Tra sceicchi, emiri e sultani: Emirati Arabi Uniti e Oman di Seconda parte: Oman

Viaggio tra futuro e passato, dall'avveniristica architettura di Dubai ai meravigliosi forti e paesaggi omaniti. Un viaggio alla scoperta di luoghi, persone e culture a noi nuove
Scritto da: morro84
tra sceicchi, emiri e sultani: emirati arabi uniti e oman di seconda parte: oman
Partenza il: 10/03/2013
Ritorno il: 24/03/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

E’ il 15 marzo, la sveglia suona che su Dubai è ancora notte. Ci aspetta il transfer in aeroporto e il volo Emirates per Muscat. Arrivati in aeroporto, sbrighiamo con qualche inconveniente (gente con scatoloni immensi, tv color ecc… al check in) le pratiche biglietto, con ancora più problemi il passaggio metal detector (troppi passeggeri e troppo pochi metal detector aperti), ma alla fine siam sul volo. Un’ora dopo atterriamo in una Muscat parecchio calda, passiamo il controllo passaporti, ritiriamo il bagaglio e… Welcome to the Jungle! Sì, è la prima impressione che abbiamo avuto uscendo dagli arrivi. Gente ovunque, in mezzo al passaggio passeggeri, mille persone ad abbracciare il parente di turno appena arrivato, insomma, un marasma da far paura. Meno male che è in costruzione l’aeroporto nuovissimo perché con questo non ce la si può fare.

Cambaimo qualche soldo (1 Rial sono 2 Euro! Ed 1 Rial sono 1000 Baisa per intenderci). Compriamo una scheda Sim locale, convenientissima per chiamare l’Italia; ritiriamo la macchina presa a nolo, una Toyota Prado immensa. La scelta (azzeccatissima) di un fuoristrada 4×4 è dovuta al fatto che molte strade secondarie sono sterrate, percorribili solo con auto del genere, come leggerete successivamente.

Usciamo dalla zona aeroporto e attraversiamo in autostrada Muscat, mangiamo un boccone e via verso la punta estrema dell’Oman, destinazione Sur, ovviamente con numerose tappe intermedie. Subito non si può non notare uno degli sport nazionali locali: L’ATTRAVERSAMENTO DELL’AUTOSTRADA! Si è proprio vero: si mettono sul bordo e appena c’è spazio partono in scattone per attraversare!! Di una pericolosità totale!! Va anche detto che le passerelle di attraversamento sono parecchio distanti le une dalle altre, indi è quasi comprensibile un gesto così sconsiderato.

Una volta sull’autostrada per Sur, ci affidiamo alle dolci cure della Lonely Planet e del GPS di Guido. Dopo pochi chilometri decidiamo di uscire dall’autostrada e proseguire passando su delle strada interne, più lente ma molto panoramiche e bellissime. Seguiamo le indicazioni per Mazala che raggiungiamo dopo aver attraversato degli stupendi paesaggi formati sopprattutto da rocce, sporadiche oasi di verde e paesini dimenticati dal mondo. Arriviamo a Mazala e, seguendo le indicazioni della Lonely, la attraversiamo e nell’uscirne, osserviamo il suo meraviglioso forte, situato ad un’estremità del paese, a ridosso di un torrente molto pittoresco.

Poche centinaia di metri dopo la strada asfaltata improvvisamente finisce ed inizia lo sterrato, nonché la nostra prima avventura off-road. Seguiamo la strada che s’inerpica sulle colline, facendo numerosi stop per fotografare canyon, paesaggi e immagini che viste dall’alto nel silenzio totale della zona, danno un tocco magico al territorio. Una cosa che noteremo in tutto il viaggio, è che in Oman c’è forse uno degli unici territori difficilmente trovabili da noi: il deserto e i rilievi rocciosi del deserto, con tutte le sfumature paesaggistiche annesse (vedesi, in primis, le oasi e i canyon).

Superati questi paesaggi, proseguendo nel nulla desertico, la prossima tappa da notare sono i funghi nel deserto. No non sono i funghetti allucinogeni locali, ne le visioni dovute al caldo, bensì delle curiose formazioni rocciose che, erose alla base dalla sabbia e terra e roccia portata dal vento, han effettivamente la forma di funghi, chi più grandi, chi più piccoli. Insomma, dei super porcini rocciosi.

Seguendo la strada ed il GPS, rientriamo in autostrada, e proseguiamo verso Sur. La prossima tappa è il Bimmah Sinkhole. Qui son necessarie 2 precisazioni: in Oman evidentemente l’addetto alla traduzione dai caratteri arabi ai nostri non è mai lo stesso. Questo porta a una discreta libertà nel dare i nomi alle località. Bimmah lo potrete trovare scritto così, oppure Bimah, o Bamah. Bisogna esser flessibili e fantasiosi quando si cercan le località. Seconda precisazione è che molti luoghi interessanti son ben segnalati sull’autostrada tanto che non è stato difficile trovare il Bimmah sinkhole, i vari wadis visti ecc…

Il bimmah sinkhole altro non è che un’enorme dolina, piena d’acqua salata con una profondità tutt’ora poco nota e delle sfumature di colore che cambian col cambiar della luce. Per arrivare a bordo acqua c’è una bella scalinata da fare, poi se si vuole si può fare il bagno oppure farsi fare una bella pedicure dai numerosissimi pesciolini presenti. L’annesso parchetto è carino ed un buon punto di ritrovo per le famiglie locali.

Proseguiamo sulla strada che costeggia il mare, attraversiamo un paio di paesini, fino a giungere alla cittadina perduta di Qalhat (segnalata bene anche dall’autostrada). Qui ci troviamo davanti ad una meraviglia! Il sito ormai non ha moltissime rovine rimaste in piedi, ma con le dovute restaurazioni (in corso) nei prossimi anni potrebbe diventar una meraviglia, a nostro parere un possibile futuro sito Unesco. Quello che al momento resta in piedi è un mausoleo stupendo, dedicato a Bibi Maryam (o Miryam a seconda della traduzione). Nel sito siamo solo noi 2 ed altre 2 persone quindi abbiam scattato foto da tutte le angolature totalmente indisturbati. Si scorgono dietro alcune transennine anche antiche mura e muretti e l’acquedotto. Da vedere.

Infine, in serata, giungiamo a Sur cittadina sulla punta sud-est dell’Oman. Sarà stato che era sera e si era stanchi, ma Sur proprio on c’è piaciuta: cittadina sporca, caotica, un pò ovunque capre e cani randagi e, specialmente, pozze d’acqua stagnante. Gli edifici e le strade non si presentano molto curati, anzi tra quest’ultime, solo le principali sono asfaltate. La gente invece si presenta bene, si vede che hanno tutto ciò di cui c’è bisogno, nessuno mendica ne si presenta trasandato. Anzi, essendo che era Venerdì sera, c’era un’aria assai festosa in centro, con tantissima gente in giro, vuoi a far grigliate a cielo aperto, vuoi semplicemente a chiacchierare. Tutto questo l’abbiamo visto facendoci un buon paio d’ore di passeggiata nei dintorni. Grossa contrapposizione tra la gente e i luoghi dove vivono.

Pernottiamo al Sur Hotel a 1 stella, uno dei pochi hotel del paese. Tutto sommato non male come hotel, struttura vecchiotta ma pulita con l’AC funzionante. Per cena andiamo al Sea beach, dietro l’hotel e consigliato dagli stessi alberghieri. Non male le varie pietanze prese.

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gran canyon arabia

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bahla fort

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Al Ayn unesco

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moschea muscat

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tramonto sulla corniche

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ras al jinz alba

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tartaruga madre



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