Trekking… vista mare

Camminando da Camogli a Portofino
Scritto da: doc-mcstuffins
trekking... vista mare
Partenza il: 18/07/2014
Ritorno il: 19/07/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Approfittando di un’estate non particolarmente rovente, decido di togliermi un pallino che da un po’ mi ronzava in testa: il trekking da Camogli a Portofino. Coinvolgo all’ultimo minuto un amico più “camminatore” di me e un venerdì sera di luglio partiamo dopo il lavoro alla volta di Camogli. Abbiamo trovato due posti letto presso la Foresteria Margherita, un piccolo B&B a 10 min a piedi dal centro di Camogli, semplice ma arredato con gusto e molto pulito. Dopo una cena leggera da “Sigù”, subito a nanna.

La mattina successiva ci svegliamo di buonora: per colazione c’è di tutto un po’ (anche la focaccia appena sfornata!!)… noi purtroppo non possiamo approfittarne troppo. Intorno alle 8.00 si parte e subito ci aspetta una bella salita per arrivare fino a San Rocco: da qui già si gode un panorama notevole su Camogli e la sua baia. Attraversiamo il piccolo centro abitato e poi la strada (molto ben segnalata con 2 bollini rossi) si inoltra in un fitto bosco, che lascia ogni tanto intravedere un po’ di mare: questa parte di sentiero è pianeggiante e la passeggiata è molto piacevole. Ben preso usciamo dalla macchia boschiva e arriviamo nella zone detta “batterie”, proprio perché vi sono ruderi di batterie risalenti alla seconda guerra mondiale: questo tratto è veramente molto bello e lo sguardo può spaziare tra panorami stupendi.

Proseguendo si incontra il cosiddetto “passo del bacio”: un tratto a strapiombo sul mare dove sono state fissate delle catene alla roccia per maggior sicurezza (sconsigliato a chi soffre di vertigini!). A questo punto il sentiero scende brevemente per poi inerpicarsi nuovamente fino a raggiungere la cresta: sarà che ormai sono le 11 e il caldo inizia a farsi sentire, sarà che io non sono molto allenata, ma questo tratto mi ha fatto veramente dubitare di me stessa! Raggiunta la cresta ho salutato il panorama che si apre su San Fruttuoso come la terra promessa e poi via, quasi di corsa, in discesa verso il mare, con in testa il solo pensiero di tuffarmi il prima possibile! Dopo un meritato bagno (il più gratificante della mia vita!) nelle acque limpide della baia di San Fruttuoso, si riparte: il posto che abbiamo scelto per il pranzo ci impone una deviazione che ci allungherà un pochino la strada, ma ne vale assolutamente la pena! Invece di proseguire verso “base 0”, attraversiamo il piccolo borgo verso la torre genovese e seguiamo le indicazioni per “pietre strette” (sentieri segnato con un cerchio vuoto all’interno): siamo diretti all’agririfugio Molini, quella casetta bianca che spicca nel verde della vegetazione più o meno a metà del pendio alle spalle dell’abbazia; un’altra scarpinata in salita di circa mezz’ora pienamente ricompensata da quel che ci aspetta in cima: pranziamo di fronte (nel vero senso della parola: i tavoli hanno le sedute da un solo lato!) ad un panorama mozzafiato, gustando piatti semplici a base di prodotti genuini: torte salate, patè di olive, formaggi con marmellata di mele cotogne (ottima!) e poi il minestrone (quello genovese, con un cucchiaio di pesto), pane casereccio e acqua fresca della sorgente, sciroppo di mirtilli (non servono bibite…e anche questo fa loro onore!). I proprietari sono cortesi e simpatici; ad una nostra richiesta di informazioni, ci forniscono anche la carta dei sentieri del parco. Dall’agririfugio prendiamo il sentiero in salita verso Ghidelli e poi la deviazione (in discesa) verso “Base 0”: altro punto panoramico di notevole bellezza. Da qui ci aspetta un lungo tratto panoramico pianeggiante molto piacevole. Il sentiero si inoltra nuovamente nel bosco e dopo poco ci troviamo nel piccolo abitato di Prato (lo riconoscerete dai lampioni verdi in stile retrò) e poi una lunga scalinata in discesa ci porta ad Olmi e quindi a Portofino. Arriviamo giusto in tempo… per perdere l’ultimo traghetto verso Camogli! Poco male: chiamiamo il servizio traghetti, dove un gentilissimo operatore ci dice di prendere quello per San Fruttuoso delle 17.30 e da lì quello per Camogli: penserà lui stesso ad avvisare il secondo battello di aspettare per non farci perdere la coincidenza.

Durante la traversata in nave rivediamo il percorso che abbiamo fatto a piedi… da un’altra prospettiva. Arriviamo a Camogli intorno alle 18.30 e ci incamminiamo verso l’automobile, che il gentilissimo gestore del B&B ci ha consentito di lasciare nel loro parcheggio privato (cosa non da poco, vista la scarsità di posti auto, tipica della Liguria!) e torniamo a casa, stanchi ma molto soddisfatti per la bella gita, che consiglio a tutti quelli che hanno voglia di scarpinare un po’!



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