Tre capitali in cinque giorni

Due giorni a Vienna e due a Budapest, passando da Bratislava e sul lago Balaton
Scritto da: dimodriver
tre capitali in cinque giorni
Partenza il: 02/01/2016
Ritorno il: 06/01/2016
Viaggiatori: 4
Spesa: 500 €

Tre capitali in 5 giorni!

Sulle capitali europee, per queste feste natalizie aleggia la paura di attentati terroristici, ma a noi piace andare contro corrente e quindi, eccoci in partenza sabato 2 gennaio 2016, in una pioviggine mattutina che si faceva “desiderare” da ben due mesi. La nuova variante di valico sull’appennino è stata inaugurata da appena una settimana, la percorriamo accompagnati da pochi altri veicoli. In effetti il traffico è scarso e all’ora di pranzo siamo già in Austria. Sostiamo all’autogrill affacciato sul Worthersee, che purtroppo non ci regala un gran panorama, avvolto com’è in una dannata nebbiolina. Ce lo ricordiamo blu, come l’abbiamo visto quando d’estate siamo passati da qua, mentre gustiamo un tipico pasticcio di patate, che a prima vista c’erano parse lasagne… Proseguiamo spediti fino a Vienna. Passiamo davanti al castello di Belvedere e non posso evitare di immortalarlo, mentre cala il buio, e un vento gelido ci presenta l’inverno continentale. Il navigatore ci guida senza errori davanti al Meininger Franz, l’hotel che abbiamo prenotato per due notti. Camera familiare con bagno e garage per l’auto 230 €. Il tempo di lasciare le valige, avvolgersi con sciarpe, cappelli, calzemaglie e siamo in marcia verso il centro. Restiamo spiazzati dalla temperatura veramente rigida, con -7 non si può che camminare velocemente. In un quarto d’ora siamo già di fronte al Rathaus. Il palazzo del municipio, si affaccia su un piccolo parco in cui dovrebbe esserci un bel mercatino di Natale, ma con nostro stupore, le casette di legno sono in fase di smontaggio, circondate da transenne da cantiere. Di fronte c’è il Burgtheatre dove ci rifugiamo per curiosare, ma sopratutto per riportare la temperatura corporea, a livelli accettabili. Da qui puntiamo verso il centro cittadino vero e proprio, dove l’imponente Cattedrale compare improvvisamente. Lo stile gotico, ricorda i castelli dei bambini in riva al mare, l’interno è austero. Le vie pedonali principali, il Graben e la Kartnerstrasse, sono uno spettacolo con gli addobbi natalizi, ma fa troppo freddo, in giro c’è poca gente, e ben presto anche noi ci rifugiamo in un bistrot: Il Tempo, a pochi passi dalla cattedrale, dove mangiamo la tipica braciola viennese, impanata e fritta. Dopo cena girelliamo per un poco, ma poi il clima glaciale, ci spinge ad affrettare il passo, per far velocemente rientro, al calduccio della nostra stanza d’albergo.

Domenica 03 Gennaio 2016

Dal settimo e ultimo piano si dominano i tetti della città, che neanche stamattina sono imbiancati. Avvolti nelle nostre sciarpe di lana, torniamo allo scoperto sotto un cielo grigio, ed un freddo esagerato. Facciamo un’ottima colazione in un locale vicino, che è una via di mezzo tra un fornaio ed un bar pasticceria. Ci sono due piccoli tavoli e quattro sedie, giuste, giuste per noi. Cappuccino, cioccolata calda, kraffen, muffin e tanti buoni dolcetti di pasta sfoglia, ideali per cominciare bene la giornata. Torniamo in strada e raggiungiamo la chiesa di Votivkirche. Fatta costruire da Francesco Giuseppe, nel 1879, come atto di devozione per essere miracolosamente sopravvissuto ad un’attentato all’arma bianca. Onestamente l’interno di questi edifici di culto, così severi e scarni, abituati alle bellezze di casa nostra, non ci entusiasmano, comunque, almeno per qualche minuto ci ripariamo un po’ dal freddo. Proseguiamo lungo il ring, e ci fermiamo di fronte al parlamento, una bella costruzione in stile neoclassico, con un imponente colonnato bianco, e una gradinata dove ci facciamo immortalare tutti insieme, da due giovani delle parti nostre. In effetti, passeggiando per le vie di Vienna, si sente molto parlare italiano, e tanti negozi e locali, hanno richiami al nostro paese. Giungiamo nella zona dei musei, e da qui prendiamo una bella strada pedonale, che ci introduce al centro. Curiosiamo un po’ qua e là, e a mezzogiorno siamo all’Hoher Markt, la piazza più antica della città. Davanti al famoso orologio, attendiamo lo scoccare dell’ora, che fa partire un carosello di statuine, per la verità un po’ deludente. Cominciamo a metterci alla ricerca di un locale in cui pranzare. Nelle vie centrali, ce ne sono tanti, ma i prezzi sono un po’ cari… Infine, in una traversa della centralissima Kartnerstrasse, siamo invitati da un butta dentro, a dare un’occhiata al menù turistico del suo Morris pub. Siamo i primi clienti del pranzo, ma piano, piano il locale si riempie. Una calda zuppa con la frittata, è l’ideale con questo clima, e poi la classica braciola viennese, insalata e patatine. Con 50 euro in quattro, ci rientrano anche due deliziosi panini e il caffè espresso. Decidiamo di visitare il palazzo Hofburg. All’ingresso non troviamo coda, ma hanno terminato le audio guide, per cui entriamo solo con dei foglietti da leggere. La prima parte del museo è dedicata ai pregiati servizi di porcellana e di posate d’argento, un po’ ripetitivi sinceramente, che ben presto portano Simone (12 anni), alla noia e quindi all’intolleranza, fino a diventare insopportabile. Passando alla visita dei sontuosi saloni imperiali, la situazione cambia di poco, oltretutto c’è anche parecchia gente. Ritrova il sorriso solo quando capisce che siamo vicini all’uscita. L’ora della merenda è passata da poco, a Vienna non può mancare l’assaggio della vera torta Sacher. Di fronte al lussuoso hotel Sacher c’è coda, ma non ci scoraggiamo, e con -7 gradi aspettiamo quaranta minuti, prima che si liberi un tavolino per noi. Siamo in un angolo accanto alla vetrata, ordiniamo le torte, e cioccolata con panna. La fama del locale dove è stata inventata la ricetta della Sacher, non si smentisce. Mai mangiata così buona e con gli ingredienti così ben amalgamati. Sicuramente, il ricordo più dolce della città. Tra una cosa e l’altra facciamo l’ora di cena, e anche se abbiamo già soddisfatto i nostri appetiti, i pargoli non vogliono rinunciare ad un kebab, che si gustano con i guanti, mentre ci facciamo una “fresca” passeggiata di rientro. È l’ultima serata viennese, e una volta messa la famiglia al riparo dal freddo, io mi armo di treppiede e macchina fotografica, e riparto per un tour nella zona centrale. Non trovo molta gente in giro ad intralciarmi, ma nonostante il mio grandangolo, devo ammettere che il centro di Vienna, non si lascia immortalare tanto facilmente, visto la mancanza di grandi piazze.

Guarda la gallery
cultura-s29ac

Bratislava

cultura-hpm9e

Budapest



    Commenti

    Lascia un commento

    Austria: leggi gli altri diari di viaggio

    Video Itinerari