Tre settimane tra Kirghizistan e Uzbekistan

Un viaggio in Asia Centrale tra la natura del Kirghizistan e le splendide città dell'Uzbekistan, con una sosta anche sul Lago d'Aral.
Scritto da: puremorning1999
tre settimane tra kirghizistan e uzbekistan
Partenza il: 01/08/2019
Ritorno il: 20/08/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

7. Alberghi: buoni in genere, ma le yurte in Kirghizistan richiedono una certa dose di adattamento, in quanto i campi sono privi di docce ed i bagni comuni sono vere e proprie latrine maleodoranti. Il campo yurte sul Lago d’Aral, al contrario, è un po’ meglio. Noi abbiamo prenotato tutti gli hotel dall’Italia direttamente o quasi sempre tramite booking.com. Sempre buona la colazione.

8. Pulizia: entrambi i paesi sono più puliti dell’Italia. Non è necessario aggiungere altro!

9. Cibo. Ottimo, senza tema di smentite, soprattutto nelle città ed è uno degli aspetti più interessanti del viaggio.

10. Lingua. L’inglese è in genere parlato poco, anche se alla fine in qualche modo si riesce a farsi capire. Conoscere il russo, anche solo un poco, è estremamente utile per parlare con la gente, negoziare i taxi, chiedere indicazioni. Utile, quindi, portare un dizionario italiano-russo o scaricare un’app appropriata.

11. Quanto alle guide, abbiamo utilizzato le Bradt del Kirghizistan (aggiornata al 2015) e dell’Uzbekistan (aggiornata al 2016), che, per quanto buone per la descrizione storica e artistica degli edifici, sono decisamente datate. Abbiamo consultato anche la guida della Lonely Planet sull’Asia Centrale, ma è davvero troppo sintetica. Utile anche il nuovissimo numero de “I Meridiani” sull’Uzbekistan. Per girare a Bishkek e Tashkent abbiamo scaricato l’App GPSMyCity, che consente di preparare un walking tour personalizzato ed è consultabile in loco anche off-line.

12. Assicurazione: noi abbiamo una polizza annuale con Globelink, che fortunatamente non abbiamo utilizzato.

diario di viaggio

1/2° giorno

Partiamo con quasi un’ora di ritardo dall’aeroporto di Orio al Serio, ma fortunatamente ripartiamo da Istanbul in tempo, atterrando a Bishkek addirittura con 15 minuti di anticipo. Il nostro hotel (Bishkek Centrum Hotel, centrumhotel.kg; USD 52,40 la doppia con bagno e colazione; molto buono) ci consente molto gentilmente di prendere possesso della stanza anche se non sono neppure le 8 del mattino, per cui, una volta lasciati i bagagli ed i valori, iniziamo ad esplorare la città. Visitiamo la piazza di Ala-Too, la Casa Bianca, i parchi Panfilov e Dubovy, ma falliamo miseramente con il museo nazionale kirghizo ed il Museum of Fine Arts, perché sono entrambi chiusi a sorpresa. Riusciamo anche a fare una visita in un paio di centri commerciali, a fare un giro sulla piccola ruota panoramica, dalla quale si può perlomeno apprezzare la bella posizione della città ed a concederci un’ottima cena presso il ristorante Navat (navat.kg/en; 1000 SOM in totale). Bishkek è una città che non ha proprio nessun’attrazione particolare; perlomeno però l’atmosfera generale è piacevole, anche se oggi il caldo si fa sentire in maniera decisa (ci sono circa 36°). Senza dubbio è un luogo utile ed interessante come porta d’ingresso in Kirghizistan, ma è difficile che vi tenga occupati più di un giorno.

3° giorno

Poco dopo le 9 viene a prenderci Nurtilek, la guida inviataci da “Silk Road Explore”, un’agenzia alla quale, mentre eravamo ancora in Italia, abbiamo chiesto di organizzarci un tour in Kirghizistan da noi ideato (silkroadexplore.com; USD 630 a testa tutto incluso. In realtà Nurtilek lavora per l’agenzia “I Am Nomad”, im-nomad.com, per cui probabilmente i veri organizzatori sono stati questi ultimi). Dopo una serie di formalità, lasciamo Bishkek per visitare la torre di Burana, patrimonio Unesco, ed il piccolo museo. Non vi trascorriamo molto tempo, ma quello che vediamo risulta interessante, in particolar modo le sculture con raffigurazioni umane. Ci mettiamo di nuovo in auto e, dopo un rapido pranzo nella versione locale di un autogrill, continuiamo il nostro viaggio verso il lago di Song Kol. Il paesaggio circostante diventa sempre più intenso man mano che proseguiamo, in particolar modo dopo il reservoir di Ortotokoy, per cui aumentano notevolmente le soste fotografiche. Il lago di Song Kol ci accoglie in modo spettacolare: ad est imperversa un temporale, mentre ad ovest il tempo è splendido. Fortunatamente il nostro campo yurte è proprio a ovest (Murat Anara). La prima cosa che ci colpisce è la temperatura, più bassa di almeno 20 gradi rispetto a Bishkek, con il vento che aumenta la sensazione di freddo. Il posto però è talmente bello che non ci pensiamo due volte e decidiamo di raggiungere la sponda del lago. Passiamo un po’ di tempo a gironzolare ed a goderci un tramonto da cartolina, per poi cenare con Nurtilek e la famiglia kirghiza che ci ospita: madre, padre e figlia. La madre, una volta saputo che siamo italiani, intona “L’italiano” di Toto Cutugno e ci tiene a farci sapere di essere una fan di Celentano (apprezzato anche dal papà), Ricchi e Poveri, Al Bano e Romina Power! Anche se non parlano inglese, la tavola imbandita in modo sontuoso e l’atmosfera familiare trasformano questa serata in qualcosa di simile ad un homestay vero e proprio. Dopo l’”omin” che suggella il fine pasto, approfittiamo dell’assenza di inquinamento luminoso per scattare delle foto in notturna.

4° giorno

Ci svegliamo con calma e, dopo aver ammirato lo splendido paesaggio circostante, facciamo colazione e ci spostiamo nel campo adiacente (Shepherd’s Life Batai Atral). Iniziamo quindi il programma della giornata, che prevede un giro a cavallo. Facciamo presente che non abbiamo quasi nessuna esperienza, per cui ci assegnano dei cavalli mansueti. Giriamo quindi nei dintorni per un paio d’ore: Song Kol ed i monti del Tien Shan sono davvero incredibili, complice anche un tempo perfetto. Verso mezzogiorno andiamo ad immergere i piedi nel lago pressoché immobile e dopo pranzo ci torniamo, ma ci rendiamo conto che all’orizzonte c’è una tempesta, che man mano si avvicina verso di noi, per cui facciamo ritorno nella yurta per un paio d’ore. Fortunatamente torna il sole e riprendiamo il nostro giro: facciamo la conoscenza anche di alcuni signori kirghizi che ci invitano a bere con loro! Dopo un’oretta però siamo costretti a tornare nella yurta perché le nuvole ritornano a farsi minacciose. Nel tardo pomeriggio torniamo sul lago, ceniamo presto e giochiamo a carte per un po’ con la nostra guida. Andiamo poi a vedere un tramonto perfetto e chiudiamo la giornata anche oggi con alcune foto notturne.



    Commenti

    Lascia un commento

    Aral: leggi gli altri diari di viaggio