Tunisia, dal Sahara alla costa orientale

Alla scoperta delle tradizioni berbere viaggiando in fuoristrada per i tre deserti fino al mare cristallino di Mahdia
 
Partenza il: 06/08/2012
Ritorno il: 20/08/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Iniziamo con la domanda che ci siamo posti 1000 volte prima di partire: riusciremo a sopportare il caldo tunisino di agosto? Ma sì, al caldo secco si resiste! Più o meno, i 50 gradi si sono proprio fatti sentire però siamo resistiti… Il nostro viaggio alla scoperta della Tunisia ha inizio … buona lettura!

6 agosto

Ore 21.20 il nostro volo Tunis Air destinazione Monastir decolla in perfetto orario e dopo circa 1h e 30 siamo arrivati. Dopo le formalità d’ingresso ci avviamo verso l’uscita dell’aeroporto dove ci aspetta un mini bus che ci porterà in hotel. Lungo la strada incontriamo tantissimi distributori di benzina ed ad ogni rotonda una pattuglia della polizia.

Attraversiamo Sousse, località molto, troppo, turistica costellata da hotel, ed arriviamo a Port El Kantaoui al nostro hotel El Mouradi Club Kantaoui. Il clima caldo e umido ci colpisce: pensavamo fosse molto più secco. Ci assegnano un bungalow non troppo pulito verso l’una di notte; il facchino ci accende l’aria condizionata ma nella notte si rivelerà non funzionante. Alle 4 della mattina Luigi è fuori a boccheggiare, in stanza non si può proprio resistere. Solo il giorno dopo scopriamo che con una caparra di 15 TD (dinari tunisini) ti davano il telecomando …

7 agosto

Trascorsa la notte quasi in bianco, dopo colazione ed aver cambiato 100 euro per poco meno di 200 TD (dinaro tunisino), arrivano i quattro fuoristrada che ci accompagneranno per la settimana di tour. Sul nostro 4×4 siamo in sei, oltre a noi due (Luigi e Marika) Norma, Marco, Marina e Massimo.

Saliamo in macchina e, visto che oggi è il compleanno di Marika, cerchiamo ti intonare Happy Birthday… anche quest’anno festeggiamo in ferie, in giro per il mondo!

Prima tappa Takrouna: un paesino in cima a una collina con le tipiche case beduine, qui in alcuni scorci cominciamo a scattare diverse fotografie. Il caldo si fa sentire anche se non ancora troppo umido. Dopo poco partiamo per Jradou dove ci colpiscono gli anziani che con l’afla, una pianta molto resistente, confezionano ceste e sacche per i muli.

Viaggiamo poi per ore in mezzo a ulivi secolari fino quasi alle porte del deserto. Lungo la strada anche altissimi fichi d’india che creano una barriera impenetrabile, piante di agave e tantissimi venditori di angurie e meloni di dimensioni impressionanti. Raggiungiamo finalmente Zaghouan, dove visitiamo il tempio dell’acqua; dai piedi di queste montagne partiva l’acquedotto che riforniva Cartagine.

Si vedono ancora i resti del colonnato e una piscina a forma di otto fiancheggiata da verde e piante. Prima di pranzo vediamo anche l’Hammam Bent Jedidi, in fase di ristrutturazione, all’intermo una fonte di acqua termale calda.

Ci attende il pranzo e la degustazione dei vini locali, non hanno però nulla a vedere come gusto al vino piemontese a cui siamo abituati…

Dopo 1h e 30 arriviamo a Kairouan. Ci avviciniamo a delle imponenti mura e pensiamo che sarà meta della nostra prossima visita, invece scopriamo, con enorme piacere, che si tratta dell’hotel 5 stelle dove alloggeremo. Lo splendido hotel La Kasbah è costruito nelle mura dell’antica Medina.

Sono le 17 e la temperatura esterna supera i 40 gradi ma il clima è decisamente più asciutto e sopportabile; c’è aria caldissima e sembra di avere un phon acceso in faccia alla massima potenza. Noi per combattere la calura ci regaliamo subito un bel bagno in piscina.

8 agosto

Iniziamo la giornata con la visita di Kairouan e la vista aerea delle cisterne aghlabite. Qui, come in altri siti, prima di entrare, bisogna pagare 1 TD per il diritto di foto. Da queste cisterne, nel XV secolo, le carovane in partenza per Tunisi attingevano l’acqua. Terminata l’osservazione ci spostiamo verso il Mausoleo del Barbiere di Maometto: si tratta di un monumento in stile arabesco con forme geometriche ripetute all’infinito e motivi floreali sugli azulejos, visto che la religione mussulmana vieta le immagini sacre. Colpiscono le sculture di gesso e la splendida cupola.

All’uscita raggiungiamo la Grande moschea e ci addentriamo nel cortile per visitarla. Anche qui ci consegnano dei parei per coprire gambe e spalle, come non bastasse il caldo… L’ampio cortile centrale, eretto nel 670 d.c. , è circondato da un porticato con doppie colonne ricavate da siti archeologici, tra loro sono tutte diverse. All’interno della moschea non troviamo i tappeti come avevamo visto lo scorso anno ad Istanbul, ma stuoie in vimini perché d’estate sono meno calde. Di fronte alla moschea si trova il minareto con la struttura di una fortezza ed al centro del cortile la cisterna per raccoglie l’acqua e una meridiana per conoscere l’ora delle preghiere.

Usciti dal luogo sacro ai musulmani ci dirigiamo verso una cooperativa di produzione di tappeti.

In una fresca sala ci offrono tè alla menta e ci mostrano molti tipi di tappeti, dai Kilim in lana ai preziosi tappeti di seta. Noi non acquistiamo nulla. Ritemprati dalla pausa ci spostiamo verso la Medina, la città vecchia, ed il suo suk, dove troviamo decine di botteghe che vendono spezie, pelletteria, porcellane, dolci e tanti altri prodotti tipici.

All’esterno della Medina esploriamo un mercato un po’ meno turistico con montagne di vestiti ammassati, frutta, verdura e vediamo anche un uomo che vende polli vivi e un macellaio con tutta la carne appesa al calore. Si tratta di un mercato veramente “rustico”.

Pranziamo in un elegante ristorante degustando i piatti tipici; per la prima volta assaggiamo l’harissa una salsina piccante al peperoncino rosso che si abbina al couscous e i Brik degli involtini fritti di pasta di filo con patate, uovo e prezzemolo. Sono veramente buonissimi!

Dopo pranzo la carovana parte per Tozeur, la città alle porte del deserto e delle grandi oasi montane.

Ci attendono però quattro ore di auto. Lungo la strada incontriamo dei rivenditori abusivi di benzina che con taniche da 20 litri fanno rifornimento. Qui la benzina, proveniente dalla Libia, è di qualità inferiore e costa 40 centesimi al litro; nei distributori ufficiali 60 centesimi. Vediamo chilometri di strada fiancheggiata da fichi d’india e ulivi poi sempreverdi e arbusti e successivamente il desolato e sconfinato deserto giallo. Ogni tanto in lontananza vediamo qualche dromedario solitario anche se sono di più i cartelli di “pericolo attraversamento cammelli” sulla carreggiata!!! Non possiamo esimerci dal fotografarli. Una foto ci costa quasi la spinta del fuoristrada che per un istante sembra ribellarsi al caldo ed esita a ripartire. Dal nulla, in lontananza, spunta un oasi grandissima e il verde e le palme spiccano nel deserto.



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