Tunisia fai da te in 18 giorni

Durata del viaggio: 18 giorni Cambio: 1€ =1,66 TD Itinerario Tunisi: 2 notti Tabarka: 2 notti Le Kef: 1 notte Tozeur: 2 notti Douz: 1 notte Ksar Ghilane: 1 notte Matmata: 1 notte Djerba: 4 notti Mahdia: 3 notti Tunisi: 1 notte Spesa complessiva (pernottamenti, vitto, tutti gli extra tranne i souvenir): 1100 € a testa...
Scritto da: mari77
tunisia fai da te in 18 giorni
Partenza il: 19/08/2006
Ritorno il: 06/09/2006
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Durata del viaggio: 18 giorni Cambio: 1€ =1,66 TD Itinerario Tunisi: 2 notti Tabarka: 2 notti Le Kef: 1 notte Tozeur: 2 notti Douz: 1 notte Ksar Ghilane: 1 notte Matmata: 1 notte Djerba: 4 notti Mahdia: 3 notti Tunisi: 1 notte Spesa complessiva (pernottamenti, vitto, tutti gli extra tranne i souvenir): 1100 € a testa

Premessa: per andare in Tunisia senza un viaggio organizzato è TASSATIVAMENTE OBBLIGATORIO il passaporto!!! 19 agosto – 1° giorno Partiamo da Milano Malpensa di buon’ora, con un volo Alitalia preso con i biglietti premio del programma Millemiglia. Arriviamo a Tunisi verso le 11:30, cambiamo subito un po’ di Euro in Dinari tunisini (TD) presso una delle banche dell’aeroporto e ci dirigiamo all’autonoleggio della Ada Tunisine. Avevamo prenotato dall’Italia, tramite internet, una “Uno clima” (versando una caparra del 10%) a 599 € per 18 giorni, la metà di quello che chiedono altre società tipo Hertz. Poi lì ci hanno dato una C3 nuova di pacca (30 km fatti)! Usciti dall’aeroporto facciamo il pieno di benzina (qui costa meno) e partiamo alla volta di Tunisi. Siamo subito colpiti dalla tremenda guida degli autoctoni, e dalla velocità con cui strombazzano non appena presagiscono che stia per uscire il verde, ma ancor più dai pedoni, che camminano tranquillamente in mezzo alla strada, attraversano senza neanche guardare e si spostano riluttanti solo se corrono un serio rischio di essere investiti! Senza neanche perderci più di tanto rintracciamo l’albergo Maison Dorèe, indicato dall’indispensabile Lonely Planet come una buona soluzione economica. C’è posto, chiediamo di vedere la stanza e ci sembra dignitosa, un po’ spoglia, un po’ vecchiotta, ma pulita. La prendiamo per 46 TD a notte in due, inclusa aria condizionata e colazione. L’albergo è centralissimo, ubicato tra la Ville Nouvelle (la parte moderna) e l’antica Medina, annunciata da una grande porta da cui partono un dedalo di viuzze piene di negozietti i cui proprietari cercano continuamente di attirarti dentro. Mi sono quasi subito innamorata di alcune ciabattine e delle sheesha (pipe ad acqua, tipo narghilè), ma qui la contrattazione è d’obbligo e decidiamo di rimandare gli acquisti agli ultimi giorni, con un po’ di esperienza in più. Sennonchè, mentre sorseggiamo due tè alla menta con pinoli e pistacchi, chiediamo informazioni sui ristoranti della zona al barista, che ci manda subito un uomo a parlare in italiano, nonostante le informazioni le avessimo chieste in francese. Dopo un po’ di chiacchiere ci chiede di seguirlo nel souk dei profumieri, per dare un’occhiata, e noi polli dietro. Entriamo in una bottega e lui inizia in modo professionalissimo (qui sono bravissimi in questo) a farci annusare le varie essenze. A noi delle essenze importa veramente poco, ma il signore è molto gentile e alla fine, dopo blande contrattazioni, ci rifila una boccetta di essenza di gelsomino a 10 TD (a posteriori, una “sola” clamorosa)! Dopo questo “battesimo” tunisino ci ripromettiamo di non farci più intortare e di stroncare sul nascere le conversazioni nate col chiaro intento di venderti qualcosa! Per cena vorremmo andare al blasonatissimo Dar El Jeld, ma con nostro sommo rammarico ad agosto è chiuso, ma contiamo di tornarci il 5 settembre, il giorno prima del ritorno in patria. Ceniamo in un altro ristorante indicato dalla Lonely, il Bolero, dove prendiamo un ottimo menù turistico per soli 8 TD a persona (briq al tonno, filetto di pesce e mousse al cioccolato).

