Tri fo uan dolah

Continuiamo il racconto iniziato in Laos, quest'anno si fa sul serio!, ricordando che le uniche cose autentiche sono le note a piè pagina. “Le ultime informazioni classificate riferiscono che la scatola nera sia stata prelevata da una cellula dei Khmer rossi e che con tutta probabilità ora si trova Phnom Penh.” enunciò Barney[1]. “I...
Scritto da: igordr
tri fo uan dolah
Partenza il: 26/07/2008
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 2000 €

Continuiamo il racconto iniziato in Laos, quest’anno si fa sul serio!, ricordando che le uniche cose autentiche sono le note a piè pagina.

“Le ultime informazioni classificate riferiscono che la scatola nera sia stata prelevata da una cellula dei Khmer rossi e che con tutta probabilità ora si trova Phnom Penh.” enunciò Barney[1].

“I Khmer rossi?!” strabuzzò Greg “Esistono ancora i Khmer rossi? E cosa fanno?! Complottano incidenti internazionali tirando le dentiere addosso ai turisti?“ “Beh non proprio,” rispose Barney arrossendo come fosse stato colto in fallo in un’interrogazione a sorpresa al liceo “i vecchi nostalgici non hanno mai abbandonato i deliranti piani per riorganizzare la Cambogia secondo i loro ideali di ordine. E sono riusciti a raccogliere anche un certo consenso, soprattutto fra i giovani delle remote province rurali del paese.” Barney era entrato nell’esercito dopo gli studi universitari, più che altro perché non riusciva a trovare un altro lavoro che lo soddisfacesse, o meglio perché non aveva ancora capito quale lavoro lo soddisfacesse. Lì poi era rimasto, un po’ per pigrizia e un po’ perché dopotutto la mimetica gli vestiva bene. Così, anche se i suoi sogni di bambino lo avevano portato a laurearsi in architettura, si era ritrovato invece a fare esattamente il contrario, cioè a specializzarsi nel campo delle demolizioni.

“E voi due a chi state sulle palle? Intendo per essere state spedite in questa fogna?” si rivolse Greg agli altri due soldati in gonnella.

“Tenente Klaudija S., specializzata in incursioni subacquee[2], signore!” “Complimenti! Chi è il genio al quartier generale che ti ha mandato qui? Forse era il caso di informarlo che il Laos non ha nessun sbocco sul mare! E tu invece?” disse Greg rivolgendosi alla più giovane del gruppo “Stanca della vita già alla tua età?” “Tiratore scelto Annushka B., signore.” “Tiratore scelto?!” notando la gracilità della soldatessa “Stiamo parlando di proiettili o mi stai confidando che hai imparato a tirare patatine per terra da McDonald? Va beh, probabilmente mi sarai utile in questa missione, sicuramente più di un incursore della marina. Allora Barney, quali sono gli ordini?” “Domani alle 05:00 partenza per la capitale della Cambogia a bordo di un elicottero militare[3]. Alle 08:00 incontreremo il nostro contatto in loco con le istruzioni precise.” “Allora signori, grazie di tutto, fatemi continuare la mia meditazione…” disse Greg circondato dagli sguardi increduli della sua squadra “…Cosa c’è da guardare? E’ un modo gentile per dire fuori dalle palle!” ——————————– [1] Barney è la versione Inglese contratta di Bernardo che a sua volta è l’italianizzazione di Boris (mio fratello).

[2] Istruttrice subacquea in realtà.

[3] Per chiunque decidesse di spostarsi all’interno dell’Indocina, sicuramente la maniera più comoda e conveniente è usare Air Asia (www.Airasia.Com).

URLA NEL SILENZIO Quando alle 08:00 in punto la squadra tocco terra a Phnom Penh, un autista era già lì ad aspettarli pronto ad accompagnarli a Choeung Ek[4]. Dopo mezz’ora di viaggio in mezzo alla polvere, arrivarono a destinazione, lì un cambogiano di nome Tom era in attesa.

“Un posto più comodo per incontrarsi no eh!? Sarebbe stato troppo facile!” esordì Greg senza neanche salutare.

“Io qui ci lavoro” rispose Tom “conduco visite guidate nei campi di sterminio.” “Bello come lavoro! Sempre meglio di un calcio nei testicoli.” “Io ero qui quando i Vietnamiti arrivarono a Choeung Ek” continuò velatamente commosso il gracile cambogiano “c’ero anche quando scoprirono questa vergogna.” Greg ascoltò in rispettoso silenzio le parole, notando nel frattempo che da terra spuntavano pezzi di ossa umane[5].

“I Khmer si trovarono presto davanti al problema di dover uccidere moltissime persone senza spendere un capitale in pallottole; prima provarono a mettere in fila le vittime per ucciderle con un solo proiettile, ma poi arrivarono a inventare sistemi molto più atroci.” “Su questo albero ad esempio” continuò Tom indicando un grosso arbusto “venivano uccisi i bambini davanti alle loro stesse madri, semplicemente afferrandoli per i piedi, sbattendoli con violenza addosso al tronco e poi gettandoli moribondi in questa fossa comune.” “I colpevoli di questo scempio sono stati almeno sgridati?” chiese Greg conoscendo già la risposta.

“I carnefici riuscirono a scappare e tutt’oggi, quelli che ancora sono vivi, si nascondono nelle foreste ai confini con la Thailandia. E’ per questo che vi darò una mano a trovare la vostra preziosa scatola nera, trovando lei io troverò loro e li porterò davanti ad un tribunale internazionale[6]. Dunque preparatevi, domani a mezzogiorno partiamo per Siem Reap.” L’idea era quella di dormire il più possibile per essere in piena efficienza l’indomani, ma Greg alle 05:00 aveva già gli occhi spalancati come una civetta. Uscì dall’albergo[7] e scese in strada, dove un gruppo di ragazzi stava scherzando allegramente.

“Fare footing la mattina non è di moda?” chiese allungando un sigaro toscano[8] ad uno dei ragazzi.

“Qui Mister, la gente di mattina si esercita nelle arti marziali, adesso li trova tutti al monumento dell’indipendenza[9].” “Mi ci porti?” “Salga sul mio tuc tuc, la corsa la offro io.” disse il ragazzo che con orgoglio sfoggiava il sigaro tra le labbra.

Dopo essersi esercitato nel Tai Chi con delle vecchie signore ed aver scambiato allegramente qualche colpo di Taekwondo con i ragazzi di una scuola di arti marziali, Greg tornò in albergo tonificato dal suo allenamento mattutino a cielo aperto.

“Giù dalle brande soldati! Recuperate i vostri fucili di precisione, le vostre pinne e mettiamoci in movimento, Tom è giù che ci aspetta.” “Nessun problema Capitano” balzò in piedi Barney “il mio zaino era già pronto ieri.” “Che diavolo hai dentro quello zaino, Barney? Sembra pesare come un incudine!” Greg aprì la chiusura lampo dello zaino tattico e rimase a bocca aperta: “Ma qui ci saranno 50 Kg di C4! Cosa hai intenzione di fare? Dobbiamo nuclearizzare l’Indocina?” “Semplice prudenza.” rispose il sergente, che senza sforzo caricò sulle sue alte spalle il malloppo.

“Devo ricordarmi di starti lontano quando fumo i miei sigari.” ——————————– [4] Preparatevi ad essere continuamente avvicinati dai conducenti di tuc tuc, i quali vi proporranno di farvi visitare i famosi “Killing Fields” ovvero i campi di sterminio dei Khmer rossi, nella speranza che qualcun altro prima di loro, non vi ci abbia già accompagnato.



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