ prendere “quel che passava il convento”. Non ci aspettavamo il posto più bello del mondo, e in effetti a parer nostro non lo è stato, ma la vacanza è stata comunque piacevole e interessante (non che sia facile trovare un’occasione in cui per me stare con la mia lei non sia piacevole, ma questo è un altro discorso).

Qualche veloce nota “tecnica” sulla Tunisia. Per entrare nel paese, per lo meno con viaggi organizzati, non serve passaporto, basta una carta d’identità valida per l’espatrio. In aereo fanno compilare un cartoncino che, timbrato dalla polizia di frontiera in ingresso, dovrà essere riconsegnato quando si lascia il paese.

Nessuna vaccinazione obbligatoria, unica avvertenza sanitaria evitare acqua non minerale e frutta lavata sul posto… ma dentro agli alberghi si può stare tranquilli anche in questo.

La moneta è il Dinaro Tunisino (DT), che quando siamo andati noi valeva sugli 0,60 euro. Per il poco che abbiamo potuto sperimentare i prezzi a cui si può arrivare sono circa la metà di quelli italiani. Dico a cui si può arrivare perché è uso trattare ogni acquisto, e questo vale sia per i turisti che per i locali. All’inizio può risultare divertente e folkloristico, ma all’ennesima contrattazione per noi animi non abituati risulta piuttosto pesante. Comunque, nel trattare andateci pesanti, si riesce quasi sempre ad arrivare a un prezzo pari a 1/5 di quello richiesto all’inizio, spesso anche meno.

La temperatura estiva era abbastanza calda, e nemmeno esageratamente secca come si potrebbe pensare. Punte elevatissime nelle zone desertiche, clima più mite e piacevole brezza sulla costa. Pioggia… beh, noi abbiamo preso giusto qualche goccia una sola sera. Portare quindi abbigliamento estivo, ma non dimenticare una tenuta “lunga” per l’ingresso nelle moschee (dove comunque non fanno entrare turisti nella sala di preghiera, soltanto nel cortile antistante).

La lingua non è un problema. A parte che tutti i Tunisini parlano correntemente oltre all’arabo anche il francese, non ci siamo mai trovati in difficoltà parlando anche esclusivamente italiano (potere dell’euro… purtroppo). L’igiene e la pulizia non sembrano essere il punto forte del paese, guardandosi tutto intorno nel girovagare. Tuttavia abbiamo riscontrato particolare attenzione nel mantenere del tutto accettabili i luoghi frequentati dai turisti.

Questo è quanto, ecco quindi il diario della nostra vacanza: 1° GIORNO – 25/08 Il giorno della partenza. La decisione, unanime, è quella di prendere il treno per Bologna, da dove decollerà il nostro aereo, con grande anticipo. Motivo? Abbiamo un paio di ricordi di Bologna che vanno necessariamente rinverditi. E infatti, dopo un’oretta di treno, veloce accoppiata friggitoria-gelateria. Deludente la prima rispetto a quanto ricordavamo, porzioni piccole e prezzi cari. A pareggiare i conti pensa però la gelateria che ben ricordiamo: proprio sotto alle torri degli Asinelli, un gelato così buono, ma così buono che… provatelo.

Torniamo dunque alla stazione e, con buon anticipo, prendiamo la navetta che ci porta in aeroporto. 5 € il prezzo del biglietto.

Una volta in aeroporto, coda per ritirare i biglietti, coda per il check-in delle valigie (limitate è vero, ma i 5kg del bagaglio a mano non possono bastare per una settimana di vacanza). Un veloce giretto per i negozi della struttura, e per me l’ultimo caffé italiano (esperienza mi insegna a essere molto cauto nel prendere caffè espresso all’estero. Molto meglio provare le bevande locali). Check-in anche per noi dunque e, alle 20.00… un poco in ritardo, l’aereo decolla con noi a bordo.

Il volo, di per sé breve, è stato un poco allungato da un fantasioso scalo a Djerba, ben più a sud del nostro aeroporto di arrivo di Monastir. Qui, quando la mezzanotte è ormai alle porte, cartelli de “I Viaggi del Turchese” ci dirigono ad un pullman. Ancora un’ora di viaggio e verso le 1.30 arriviamo in albergo, ad Hammamet (Hammamet Serail il nome dell’albergo). Check-in veloce e nanna di corsa. La giornata è stata già parecchio intensa.

2° GIORNO – 26/08 La mattina ci svegliamo alle 9.30. Ci sembra più che ragionevole considerata l’ora in cui ci siamo coricati… non siamo nottambuli noi. Baldanzosi scendiamo per la colazione alle 10.05 e… la colazione viene servita fino alle 10.00. Uno dei tanti inservienti dell’albergo, forse mosso da compassione, ci porta ad un bar semivuoto dove è ammassato qualcosa di simile ad avanzi di colazione. Ad ogni modo, qualcosa nello stomaco riusciamo a metterla. Alle 11.30 riunione col rappresentante dell’agenzia di viaggi che, tra una battuta e l’altra, ci comunica che il nostro mini-tour inizierà, diversamente da quanto previsto, la mattina di venerdì. Ne approfittiamo per prenotare per il giovedì l’escursione più interessante che pare mancare al nostro programma: Tunisi, Cartagine e Sidi Bou Said.



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