Unica nota stonata della giornata: tornando in albergo troviamo in camera dei piccoli insetti che per i miei gusti somigliano un po’ troppo a scarafaggi…Comunque rimaniamo lo stesso e la notte seguente non ci sono più! 20 agosto – 2° giorno Sveglia alle 8:30 e partenza per le rovine di Cartagine, a circa 20 minuti da Tunisi. Noi iniziamo il giro dal museo, comprando per 7 TD un biglietto che permette l’ingresso in tutti i siti archeologici principali. Ti chiedono 1 TD per fare fotografie…Noi abbiamo la macchina fotografica a tracolla, per cui glieli diamo, ma una volta entrati non ci ha controllato nessuno. 1 TD è poco, vero, ma in Tunisia si inventano dazi per qualsiasi cosa, dopo un po’ viene spontaneo rifiutarsi! I siti sono distanti tra di loro, per cui l’uso dell’auto è consigliato, anche se ho letto ci sia un treno che li collega. Nonostante le rovine siano proprio “rovine” (Cartagine è stata distrutta più volte) e ci voglia un po’ di fantasia per ricostruirne gli antichi splendori, il luogo è molto suggestivo.

Finita la visita a Cartagine abbiamo intenzione di andare a cena a Sidi Bou Said, ma è ancora presto, per cui pensiamo di fare una sosta in qualche spiaggia. Ci dirigiamo a La Marsa, località balneare molto conosciuta in zona, dove troviamo una spiaggia abbastanza carina e anche uno stabilimento con gli ombrelloni di paglia. Ne prendiamo uno per 2 TD…Fa troppo caldo per stare al sole! Guardandoci intorno ci accorgiamo che siamo fra i pochi turisti occidentali e, oltre a me, ci sono un altro paio di donne in bikini. Le donne tunisine indossano le tradizionali tuniche lunghe, con cui fanno anche il bagno per poi ributtarsi zuppe sulla sabbia. Mi sento un po’ a disagio, anche perché, come quasi ovunque in Tunisia, ho tutti gli occhi puntati addosso. La cosa peggiore, però, sono i rifiuti: nessuno utilizza i cestini, che alle volte ci sono pure, ma tutti buttano la loro immondizia dove capita, anche nel mare. Questo non solo sulla spiaggia, ma un po’ ovunque (tranne che sulle spiagge riservate ai turisti), e , purtroppo, ci si deve convivere. Oltre ai rifiuti nel mare ci sono anche un po’ di alghe per cui ci decidiamo di non bagnarci e andare a Sidi Bou Said. E’ una cittadina particolarissima, con case tradizionali bianche dalle porte blu. Prendiamo due tè alla menta e una sheesha con tabacco alla mela al Cafè Sidi Chabanne, che ha una vista fantastica sul porticciolo sottostante. Dopo scendiamo al porto mediante una lunga scalinata (ci hanno detto che sono 365 scalini, per ricordali tutto l’anno…E in effetti si ricordano, soprattutto quando si torna su in salita)! Per cena scegliamo un ristorante fantastico, Au Bon Vieux Temps, elegante, raffinato e con una vista spettacolare. Ordiniamo un couscous d’agnello e uno di pesce, davvero ottimi e serviti nella tradizionale couscousiera. Per dolce, proviamo la Zigra, una crema di vaniglia con pinoli, mandorle e pistacchi. Ottima! Spendiamo un po’, 63 TD in due, ma il posto e il cibo li meritano! Dopo cena torniamo a Tunisi, al solito hotel…Stavolta senza scarafaggi! 21 agosto – 3° giorno Partiamo da Tunisi alle 9:30. Itinerario del giorno: Tunisi, Bizerte, Cap serrat, Tabarka. Nel tragitto per Bizerte ci viene in mente che l’itinerario prevede l’arrivo a Tabarka abbastanza tardi, per cui proviamo a prenotare telefonicamente all’Hotel Les Mimosas, che dalla guida sembra un ottimo albergo. Ci rispondono che non c’è posto fino al 23 agosto. Un po’ rammaricati decidiamo di visitare Bizerte ma di rimandare la sosta a Cap Serrat al giorno dopo (tornando un po’ indietro), in modo tale da arrivare a Tabarka nel pomeriggio e di cercare con calma una sistemazione per le due notti seguenti.



    Commenti

    Lascia un commento

    Djerba: leggi gli altri diari di viaggio